di Daniele Scarabel

Anche Cristo ha sofferto, morendo una volta per sempre per i nostri peccati. Egli, innocente, è morto per noi peccatori, allo scopo di condurci da Dio sani e salvi. Il suo corpo è stato messo a morte, ma dallo Spirito è stato restituito alla vita. 19E fu per la potenza di quello Spirito che Gesù andò a predicare agli spiriti prigionieri del regno dei morti, 20spiriti di quelli che non credettero in Dio, nonostante egli aspettasse con pazienza. Ciò avvenne quando Noè costruiva lʼarca, nella quale furono salvate dallʼacqua del diluvio soltanto poche persone, otto in tutto. 21E per noi quellʼacqua raffigura il battesimo. Il battesimo non serve a toglierci lo sporco di dosso, ma è la richiesta fatta al Signore per ottenere una buona coscienza purificata dal peccato. Col battesimo dimostriamo di essere stati salvati dalla perdizione eterna, per mezzo della resurrezione di Gesù Cristo. 22Ora Gesù è salito in cielo, siede alla destra di Dio Padre, e regna su tutti gli angeli, i principati e le potenze del cielo. (1 Pietro 3:18-22)

Per il culto con i battesimi di oggi ho scelto questo brano che a prima vista sembra essere molto complicato. E in parte lo è, perché alcuni contenuti sono molto discussi tra i teologi. Ma è anche un testo che ha tanto da dirci sul tema del battesimo.

Che cosa ha a che fare il battesimo con l’arca di Noè? O con il diluvio universale? Beh, lo scopriremo insieme e vedremo pure come l’esempio di Noè può essere un grande incoraggiamento per le persone che oggi saranno battezzate.

L’opera di Cristo per noi

L’insegnamento dell’Apostolo Pietro sul battesimo si trova come rinchiuso all’interno di un panino tra due importanti verità che riguardano Gesù Cristo, la sua morte e la sua risurrezione. Il versetto 18 è la parte inferiore di questo panino:

Anche Cristo ha sofferto, morendo una volta per sempre per i nostri peccati. Egli, innocente, è morto per noi peccatori, allo scopo di condurci da Dio sani e salvi. Il suo corpo è stato messo a morte, ma dallo Spirito è stato restituito alla vita. (1Pietro 3:18)

Qui Pietro ci insegna che il problema principale nel mondo, ovvero nella tua vita e nella mia, è che siamo separati da Dio. A causa dei nostri peccati non abbiamo alcun diritto di avvicinarci a lui. Se non risolviamo in un qualche modo questo problema, l’ira di Dio rimane su di noi e la conseguenza sarà l’eterna separazione da Dio.

Dio è un giusto giudice che non dichiara colpevoli gli innocenti e innocenti i colpevoli. È santo e non può starsene in compagnia di persone ribelli. Ogni peccato lo spinge sempre più lontano da noi. Se ascoltiamo la nostra coscienza ci rendiamo conto di essere sporchi e indegni di affrontare Dio a testa alta.

Pietro ci dice però, che Dio stesso ha preso l’iniziativa per superare questa separazione tra noi e Lui, offrendo Cristo che ha sofferto al posto nostro. È su questo fatto che riposa la nostra speranza di volere e potere un giorno tornare veramente a casa da Dio. Questo è il Vangelo!

Cristo ha dovuto soffrire una volta sola e una volta per tutti. I debiti per ogni mio peccato – passato, presente e futuro – sono stati pagati grazie all’unico e irripetibile sacrificio di Cristo.

Ma Cristo non è rimasto nella morte. Dopo aver offerto sé stesso da innocente per noi che siamo colpevoli, Dio gli ha ridato la vita. Ciò significa che il sacrificio di Gesù Cristo ha pienamente soddisfatto Dio Padre. E di conseguenza significa che, se fai di questo sacrificio di Gesù il fondamento della tua vita, Dio sarà soddisfatto anche di te in Cristo.

Riassumendo, al versetto 18 c’è scritto: “Cristo ha sofferto per i nostri peccati una volta sola e per tutti, il giusto per gli ingiusti, in modo da poterci riaccompagnare da Dio”. E così, a chiunque si avvicina a Dio tramite il perdono ricevuto da Gesù Cristo, il Padre dice: “Benvenuto a casa!”.

Questa verità viene completata dal versetto 22 come parte superiore del panino:

Ora Gesù è salito in cielo, siede alla destra di Dio Padre, e regna su tutti gli angeli, i principati e le potenze del cielo. (1Pietro 3:22)

La morte e la risurrezione di Gesù Cristo ha avuto anche un altro effetto: la vittoria su tutti i nemici di Dio. Quando Cristo morì e poi risuscitò, tutti gli angeli malvagi, tutte la autorità e le potenze del male, compreso Satana il loro capo, gli sono stati sottomessi in un modo totalmente nuovo. Ora dipendono dalla sua volontà e Cristo non permetterà mai che la sua opera di salvezza sia resa vana.

Le acque del diluvio e il battesimo

E così ora arriviamo agli insegnamenti sul battesimo, che troviamo dal versetto 19:

E fu per la potenza di quello Spirito che Gesù andò a predicare agli spiriti prigionieri del regno dei morti, spiriti di quelli che non credettero in Dio, nonostante egli aspettasse con pazienza. Ciò avvenne quando Noè costruiva l’arca, nella quale furono salvate dall’acqua del diluvio soltanto poche persone, otto in tutto. (1Pietro 3:19-20)

Ai tempi di Noè Dio era profondamente triste a causa della malvagità degli esseri umani che lui aveva creato. Addirittura si pentì di aver fatto l’uomo. Così Dio decise di sterminare tutto ciò che aveva creato, dando però a chi si sarebbe pentito la possibilità di salvarsi.

Noè era un uomo che amava Dio e che viveva rispettandolo e onorandolo, trovando grazia agli occhi di Dio. Così Dio ordinò a Noè la costruzione di un’arca nella quale raccogliere una coppia di ogni specie animale. La costruzione durò 120 giorni, un tempo durante il quale Noè si rivolse agli uomini della sua generazione, supplicandoli di ravvedersi e di tornare a Dio.

Pietro ci spiega che, in realtà, era come se Gesù stesso parlasse attraverso Noè. Le parole di Noè erano le parole di Gesù, che le persone purtroppo decisero di non ascoltare, trovando la morte nel diluvio. E ora, così ci dice Pietro, le loro anime sono prigioniere nel regno dei morti in attesa del giusto giudizio finale di Dio.

E ora si fa interessante, perché Pietro paragona le acque del diluvio alle acque del battesimo.

E per noi quell’acqua raffigura il battesimo. Il battesimo non serve a toglierci lo sporco di dosso, ma è la richiesta fatta al Signore per ottenere una buona coscienza purificata dal peccato. Col battesimo dimostriamo di essere stati salvati dalla perdizione eterna, per mezzo della resurrezione di Gesù Cristo. (1Pietro 3:21)

Così come Noè e il resto della sua famiglia furono salvati entrando nell’arca per attraversare le acque del giudizio divino, anche noi possiamo essere salvati entrando nella nostra arca – che non è altro che Gesù Cristo – per essere salvati attraverso le acque del giudizio di Dio sul nostro peccato.

Nel caso di Noè non fu l’attraversare le acque del diluvio a salvarlo, ma la sua fede in Dio, che gli permise di costruire un’arca. Allo stesso modo l’acqua, nella quale la persona che si battezza viene immersa, non serve a purificarla dal peccato. Il battesimo è l’atto simbolico ordinato da Dio per rappresentare la salvezza che abbiamo già ottenuto per fede.

Pietro ci spiega che il battesimo è una richiesta, o potremmo dire anche una preghiera, che facciamo a Dio per “ottenere una buona coscienza purificata dal peccato”. È come se, quando una persona entra nell’acqua per poi uscirne nuovamente, simbolicamente stesse dicendo a Dio: “Sono sporco, rendimi pulito, dami una buona e pulita coscienza davanti a te!”.

Con il battesimo sperimentiamo con tutto il nostro corpo, la fede che abbiamo già riposto in Dio, pregando con un atto simbolico: “Confido in te o Dio, che mi hai accolto in Cristo, come Noè fu accolto per fede nell’arca, che Cristo ha preso su di sé i miei peccati. Ti ringrazio che ora posso avere una coscienza pulita davanti a te e la certezza di avere la vita eterna che Cristo mi offre grazie alla sua risurrezione, alla sua vittoria sulla morte e sul peccato!”.

È questo ciò che Dio chiede ad ognuno di noi di fare. Non puoi salvare te stesso. Dio ti salva tramite l’opera salvifica di Gesù Cristo. Ma questa salvezza la ricevi solo invocando il nome del Signore, confidando in lui, come Noè confidò in Dio. Ed è volontà di Dio, che esprimiamo questa nostra richiesta tramite il battesimo.

Invito chiunque non lo avesse ancora fatto a rivolgersi oggi stesso a Dio dicendo: “Sono sporco, rendimi pulito, dammi una buona e pulita coscienza davanti a te, voglio confidare in te e seguirti da ora in poi con tutto il mio cuore!”. Non essere come le persone ribelli che scelsero di deridere e di non ascoltare Noè.

Come Noè nell’arca

Vorrei concludere con alcuni incoraggiamenti rivolti alle persone che oggi saranno battezzate. Nel libro della Genesi leggiamo come Dio prima del diluvio disse a Noè:

Ma io stabilirò il mio patto con te; tu entrerai nell’arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te. (Genesi 6:18)

Voi siete le prime persone della vostra famiglia ad aver fatto questo importante passo verso Dio tramite Gesù Cristo e a testimoniarlo oggi tramite il battesimo. Ma nella storia di Noè troviamo un grande incoraggiamento: con lui furono salvati anche sua moglie, i suoi figli e le mogli dei suoi figli. La vostra fede porterà la benedizione di Dio nelle vostre case, come leggiamo nella lettera ai Corinzi:

Perché il marito non credente appartiene già al Signore per mezzo della moglie e la moglie non credente appartiene già al Signore per mezzo del marito. Perciò anche i vostri figli appartengono al Signore. (1Corinzi 7:14)

Questa non è una garanzia che anche gli altri membri della vostra famiglia seguiranno la chiamata di Cristo e che saranno salvati. La salvezza è individuale e ognuno dovrà fare la sua scelta. Ma vuole darvi coraggio nel perseverare nella vostra fede.

Vi auguro di non dimenticare mai l’incoraggiante esempio di Noè e della sua fede in Dio. Nessuno gli credeva, la gente lo derideva, ma la sua fede in Dio lo ha salvato e ha infine salvato pure la sua famiglia dal diluvio.

È mio desiderio che questa storia con happy end possa ripetersi anche nella vostra vita, iniziando da oggi con il battesimo, come simbolo dell’inizio della vostra nuova vita cristiana. Potete ora vivere dando il buon esempio, perché potete affermare in tutta sincerità di avere una buona e pulita coscienza davanti a Dio, grazie alla vostra fede nella morte e nella risurrezione di Gesù Cristo.

Amen

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