di Giovanni Accadia

Questa mattina continuiamo con la serie di prediche sugli eroi della fede descritti in Ebrei 11.
Lo scrittore degli Ebrei insiste che solo tramite la fede in Cristo è possibile essere giustificati. E lo spiega usando personaggi del vecchio testamento. Nonostante appartenessero al vecchio patto, con tutte le leggi e le cerimonie, poterono ottenere la giustificazione solo per fede.

Così abbiamo questo noto elenco degli eroi della fede. Oggi nella lista siamo arrivati a Raab, la prostituta.

Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie. (Ebrei 11:31)

La storia di questa donna la troviamo narrata in Giosuè, nei capitoli 2 e 6. Voglio fare un breve riassunto di questo racconto:

Raab era una prostituta che viveva in una casa inserita nelle mura della città di Gerico. Giosuè, la guida del popolo d’Israele, inviò due spie a Gerico. Presto gli israeliti avrebbero attaccato e conquistato Gerico. Le due spie si nascosero in casa di Raab che collaborò con loro deviando gli inseguitori mettendoli su una pista falsa. Poi stabilì delle condizioni con i suoi ospiti. Era convinta che Yahweh, il Signore, Dio degli ebrei, avrebbe guidato il Suo popolo per la conquista di Gerico. Per questo motivo chiese protezione per lei e per la sua famiglia.

Alla fine, le spie giudee fuggirono dalla finestra col suo aiuto. Quando Gerico fu  distrutta, Raab e la sua famiglia furono risparmiate e si unirono al popolo di Dio. Molto probabilmente Raab fu la prima pagana che Dio salvò nella terra promessa.

Il suo nome sarà poi annoverato nella genealogia di sangue di Gesù.

È una degli antenati di Gesù. Precisamente fu la suocera di Ruth, nonna del re Davide.

Eppure lei, qui, viene ricordata con una connotazione negativa: la prostituta.

Questo è l’unico personaggio pagano che viene menzionato in questo elenco di Ebrei 11 e che ha una connotazione negativa. La prostituta: troviamo questo termine anche nei libri di Giosuè e di Giacomo.

Stiamo parlando di fede, di eroi della fede, di grandi uomini; era proprio necessario ricordare e specificare che Raab era una prostituta?

Forse uno dei motivi per cui Dio ha permesso questo, è che la fede nasce anche in persone come Raab; a persone abituate e coinvolte in giri loschi e vergognosi; a gente che difficilmente segue e apprezza le cose onorevoli e decorose della vita; a persone magari schiave di loro stesse o di altri. A persone, quindi emarginate dalla società, che vivono senza uno scopo apprezzabile.

Raab era questo tipo di persona; il nostro esempio di fede che oggi osserveremo un po’ più da vicino. Lei viveva quasi fuori dalla società di allora, nelle mura della città.

L’atto di Raab che viene preso come modello di fede è quello di accogliere le spie con benevolenza.

Ma anche questo gesto è sporcato dalla disubbidienza nei confronti della legge di Dio perché, volendo nascondere e proteggere le spie, ha ingannato e mentito ai suoi connazionali.

Sembra quasi che in questa sua fede sia lecito peccare.

E così arriviamo al primo punto:

1. La fede che non ha bisogno di opere

Nel breve episodio che la riguarda, ella mentì più volte. Quando accolse le spie sapeva molto bene che appartenevano al popolo d’Israele, ma lei disse: “io non sapevo di dove fossero” (Giosuè 2:45); e poi: “quegli uomini sono andati via”.

Eppure in Raab si nasconde la fede salvifica che Dio gradisce.

Fatico a trarre un chiaro esempio di fede per la mia vita; magari anche per voi è difficile vedere questo in Raab. Trovare Raab tra gli eroi della fede stravolge le nostre idee, i nostri preconcetti.

Solitamente siamo abituati a pensare che chi confessa o esprime la fede salvifica lo faccia con una certa coerenza, sicuramente non trasgredendo il 9° comandamento: la menzogna è peccato davanti agli occhi di Dio!

Una persona che ha fede non inganna il suo prossimo! Ci aspettiamo coerenza e integrità; non può esserci tale peccato in un’espressione autentica di fede!

Suggerirei di lasciar cadere questa nostra ideologia riguardo a chi appartiene la fede e a come deve essere espressa.

Forse c’è un’altra strada che possiamo imboccare per giustificare che Raab è nella lista degli eroi della fede. Una strada che sembra ancor più allettante e attuale: l’importante è che ci sia qualche opera buona, fatta con buona intenzione, che accontenta Dio. Non importa poi se la vita è caratterizzata da comportamenti immorali.

Anche con questa ideologia non arriviamo, però, lontano: cadiamo in contraddizione con la coscienza, ma soprattutto e sicuramente con la Parola di Dio.

In entrambi i casi, sia che ci aspettiamo opere coerenti, sia che tolleriamo qualche immoralità, stiamo dando valore alle opere, non alla fede.

Ebrei 11: 31 dice: “Per fede Raab …”.

Infatti ciò che l’autore sostiene qui, è che è la fede di Raab a portarla alla salvezza, e quindi anche nella lista degli eroi, e non una qualsiasi opera che ha fatto.

Raab fu giustificata da Dio senza ausilio di una benché minima opera, perché possedeva la fede.

Raab sapeva chi era Dio. In Giosuè 2:11 leggiamo: “Il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra”. Ella confessò di aver compreso chiaramente che Dio è il creatore sovrano che governa tutto ciò che esiste.

Se Raab avesse avuto una vita intera di buone opere, ma non la fede, non sarebbe stata giustificata.

In Ebrei 11:6 leggiamo: “Or senza fede è impossibile piacergli”.

Raab commise quelle brutte opere, ma la grazia di Dio non si fermò a quelle.

Dio non guarderebbe nemmeno alle opere più belle se queste fossero fatte senza fede. Lui va oltre alle opere per un semplice fatto: qualsiasi opera, fosse anche la più lodevole, davanti alla Sua purezza, è sporca di peccato.

Ad esempio consideriamo il primo comandamento: ”Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua”.

Amare Dio in un modo così completo, appassionato e puro è una condizione troppo alta per noi.

Perfino il pentimento e la confessione più toccanti della terra, saranno sempre macchiate dalla nostra peccaminosità. E di conseguenza non saranno gradite a Dio se non attraverso il dono della fede.

Davanti a questo scenario possiamo solo contemplare quanto è grandiosa la grazia di Dio, che va oltre le nostre opere, oltre noi stessi. E non solo, ci esonera anche dal peso di fare delle opere per ottenere o mantenere la nostra posizione di figli amati e graditi.

Raab è stata gradita da Dio non per le sue opere, né per qualcosa che lei era capace di offrire. Questo vale anche per noi.

Raab possedeva qualcosa di non comune, anzi di unico in quella città: la fede, ovvero quella capacità di confidare nel grandioso ed unico vero Dio, quello degli ebrei. Era persuasa che solo in quel Dio avrebbe trovato la sua salvezza ed uno scopo per la sua vita.

Nessuno sforzo particolare, nessuna opera apparente, solo convinzione e desiderio; qualità interiori che Dio nella Sua grazia crea nell’uomo che per natura è cieco.

Dio non s’impressiona delle nostre opere, ma gioisce quando in qualche modo desideriamo Lui prima di tutto e più di tutto.

Esempio del bambino

Per capire meglio, forse ci aiuta un esempio: quello di una bimba che colora un disegno per il papà.

Chi di voi ha già ricevuto da un bambino un disegno colorato, o da piccolo ha fatto un disegno per il genitore?

Il bambino, già prima di terminare il suo lavoro, sa che il papà sarà contento. Il bambino sa già che quello che sta facendo, sarà bellissimo!

Il bambino, anche quando non conosce tutte le regole e le tecniche per colorare bene, è in grado di conoscere una cosa, la più importante: questo è per papà e per nessun altro! Voglio farlo gioire!

Ed è questo quello che dà valore al disegno. Il papà non si focalizzerà mai sui difetti evidenti, perché la sua gioia non dipende da quello, ma dal fatto che il figlio, mentre colorava, pensava al padre. Il punto importante quindi non è il disegno o la cosa apparente, ma qualcosa di interiore che esiste da ambo le parti. Il disegno rimane solo una dimostrazione.

Noi credenti siamo più preoccupati del “disegno”, che del destinatario.

La fede di Raab era caratterizzata da un sincero desiderio di Dio, di voler appartenere a Lui, senza badare troppo alle formalità, ai doveri, ai “buoni modi”; Raab non ha badato neanche troppo al rischio di essere scoperta e uccisa dai suoi connazionali.

Questa è una caratteristica della fede di Raab, una fede nascosta persino dai suoi peccati, ma efficace, sufficiente.

Che tipo di bambino sei?

Stai facendo un disegno, anche se imperfetto, pensando alla gioia di tuo Padre?

O stai facendo un bellissimo disegno per te stesso, perché ti piace disegnare?

Qualcuno che conosce Giacomo 2:25, potrebbe obbiettare e dirmi: ma qui c’è scritto che lei fu giustificata per opere e non per fede!

2. La fede che opera

Giacomo 2:25 “E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un’altra strada?”

In questo versetto notiamo subito un’apparente contraddizione: una giustificazione per opere invece che per fede.

La lettera di Giacomo aveva uno scopo diverso rispetto alla lettera agli Ebrei.

Giacomo affronta la lotta contro una professione di fede morta, che non prende sul serio le opere. Giacomo vuole far capire che la professione di fede che non produce opere, non è quella che porta alla salvezza. E come se rispondesse a questa domanda: di che genere è la fede che salva? Una fede senza opere non è la fede salvifica.

Giacomo dice che come il corpo senza lo spirito è morto, così lo è anche la fede senza le opere.

Pensiamo per un attimo a Dio quando creò Adamo. Prima formò il corpo e poi lo riempì con lo spirito vitale. Per far sì che Adamo vivesse, queste due componenti dovettero unirsi. Così è la fede con le opere. Le opere senza fede sono vuote; la fede senza le opere è morta, non è quella autentica.

Inoltre Giacomo fa capire che umanamente la fede deve necessariamente essere dimostrata con le opere. Ovvero possiamo vedere che siamo stati giustificati grazie alle nostre opere.

Invece nel versetto in Ebrei, l’accento è sulla nostra posizione davanti a Dio. Per essere giustificati da Dio basta la nostra fede, senza le opere.

Dio non ha bisogno di opere per imputare la giustizia; l’uomo, invece, ha bisogno di vedere delle opere per riconoscere i frutti, per esaminarsi; per dimostrare a se stesso e agli altri che appartiene a Dio; per dimostrare quella salvezza che Dio ha già donato.

In 1 Pietro 1:10 leggiamo: “Fratelli, impegnatevi sempre di più a rendere sicura la vostra elezione …”

Così anche la fede di Raab doveva manifestarsi in qualche maniera, altrimenti non sarebbe stata quella autentica.

Lei, come straniera, accolse con benevolenza gli inviati giudei, li nascose a casa sua a proprio rischio e li fece ripartire in modo sicuro. Questa è l’opera che dimostra la sua fede.

Raab era persuasa che Dio avrebbe dato Gerico agli Israeliti; lei apparteneva ad un popolo pagano, incredulo. Ebbe paura giustamente del giudizio di Dio nei loro confronti, e non fu l’unica ad avere paura: in Giosuè 2:24 è scritto: ”Tutti gli abitanti hanno perso coraggio”. Di fronte a queste circostanze, per Raab era giunto il tempo di intraprendere la strada delle opere di cui parla Giacomo.

A differenza di tutti gli altri del popolo, Raab, la prostituta, ha cominciato ad operare per Dio e per il popolo di Dio, e non solo, ma anche per la propria famiglia.

Ho l’impressione che lei abbia cambiato la sua vita in modo evidente. La sua casa ora non ospitava più persone legate alla sua professione, ma delle persone che voleva portare a Dio!

Giosuè 6: 25 “Ma a Raab, la prostituta, alla famiglia di suo padre e a tutti i suoi Giosuè lasciò la vita; e lei ha abitato in mezzo a Israele fino ad oggi, perché aveva nascosto gli esploratori che Giosuè aveva mandato a Gerico.”

Così come il corpo viene animato dallo spirito, così vediamo in Raab una fede che si anima manifestandosi con le opere.

Quel Dio così lontano che lei ammirava e quel Suo popolo così famoso per la bontà di quel Dio di cui sentiva raccontare, si sono avvicinati, sono giunti in casa sua. Non voleva perdere l’occasione di farvi parte! E così operò.

Questa è la storia di Dio che ha raggiunto persino una prostituta in terra straniera, dandogli la grande opportunità di fare delle opere che ci testimoniano della fede gradita a Dio.

Similmente anche noi abbiamo sentito tanti racconti su Dio. Sappiamo bene com’è fatto, sappiamo delle Sue promesse, ecc ….

Saremo pronti come Raab a fare opere per Lui, per il Suo popolo, per le anime “straniere” attorno a noi?

Altrimenti la nostra fede è morta.

Vorrei ancora parlare di un’altra opera di Raab; anche questa fondamentale per la salvezza sua e quella della sua famiglia: Raab si affidò alla cordicella rossa.

E con questo arriviamo all’ultimo punto di riflessione:

3. La fede che riposa in Cristo

Molto probabilmente Dio fece crollare quelle maestose mura provocando un forte terremoto. Per intervento divino la casa di Raab costruita proprio sulle mura non crollò. Sembra quasi che quel filo rosso servisse anche a Dio per placare la Sua ira su quella casa.

Immaginiamo il caos che dominava in città in quei giorni, lo scoraggiamento che si poteva respirare nell’aria, mentre Raab con la sua fede continuava a sperare  in quella cordicella rossa. Poi il terremoto, la paura, i famigliari ammucchiati in casa sua, la sua fede e a questo punto aggiungerei, la loro fede, che li fece rimanere lì, in quella casa con la cordicella rossa alla finestra … quale esperienza grandiosa avranno mai vissuto con Dio questi pagani!

Anche Dio vuole che nella mia vita sperimento in tal modo Cristo, e che sia messo a prima vista, come quella cordicella rossa.

Dio vuole che, anche se dovesse crollare il mondo, noi non ci perdessimo d’animo.

Spesso ci aspettiamo che le cose funzionino come abbiamo previsto. Abbiamo degli obiettivi, un progetto di vita, una lista di cose da sbrigare …ma a volte ci sono imprevisti, impedimenti e tutto viene sconvolto. I nostri piani vanno in fumo.

Come vivo Cristo in una circostanza simile? Riesco a non farmi togliere la gioia della salvezza in Cristo?

Quali sono le cose della vita quotidiana che sono più forti della cordicella rossa? Che riescono a togliermi la pace, la gioia e la possibilità di testimoniare del tesoro più prezioso che ho?

In quelle circostanze, chiediamo a Dio di aiutarci a vedere quanto abbiamo in Cristo; chi siamo in Cristo.

Per concludere vorrei suggerire ancora tre applicazioni.

  1. Possediamo una fede interiore che non ha bisogno di opere davanti agli occhi di Dio. Forse a volte abbiamo bisogno di fermarci con le nostre tante e belle opere, con le quali non possiamo impressionare Dio. E fare proprio come Raab: desiderare Dio e confidare in Lui; ricordarci che è Lui a governare in ogni cosa, in ogni luogo e in ogni momento, e che non dipende tutto da ciò che noi facciamo di buono o di cattivo. Quello che ha valore ai Suoi occhi, è prima di tutto il nostro rapporto privato e intimo con Lui.
  2. Possediamo una fede capace di operare, esattamente come quella di Quando si presenta l’occasione, operiamo, anche se rischiamo. Con Dio e per Dio vale sempre la pena, costi quel che costi. Quando la nostra fede opererà per Dio, ci costerà sempre qualcosa, ma ne avremo una benedizione e un guadagno eterno non paragonabili alla nostra momentanea perdita.
  3. Possediamo una fede capace di confidare nel sangue di Cristo.

Non  dimentichiamo cosa rappresenta per noi questa cordicella rossa!

  • Cristo, il nostro Creatore, è il nostro Salvatore.
  • Cristo è Colui che ha perdonati i nostri peccati
  • Cristo è colui che ci ha arricchisce anche quando siamo poveri.
  • Cristo è colui che trasforma la nostra vita dandogli un uno scopo vero
  • Cristo è Colui che ci porterà con se nel suo regno

Che possiamo proprio nella nostra quotidianità  ricordarci di questo, di quanto possediamo già adesso! anche quando tutto ci andrà storto noi avremo questa cordicella …

Forse c’è qualcuno che sente o è consapevole di non possedere questa cordicella … di non aver dato la sua vita a Cristo.

Se è questo il tuo caso ricordati che sei come uno degli altri abitanti di Gerico.

Vivi in un costante pericolo di morte.

Ora vivi in un tempo di pazienza divina in cui Egli ti vuole dimostrare quanto ti ama, un tempo in cui si lascia afferrare o può afferrarti per liberarti.

Questo è il tempo in cui hai anche tu hai la grandiosa possibilità di chiedere a Dio di trasformare il tuo cuore, e similmente come Raab vivere con Lui e col suo popolo per tutta l’eternità … nel suo glorioso regno …

Amen!

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