di Daniele Scarabel

17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.  18 Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».  19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione.  (Ebrei 11:17-19)

Quando una persona inizia a credere in Dio, a seguire Gesù Cristo con tutto il suo cuore, sperimenta una gioia e una speranza mai vista prima. Inizia a scoprire quanto è bello poter pregare, poter portare a Dio i propri pesi, vedere come Dio apre nuove porte e come ci benedice. È anche ciò che ha sperimentato Abraamo quando ha seguito la voce di Dio e ha lasciato la sua patria per fare la volontà di Dio.

Poi ci accorgiamo che con il passare del tempo aumentano anche le sfide nel fare la volontà di Dio. Più tempo siamo in cammino con Dio, più Dio mette alla prova la nostra fede e in certi momenti può anche sembrare che Dio ci chieda l’impossibile. La storia di oggi ci vuole aiutare a capire perché e come Dio ci mette alla prova per fare crescere la nostra fede.

La prova del nove

17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.

Per capire bene l’importanza di questo evento, dobbiamo ripassare brevemente la storia di Dio con Abraamo. La prima volta che Dio si rivolse a lui chiedendogli di lasciare la sua patria e di recarsi nel paese che lui gli avrebbe mostrato, Abraamo aveva 75 anni. Dio gli promise di fare di lui una grande nazione e che sarebbe stato di benedizione per tutti i popoli.

Sicuramente Abraamo si chiese come sarebbe stato possibile, dato che sua moglie Sara era sterile, ma decise di agire con fiducia in Dio. Seguirono anni con molti alti e bassi nella vita di Abraamo, nei quali commise anche alcuni errori che hanno messo a dura prova la sua relazione con Dio. Nonostante tutto, Dio a un certo punto fece pure un patto con Abraamo, nel quale si impegnava a mantenere la sua promessa, senza chiedere nulla in cambio ad Abraamo.

Per Abraamo non fu comunque semplice. Dovette imparare ad avere pazienza e Dio mise alla prova la sua fedeltà in tante piccole cose. Finalmente, quando raggiunse i 99 anni, Dio gli annunciò che entro un anno sua moglie Sara gli avrebbe partorito un figlio. Così, all’età di 100 anni, 25 anni dopo la prima promessa da parte di Dio, Abraamo ricevette l’erede promesso.

Poi, improvvisamente Dio gli chiese di sacrificare suo figlio! Anche se la Bibbia non indica l’età di Isacco quando Dio mise alla prova suo Padre, da diversi indizi possiamo dedurre che siano passati già diversi anni dalla nascita e che Isacco sia oramai diventato già un giovane uomo. Questo significa che Abraamo aveva appena passato forse i 20 anni più felici della sua vita, nei quali stava prosperando, tutto andava per il meglio e Dio lo stava benedicendo.

Ma perché Dio fece una cosa simile a un uomo che di difficoltà ne aveva già affrontate parecchie e che aveva dimostrato più volte di desiderare Dio più di ogni altra cosa? Non si fidava forse della sua fede? Al contrario! Le prove che Dio permette servono piuttosto a rafforzare ulteriormente la nostra fiducia in Dio.

Così leggiamo nella lettera di Giacomo che dobbiamo gioire nelle prove…

…sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.  (Giacomo 1:3-4)

Dio permette delle prove nella nostra vita con l’unico scopo di portare avanti il suo lavoro con noi, per farci maturare fino a diventare cristiani perfetti e completi sotto ogni aspetto. Non è piacevole, ma è necessario. Se noi seguiamo Dio con tutto il nostro cuore possiamo essere certi che anche la nostra fede verrà messa alla prova.

Questo non deve però essere visto come un segno di sfiducia da parte di Dio. Anzi!  Non deve essere nemmeno visto come se Dio ci stesse tentando a peccare. In Giacomo leggiamo infatti che Dio non tenta nessuno, siamo noi stessi ad essere tentati dai nostri cattivi desideri che ci attraggono e che, quando cediamo ad essi, ci portano a peccare.

Satana questo lo sa molto bene. Dio ci mette alla prova, ma Satana ci tenta. Prove e tentazioni non sono la stessa cosa, ma sono comunque molto vicine l’una all’altra. Quando Dio ci mette alla prova, Satana sicuramente non è lontano e posso garantirvi che avrà subito pronta una tentazione per farci fallire la prova di Dio.

La fine di un sogno?

18 Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».

Isacco era il figlio da tempo promesso. Come poteva Dio chiedere ad Abraamo di rinunciare al suo unigenito figlio, l’unico figlio che sua moglie Sara gli partorì e l’unico figlio che avrebbe ereditato tutte le promesse ricevute da Dio? Questa richiesta deve essere sembrata la fine di un sogno, la fine di una storia travagliata che finalmente stava per avere un happy end. Satana avrà sicuramente seminato tutti questi dubbi nella mente di Abraamo, eppure Abraamo non esitò un istante, non mise in questione la richiesta di Dio e ubbidì.

Chiunque di noi è in cammino con Dio già da un po’ di tempo sa che a volte Dio ci chiede di abbandonare qualcosa che non è buono per noi. E fin qui ci può stare. Ma quando Dio ci chiede di abbandonare o lasciare qualcosa di buono, qualcosa al quale teniamo o per il quale abbiamo atteso o lottato a lungo, può davvero lasciarci confusi. Potrebbe sembrarci la fine di un sogno, come se Dio volesse portarci via qualcosa che sembrerebbe impossibile da rimpiazzare.

La Bibbia più volte ripete che Dio ha promesso di provvedere a ogni nostro bisogno:

Il mio Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù. (Filippesi 4:19)

Ma la Bibbia ci dice anche chiaramente che ogni promessa di Dio ha una condizione: che noi confidiamo in lui. È quasi un’equazione matematica: più confidiamo in Dio e più lui sarà in grado di provvedere a ogni nostro bisogno. Ma come possiamo imparare a confidare sempre di più in Dio? Come possiamo imparare ad avere sempre più fede?

Certamente non crescerà se passiamo il nostro tempo solo a filosofeggiare sulla Bibbia. La fede è come un muscolo che si sviluppa se viene utilizzata. L’unico modo per far crescere la nostra fede è esercitandola. All’inizio Dio ci chiede di essere fedeli nelle piccole cose, per poi affidarci compiti sempre più grandi, ma che saremo in grado di gestire con il suo aiuto.

La storia di Abraamo ci mostra come anche lui ha dovuto imparare ad essere fedele a Dio in molte situazioni della sua vita, alcune più difficili di altre. Lo stesso fa con noi. Se noi esercitiamo la nostra fede facendo la volontà di Dio quando è semplice, col tempo ci riusciremo anche di fronte a sfide sempre più difficili.

Vorrei presentarvi quattro tipi di test molto comuni che Dio usa per mettere alla prova la nostra fede. Prove che, se con l’aiuto di Dio riusciamo a superarle, si trasformano in un’opportunità per sviluppare la nostra fede e per imparare a confidare in Dio ancora di più.

Il primo tipo di prova riguarda quelle situazioni dove siamo sotto pressione. Il test sarà: “come affronterai lo stress?”. Riuscirai nelle piccole e grandi sfide quotidiane a confidare in Dio e a richiedere a lui le forze necessarie? Dio ti metterà alla prova per vedere se ti rivolgerai principalmente a lui quando sei nei problemi:

Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai. (Salmo 50:15)

Per il secondo tipo di test Dio utilizzerà varie persone che mette nella nostra vita. La domanda qui sarà: “come affronterai la delusione?”. La vita è piena di delusioni. Ma ciò che più ci delude sono le persone: amici, colleghi, il partner, il pastore, i figli, i genitori…

Perché? Restiamo delusi dalle persone perché ci aspettiamo che soddisfino un bisogno che solo Dio può soddisfare. Il problema non sono le persone, il problema è la nostra reazione alle persone. Se ti aspetti che siano altre persone a soddisfarti, stai già preparando la strada per la prossima delusione. Qui Dio ci mette alla prova:

Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE, per cui il SIGNORE è la sua fiducia. (Geremia 17:7)

Un’altra prova riguarderà la perseveranza. La questione sarà: “sarò in grado di mantenere i miei impegni?”. Tutta la nostra vita si basa su impegni che prendiamo. Nei confronti del partner, del datore di lavoro, degli amici… ma anche nei confronti di Dio. Dio metterà alla prova il nostro carattere, per vedere se teniamo fede agli impegni che prendiamo, che siano piccoli o grandi, che siano sul lavoro, in famiglia o in chiesa:

Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi. (Luca 16:10)

Il quarto tipo di prova, ma forse il più importante è il test delle nostre priorità. La domanda sarà: “chi sarà al primo posto nella tua vita?”. Puoi sapere se Dio è veramente al primo posto nella tua vita chiedendoti: a cosa pensi maggiormente? In che cosa investi principalmente il tuo denaro? Come occupi il tuo tempo? Le risposte ti riveleranno quali sono le tue priorità:

Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. (Matteo 22:37)

La prova per Abraamo era: sarà in grado di continuare sulla via dell’ubbidienza? Riuscirà a confidare che avverrà ciò che è umanamente impossibile? La risposta sta nel versetto 19.

Un Dio dell’impossibile

19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione.

Chi conosce la storia sa che all’ultimo momento Dio è intervenuto e ha impedito che Abraamo sacrificasse veramente Isacco. Ma nel suo cuore è come se lo avesse fatto. Per fede aveva dato Isacco nella morte, lo aveva interiormente già lasciato andare nelle mani di Dio. Così quando Dio intervenne, per Abraamo è come se gli avesse fatto risuscitare il figlio che lui riteneva già come morto.

In questo vediamo la grande fede di Abraamo in un Dio capace dell’impossibile. Abraamo aveva oramai imparato per esperienza che Dio mantiene le sue promesse ed era dunque convinto che, anche se avesse veramente ucciso suo figlio, Dio lo avrebbe poi fatto risuscitare.

Noi confidiamo in un Dio che agisce facendo cose che noi sembrano impossibili. Anche se Dio ha impedito ad Abraamo di sacrificare Isacco, quando si è trattato di sacrificare il suo unigenito figlio Gesù Cristo per noi, Dio non si è fermato. Lo ha sacrificato, ma lo ha poi anche fatto risuscitare dai morti. Dio ha dimostrato di voler andare, per amore di noi uomini, oltre ogni limite della nostra immaginazione umana.

Questo Dio dell’impossibile è lo stesso Dio che mette alla prova anche la nostra fede. Non credi che sia in grado di darti una via d’uscita dalla tua prova, come lo fece con Abraamo? L’invito che Dio ci rivolge sempre di nuovo è di guardare a Cristo che è risorto dai morti e che ora è al nostro fianco per aiutarci a superare le prove.

La domanda che Dio pone ad ognuno di noi è: vogliamo vivere per fede? Siamo pronti a chiedere a Dio di far crescere la nostra fede? Voglio incoraggiarvi a pregare in questo senso, anche se è una preghiera pericolosa. Come abbiamo visto oggi, per far crescere la nostra fede Dio la metterà alla prova.

Ma se siamo pronti ad andare avanti sul cammino che Dio ha preparato per noi o se desideriamo ridedicarci a Dio questa mattina, lo possiamo fare chiedendolo come fecero gli Apostoli con Gesù: “Signore, aumentaci la fede!”.

Amen

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