di Daniele Scarabel

Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, 2 mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. 3 Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ ho ricevuto anch’ io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; 4 che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; 5 che apparve a Cefa, poi ai dodici. 6 Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. 7 Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; 8 e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’ aborto; 9 perché io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. 10 Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di tutti loro; non io però, ma la grazia di Dio che è con me. 11 Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto. 12 Ora se si predica che Cristo è stato risuscitato dai morti, come mai alcuni tra voi dicono che non c’ è risurrezione dei morti? 13 Ma se non vi è risurrezione dei morti, neppure Cristo è stato risuscitato; 14 e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede. 15 Noi siamo anche trovati falsi testimoni di Dio, poiché abbiamo testimoniato di Dio, che egli ha risuscitato il Cristo; il quale egli non ha risuscitato, se è vero che i morti non risuscitano. 16 Difatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; 17 e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. 18 Anche quelli che sono morti in Cristo, sono dunque periti. 19 Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini. 20 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. 21 Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; 23 ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; 24 poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna ch’ egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. 26 L’ ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte. 27 Difatti, Dio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato. 28 Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. (1Corinzi 15:1-28)

Oggi festeggiamo la risurrezione di Cristo. Quando i primi discepoli scoprirono che Gesù non era più nella tomba ma che era risorto, corsero pieni di gioia a raccontare a tutti la buona notizia: “Il Signore è veramente risorto!”, un messaggio che stravolse la storia dell’umanità, a tal punto da portare a guarigioni e a vite trasformate, ma anche a persecuzioni, a lotte, a scandali e a tumulti in tutto l’Impero Romano. Ma che cosa c’era di così esplosivo, di così potente in quel messaggio?

Il significato di “vangelo”

Sono poche le questioni che dividono così tanto i cristiani, come la domanda di quale sia il vero o giusto vangelo. Oggi vanno di moda i braccialetti con i 4 simboli che ci aiutano a spiegare la nostra fede: Dio mi ama, io ho peccato, Gesù è morto per me, voglio vivere con Gesù? È questo il vangelo? O forse è troppo riduttivo e si dovrebbe parlare di più del peccato, della depravazione umana e dell’inferno come punizione per chi non accetta la salvezza in Cristo? O forse bisognerebbe invece solo parlare dell’amore di Dio. Qual è il giusto vangelo di Cristo?

Iniziamo riflettendo brevemente sul significato del termine “vangelo”. Questa parola non è stata inventata dagli autori del Nuovo Testamento, era molto comune nella cultura antica, deriva dal greco “euangelion” e significa letteralmente “buona notizia”. Ma non veniva usata per indicare una buona notizia qualunque. Si parlava di “vangelo”, di buona notizia, solo quando veniva annunciata la nascita o l’ascesa al trono di un nuovo re o imperatore.

Quando ad esempio Cesare Augusto salì al trono, messaggeri dell’Impero Romano attraversarono ogni provincia per annunciare la buona notizia: Cesare è signore! Questa buona notizia aveva però anche delle conseguenze molto concrete per chi la ascoltava. Ad ognuno veniva richiesto di dichiarare pubblicamente la sua sottomissione al nuovo imperatore e alle sue leggi. Questo era il vangelo romano. Ma qual è il vangelo di Cristo?

Il vangelo spiegato dall’Apostolo Paolo

A questo proposito ci viene in aiuto il nostro testo di oggi in 1Corinzi 15:

Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi… (1Corinzi 15:1)

È l’unico capitolo del Nuovo Testamento nel quale viene descritto che cosa è il vangelo. L’Apostolo Paolo riassume per i Corinzi il vangelo che lui stesso ha ricevuto da Gesù e che da quel momento in poi ha diffuso ovunque andasse:

Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture;  4 che fu seppellito… (1Corinzi 15:3-4)

Ecco già il primo punto che troviamo in ogni annuncio del vangelo: la morte di Cristo per i nostri peccati! Poi Paolo continua:

che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture… (1Corinzi 15:4)

Ed ecco il secondo punto del vangelo: la risurrezione di Cristo! Paolo descrive poi l’importanza e la credibilità storica di questo evento, elencando tutte le persone alle quali il Cristo risorto è apparso, non da ultimo a Paolo stesso. Apre anche una piccola parentesi per sottolineare la sua legittimazione come apostolo.

Nei versetti da 12 a 23 Paolo continua spiegando quanto sia importante credere nella risurrezione di Cristo, perché se Cristo non fosse risorto tutta la nostra fede sarebbe vana. Conclude poi dimostrando in modo molto chiaro che per noi la risurrezione di Cristo rappresenta la certezza che se confidiamo in Cristo i nostri peccati sono veramente stati perdonati e che un giorno, al ritorno di Cristo, pure noi risusciteremo con lui.

Sarà dopo questi eventi, e altri ancora che Paolo qui non approfondisce, che il mondo come noi lo conosciamo giungerà alla sua fine:

…poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza.  25 Poiché bisogna ch’egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi26 L’ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte.  27 Difatti, Dio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato.  28 Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. (1Corinzi 15:24-28)

Quest’ultimo passaggio è abbastanza complicato e contiene pure riferimenti a profezie dell’Antico Testamento. Ma in realtà il contenuto di questi versetti è riassumibile in poche parole e rappresenta il terzo punto del vangelo annunciato da Paolo: la signoria di Cristo! Paolo ci spiega che dopo la risurrezione di Cristo e la sua ascesa al padre, ogni cosa è stata sottoposta a Cristo che è diventato sovrano sopra ogni cosa.

Non so se ci avete fatto caso, ma Paolo non menziona una sola volta l’inferno o il paradiso, non menziona nemmeno il ravvedimento. Menziona invece la morte di Cristo per i nostri peccati, la risurrezione di Gesù dai morti e infine la signoria di Cristo, ovvero il che ora è sovrano e ogni cosa gli è stata sottoposta da Dio Padre. Questo è il vangelo di Cristo come ci viene spiegato teologicamente dall’Apostolo Paolo.

La proclamazione del vangelo

È ora interessante guardare come gli apostoli hanno proclamato il vangelo. In Atti 2, 3, 4, 10, 13 e 17 leggiamo di come Pietro e Paolo hanno predicato il vangelo di Cristo in sei occasioni diverse. Prendiamo come esempio la predicazione di Pietro a Pentecoste, non la leggeremo tutta ma solo i versetti centrali che ci interessano particolarmente oggi. Pietro dice:

Quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste24 ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto. (Atti 2:23-24)

Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. (Atti 2:36)

In questa sua predicazione ispirata dallo Spirito Santo e che portò alla conversione di tremila persone, Pietro parla della vita, della morte, della risurrezione e della signoria di Gesù. Molto simili a questo sono i discorsi di Pietro nel tempio, di fronte al sommo sacerdote o quando per la prima volta annunciò il vangelo a un pagano, a Cornelio. Lo stesso vale per la predicazione di Paolo ad Antiochia o per il suo famoso discorso nell’Areopago ad Atene.

Se volessimo riassumere in poche parole il vangelo di Cristo potremmo dire: Gesù Cristo è Signore! Gesù, l’uomo giudeo originario di Nazareth nato da Maria a Betlemme, è il Cristo, il Messia, il Salvatore promesso che è venuto per riportare Israele in comunione con Dio. È il servo di Dio annunciato dal profeta Isaia che si è caricato dei nostri peccati, portandoli in croce per subire il castigo che noi avremmo meritato.

Questo Gesù Cristo è ora risorto, è vivo e sedie alla destra del Padre. Crediamo che un giorno tornerà per sconfiggere una volta per tutte la morte, ma già ora è il Signore, il Sovrano, il Re dei Re che regna sopra ogni cosa. Questo è il vangelo annunciato dagli apostoli e per il quale molti cristiani hanno perso la loro vita. Un vangelo che era in diretto conflitto con il vangelo romano che affermava che Cesare è Signore!

Che cosa implica tutto ciò?

Perché è così importante capire tutto questo? Perché ci aiuta a capire che Gesù non è solo il mezzo per raggiungere qualcosa, bensì che tutto gira attorno alla sua persona. Il vangelo non ha come scopo principale di spiegare come evitare l’inferno o come raggiungere il paradiso. Gesù non è solo colui che ci aiuta a risolvere ogni nostro problema, a rimettere a posto i nostri matrimoni, a dare un senso alle nostre vite, ad aiutarci ad avere la vita eterna. È più di questo.

Gesù è l’alfa e l’omega, autore e compitore della nostra fede, il pane della vita, la pietra angolare, il buon pastore, il Re dei Re, la luce del mondo… Gesù è Signore sopra ogni cosa e vuole esserlo anche di ogni parte della nostra vita: del nostro Spirito, della nostra anima e del nostro corpo.

È vero, Gesù è la via, è la porta che ci permette di raggiungere il Padre. Ma Gesù è anche la verità e la vita. È l’obiettivo ultimo della nostra vita, lui è il tesoro che dobbiamo desiderare e la perla che dobbiamo cercare. Gesù Cristo è il centro e lo scopo ultimo della nostra vita. Per questo Gesù disse ad esempio al giovane ricco, dopo avergli detto di andare a vendere tutto ciò che aveva e di darlo ai poveri: “vieni e seguimi!” (Matteo 19:21).

Lo stesso avveniva quando un messaggero romano arrivava in una città e dichiarava: “Cesare è signore”. Quella proclamazione esigeva una risposta, esigeva una piena sottomissione alla signoria di Cesare e alle sue regole. L’alternativa era finire in pasto ai leoni!

Così anche il vangelo del regno di Dio, la buona notizia che Cristo è signore esige una risposta. Quando l’Apostolo Pietro ebbe terminato la sua prima grande predicazione pubblica a Pentecoste ecco cosa avvenne:

Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»  38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo…». (Atti 2:37-38)

Il vangelo che Cristo è Signore esige una risposta. E così Pietro spiegò loro che l’unica risposta a questa buona notizia è ravvedersi per ricevere il perdono dei peccati e per essere riconciliati con Dio. È riporre la propria fiducia in Cristo e sottomettersi alla sua volontà, dichiarandolo pubblicamente tramite l’atto del battesimo.

O per usare le parole dell’Apostolo Paolo:

Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. (Romani 10:9)

La domanda a noi tutti è molto semplice: credi che Gesù Cristo è Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti? Possono esserci tre categorie di persone qui stamattina. La prima è composta da chi non ha mai sentito prima d’ora il vangelo presentato in questo modo. Se fai parte di questa categoria ti invito a riflettere sulla risposta che vuoi dare a questo vangelo.

La seconda categoria è composta da persone che hanno già risposto al vangelo di Cristo. Magari ne fai parte e lo hai fatto per paura dell’inferno o perché eri attratto dalla prospettiva della vita eterna e dalle benedizioni promesse a chi crede in Lui. Allora ti chiedo: che cosa significa concretamente per te che Gesù Cristo è Signore? Ti invito oggi a prenderti l’impegno di continuare il processo di sottomettere ogni area della tua vita alla sua signoria.

C’è poi anche chi come me ama le discussioni teologiche e ama discutere anche animatamente sulle varie dottrine bibliche, arrivando magari ad avere anche divergenze su di esse. Se è il caso tuo, ricorda che tutte le discussioni sulle dottrine bibliche o sulle loro interpretazioni sono secondarie rispetto alla verità che Gesù Cristo è nostro Signore. È su questo che dovremmo concentrarci ed è per la diffusione di questo messaggio che dovremmo impegnarci. Non permettere che nascano divisioni per questioni dottrinali con fratelli che come te riconoscono Cristo come Signore. Chiedi perdono a Dio se lo hai fatto.

Oggi hai la scelta, puoi riconoscere che Gesù Cristo è Signore e vivere sotto le regole del vero e unico re pieno d’amore, abbandonando qualunque altro “signore” nella tua vita, che sia tu stesso o un qualche peccato, che non sarà mai così buono e gentile con te come lo è Cristo.

Oppure puoi aspettare il giorno in cui nel nome di Gesù ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà il vangelo che Cristo è il Signore alla gloria di Dio Padre!

Il vangelo dice: “Gesù Cristo è Signore!”, qual è la tua risposta?

Amen

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