Nella mia gioventù mi sentivo solo. Probabilmente questo aveva a che fare con le circostanze familiari complicate e con l’imminente separazione dei miei genitori. Ma non lo so con certezza. Dovevo guadagnarmi riconoscimento e amore, mi mancava la sicurezza. Non avevo un’identità e non sapevo a che cosa dovesse servire la mia vita. Bestemmiavo, rubavo, mentivo, mi ribellavo contro le autorità ed i miei genitori, ero insoddisfatto. Cercavo di dare un senso alla vita.

Una nuova esperienza

Un giorno ho avuto modo di conoscere persone, nel mio tempo libero, che mi accettavano così com’ero. Mi accettavano, mi sostenevano, mi amavano quasi incondizionatamente. Era per me qualcosa di completamente nuovo e mi sentivo integrato in un gruppo che consideravo la mia vera famiglia. Queste persone credevano in Dio e mi raccontavano di Lui. Negli anni seguenti i valori sperimentati in quel gruppo divennero i miei valori personali e mi decisi per una vita con Dio.

Pace interiore

Da allora ho una pace interiore indescrivibile, affronto con piacere la vita, nonostante problemi e sfide, ed ho trovato un significato nella mia vita. Riconoscimento e sicurezza sono valori fondamentali e solidi. Invece di maledire auguro il bene alle persone, il vuoto interiore è riempito ora di ricchezza interiore, il ribelle è quasi completamente scomparso. La domanda dell’identità si é risolta. Come attinenza oggi c’è il cielo nel mio passaporto, la vita eterna mi è sicura. Questo mi fa sentire bene.

Vorrei farti una domanda: Tu dove trascorrerai l’eternità?

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