Sono nata benedetta! Per me Dio c’era sempre… da quando riesco a ricordare. Per tanti anni sicuramente il mio rapporto con lui era pieno di magia e segnato di adorazione pura. Lui mi aveva regalato la vita e per la bambina Corina tutto quello che riguardava Dio era pieno d’amore e magia, sicuramente troppo grande per essere realmente compreso ma troppo immenso per non essere ammirato e proclamato.

Un rapporto personale

Poi ho cominciato a volerlo conoscere meglio, ad instaurare un rapporto più personale, capire perché sono qui e qual’è il senso della vita che mi ha regalato. Non volevo sprecare la mia vita vivendola in modo sbagliato. Così sono passata dalla lettura della bibbia, che a quei tempi mi aveva purtroppo sconcertata più che rinforzata,  ad altre strade più esoteriche ma sempre alla ricerca di Dio. Anche in quegli anni la preghiera e il dialogo con Dio c’era sempre. In effetti non mi ricordo nessun periodo nella mia vita in cui avevo perso la fede in Dio. Faceva parte della vita quotidiana, anche se il rapporto era a volte meno intenso di quello che avrei desiderato.

Cresciuta nella chiesa riformata a Zurigo, da una madre che a sua volta era cresciuta nella chiesa neo-apostolica, con un rapporto molto compromessa con la chiesa in sé, mi sono poi sposata nella chiesa cattolica. Questo mi ha portato a vedere la chiesa come “strada” per arrivare a Dio, una casa di Dio, ma senza mai darle un’importanza elevata.

Una fede con la “F” maiuscola

Quando mi sono separata, i sensi di colpa mi hanno portata a vivere momenti davvero difficili. Mi sembrava di aver fallito, di aver deluso soprattutto Dio e non portato avanti il progetto che aveva per me e la mia vita. In quel periodo ho conosciuto una donna che abitava alla porta accanto. Ci siamo avvicinate e lei mi ha aiutato a rinforzare, e in un certo senso riscoprire, la fede con la “F” maiuscola. 

Un nuovo rapporto con Gesù

In tutti questi anni Dio per me ha fatto tantissimo e gli ero, gli sono e gli sarò sempre grata. La figura di Gesù per me invece non aveva fino ad ora un posto ben preciso nel mio credere in Dio. Che sia chiaro, non ho mai dubitato che fosse esistito, o che avesse fatto tutto quello che è scritto nella Bibbia, ma non avevo mai realizzato che lui è la via per arrivare a Dio. Non avevo nemmeno davvero capito che lui è morto anche per me, che i miei peccati sono perdonati grazie a lui. Sembra incredibile, ma davvero l’ho capito solo poco tempo fa, facendo un percorso biblico con il Pastore Daniele su consiglio della mia amica della porta accanto. Da lì è subito sorto il desiderio e la forte convinzione di voler ripetere il battesimo, fatto 42 anni fa a pochi mesi di vita. Questa volta però con la piena consapevolezza di dare la mia vita a Gesù.

Una vita di gratitudine

Adesso non ringrazio più solo Dio ma soprattutto Gesù per le meraviglie che ha fatto nella mia vita, lo ringrazio soprattutto per la benedizione immensa ricevuta di poter crescere due figli. Dio e Gesù ci sono nella mia vita, giorno dopo giorno, ed ho una lista infinita di cose da ringraziare. Il mio desiderio per tutti noi: è che possiamo renderci conto che abbiamo talmente tanto da ringraziare, da non rimanerci il tempo per lamentarci e se una cosa non funziona come vogliamo noi: proviamo ancora ma questa volta, con Dio.

“Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente. L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.”
— Prima lettera ai Corinzi 13:1-7 —

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter
Follow us: