di Daniele Scarabel

E ora, Israele, che cosa chiede da te il SIGNORE, il tuo Dio, se non che tu tema il SIGNORE, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu lo ami e serva il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua…? (Deuteronomio 10:12)

Io da bambino avevo paura di Dio. Per me Dio era qualcuno che dovevo evitare di fare arrabbiare, perché altrimenti mi avrebbe sicuramente punito. Lo immaginavo come uno di quei poliziotti che sta nascosto dietro l’angolo pronto a dare la multa a chiunque lascia l’auto parcheggiata troppo a lungo senza aver pagato. L’idea di avvicinarmi a Lui mi riempiva di terrore, non mi sentivo degno e temevo che mi avrebbe rifiutato. Solo quando ho scoperto il suo amore per me, ho potuto avvicinarmi a Lui senza timore.

Senza che ce ne rendiamo conto, l’idea che, anche inconsapevolmente, ci siamo fatti di Dio influenza il modo in cui viviamo la nostra relazione con Lui – anche da credenti! Voglio provare oggi a spiegarvi che cosa significa temere Dio, come il timore di Dio è collegato all’amore di Dio e per Dio e come tutto questo può influenzare positivamente la nostra vita cristiana.

Vari motivi per temere Dio

L’esortazione che troviamo in Deuteronomio 10:12 sembra essere contradditoria. Come possiamo temere e amare Dio allo stesso tempo? Domenica scorsa vi ho spiegato che Dio odia il peccato perché è santo e che la sua ira rimane su chi rifiuta di credere in Gesù Cristo (Giovanni 3:36).

Molti versetti sia dell’Antico, sia del Nuovo Testamento fanno riferimento all’ira di Dio contro il peccato. Oltre a questi versetti sull’ira di Dio, troviamo oltre 300 riferimenti nel solo Antico Testamento a temere Dio. Non è però solo una questione legata all’Antico Testamento, anche Gesù la riprende, ad esempio dicendo:

E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna. (Matteo 10:28)

Anche il grande re Salomone, che verso la fine della sua vita tira bilancio di come ha vissuto, riconoscendo di aver spesso usato le benedizioni di Dio per soddisfare i suoi bisogni e desideri, piuttosto che per la gloria di Dio, nel libro dell’Ecclesiaste ci esorta dicendo:

Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo. 16 Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male. (Ecclesiaste 12:15-16)

È dunque più che comprensibile avere paura leggendo che dovremo rendere conto a Dio della nostra vita e può succedere che quando qualcuno inizia ad ubbidire a Dio, lo faccia più che altro per paura dell’alternativa: la morte, l’eterna separazione da Dio!

Per chi non crede, temere Dio significa veramente dover aver paura di affrontare il giudizio di Dio e la morte eterna come conseguenza del peccato, ovvero l’eterna separazione da Dio. Ma che cosa significa temere Dio per chi crede e confida in Lui?

Dal punto di vista linguistico possiamo affermare che il verbo ebraico Jārē, che viene solitamente tradotto con “temere”, non significa solamente “avere paura di”. Può significare anche “avere soggezione”, “rendere omaggio, onore e rispetto”.

Per un credente temere Dio significa avere una profonda riverenza nei suoi confronti, restare magari anche a bocca aperta di fronte alla sua santità, maestà, potenza e amore, essere devoti, fedeli e ubbidienti a Lui come unico Signore e mostrargli il massimo rispetto.

Trovo che tutte queste spiegazioni linguistiche siano davvero belle e utili. Ci aiutano a non interpretare il timore di Dio come se dovessimo restare intimiditi da Dio o dal suo carattere. Devo però ammettere che come spiegazione ancora non mi soddisfa e non mi aiuta a capire perché più di 300 volte nell’Antico Testamento leggiamo che dobbiamo temere Dio.

A chi come me è cresciuto con un’idea sbagliata su Dio, tutti i versetti che chiedono di temere Dio mettono ansia piuttosto che pace. Anche se sappiamo che non è così, ci suggeriscono che sarebbe meglio evitare di fare qualunque cosa che potrebbe fare arrabbiare Dio, piuttosto che aiutarci ad avvicinarci a Lui in piena fiducia.

Il problema si ripropone e si aggrava poi ogni volta che ricadiamo nel peccato o che sbagliamo qualcosa, perché è facile giungere alla conclusione che arriverà sicuramente il momento in cui i miei peccati saranno abbastanza gravi, da spingere Dio a togliermi il suo amore per sempre…

La relazione tra amore e timore

È a questo punto che ci viene in aiuto un versetto come il seguente:

Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. (1Giovanni 4:18)

Solitamente se abbiamo paura di qualcosa è perché ci aspettiamo che quella cosa ci faccia del male o che sia fonte di pericolo. Ma non è assolutamente così che dobbiamo vedere Dio! Dio ci ha dato prova del suo amore mandando suo figlio Gesù Cristo nel mondo per morire per i nostri peccati. L’amore di Dio per i suoi figli è immutabile e incondizionato.

Se però non ne siamo coscienti, possiamo facilmente credere alla menzogna che Dio sia spesso arrabbiato con noi, perché non passa giorno che non pecchiamo, o che lo deludiamo in un modo o nell’altro. Se non c’è equilibrio tra il timore di Dio e il suo amore sarà facile cadere nella trappola del perfezionismo cristiano, dove faremo di tutto pur di non deluderlo.

Naturalmente Dio vuole che conduciamo una vita che piace a Lui e che non pecchiamo, ma qualunque sia anche il peccato nel quale possiamo cadere, nulla potrà influire sull’amore che Dio ha per noi. L’amore di Dio per i suoi figli è sempre qui. Sempre.

La Bibbia afferma:

In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. (1Giovanni 4:10)

Noi non possiamo e non dobbiamo più avere paura di Dio, perché il suo amore per noi caccia via la nostra paura. Egli ci ha amati ancora prima che noi anche solo pensassimo di amare Lui. Chi ha paura di Dio è perché teme di essere da Lui castigato, ma Dio ci assicura che se confidiamo in Cristo, abbiamo il diritto di chiamarci “figli di Dio” (1Giovanni 3:1) e come tali non abbiamo alcun motivo di temere la sua ira.

Soffermati un attimo proprio adesso su questi pensieri e ringrazia Dio nel tuo cuore per l’amore che ha verso di te e per aver mandato suo figlio a morire per te.

Anche se abbiamo magari iniziato la nostra relazione con Dio con soggezione, riverenza o con una sorta di santo terrore quando abbiamo riconosciuto che Dio è molto più grande di noi, non dobbiamo fermarci qui.

Se ci accontentiamo di un’immagine di Dio basata sulla paura di una punizione, il nostro amore per Dio non potrà mai crescere. Molti cristiani rimangano però incastrati nel timore di un Dio che punisce, piuttosto che confidare in un Dio che ama e che vuole perdonare.

Se l’immagine che abbiamo di Dio è ancorata nella paura, ne sarà influenzato ogni singolo aspetto della nostra identità e del nostro comportamento da cristiani. Senza nemmeno rendercene conto ci ritroveremo a trasmettere a chiunque entra in contatto con noi la paura di un Dio tremendo, piuttosto che la speranza e il perdono che Dio ci offre in Gesù Cristo.

Solo se scopriamo l’immenso e profondo amore di Dio per noi, potremo a nostra volta amare Dio, il nostro prossimo, noi stessi e pure i nostri nemici, perché l’amore caccia via la paura!

Sviluppare un sano timore di Dio

Ma, se questo tipo di timore di Dio è sbagliato, come la mettiamo ora con versetti che ci esortano ad avere timore di Dio come cristiani? Tipo il seguente:

Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio. (2Corinzi 7:1)

Compiere la nostra santificazione nel timore di Dio significa mostrare a Dio tutta la nostra disponibilità a lasciarci da Lui trasformare per diventare sempre più simili a Cristo. Per un Cristiano che ama e segue Dio, avere timore di Dio significa vivere nella coscienza di essere in stretta dipendenza da Dio. Significa sapere che in ogni circostanza ci troviamo nelle mani del Padre che ci guida e ci protegge, che con l’aiuto dello Spirito Santo che vive in noi ci è ora possibile vivere una vita che dia onore al nostro Dio onnipotente e santo.

Il nostro Signore stesso ci ha dato un forte esempio di cosa significa vivere una vita nel timore di Dio, quando affrontò la morte per noi:

Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà [= a motivo del suo timore di Dio]. (Ebrei 5:7)

Gesù di fronte alla morte gridò a Dio e gli chiese di salvarlo, Dio rispose risuscitandolo il terzo giorno. La sua preghiera è stata esaudita a motivo del suo timore di Dio. Ma in che cosa Gesù ha mostrato timore di Dio? Lo ha fatto dimostrando la sua completa dedizione, ubbidienza, dipendenza e profondo rispetto per la volontà del Padre suo fino all’ultimo respiro.

Una spiritualità fondata nell’amore di Dio non è una spiritualità dove “tutto è permesso”, dove le regole non hanno più valore e la moralità è abbandonata. Al contrario! Se la nostra vita è fondata e radicata nell’amore di Dio, ci porterà a sviluppare un vero timore di Dio, ovvero il desiderio di piacere a Dio, di camminare nelle sue vie e di fare la sua volontà.

Se temiamo Dio, ogni nostra scelta e ogni nostro impegno saranno ancorati nell’amore: a partire dal nostro comportamento sessuale, al come gestiamo le nostre finanze e al modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Le basi di ogni nostra azione saranno misericordia, giustizia, disponibilità al perdono, pace, gioia e gentilezza.

Questo è il vero timore di Dio, che ci spinge a fare la sua volontà senza paura di un castigo se sbagliamo, ma per amore e nella profonda convinzione che in ogni circostanza siamo nel dominio di Dio!

Allora, com’è la tua immagine di Dio? Se hai ancora una grande confusione in testa su come puoi amare e temere Dio allo steso tempo, potrebbe essere questo un argomento su cui riflettere la prossima volta che passerai del tempo con Dio?

Cosa puoi fare per eliminare la paura di un Dio che punisce e castiga e per approfondire invece la conoscenza dell’amore che Dio ha per i suoi figli? Ti invito a chiedere a Dio in preghiera di aiutarti a fare chiarezza nell’immagine che ti sei fatto di Lui e di benedirti con un’immagine ancorata nel suo amore e in un sano timore di Dio.

Gesù ci ha mostrato cosa è il vero timore di Dio, che non ha nulla a che fare con la paura. Chiedi al Padre di dare anche a te questo profondo desiderio, che ha caratterizzato tutta la vita di Cristo, di dipendere da Dio in ogni circostanza.

Amen

 

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