di Daniele Scarabel

Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. 17 Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. (Galati 5:16-17)

La Bibbia ci comanda di amare il nostro prossimo come noi stessi, di amarci gli uni gli altri e addirittura di amare i nostri nemici. Ma se siamo sinceri, tutto questo va contro ogni nostra inclinazione naturale e sembra impossibile. Se questa è la vita cristiana, certamente è difficile!

A volte sono poi addirittura le persone che ci stanno più vicine a far uscire la nostra parte peggiore. E noi tutti abbiamo nella nostra vita delle persone che sembrano essere state posizionate strategicamente da Dio per metterci alla prova, portando caos nella nostra altrimenti perfettamente equilibrata vita cristiana. Se solo non ci fossero gli altri!

Ma da dove arriva veramente tutta questa difficoltà nella nostra vita cristiana? C’è una soluzione? Iniziamo dal vero problema…

La natura delle cose

Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne… (Galati 5:17a)

Il termine “carne” può avere diversi significati a dipendenza del contesto. In questo caso descrive il nostro “Io”, il nostro “ego” che per sua natura si sente vuoto, che è perennemente alla ricerca di un senso nella vita e che cerca di riempire questo vuoto con le sue proprie forze.

La carne è il mio “Io” che cerca di trovare soddisfazione in qualsiasi cosa, al di fuori della grazia di Dio.  La carne è quel principio, presente in ogni persona, che ci fa sentire vuoti dentro, ma che rifiuta l’idea di riempire questo vuoto con la fede in Dio, perché significherebbe dipendere unicamente dalla sua grazia in Cristo.

Paolo afferma nella lettera ai Romani:

Infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. (Romani 8:7)

La caratteristica principale della carne è che non vuole sottomettersi all’autorità di Dio o dipendere dalla sua grazia assoluta. Non dobbiamo dunque rimanere sorpresi, se ci troviamo nel mezzo di una vera e propria guerra tra la nostra carne e lo Spirito di Dio.

Ciò che molti cristiani faticano a capire è che la carne non può essere convertita. Con questo intendo che la carne, come principio che agisce in ognuno di noi, non cambia la sua natura neanche dopo la conversione. La carne è quella forza che utilizza il nostro corpo e la nostra mente, ovvero il nostro pensare, i nostri sentimenti e il nostro volere, come base operativa per convincerci a tornare ad essere dipendenti dai suoi desideri.

Vi faccio alcuni esempi. La nostra carne ci spinge all’orgoglio, facendoci credere di sapere veramente ciò che è il meglio per noi. Oppure ci fa credere che le cose stanno andando a meraviglia, quando noi abbiamo tutto sotto controllo. Fa nascere in noi sentimenti di rabbia, desideri di vendetta, pensieri tipo “non mi farò mai più schiacciare da nessuno”, perché in passato siamo magari stati abusati, traditi, delusi, ingannati o trascurati.

La carne ci porta all’avidità quando ci spinge a volere ciò che vogliamo e quando lo vogliamo. È anche la carne a farci sentire insicuri e a farci temere il rifiuto e il fallimento, a farci credere che se non ci facciamo valere non abbiamo nessun valore. Una conseguenza può essere il perfezionismo o una lotta senza fine per dimostrare a noi stessi quanto siamo bravi.

Ora Paolo ci dice che nel credente, che ha deciso di arrendersi a Dio portandogli la sua vecchia vita e iniziandone una nuova grazie al perdono offerto da Cristo, c’è lo Spirito di Dio che lotta contro la nostra carne. Ma lo Spirito Santo non elimina automaticamente la nostra carne e i suoi desideri.

Noi tutti, anche se abbiamo conosciuto Dio sin da piccoli, siamo cresciuti con una visione più o meno distorta di Dio, di noi stessi e degli altri. Questa nostra visione di Dio e del mondo deve essere pazientemente corretta dallo Spirito Santo tramite la Parola di Dio.

Questa lotta tra la nostra carne e lo Spirito di Dio è un elemento fondamentale del nostro processo di santificazione, ovvero quel lungo e paziente lavoro che lo Spirito Santo fa per correggere i nostri pensieri, i nostri sentimenti, il nostro volere e, infine, il nostro agire.

Un conflitto con un chiaro vincitore

[La carne e lo Spirito] … sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. (Galati 5:17b)

Ciò che Paolo vuole dirci è che non esiste un campo neutro, dove noi decidiamo cosa vogliamo fare in modo autonomo. Saremo sempre condizionati nelle nostre azioni da ciò che lo Spirito ci spinge a fare oppure da ciò che la carne vorrebbe farci fare. Quando lo Spirito Santo inizia a guidarci, mette in noi desideri buoni e puri. Più lui opera in noi, più noi desideriamo fare ciò che è buono e giusto agli occhi di Dio.

Il problema è che a noi per istinto piace fare esattamente il contrario. E così capita che quando la nostra carne prende il sopravvento, noi non riusciamo più a fare le cose buone che lo Spirito di Dio vorrebbe farci fare.

Ci siamo ad esempio prefissi di non parlare più male di altri alle loro spalle, ma quando poi qualcuno tira fuori il discorso, facilmente lo seguiamo a ruota. Avevamo deciso di perdonare qualcuno, ma quando rivediamo in quella persona un tipo di comportamento che ci ha delusi o feriti, l’amore lascia spazio al desiderio di vendetta o alla rabbia.

Oppure avevamo capito che non ha senso urlare addosso ai figli quando ci fanno perdere la pazienza, ma poi scoppiamo quando torna il nostro desiderio egoistico di avere finalmente un po’ di tranquillità. Eravamo decisi a portare a Dio ciò che ci dà fastidio nel nostro partner e invece alla prossima tensione gli riversiamo addosso tutti i possibili rimproveri.

O ci eravamo decisi di non farci più influenzare dagli altri, ma poi basta che qualcuno fa una strana osservazione o che apparentemente ci ignora o ci evita, e già cadiamo in una profonda insicurezza. Oppure, dopo aver sperimentato come il Signore in passato più volte ci ha aiutati in situazioni difficili, torniamo velocemente ad essere ansiosi e a cercare disperatamente una soluzione umana a un problema, invece di portare a Dio tutti i nostri pesi.

Sperimentare questo conflitto interiore tra carne e Spirito può essere deprimente e sconcertante, ma questo non significa che siamo totalmente indifesi:

Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. (Galati 5:24)

Il conflitto tra carne e Spirito è una realtà della quale dobbiamo essere coscienti, ma non dobbiamo mai dimenticare che la carne è una forza che è stata sconfitta alla croce. Anche se la carne tenta con ogni possibile inganno di farci fare ciò che vuole, la vittoria sul peccato è nelle nostre mani.

Paolo non ci sta dicendo che siamo spettatori passivi di questa lotta, nella quale ogni tanto vince la carne e ogni tanto lo Spirito Santo. Come se non avessimo nessuna chance e non ci restasse che rassegnarci. Ciò che Paolo vuole dirci è piuttosto che grazie allo Spirito Santo che lotta contro la nostra carne, siamo in grado di dire di no ai desideri della carne. La vittoria sui desideri della carne è possibile.

Per lo Spirito Santo non sarebbe un problema sconfiggere la nostra carne anche senza di noi. Ma ha scelto un’altra via: quella di rinnovare poco a poco la nostra mente, in modo da renderci capaci di riconoscere i falsi desideri della carne e le sue menzogne. Sulle quali, tra l’altro, fa leva il diavolo per spingerci a peccare. Un cristiano non è dunque una persona che non ha mai desideri sbagliati. È piuttosto una persona che vi ha dichiarato la guerra.

Ma perché allora fatichiamo così tanto? Il nostro problema è che spesso leggiamo la Bibbia al contrario. Leggiamo ad esempio in Galati 5:22 che il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, … e pensiamo che solo quando saremo riusciti in un qualche modo a portare tutti questi frutti nella nostra vita potremo dire: “Ecco, adesso sono veramente guidato dallo Spirito Santo”.

Oppure leggiamo in Galati 5:19 che le opere della carne sono ad esempio fornicazione, impurità, dissolutezza, gelosia, ire o contese e ci scoraggiamo perché vediamo ancora troppa carne in noi. Il risultato è che smettiamo di lasciarci guidare dallo Spirito Santo, tornando a cercare di sopravvivere in un qualche modo con le nostre forze.

In realtà lo Spirito Santo ci porta a fare piccoli passi avanti per sperimentare poco a poco il frutto della sua guida anche nella nostra vita. Ma ogni volta che pensi di doverti sforzare per apparire come un cristiano migliore, stai in realtà seguendo i desideri della tua carne.

La potenza liberatrice dello Spirito Santo

Se però ora uniamo i versetti 16 e 17, vedremo che al centro non c’è più la guerra tra carne e spirito, bensì la vittoria dello Spirito.

Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. (Galati 5:16)

Se cammini secondo lo Spirito, ovvero se ti lasci guidare da lui, imparerai a non permettere ai desideri cattivi della carne di maturare nella tua mente. Ma come possiamo concretamente permettere allo Spirito Santo di controllarci? La risposta è davvero semplice: permetti al tuo cuore di trovare la sua felicità in Dio!

O per dirla forse in modo ancora più chiaro: stai camminando secondo lo Spirito quando il tuo cuore è saldo nelle promesse di Dio. Lo Spirito ti porta alla vittoria sulla carne, se vivi la tua vita per fede nel figlio di Dio che ti ha amato e cha ha dato sé stesso per te e che ora sta facendo cooperare ogni cosa per il tuo bene.

L’unica via per camminare nello Spirito e per non adempiere i desideri della carne è di fare tue le meravigliose promesse di Dio. Può sembrarti una risposta scontata, ma se non vuoi permettere che la tua carne metta nella tua mente delle idee strane e sbagliate, devi riempire la tua mente con le buone e giuste verità di Dio.

Io mi accorgo veramente della differenza se già il mattino quando mi alzo espongo la mia mente e il mio cuore alle promesse di Dio, anche se sono dei versetti che conosco a memoria. La mia mente tende a dimenticare le promesse di Dio nel momento del bisogno, ma se le ho davanti a me quando inizio la giornata, me le ricorderò più facilmente.

Se vuoi camminare veramente nello Spirito, devi iniziare ogni giornata nella consapevolezza che senza la forza dello Spirito Santo non siamo in grado di fare le buone cose che vorremmo. Quindi, siccome Dio ha promesso che se glielo chiediamo lui ci riempie con il suo Spirito, chiedigli ogni giorno esplicitamente di guidarti:

Spirito Santo riempimi con la tua potenza! Voglio sperimentare tutto ciò che hai in serbo per me, i tuoi doni e il tuo frutto. Desidero la tua potenza più di ogni altra cosa per affrontare questa giornata. Dammi pazienza e autocontrollo, pace, gioia e amore!

Poi affronta la giornata riponendo la tua fede nel fatto che, se sei un figlio di Dio, hai anche l’incrollabile promessa che Dio ti darà la vittoria su quei desideri della tua carne che a volte ti sembrano così irresistibili. Ma non perdere coraggio se Dio non ti dà subito la vittoria. Il perché Dio a volte ci concede la vittoria da oggi a domani, mentre altre volte dobbiamo lottare mesi per ottenere una piccola vittoria, è un mistero che supera il nostro intelletto.

Se ti sei preparato con questi passi per affrontare la giornata, non ti resta che agire così come sai che è giusto. Ma ricorda che questo non è il primo passo. Puoi vedere il frutto dello Spirito nelle tue azioni, solo se hai capito che dipendi unicamente da lui e se confidi nelle promesse di Dio.

E se sei arrivato alla fine della giornata e hai sperimentato la potenza dello Spirito Santo, non dimenticare di ringraziare Dio per ogni vittoria ottenuta e per ogni buona azione che sei riuscito a fare nella sua potenza. Ricorda: la lotta tra la carne e lo Spirito è una realtà nella vita di ogni cristiano. Ma lo Spirito Santo ha già ottenuto la vittoria!

Amen

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