di Peter Oster

Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. 9 Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, 10 perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio. 11 Per fede anche Sara, benché sterile e fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa. 12 Perciò da una sola persona, e già svigorita, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si può contare. (Ebrei 11:8-12)

Nell’attuale serie di prediche percorriamo le vite degli eroi della fede elencati nella lettera agli Ebrei al capitolo 11. L’intento è di dare corpo alla fede, tramite personaggi della storia e capire come metterla in pratica. Nell’ultima predica Daniele ci ha parlato di Abele, che con spirito umile ha presentato un sacrificio accettevole a Dio. Enoc ha condotto una vita che piaceva a Dio a punto tale che non morì ma Dio lo ha portato con sé, mentre Noè che pure lui era una persona pia e ineccepibile, ha mostrato una fede contraria a ogni ragione, ubbidendo a Dio con la costruzione di una nave su terraferma.

Tutte queste persone sono grandi esempi di fede, dei quali però sappiamo relativamente poco. Oggi invece parliamo di Abramo, un personaggio di cui sappiamo abbastanza tanto e dal quale possiamo imparare molto.

La vita di Abramo

Lo scrittore della lettera agli Ebrei si rivolge ad un gruppo di persone che conosceva molto bene le storie dell’AT. Servivano poche parole per aprire tutto un panorama dinnanzi alla mente dei lettori. Conoscevano i racconti a menadito. Per questo può essere interessante ripercorrere, almeno parzialmente, la vita di Abramo e Sara, nella nostra predica odierna per scoprire alcuni tesori.

Per questo proiettiamo ora questa cartina. Qui si vede quale è stato il cammino di Abramo e Sara.

Il tutto però ha preso inizio ad Ur, una città dell’odierna Arabia Saudita. Il padre di Abramo che si chiama Tera decide di emigrare in Canaan senza prendere però con sé tutta la famiglia. Lo accompagnano solo Abramo, la sua moglie Sara e il Nipote Lot, che aveva perso il padre. L’altro Figlio Naor non li segue. Tera però non giungerà mai a destinazione, fermandosi a Caran, dopo aver percorso ca. 1000 km. Ivi Tera muore a 205 anni. Lui era l’ultimo antenato di Abramo a servire altri dei.

Riflettendo su questi fatti osservo che molte persone hanno intrapreso dei buoni inizi, prendendo delle buone decisioni, ma si sono arrenate a metà strada. In questo caso non sappiamo perché Tera non ha portato a termine il proprio viaggio, fermandosi a Caran. Però si scopre che era una peronsa che non conosceva Dio e non poteva perciò entrare nella Terra promessa. Questo vale fino ad oggi. Non è possibili realizzare le promesse di Dio senza di lui. Se Dio ha un piano per noi o per la nostra vita non possiamo realizzarlo senza di Lui. Non possiamo neppure avere la salvezza, senza entrare in una relazione profonda con Dio. Nel testo che avevamo letto prima leggiamo che Abramo aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio. In questa nessuno potrà entrare che non viva con Dio, che non crede con il cuore a Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

All’età di 75 anni, quando Sara ne aveva 65, Dio parla per la prima volta ad Abramo, dicedogli:

«Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò;  2 io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione.  3 Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra». (Genesi 12:1-3)

Abramo ubbidisce, abbandona la sua famiglia, prendendo con sé Lot e si mette in viaggio. Un viaggio in un futuro incerto in un mondo pieno di pericoli, dove la protezione della famiglia sarebbe stata importante. Era impazzito? A chi apparteneva quella voce? Questo Dio non lo conosceva.

Il grande cambiamento nella vita di Abramo avviene allorquando Dio gli parla. Il cambiamento inizia con Dio. Questo accade anche nelle nostre vite. Esistono esperienze, incontri, situazioni nella nostra vita che vengono da Dio per poterlo conoscere. Dalla Bibbia poi impariamo a conoscerlo e scopriamo come opera in nostro favore. E poi Dio parla ai nostri cuori e noi dobbiamo decidere se vogliamo credergli e se vogliamo seguirlo, così come Abramo. Abramo ha dovuto decide e anche noi dobbiamo sempre di nuovo decidere se crede a Dio, alla Bibbia, a Gesù. Nel caso di Abramo e di ogni cristiano la fede in Dio causa dei cambiamenti, senza i quali non è possibile seguire Dio.

E così Abramo si dirige con il suo seguito in direzione di Canaan, dove vivono i canaaniti. Entra in un paese con una cultura, costituito da città-stato. Ogni città con il suo territorio ha un re con poteri totali. Il paese è occupato da popoli con una religione con forte carisma e parzialmente costumi malvagi. Abramo perciò deve essere attento ed ha sicuramente timore. Forse ha paura, forse questo è il motivo per cui Tera si era arenato ad Aran. Assieme a Lot il convoglio però è più grande ed ha maggiori possibilità di difendersi. Dovevano però procedere con cautela.

E questo capita anche nella nostra vita di avere cioè periodi con incertezze nei quali timore e speranza si alternano. In questi tempi è necessario ricordarsi delle promesse di Dio: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò / “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” / “invocami nel giorno della sventura, io ti salverò e tu mi glorificherai”. Ci sono così tante promesse che Dio ci fa e ci fa bene se le conosciamo e ce ne appropriamo, in modo da stare saldi. Abramo nelle sue scelte sicuramente si rammentava continuamente di ciò che Dio gli aveva detto, sperando di non sbagliarsi.

  1. A Sichem, l’odierna Nablus in Israele Dio parla nuovamente ad Abramo dicendogli «Questa è la terra che darò ai tuoi discendenti». E quivi egli costruisce un altare presso la quercia di More.
    Dopo circa 800 km di viaggio arriva finalmente alla sua meta, la Terra promessa. Per questo Abramo adora Dio. Finalmente è sicuro che non si era sbagliato. E come reagisce? Ringrazia Dio! Costruisce un altare e adora Dio. Probabilmente ha offerto pure un sacrificio come Abele. Attraverso questo altare il posto viene contrassegnato. Diventa un luogo della memoria. Anche per noi è utile se impariamo ad avere uno stile di vita caratterizzato dalla gratitudine verso Dio. È importante di ricordarsi sempre di nuovo di ringraziare Dio. Ed è utile se abbiamo dei segni, dei luoghi della memoria nella nostra vita, in modo che non dimentichiamo mai cosa ha fatto Dio per noi.
  2. Da Sichem riparte verso Betel dove nuovamente costruisce un altare e invoca Dio.
  3. A causa di una carestia riparte poi verso l’Egitto, dove per paura di essere ucciso fa passare la sua bellissima moglie come sua sorella. Così il faraone si prende in moglie Sara e riempie di doni Abramo. Dio però interviene punendo il faraone, che si accorge dell’inganno. Di seguito manda via sotto scorta Abramo con la moglie, senza uccidere nessuno.
    Sembrava che Abramo avesse fatto tutto giusto ed ecco che una carestia colpisce il paese. È così che nella vita accadono delle difficoltà, che però non sono per niente pensate per distruggerci, servono piuttosto alla nostra maturazione. Pensate davvero che Abramo sarebbe morto di fame, o che il faraone avrebbe ucciso il marito della bella Sara? Il diavolo desidera che noi lo crediamo, ma dobbiamo resistergli. Dobbiamo imparare a credere alle promesse di Dio. Gesù è il Salvatore ed egli condurrà e proteggerà sempre le sue pecore. Ciò che salta all’occhio però è che Abramo ha un piano prestabilito. Prima di partire da Caran si accorda con sua moglie, che è anche la sua sorella di farsi passare per tale. E penso che a causa della paura Sara sia stata d’accordo. Il risultato è stato che il faraone si è preso veramente in moglie Sara aggiungendola al suo Harem. Se entrambi avessero avuta piena fiducia in Dio avrebbero risparmiato diversi dolori. Abbandoniamo quindi anche noi i nostri piani preconfezionati che si oppongono alle vie di Dio. Volevo sempre sapere se la fede regge veramente. Ed invero, ogni volta che ho accettato le vie di Dio ho avuto la conferma che abbiamo un Dio vivente.
  4. Così Abramo torna a Betel e adora nuovamente Dio. Qui Abramo e Lot si separano pure perchè entrambi erano talmente benedetti che non c’era più abbastanza spazio per entrambi. Abramo lascia la scelta del territorio a Lot, e questi decide di dirigersi verso la verdeggiante pianura presso Sodoma e Gomorra nella valle del Giordano, dove però abita una popolazione perversa. E qui Dio, subito, promette nuovamente ad Abramo di donargli un figlio da Sara, donargli una discendenza numerosa come la sabbia del mare e dargli la terra che vede davanti a sé.
    Qui si vede che c’è una differenza tra Abramo e Lot. Abramo ha appena imparato dalla disfatta subita. Decide di rimettere la scelta del territorio nelle mani di Dio, dando la precedenza a Lot. La conseguenza è che non deve vivere presso una popolazione perversa, ma che al contrario può godere della vicinanza di Dio, perché proprio immediatamente dopo questi fatti Dio parla ad Abramo perché lui ha posto la sua sorte nelle sue mani.
  5. Da Betel Abramo si sposta verso Hebron, dove di nuovo costruisce un altare.
    Mi sono chiesto perchè Abramo costruisce un altare proprio lì. A dire il vero non lo sappiamo esattamente, ma è un segno che ha accettato la via di Dio. Lot ha la pianura verdeggiante, lui ha le colline. Abramo con questo altare accetta la sua sorte. Per molti di noi sarebbe una buona cosa se potessimo dire: mi accetto con tutti i miei limiti, accetto Dio le tue vie, fai il meglio di me, mi abbandono oh Dio completamente a te, conducimi in via eterna. Conducimi come Abramo nella città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio.
    Però anche noi dobbiamo essere disposti ad abbandonare le verdeggianti pianure nella distesa di Sodoma e Gomorra. Parliamo di questo con Dio per farci mostrare quale sia il nostro caso.
  6. Dopo questi fatti accade la storia della guerra di diversi re contro Sodoma e Gomorra, che vengono sconfitti ed anche la familia di Lot viene deportata. Abramo viene avvertito, si dirige fino a Hoba nel nord e di notte con 300 uomini assale e sconfigge il stanco esercito che fugge atterrito. Così Abramo trae in salvo Lot e tutte le persone catturate con il bottino. Abramo non vuole nulla del bottino per sé perchè non vuole essere in debito con il re di Sodoma. Però incontra poi Melchisede (figura di Cristo), re di Salem che gli viene incontro con pane e vino. A lui Abramo dona la decima di tutto.
    In questa vicenda Abramo mette in gioco tutto sé stesso. Anche se al primo momento non sembra, ma in fondo Abramo era quasi costretto a salvare Lot. Era lui che l’aveva condotto nella terra di Canaan, se non interveniva, Lot e tutti i suoi avrebbero fatto la fine degli schiavi. Una vita terribile. Una situazione permessa da Dio per la gloria di Abramo? Egli decide quindi di salvare Lot e conta sull’aiuto di Dio. La sua impresa era così rischiosa da rasentare il suicidio. Così Abramo agisce con molto senno e con fede e dopo la vittoria non prende alcun bottino per sé per rimanere puro. In questa situazione gli viene incontro Melchisede, re di giustizia, reggente della città della pace (Gerusalemme). Egli era un sacerdote del Dio altissimo, una figura di Cristo, e sicuramente era stato il Signore a comandargli di venirgli incontro per sostentarlo.  Anche noi nei momenti speciali possiamo contare con un aiuto particolare di Dio. Sarebbe meraviglioso poter raggiungere anche solo parzialmente l’altruismo di Abramo, che ha rischiato tutto, non voleva niente per sé e ha dato la decima.

Questa era solo una parte della vita di Abramo e di Sara e ci sarebbe ancora molto da raccontare. Infatti sulla cartina si vedono ancora molte tappe del loro percorso. La cosa fondamentale che possiamo imparare è che le decisioni e il comportamento  di Abramo e di Sara durante la loro vita erano guidati dalla loro fede in Dio. Non c’erano a quanto pare settori che ne erano estromessi. La fede ha veramente assunto una dimensione esistenziale per loro, anche se non hanno vissuto una vita senza errori. E in questa profonda relazione hanno incontrato Dio e la loro vita ha assunto una dimensione con rilevanza anche per altre persone. Nel caso particolare addirittura una rilevanza per tutta l’umanità.

Prendiamoci così un buon esempio dalle vicende di Abramo e Sara facendo dei passi di fede e ubbidienza a Dio adeguati alle nostre capacità.

Amen

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