di Daniele Scarabel

32 Che dirò di più? Poiché il tempo mi mancherebbe per raccontare di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti,  33 i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l’adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni,  34 spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.  35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore;  36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia.  37 Furono lapidati, segati, tentati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati  38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. (Ebrei 11:32-38)

Quando vi siete convertiti, che aspettative avevate alla fede? Che cosa vi aspettate ora? Vi aspettate miracoli da Dio? Ne avete sperimentati? Avete sperimentato guarigioni? Se vi chiedessi di raccontare le vostre esperienze, sono sicuro che sentiremmo delle bellissime testimonianze di come per fede avete confidato in Dio e lui è intervenuto.

Dall’altra parte c’è sicuramente anche chi penserebbe: “è già da anni che prego chiedendo a Dio di aiutarmi ad uscire da una difficile situazione!” Oppure: “ho pregato intensamente, ma Dio non è intervenuto!” È possibile stabilire chi, tra questi due gruppi, abbia più fede?

Come vedremo oggi, a volte Dio per fede provvede con miracoli o con la sua provvidenza divina, altre volte invece non lo fa. E in entrambi i casi tutto avviene per fede!

Per fede Dio provvede

32 Che dirò di più? Poiché il tempo mi mancherebbe per raccontare di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti,  33 i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l’adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni,  34 spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.  35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; (Ebrei 11:32-35a)

Siamo quasi alla fine di una lunga lista di eroi della fede ed è come se l’autore della lettera agli Ebrei volesse continuare ad elencare molti altri esempi, senza però averne il tempo. Oltre a vari nomi che vengono citati senza commento, troviamo descritti alcuni veri e propri miracoli che Dio fece a motivo della fede di alcuni grandi personaggi dell’Antico Testamento.

C’erano dei giudici come Gedeone, Barac, Sansone e Iefte. Poi dei re come Davide e Salomone.  Dei profeti come Samuele. Questi grandi eroi dell’Antico Testamento hanno ottenuto per fede grandi vittorie nazionali, conquistando regni.

Altri per fede ottennero liberazione da situazioni difficili, come il profeta Daniele che fu salvato dalle fauci dei leoni e i suoi tre amici che furono protetti dalla violenza del fuoco, quando re Nabucodonosor li gettò in una fornace ardente.

E infine leggiamo che per fede molti di loro ottennero grandi successi personali, divennero forti in guerra, come Giosuè o Barac, o riebbero per risurrezione i loro morti, come la vedova di Sarepta alla quale il profeta Elia fece risuscitare il figlio.

Riassumendo possiamo dire che Dio fece dei veri e propri miracoli nella vita di queste persone e in altri casi intervenne anche da dietro le quinte con degli atti della sua provvidenza divina, dove Dio era all’opera per guidare gli eventi nella giusta direzione.

Tutti questi esempi citati in questi versetti, sia i miracoli sia gli altri interventi della provvidenza divina, hanno un unico scopo: mostrare che secondo l’autore della lettera agli Ebrei tutte queste cose sono avvenute perché quei personaggi citati avevano fede in Dio.

Da questo primo punto possiamo imparare un’importante lezione: che Dio tramite la nostra fede interviene con miracoli e atti della sua provvidenza divina per aiutarci e salvarci in modo molto pratico qui sulla terra. Io sono convinto che Dio faccia ancora oggi miracoli. Per questo prego con convinzione quando qualcuno è malato o è nel bisogno. Più volte ho già sperimentato come Dio ha risposto alle mie preghiere e delle persone sono guarite.

Dio stesso ci esorta a invocarlo per fede, confidando nel suo intervento:

Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai. (Salmo 50:15)

E questo ci porta ora al secondo punto della predica di oggi.

Non sempre, anche se abbiamo fede, Dio provvede

Altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore;  36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia.  37 Furono lapidati, segati, tentati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati  38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. (Ebrei 11:35b-38)

Da questi versetti impariamo un altro aspetto molto importante della fede: anche se abbiamo vera, sincera e genuina fede in Dio, non abbiamo la garanzia che Dio faccia in ogni caso un miracolo o intervenga con la sua divina provvidenza. È importantissimo riconoscere, che anche tutte le disgrazie qui descritte avvennero per fede e non perché non ne avevano abbastanza o peggio ancora perché stavano peccando.

Qui leggiamo che in certe situazioni Dio non è intervenuto, lasciando alle persone, che stavano soffrendo pur confidando per fede in Dio, come unica speranza la risurrezione a vita eterna. Alcuni furono torturati perché non scelsero la via di fuga più semplice. Avrebbero avuto la possibilità di rinnegare la loro fede per salvarsi, ma non lo fecero. Evidentemente, anche se non ne sappiamo il motivo, non era nella volontà di Dio di salvarli dalla morte fisica.

Troviamo pure una lunga di lista di sofferenze con le quali Dio mise alla prova molti uomini e donne di fede. Tutte queste cose avvennero per fede! È un’affermazione fortissima, perché ci fa capire che tutte queste cose non avvennero perché Dio non era contento con la loro vita. Non furono nemmeno uno strumento di punizione divina. Al contrario, Dio ha continuato a sostenerli nel mezzo delle disgrazie e ad approvare la loro vita proprio a motivo della loro fede. La fede diede loro la forza per sopportarle.

A volte è veramente difficile capire come mai Dio in una situazione risponde alle nostre preghiere, facendo magari un miracolo, mentre altre volte non lo fa. Proprio questo spinge molte persone a pensare che se Dio esiste non può essere un Dio buono, perché altrimenti non permetterebbe che delle persone innocenti soffrano a tal punto.

Di fronte a situazioni così difficili, quando ad esempio Dio permette che un padre di famiglia perda il posto di lavoro, che una persona che è sempre stata autosufficiente finisca ai margini della società o che una persona cara muoia improvvisamente, anche un credente con tanta fede può barcollare e fare davvero fatica a capire come mai Dio agisce in quel modo.

Non vuol dire che se un cristiano soffre non ha fede. E nemmeno che Dio non lo ami. Ma è una realtà biblica, che non sempre Dio interviene con un miracolo o con un intervento della sua provvidenza divina per liberare i suoi figli dalla sofferenza. E spesso non ne conosciamo il motivo, o almeno non subito. Timothy Keller nel suo libro Ragioni per Dio scrive:

Soltanto perché non riusciamo a vedere o immaginare un buon motivo per cui Dio permetta qualcosa, non è detto che non ve ne sia uno. (Ragioni per Dio, pag. 28)

Quando Dio 4 anni fa ha permesso che cadessi in un esaurimento, per diversi mesi ho lottato contro il sentimento che non sarei mai più potuto essere utile per Dio, ho pensato che non sarei mai più stato in grado di essere pastore. Sono stati mesi di sofferenza per me e per tutta la mia famiglia, nei quali Dio ha dovuto lavorare pazientemente a molte ferite nella mia anima.

Ma ora, ripensando a quei mesi, sono grato che Dio mi abbia concesso quella pausa forzata. Se non mi avesse fermato in quel modo, non avrei mai potuto riflettere così a fondo sulla mia vita e sul come stavo gestendo, o non gestendo, le mie emozioni. Non avrei mai imparato tante preziose lezioni per la mia vita, che ora mi tornano pure utili nel mio ministero.

Questo non mi ha però fatto dubitare di Dio o perdere la fiducia nella preghiera. Al contrario! Ora prego e chiedo a Dio di intervenire con ancora più convinzione e determinazione, pur sapendo che tutto è nelle sue mani. E questo ci porta all’ultimo punto per oggi.

Dio è sovrano

Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore. (Ebrei 11:35)

Il versetto 35 collega benissimo i pensieri di questo paragrafo. Dio non agisce sempre nello stesso modo. Alcuni furono risuscitati dai morti, mentre altri no. Ad alcuni salvò la vita, mentre ce ne furono altri che morirono sotto tortura. Eppure tutte queste persone ebbero fede.

Ciò che voglio dire è che non è la qualità della tua fede o quanto è forte la tua fede a determinare se devi soffrire o se Dio ti libera dalla sofferenza. Il fattore determinante è solo e unicamente Dio stesso, con la sua sovrana volontà, la sua saggezza e il suo amore.

Sapere questo, è per me di enorme conforto. È un grande sollievo sapere che c’è una spiegazione più alta per il mio dolore o per la mia gioia, che semplicemente la domanda se ho abbastanza fede oppure no. Sarebbe terribile se dovessimo credere che, a tutta la sofferenza che stiamo attraversando, dovessimo anche aggiungerci che probabilmente è perché non abbiamo abbastanza fede!

Non andiamo da un fratello che sta soffrendo dicendogli: “Se avessi più fede, non avresti tutti questi problemi!” Piuttosto andiamo a dirgli: “Continua a confidare in Dio. Continua a vivere per fede. Hai ottenuto il suo perdono. Sei amato. Sei stato accettato. Dio è al 100% dalla tua parte e non contro di te, a motivo di Cristo soltanto. Confida in lui. Ti aiuterà ad uscirne.”

Dio ha e degli obiettivi con ognuno di noi. E avere fede significa credere che gli scopi di Dio per noi siano buoni. Non importa se la nostra fede ci libera dalla sofferenza o se ci dà forza per sopportare la sofferenza. È sempre la stessa fede: crede che confidare in Dio sia meglio di qualunque cosa la vita possa offrirci e meglio di qualunque cosa la morte possa toglierci.

Nel libro Ragioni per Dio, Timothy Keller spiega il senso della fede in Dio dicendo:

Il Dio cristiano si è fatto carico personalmente della sofferenza umana. In Gesù Cristo, Dio ha sperimentato gli abissi più profondi del dolore. Perciò, sebbene non spieghi il motivo di ogni sofferenza, il cristianesimo fornisce risorse immense per affrontare la sofferenza con speranza e coraggio anziché con rancore e disperazione. (Ragioni per Dio, pag. 32)

Proprio a motivo di questa speranza io voglio continuare a pregare che Dio faccia dei miracoli. Voglio continuare a confidare che per fede Dio può e vuole liberarci dalle difficoltà e dalla sofferenza. Ma allo stesso tempo non voglio dimenticare che Dio è sovrano. E che siamo amati, perdonati e adottati come figli di Dio, indipendentemente da quanto forte è la nostra fede. Ne possiamo essere certi a motivo di Cristo che ha sacrificato sé stesso per noi.

La fede non sempre ci aiuta a trovare una risposta al perché Dio a volte interviene con un miracolo e a volte no. Anche se guardiamo alla croce di Gesù non otteniamo una risposta a questa domanda. Ma di una cosa possiamo essere certi: non può essere che Dio non ci ami! Se guardiamo a Gesù, a Dio che è stato crocifisso per noi, non possiamo che riconoscere in Dio “l’Emmanuele” – il Dio-con-noi – anche nel mezzo delle peggiori sofferenze.

Amen

 

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