di Daniele Scarabel

All’ angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l’ Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio: 15 Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca. 17 Tu dici: “Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!” Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Perciò io ti consiglio di comperare da me dell’ oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. 19 Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:14-20)

Il brano di oggi è parte di una lettera che Gesù stesso ha scritto alla chiesa di Laodicea. In totale le lettere scritte da Gesù sono sette, ed erano indirizzate a sette comunità veramente esistenti. In ogni lettera Gesù descrive i punti forti e i punti deboli di ognuna di queste chiese, alcune le rimprovera, altre le elogia, ma a tutte dà dei consigli per migliorare ed esorta ogni singolo credente di queste chiese a ravvedersi dai propri sbagli.

Questo testo è molto ricco e darebbe spunto per molte riflessioni, ma oggi vorrei concentrarmi sul perché Gesù afferma di preferire un cristiano freddo a un cristiano tiepido, per poi capire cosa potrebbe significare per noi essere caldi o freddi.

Il problema di Laodicea

All’angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio. (Apocalisse 3:14)

Ogni lettera è indirizzata all’“angelo” della chiesa, che in questo contesto non è altro che il pastore o la guida di quella comunità. Le promesse e le esortazioni valgono però per ogni singolo membro, non solo per la chiesa come entità.

Alla chiesa di Laodicea Gesù dice:

Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca. (Apocalisse 3:15-16)

Leggendo queste parole di Gesù molti si sono chiesti come mai Gesù dovrebbe preferire un cristiano freddo a uno tiepido. La spiegazione che spesso si dà, è che un cristiano “freddo” è qualcuno che non nasconde di essersi allontanato da Gesù. È qualcuno che magari aveva seguito la chiesa per un periodo, ma che poi si è allontanato dalla fede.

I cristiani “tiepidi” invece vengono visti come i membri della chiesa che dicono di conoscere Gesù, che si dichiarano cristiani, che vanno in chiesa, senza però vivere con vero entusiasmo per Dio. Sono cristiani di nome, che vivono con il loro cuore diviso tra Dio e il mondo. Sono quelli che non leggono le loro Bibbie, che non pregano, che vanno in chiesa per tradizione.

Si dice poi che i cristiani “tiepidi” sono peggio di quelli “freddi”, perché se qualcuno è freddo, almeno è sincero e non fa finta di essere qualcuno che non è. Se invece qualcuno si dichiara cristiano e va in chiesa, ma nella sua vita c’è ben poco di cristiano, è come se stesse infangando il nome di Cristo. Non è che un ipocrita che rovina la reputazione della chiesa.

Poi ci sono ancora i cristiani “caldi”, quelli veri, quelli che bruciano per il Signore. Sono i credenti che vogliono crescere nella fede, che si impegnano nel vivere una vita santa e nel fare la volontà di Dio. La loro vita è la dimostrazione di come la grazia di Dio è al lavoro.

Ma questa interpretazione dei termini caldo, freddo e tiepido ha due problemi: (1) non tiene conto del significato greco di queste parole e (2) non tiene conto delle importanti informazioni storico-geografiche che abbiamo sulla città di Laodicea.

Caldo, freddo o tiepido?

Nel nostro linguaggio, se diciamo che una persona è fredda intendiamo che è distaccata, che non esterna le proprie emozioni, che non mostra affetto verso gli altri. Ma nel Nuovo Testamento questo termine non viene però mai utilizzato in questo senso. È un termine che ha sempre il significato di qualcosa che è fisicamente freddo. Potrebbe dunque forse avere un significato positivo?

È interessante che nemmeno il termine “caldo” viene usato nella Bibbia o altrove nella letteratura greca per descrivere una persona con un’attitudine particolarmente favorevole verso qualcuno. Come possiamo essere sicuri che abbia un significato positivo?

Poi abbiamo ancora il termine “tiepido” che descrive letteralmente “qualcosa che ha una temperatura tra il caldo e il freddo”. Evidentemente dalle parole di Gesù capiamo che “tiepido” indica qualcosa di negativo, ma solo un cittadino di Laodicea avrebbe subito capito a cosa Gesù si riferiva: alla temperatura dell’acqua che arrivava a Laodicea!

A Laodicea non c’era una fonte d’acqua potabile. L’acqua arrivava da una delle fonti di acqua calda di una vicina città attraverso un lungo acquedotto. Il problema è che, quando l’acqua arrivava in città, non era né calda, né fredda. Era tiepida, nauseante e disgustosa. Bisognava raccoglierla in vasi, aspettare che si raffreddasse e che le impurità si depositassero.

Parlare di acque tiepide a Laodicea, significava toccare un tasto molto dolente.

A Ierapoli infatti, una città 10 km a nord di Laodicea, c’erano delle famose calde acque termali con proprietà medicinali. La gente si recava in quella città per rilassarsi nelle terme, per dare sollievo ai muscoli doloranti. A est di Laodicea sorgeva invece la città di Colosse, che aveva accesso all’unica fonte d’acqua pura, rinfrescante e dissetante della regione.

Sia le acque termali di Ierapoli, sia le fresche acque di Colosse erano ottime e molto utili. Ma l’acqua tiepida di Laodicea era semplicemente disgustosa e inutile. Se un estraneo, che non era a conoscenza di questa particolarità, avesse voluto bere l’acqua direttamente dall’acquedotto, non avrebbe potuto fare altro che sputarla disgustato. Probabilmente gli sarebbe pure venuto il mal di stomaco al punto da vomitare.

La mancanza di buone opere

Oltre a queste indicazioni geografiche, un’altra chiave d’interpretazione la troviamo al versetto 15, dove Gesù dichiara:

lo conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! (Apocalisse 3:15)

Il problema della chiesa di Laodicea non era la mancanza di fede o di entusiasmo per il Signore. Il loro problema era la carenza di buone opere. Se fossero stati “caldi”, le persone che fossero entrate in quella chiesa vi avrebbero trovato guarigione e sollievo spirituale, così come qualcuno che entrava nelle acque termali di Ierapoli guariva fisicamente.

Se fossero stati “freddi” sarebbero invece stati in grado di essere una chiesa che portava freschezza spirituale a chi la frequentava, che trasmetteva cosa significa avere la vita in abbondanza che Gesù ha promesso a chi crede in lui, così come le fresche acque di Colosse rinfrescavano e dissetavano chi le gustava.

Nei versetti 17 e 18 Gesù descrive ancora come la ricchezza li aveva accecati. I Laodicesi erano orgogliosi di essere autosufficienti e ricchi, pensavano di non avere bisogno di nulla. Non si rendevano conto di quanto invece avrebbero avuto bisogno dell’aiuto di Dio.

L’invito di Gesù è di chiederci quanto la nostra vita riflette la nostra fede. Essere un buon cristiano non vuol dire essere perfetto, bensì riconoscere sempre di nuovo le proprie mancanze, umiliarsi davanti a Dio e ridedicarsi a pienamente a lui.

Le parole di Gesù sono molto dure: “io ti vomiterò dalla mia bocca!”. In altre parole si sarebbe separato da loro, non avrebbe più avuto alcun utilizzo per loro. Una chiesa tiepida diventa una chiesa inutile e inutilizzabile per Gesù. Nella durezza delle sue parole troviamo però anche tutta la sua misericordia e il suo amore:

Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. (Apocalisse 3:19)

Questo brano mi fa riflettere molto, perché ci apre gli occhi sul senso della nostra vita cristiana, sulla necessità di mostrare praticamente nella nostra vita che la nostra fede non è solo teoria. Un cristiano può essere anche fervente nel frequentare la chiesa, essere presente ogni domenica al culto, leggere la Bibbia e pregare regolarmente, eppure essere tiepido.

Il rischio di diventare tiepidi c’è ed è giusto prenderlo sul serio. Senza accorgercene la nostra vita cristiana può diventare routine, possiamo iniziare a ribellarci alla volontà di Dio, diventare orgogliosi e autosufficienti.

Gesù desidera che diventiamo rinfrescanti spiritualmente e portatori di guarigione spirituale. Non è un traguardo utopico, c’è speranza, lo vediamo dalla promessa di Gesù:

Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)

Anche se questo è un versetto che spesso viene usato nell’evangelizzazione per invitare qualcuno ad aprire il proprio cuore a Gesù, in realtà Cristo parla alla chiesa, o meglio ad ogni singolo membro della comunità, non a coloro che sono fuori dalla chiesa.

Gesù promette a chiunque si ravvede dall’essere tiepido, dalla sua mancanza di zelo per le buone opere, di ritornare in piena comunione con lui.

Una chiesa rinfrescante e che porta guarigione

Anche se noi non siamo la chiesa di Laodicea, possiamo comunque dedurre da questa esortazione di Gesù alcuni principi teologici universalmente validi.

Il primo è che, se ci dichiariamo cristiani, Dio desidera che gli mettiamo a disposizione la nostra vita intera e non solo la parte visibile agli altri credenti. Desidera che siamo dei cristiani utili, che si mettono a disposizione di Dio per aiutarci gli uni gli altri a crescere nella fede:

Facciamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci all’amore e alle buone opere. (Ebrei 10:24)

Il secondo principio è che per riuscirci non dobbiamo affidarci alle nostre forze. Dobbiamo permettere alla potenza di Dio di essere la nostra fonte di forza. Dobbiamo pregare gli uni per gli altri, affinché possiamo diventare caldi e freddi. Il rischio di diventare tiepidi è troppo alto per non prendere sul serio l’avvertimento di Gesù.

Diventare una chiesa rinfrescante o che porta guarigione spirituale è qualcosa che parte da ogni singolo membro. Se osservandoti ritieni di essere mancante, se ti vedi tiepido e non produci buone opere, ravvediti. Chiedi perdono a Dio. Chiedi allo Spirito Santo di darti la volontà e la forza per essere un cristiano zelante per Dio anche nella vita pratica.

Il semplice fatto di riunirci la domenica mattina per il culto non fa di noi una chiesa che soddisfa i requisiti posti dal Nuovo Testamento. Incontrarci per stare insieme non ci rende automaticamente rinfrescanti o in grado di guarire le ferite emotive e spirituali di chi frequenta questa comunità. Dobbiamo in un qualche modo anche interagire.

Noi tutti abbiamo le nostre sfide e difficoltà nel seguire Gesù, ma in una chiesa rinfrescante non veniamo giudicati se sbagliamo, non veniamo criticati se fatichiamo nel fare la volontà di Dio. In una chiesa rinfrescante ci si incoraggia piuttosto a riprendere il cammino con Gesù, ci si aiuta, si prega gli uni per gli altri.

Purtroppo a volte le chiese hanno la reputazione di sparare ai propri feriti, invece di prendersi cura di loro. Se vogliamo essere una chiesa calda, che porta guarigione spirituale, dobbiamo anche avere il coraggio di abbracciare chi ha l’anima ferita. Non dobbiamo aver paura di offrire gli uni gli altri una spalla sulla quale piangere.

Dobbiamo poterci confessare gli uni gli altri i nostri peccati e ricordarci il perdono che Gesù promette. Può sembrare una sciocchezza, ma non sottovalutare la forza di un vero abbraccio fraterno, con il quale possiamo trasmettere a chi è debole e soffre per la sua debolezza l’amore di Dio.

Non accontentarti di essere un cristiano di nome. Se ti accorgi di essere carente di buone opere, ravvediti. Sii zelante per Dio e per le buone opere che lui vuole che tu faccia. Chiedigli di mostrarti una possibilità concreta per essere un cristiano spiritualmente rinfrescante o che porta guarigione spirituale. E permetti al tuo amore per Dio di trovare uno sbocco anche nella tua vita pratica.

Amen

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