di Daniele Scarabel
Audio del sermone in tedesco

Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne;  13 perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete;  14 infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.  15 E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»  16 Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. (Romani 8:12-16)

Domenica scorsa vi ho detto che siamo più che solo dei “peccatori perdonati”, che ora siamo dei “santi redenti che ogni tanto peccano”. Parlando con diversi di voi ho visto che molti fanno fatica con questa definizione, perché non si vedono come tali nella loro vita quotidiana. E vi capisco molto bene, anche a me capita di cadere in queste riflessioni sulla mia vita. Purtroppo ciò che viviamo tutti i giorni, ovvero quando non riusciamo a vivere “da santi”, ci spinge a credere che in realtà non lo siamo nemmeno agli occhi di Dio.

Ciò che ci tengo a spiegarvi è che dire che ora siamo santi non ha niente a che fare con l’idea di un “uomo perfetto con l’aureola sulla testa”. Non è la nostra natura ad essere cambiata, come se ieri eravamo dei peccatori che peccavano tutto il giorno e oggi siamo dei santi che fanno solo ancora la volontà di Dio. Ciò che però cambia è la nostra identità: per Dio non siamo più i peccatori di prima, ora siamo i suoi amati figli.

Dire che ora siamo “santi” significa che Dio ci ha dichiarati puri e giusti al punto da permetterci di poter stare alla sua presenza senza paura, aiutandoci a fare la sua volontà invece della nostra. È la consapevolezza di questa nostra nuova identità e posizione che abbiamo in Cristo, che cambia totalmente la nostra vita. E oggi vedremo come la cambia!

Vivere mediante lo Spirito

Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne;  13 perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete. (Romani 8:12-13)

Ricordi il giorno in cui sei diventato un figlio di Dio, il giorno in cui hai deciso di credere in Gesù? Vorrei riportarti un attimo con i tuoi pensieri a quel giorno. In quel momento è avvenuto qualcosa meraviglioso: lo Spirito di Dio è entrato nella tua vita per liberarti dall’obbligo di peccare, da desideri distruttivi, da pensieri negativi e da comportamenti che ti portano lontano da Dio.

Non vuol dire che la nostra vecchia natura – o la “carne” per usare le parole di Paolo – non c’è più. La “carne” di cui si parla in questi versetti è quel principio che è presente nella vita di ogni essere umano – anche del credente – e che ci spinge a peccare, a voler vivere indipendentemente da Dio, facendo la nostra volontà invece della sua:

Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza,  20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte,  21 invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose. (Galati 5:19-21)

Per un non credente vivere “secondo la carne” è una cosa naturale, è dominato dalle sue passioni, non può fare altro che disubbidire alle leggi di Dio. Paolo ci dice che chi vive secondo questo principio morirà, riferendosi alla morte spirituale, all’eterna separazione da Dio.

La situazione è invece ben diversa per i credenti che non sono più “debitori alla carne per vivere secondo la carne”! La novità per chi è credente è che ora, mediante lo Spirito che Dio ci ha dato, possiamo e dobbiamo opporre una resistenza spietata e di tutto cuore agli atteggiamenti e ai comportamenti sbagliati che tentano di distruggere la nuova libertà che la morte e la risurrezione di Cristo ci ha portato.

La nostra salvezza e il fatto che siamo santi agli occhi di Dio non dipendono dal nostro comportamento, ma da ciò che Gesù ha fatto per noi; è tutto unicamente merito suo. Ma se vogliamo sperimentare appieno la vita che Gesù è venuto a ridarci, dobbiamo fare morire le opere del corpo con l’aiuto dello Spirito Santo, leggendo, studiando e mettendo in pratica la volontà di Dio che troviamo nella sua Parola.

Paolo ci dice che “se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete”. Non vuol dire che otteniamo la vita eterna combattendo contro il nostro peccato, ma che siamo responsabili di non permettere più al peccato di regnare nella nostra vita. Combattendo contro il peccato con l’aiuto dello Spirito Santo dimostriamo di essere i figli di Dio nati di nuovo, amati, perdonati e accettati da Dio, che già siamo in Cristo.

Purtroppo spesso non crediamo di esserlo, non tanto perché fatichiamo a capire le promesse di Dio, ma piuttosto perché le nostre esperienze passate e i nostri sentimenti personali ci hanno segnato negativamente. Nella nostra mente c’è una battaglia. Il nemico vuole che smettiamo di portare frutto, ci riempie la testa di pensieri di condanna e di menzogne sul nostro Padre celeste e ci vuole far credere che possiamo trovare un senso e uno scopo di vita anche al di fuori di una relazione personale con Dio e senza il bisogno di ubbidirgli.

Il punto è questo: a chi vogliamo credere maggiormente? Alle menzogne che Satana vuole farci credere, facendo leva sulle nostre esperienze passate e sui nostri sentimenti oppure a Dio che afferma che tramite il suo Spirito riusciremo a “far morire le opere del corpo”?

Adottati come figli

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio… 16 Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. (Romani 8:14.16)

È importante riconoscere che, anche se decisivo per la crescita di ogni credente, non è il nostro combattimento contro il peccato a fare di noi dei santi, dei figli di Dio amati. Noi lo siamo per ciò che Cristo ha fatto per noi e uno dei compiti dello Spirito Santo è proprio quello di aiutare ricordare al nostro spirito tutte le promesse di Dio per noi, di aiutarci a riconoscere la nostra nuova identità come figli di Dio.

Lo Spirito Santo inoltre ci guida e ci sostiene nella nostra guerra contro il peccato, per aiutarci a vivere realmente come dei santi e come dei figli di Dio. Non dobbiamo “recitare la parte del santo”, dobbiamo semplicemente imparare a vivere come i figli di Dio che già siamo.

Forse avete letto che sabato 19.5.2018 Meghan Markle un ex attrice di Hollywood, si è sposata con il principe Harry del Galles. Da brava attrice avrebbe probabilmente saputo recitare bene il ruolo di una principessa. Ma ieri è diventata una principessa a tutti gli effetti. Lei non dovrà recitare la parte della principessa, dovrà piuttosto imparare a vivere e a comportarsi in modo degno della sua nuova vita e funzione che ora ricopre.

Anche se c’è chi la critica, come il fratello e la sorellastra che hanno cercato di impedire il matrimonio, gettando fango sul suo passato. C’è chi non crede che sarà all’altezza del compito e molti si chiedono che principessa diventerà. Ma tutto questo non cambia nulla alla sua nuova identità. Allo stesso modo nulla del nostro passato o di quello che altri potranno dire o pensare di noi cambierà la nostra nuova identità come figli di Dio e santi.

Mi ha fatto sorridere leggere in una rivista gossip che Meghan, “ancor prima di prendere possesso del ruolo che l’aspetta, ha già ingaggiato la super assistente, che la condurrà sulla strada che potrebbe essere impervia” (Vanity Fair). Così come questa super assistente aiuterà Meghan a essere la principessa che già è diventata, anche noi abbiamo il nostro “super assistente”, lo Spirito Santo, che ci guida. E come lo fa? Ricordandoci sempre di nuovo che ora non siamo più obbligati a seguire i desideri della carne e a peccare sempre di nuovo. Perché ora siamo figli di Dio.

La frustrazione che sperimentiamo nella nostra vita cristiana sta nel fatto che spesso cadiamo in un circolo vizioso in cui sappiamo di fare qualcosa di sbagliato, lo confessiamo a Dio e poi lo facciamo ancora e ancora. Facciamo qualcosa di sbagliato e poi andiamo da Dio dicendo: “Mi dispiace Signore, ti prego di perdonarmi”.

Sappiamo di essere stati perdonati, ma ci sentiamo ancora malissimo. E poi il giorno dopo o la settimana dopo rifacciamo la stessa cosa sbagliata perché ci piace farla. Così finiamo per sentirci senza speranza.

Dio promette di sostenerci nella nostra lotta contro il peccato, ma non sarà solo lui a fare tutto il lavoro. Noi siamo responsabili di fare la nostra parte, dobbiamo accettare che il potere del peccato è annullato, che ci piaccia o no. Lo Spirito Santo ci aiuta, ma noi dobbiamo credere e fare nostra la verità che Cristo ci ha liberati dal potere del peccato.

Se noi facciamo la nostra parte impegnandoci a dire di no al peccato e seguendo il percorso che Dio ha preparato per noi, allora possiamo essere sicuri al 100% che lui ci sosterrà. Ma la promessa che saremo guidati dallo Spirito di Dio non si applica se seguiamo la nostra strada e poi diciamo: “Signore ho scelto questa strada, ora benedicimi!”.

Non è così che Dio opera. Dio sostiene coloro che camminano lungo la strada che lui ha preparato. Se desideriamo con tutto il nostro cuore fare la volontà di Dio, saremo guidati dallo Spirito Santo e niente e nessuno potrà impedirti di diventare la persona che Dio vuole che tu sia. Nessuna circostanza è così difficile, nessun evento passato così terribile, nessuna persona così potente da impedirti di compiere tutto quello che Dio ha in serbo per te.

Niente più paura

E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»  (Romani 8:15)

Nessuno di noi è nato come figlio di Dio, siamo stati adottati nella sua famiglia nel momento che abbiamo ricevuto il suo Spirito. Adamo dopo il suo peccato è stato respinto da Dio e cacciato dal paradiso. La verità meravigliosa è però che ora non siamo più respinti o non amati. In Cristo siamo accettati completamente e incondizionatamente da un Padre perfetto che accoglie tutti i suoi figli a braccia aperte.

Al momento della nostra conversione siamo stati completamente giustificati agli occhi di Dio. Siamo stati resi partecipi della natura di Cristo, diventando a tutti gli effetti figli di Dio. Non possiamo fare nulla per cambiare o migliorare questa nostra nuova identità. Dobbiamo semplicemente accettarla.

Paolo ci parla di due attitudini che possiamo avere nei confronti di Dio. La prima attitudine è basata sulla paura. Questa è l’attitudine di uno schiavo che ubbidisce perché deve, perché ha paura della punizione ed è insicuro. Un credente che vive così penserà: “Devo impegnarmi per far bene il mio lavoro per Dio e allora mi verserà il mio salario – risponderà alle mie preghiere, mi proteggerà, e così via. Ma se svolgo mediocremente il mio dovere, potrebbe cacciarmi via”.

Ma non è questo il tipo di relazione con Dio che abbiamo ricevuto tramite lo Spirito Santo. Abbiamo ricevuto lo “Spirito di adozione” che ci permette di avvicinarci a Dio come Padre, non come padrone. Un figlio ubbidisce al padre per amore. Sa di essere al sicuro e di essere amato incondizionatamente. Un credente che vive così dirà: “Io sono un figlio di Dio e lui mi ama e mi darà più di quanto merito. Il mio impegno non cambia la mia posizione all’interno della famiglia. Ma voglio lavorare duramente per lui, perché è il mio padre amorevole”.

Uno dei privilegi di essere figli è che lo Spirito ci permette di gridare “Abbà! Padre!”. Abba significa “papà”.  Riconosci la differenza che c’è tra un Dio che regna attraverso la schiavitù e uno che regna come un Padre?

Naturalmente ognuno di noi desidera anche essere accettato dagli altri oltre che da Dio e a volte è doloroso quando non ci sentiamo accettati. Eppure l’unica persona che conta davvero quando si tratta di essere accettati è Dio. È Dio a dirci che per lui siamo profondamente importanti e speciali. Se riconosciamo questa verità, saremo liberi da gran parte del dolore che proviamo quando gli altri non ci accettano. È doloroso solo se crediamo alla menzogna che se gli altri non ci accettano allora non siamo degni di essere accettati. Ma mediante lo Spirito Santo possiamo ora gridare “Abba! Padre!”. E se lo puoi fare allora tu sei un figlio di Dio e niente o nessuno può cambiare o rubare la tua nuova identità.

Amen

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