di Claudio Agosta

Siamo alle porte della Terra Promessa. Un periodo storico! Finalmente dopo 40 anni di attesa, il popolo di Dio può entrare nel territorio previsto da Dio per esso. Dopo tanta sofferenza e uno stile di vita nomade, finalmente sono arrivati. Trovano un luogo stupendo, ideale: ci sono strade, città, una casa già edificata perfetta per la propria famiglia, ci sono negozi, bar, cinema, parchi giochi per i figli,…non manca niente!

Tuttavia, sembra che il popolo d’Israele non abbia molta intenzione di entrarci. Ha paura!…si lamenta e pensa:

v. 27 “L’Eterno ci odia, per questo ci ha fatto uscire dal paese d’Egitto per darci in mano agli Amorei e per distruggerci.

Con questo pensiero, letteralmente “perverso”, è impossibile entrare in quel luogo. La sfida era umanamente difficile, solo con Dio sarebbe stato possibile, e questo Dio, pensano “forse…ci odia”.

Il libro di Deuteronomio

Deuteronomio significa “seconda legge”, non nel senso di una nuova legge, ma della stessa legge ripetuta. In questo libro troviamo il riassunto della storia che Dio ha con il suo popolo dall’uscita dell’Egitto fino alle porte della Terra Promessa.

Innumerevoli volte troviamo scritto “Ricordati, Ricordati, Ricordati….ciò che il tuo Dio ha fatto per te”, e “scegli Dio”. Il messaggio principale può essere così riassunto: “Ricordati ciò che Dio ha fatto per te, ecco cosa puoi fare per servire Dio. Osserva la sua volontà perché le vittorie, le conquiste, la prosperità, la gioia, insomma la vita stessa,  dipendono da questo.”

La vecchia generazione è morta nel deserto, a parte Mosè, Giosuè e Caleb. Il popolo, la nuova generazione, ha bisogno una rinfrescata della legge di Dio e delle sue intenzioni, il momento è storico, finalmente dopo centinaia di anni dalla promessa di Dio dice che è arrivato il momento. Dice cosa fare, incoraggia, promette guida ed equipaggiamento, dà istruzioni precise su COME entrare e COME mantenere la Terra Promessa.

1. Promessa

La promessa fatta inizialmente ad Abramo in  Gen. 17.8  E a te, e alla tua discendenza dopo di te, darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in proprietà per sempre; e sarò il loro DIO». È ripetuta più volte nella storia di Dio con il suo popolo, e la ripete oggi, ad ognuno di noi, per il nostro destino spirituale.

2. Comandamento

“Prendi possesso!“ è una missione che Dio ci dà da compiere. È il nostro destino. Già fu dato ai nostri progenitori (Adamo ed Eva) e continua con il suo intento che, come suoi rappresentanti su questa terra, siamo tenuti a prendere possesso del territorio spirituale che ci sta davanti. 

3. Incoraggiamento

“non aver paura, non scoraggiarti!”, “Non spaventatevi, non abbiate paura” .

Ogni volta che Dio ci comanda di fare qualcosa, non solo sa che siamo in grado di farlo, ma ci incoraggia.

in Deut. 1.31 Dio si paragona ad un papà che non ha fatto mancare niente ai suoi figli.

“e nel deserto, dove hai visto che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha portato come un uomo porta suo figlio, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati in questo luogo”.

In tutto il libro di Deuteronomio si risente il cuore paterno di Dio verso il suo popolo.

4. Guida ed equipaggiamento

Dio dice quali popoli attaccare, quali lasciar andare, quali sono i confini, chi deve prepararsi alla conquista, ecc. e dice a più riprese che lui è già andato “il Signore cammina egli stesso davanti a te”

5. Istruzioni per l’uso, ovvero „COME“

Dio da delle vere e proprie “istruzioni per l’uso”, un “manuale di conquista”, come una ricetta da seguire passo per passo. Le semplici istruzioni sono:

“VOI andate e conquistate – IO combatto per voi”

Deut 1.30 L’Eterno, il vostro DIO, che va davanti a voi, combatterà egli stesso per voi

Deut. 3.22 Non li temete, perché il Signore, il vostro Dio, combatterà per voi.

È una strategia di conquista molto particolare, e presenta un apparente controsenso. Conquistare significa combattere. Ma…..

Come faccio a conquistare senza combattere?

DIO ti fa vedere la tua “terra della promessa”. Ti ha dato una visione, una chiamata, ti ha fatto una promessa nella tua vita. Ti ha mostrato alcuni campi nella tua vita in cui si vuole manifestare e cambiare in meglio la situazione, darti vittorie spirituali. Ora stai proprio davanti al compimento di queste promesse e ti chiedi “…Cosa devo fare esattamente?”

Definiamo in primo luogo cosa significa per noi “terra promessa”, inoltre quali sono i requisiti per la sua conquista. In seguito, vediamo quali istruzioni per l’uso Dio ci ha lasciato.

a. Qual’è la tua Terra Promessa?

Non in generale, ma in maniera specifica nella tua situazione attuale. Su cosa ti sta parlando negli ultimi giorni, settimane, mesi, anni…

C’è un ambito del tuo matrimonio che va conquistato? C’è un aspetto del tuo lavoro che necessita un cambiamento secondo i principi di Dio? Sei al posto giusto? È una malattia che stai vivendo con un sentimento di sconfitta? È uno stato di stress, scoraggiamento, preoccupazione nel quale non hai per niente il sentimento di conquista? 

La Terra promessa è:

– un luogo di riposo:

Dio ha previsto per il popolo d’Israele un riposo fisico. Deut. 12:9-10 – Dio vuole dare a noi un riposo spirituale in Lui Ebr. 4:1-3

– un terreno da possedere, anche se non hai fatto niente per guadagnartelo (Deut. 6.10 Quando il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà fatto entrare nel paese che giurò ai tuoi padri, Abraamo, Isacco e Giacobbe, di darti; quando ti avrà condotto alle grandi e belle città che non hai edificate)
la terra promessa è un ambito nella nostra vita in cui Dio ci vuole far capire che ci appartiene, non è né in affitto, né in prestito, né temporaneo, né limitato. E non l’avremo a causa dei nostri sforzi personali, ma per grazia, per sua volontà. Possiamo qui pensare al frutto dello Spirito (Gal 5.22), al raggiungimento della statura di Cristo (Ef. 4.13) ecc.

– una vita di abbondanza

Al popolo viene promessa abbondanza, ricchezza e prosperità (Deut 8.8-10)

In Cristo abbiamo la pienezza di Dio (Col.2.9) Gesù è venuto a darci vita in abbondanza (Giov. 10.10)

– una vita vittoriosa

Farci vivere in vittoria (in ogni campo) è il piano di Dio per la nostra vita. (Deut. 11:23-25 , Deut 28.13 Il SIGNORE ti metterà alla testa e non alla coda. Sarai sempre in alto, e mai in basso e 2 Cor. 2.14 Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza.)

Per gli Israeliti, così come per ognuno di noi, è chiaro che la terra promessa non era un luogo senza difficoltà, piuttosto una vita di pace nelle difficoltà, di vittoria sulle tentazioni, di riposo dopo gli sforzi e il lavoro.

b. Qual è il requisito per la conquista?

C’è un requisito di base per conquistare la Terra Promessa ed è quello di obbedire al Signore e di sceglierlo liberamente. Concetti ripetuti tantissime volte in Deuteronomio.

La base dell’obbedienza non è la paura, bensì l’amore per Dio e il timore di Dio.

Deut.10:12-13
12 E ora, Israele, che cosa chiede da te il SIGNORE, il tuo Dio, se non che tu tema il SIGNORE, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu lo ami e serva il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua, 13 che tu osservi per il tuo bene i comandamenti del SIGNORE e le sue leggi che oggi ti do?

Amare Dio ha a che fare con una scelta per lui e contro gli altri idoli.

in Genesi, Esodo, Levitico, Numeri Dio spesso ricorda al suo popolo che l’ha scelto. In Deuteronomio abbiamo un Dio che propone al suo popolo una risposta: “Io ti ho scelto come popolo, tu mi vuoi scegliere come tuo Dio?”

Temere Dio ha a che fare con il credere nelle sue capacità, fidarsi di Lui. (Deut. 9:28) Credere che sia in grado di salvare, guidare, aiutare il suo popolo

L’immagine che il popolo aveva di Dio non era corretta, il popolo pensava di non farcela perché non era sicuro nell’amore di Dio “forse ci odia”…(Deut. 1.27 e 9.28) Dio cerca di correggere questa immagine con esempi e ricordi. Per es.  ricorda i miracoli fatti per uscire dall’Egitto, ricorda che non gli ha fatto mancare niente, che hanno ricevuto la manna, che i loro vestiti e calzari non si sono consumati, ecc. (Deut 2:7 Poiché l’Eterno, il tuo DIO, ti ha benedetto in tutta l’opera delle tue mani; ha vegliato sul tuo viaggio attraverso questo grande deserto. L’Eterno, il tuo DIO, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla”.)

c. Come prendo possesso della mia Terra Promessa?

Deuteronomio parla in diversi passaggi del profeta che verrà (Gesù) in contrapposizione a Mosè, profeta per il popolo.

Mosè non ha potuto entrare nella Terra Promessa perché incarnava la legge. Ha dimostrato che non è possibile adempierla senza l’opera completa di Gesù Cristo. Per noi significa che è impossibile conquistarla con le nostre forze, ma solo tramite Gesù.

È interessante che l’entrata sia incominciata con l’attraversata del fiume Giordano, simbolo del battesimo, dunque la conversione.

Se torniamo alle “istruzioni per l’uso” nel conquistare la nostra terra promessa, noi siamo tenuti a conquistare, mentre Dio lotta per noi.

In questi termini dobbiamo credere che Gesù ha già conquistato e compiuto ogni cosa per noi, nelle sue parole “tutto è compiuto” c’è la realtà che quel territorio che Dio ti ha promesso, è già stato conquistato spiritualmente. Ora, per fede, ne prendo possesso, ci metto il mio piede spirituale sopra, proclamando la vittoria di Gesù.

La “mia” parte è semplice: è scegliere Gesù, per amore, e credere nelle SUE capacità, perché so per certo che è degno di fiducia.

In questo modo le parole “sii forte e coraggioso” hanno un significato profondo nelle nostre conquiste. Essere forti: non si tratta di sentirsi forti in noi stessi, bensì di “aggrapparci tenacemente a Colui che può”,  “non mollare la presa” . Essere coraggiosi ha a che fare con l’obbedienza e la fiducia in Dio. Andare contro corrente e non seguire la massa (gli idoli stranieri), ma seguire unicamente Dio.

Dio ci incoraggia volentieri e regolarmente a “non aver paura” perché sa che il Diavolo usa questa tattica per scoraggiarci.

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