Il 6 gennaio tradizionalmente si mangia la Corona dei Re Magi, un dolce contenente una figurina di plastica raffigurante un re. La persona che trova la figurina diventa il re della giornata. Questa tradizione prende spunto dalla festività che ricorda l’arrivo dei tre Re Magi che portano dei regali, oro, incenso e mirra al Gesù bambino nella stalla.

Ma sapevi che i Magi non erano dei re? Che non c’è scritto da nessuna parte che erano in tre e che si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre? Che non arrivarono alla stalla, ma che fecero visita a Gesù in una casa a Betlemme quando Gesù non era già più un neonato?

Vediamo ciò che ci dice la Bibbia e cosa possiamo imparare da questa storia…

La saggezza del mondo è passeggera

Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: «Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo».

(Matteo 2:1-2)

Il termine greco “magoi” significa astrologi, astronomi, maghi, indovini. Questa era la loro professione, erano gli scienziati, gli studiosi di quei tempi, le persone più colte e più sagge di tutto l’oriente, ma che in Israele avevano una connotazione negativa. La Bibbia parla di tre regali che portarono, ma è probabile che fossero anche più di due o tre Magi, perché un viaggio così lungo e pericoloso era uso intraprenderlo in una grande carovana.

Il motivo del loro viaggio era una stella che videro studiando il cielo. Gli studiosi non sono concordi se si sia trattato veramente di una cometa, di una supernova oppure di una congiunzione dei pianeti Giove e Saturno. Ma ciò che importa è che interpretarono quel segno come un chiaro indizio della nascita di un grande re.

A quei tempi circolava anche la voce dell’imminente arrivo di un nuovo potente re in Giudea che avrebbe finalmente portato pace e ordine nel mondo. Non volendosi perdere l’evento del secolo, i Magi si misero subito in cammino verso Gerusalemme, la capitale della Giudea, dove speravano di trovare questo nuovo re.

Lo scopo principale del Vangelo di Matteo è dimostrare che Gesù di Nazaret è veramente il Messia tanto atteso e il vero re, non solo dei Giudei, bensì di tutti i popoli. Se studiamo attentamente le caratteristiche di questo racconto riportato solo da Matteo, vedremo che si tratta di un’illustrazione pratica di quanto scritto dall’Apostolo Paolo ai Corinzi:

Dov’è il saggio? Dov’è l’intellettuale? Dov’è l’esperto in dibattiti sugli argomenti di grande attualità? Dio li ha fatti apparire tutti stupidi e ha dimostrato che la loro sapienza non serve a niente.

(1Corinzi 1:20)

Con l’inserimento del racconto dei Magi che vengono ad adorare Gesù, Matteo mette a confronto la saggezza del mondo con la saggezza di Dio. Ci mostra come la saggezza del mondo è passeggera, insufficiente e superficiale, ma che, sotto la guida dello Spirito Santo, può andare ben oltre, fino ad arrivare a riconoscere e ad adorare la vera saggezza in persona: Gesù Cristo!

I Magi rappresentavano l’élite intellettuale di quei tempi, eppure la loro “scienza” era basata principalmente sull’astrologia, l’interpretazione di sogni e altre arti occulte. Una scienza che dal nostro punto di vista moderno molto limitata, unilaterale, ridicola e decisamente sorpassata.

La sapienza umana è sempre stata molto limitata nel tempo e la nostra conoscenza è stata continuamente sorpassata da sempre nuove scoperte scientifiche. Vi faccio solo un esempio. Albert Einstein nel 1932 disse:

Non esiste la più piccola indicazione che l’energia nucleare sarà mai ottenibile. Significherebbe che l’atomo dovrebbe essere distrutto a comando.

Molte previsioni degli esperti anche di solo pochi decenni fa sono ridicole per noi oggi. Eppure ogni nuova generazione crede che la generazione precedente si sbagliava, ma che ora abbiamo capito tutto.

Magari ti è capitato di sentirti dire: “Come puoi essere cristiano. Sei retrogrado, è ora che ti metti al passo con i tempi e che abbandoni questa tua fede antiquata!”. Ma guardiamo ai fatti. Negli ultimi duemila anni sono cambiate molte cose anche all’interno della chiesa: lo stile musicale, lo stile di predicazione, molti aspetti riguardanti il modo pratico del vivere la fede… ma non è cambiato il centro del Vangelo e il valore degli insegnamenti biblici!

Puoi leggerti un sermone di Spurgeon, il re dei predicatori del 1800, un libro di Lutero, il grande riformatore del 1500 o le Confessioni di Agostino scritte attorno al 400, e sebbene siano cambiati la forma e il contesto culturale, parlano esattamente dello nostro stesso Dio e dei nostri stessi contenuti biblici!

Gesù stesso disse:

Il cielo e la terra scompariranno, ma le mie parole rimarranno per sempre.

(Matteo 24:35)

La saggezza di Dio che ci è stata rivelata in Gesù Cristo e trasmessa nella Bibbia non è mai sorpassata! Le verità bibliche sono attuali oggi come lo erano quando sono state scritte, proprio perché sono verità basate sull’eterna saggezza di Dio che è una pazzia agli occhi di chi non crede.

La saggezza del mondo è insufficiente

Naturalmente non tutta la saggezza umana è passeggera. È Dio stesso ad aver dato all’uomo l’intelligenza e la voglia di fare sempre nuove scoperte, per questo c’è molta buona conoscenza e sapienza in questo mondo. Ma la sola saggezza del mondo è insufficiente per scoprire ciò che davvero conta nella nostra vita.

I Magi grazie a tutta la loro saggezza e la loro scienza furono in grado di riconoscere i segni di un evento importante. Ed Erode tenendo conto del giorno esatto in cui i Magi videro per la prima volta la stella e calcolando il tempo da loro impiegato per mettersi in viaggio e per arrivare a Gerusalemme, riuscì a calcolare che questo re doveva essere nato nell’arco degli ultimi due anni e a pianificare un terribile infanticidio per salvaguardare il suo trono.

Ma nonostante tutta la loro saggezza non avevano idea di chi sarebbe stato quel re e di dove sarebbe nato. Il luogo esatto della nascita del re e il ruolo che avrebbe ricoperto fu rivelato dalle Sacre Scritture.

Egli riunì tutti i capi religiosi. «Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia?» chiese il re. «Sì, a Betlemme», risposero, «così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele”».

(Matteo 2:4-6)

È a Betlemme che re Davide fu unto come re ed è a Betlemme che doveva nascere il nuovo re che avrebbe guidato Israele nuovamente verso Dio. I capi religiosi, pur conoscendo molto bene le Scritture, non vollero credere a questa profezia, ma Erode ci credette abbastanza da prendere tutte le precauzioni necessarie a salvaguardare il suo trono.

Erode, dopo aver chiamato di nascosto i Magi li mandò a Betlemme a cercare il bambino. Li mandò da soli per evitare che il bambino venisse nascosto. Così alla fine i Magi, seguendo la stella che era nuovamente apparsa, trovarono il nuovo re.

La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono…

(Matteo 2:10-11a)

Vi siete accorti che non si parla né di una mangiatoia, né di una stalla, bensì di una casa? Dalla nascita di Gesù erano passati già diversi mesi e nel frattempo la giovane famiglia si era trasferita in una casa a Betlemme. Fu in quella casa che i Magi trovarono Gesù, un piccolo bambino di meno di due anni. E cosa fecero? S’inginocchiarono e lo adorarono, ma con cuore sincero a differenza di Erode che pur affermando di volerlo adorare lo voleva uccidere!

Fu l’incontro personale con Gesù Cristo a trasformare questi Magi che finora adoravano le stelle, in adoratori del vero e unico Dio. Loro furono i primi credenti pagani a dimostrazione che Gesù non sarebbe stato solo il re dei Giudei, bensì anche di tutti i popoli del mondo!

La saggezza di questo mondo può sì portarci a fare delle scoperte incredibili, ma solo l’incontro personale con Dio in Gesù Cristo può portarci a scoprire il vero scopo della nostra vita: adorare Dio nella persona di Gesù Cristo, tramite lo Spirito Santo! La saggezza del mondo può portarci molto lontano, ma non potrà mai portarci veramente a casa da Dio Padre che ci aspetta a braccia aperte.

Quando alcuni anni fa ho avuti la mia crisi che mi ha portato a un burnout, sono stato molto contento di aver trovato degli specialisti, una psichiatra e uno psicologo, che mi hanno aiutato a gestire i miei sentimenti e ad affrontare le cause del mio crollo emotivo. Mi hanno davvero aiutato, pur non essendo credenti, con la loro profonda conoscenza psicologica, a riconoscere certi miei meccanismi e automatismi che mi portavano ai limiti delle mie forze, meccanismi e automatismi che non spariscono semplicemente e automaticamente con la conversione e la fede in Dio.

La psicologia può veramente aiutarci a capire come spesso sbagliamo a gestire i nostri sentimenti e a riconoscere le nostre reazioni sbagliate a determinate situazioni, a offese o ferite che ci portano a soffrire emotivamente.

Ma dall’altra parte non è in grado di risolvere il problema di fondo, ovvero il nostro bisogno di perdono, di essere riconciliati con Dio e di ricostruire una sana immagine di noi stessi dal punto di vista di Dio. Nella psicologia non si parla ad esempio di perdonare chi ci ha ferito. Ma non è forse perdonando con tutto il nostro cuore che possiamo sperimentare vera liberazione?

La psicologia umana, pur essendo molto utile in determinate situazioni, non è in grado di “riportarci a casa”, non è in grado di mostrarci come possiamo essere connessi con Dio tramite preghiera e non può riempire il vuoto che abbiamo nel nostro cuore. Un vuoto che può essere riempito solo da Gesù Cristo se ci inginocchiamo davanti alla sua autorità, se lo adoriamo come nostro Signore e Salvatore e se ci decidiamo di seguirlo con tutta la nostra vita.

La saggezza del mondo è superficiale

Dopo aver detto che la saggezza di questo mondo è passeggera e insufficiente, vedremo che è pure superficiale. I Magi erano alla ricerca di un re. E dove lo andarono a cercare? A Gerusalemme! Ma Gesù non è nato nella famiglia del re, è nato in una povera famiglia, e non è nato nella capitale del regno bensì in una all’apparenza insignificante cittadina in una umile stalla.

La saggezza di questo mondo non riesce a riconoscere e a comprendere la saggezza di Dio, che ha mandato suo figlio in questo mondo, senza seguire minimamente le regole di questo mondo. Per il mondo di allora era nato nel luogo sbagliato e nella famiglia sbagliata. Ma questo è proprio il modo di agire di Dio.

Questo progetto di Dio, considerato una pazzia, è di gran lunga più saggio di qualsiasi altro piano architettato dal più intelligente degli uomini. Perché ciò che sembra di essere la stoltezza di Dio è più sapiente della sapienza umana, e ciò che sembra di essere la debolezza di Dio è più forte della forza umana.

(1Corinzi 1:25)

Il riformatore Martin Lutero ha descritto il modo di agire di Dio con le parole in latino “sub contrario agit Deus”, ovvero Dio agisce in un modo che dal nostro punto di vista sembra raggiungere l’esatto opposto di ciò che vorrebbe e di ciò che il mondo dice.

Alcuni esempi: chi vuole essere innalzato deve umiliarsi, il più piccolo sarà il più grande, chi vuole essere potente deve servire, chi vuole essere veramente ricco di un amore che non potrà mai più perdere deve dare via tutto ciò che possiede, chi perde la propria vita per causa di Gesù la ritroverà, chi cerca innanzitutto di fare la volontà di Dio riceverà ciò che ha bisogno…

Il piano di Dio che a noi sembra essere così pazzo e senza senso consisteva proprio nel far nascere il re dei re come povero bambino in una mangiatoia e infine di far morire il figlio di Dio innocente e santo per poter dare a noi la vita eterna.

Lo Spirito Santo ha aperto gli occhi dei Magi e li ha spinti ad adorare un bambino che ancora nemmeno sapeva parlare! Avete mai fatto caso a questo dettaglio?

Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.

(Matteo 2:11)

La maggior parte delle persone che si sono convertite durante il ministero di Gesù lo hanno fatto perché lo hanno sentito parlare con potenza del regno di Dio, perché lo hanno visto fare incredibili miracoli o perché sono stati guariti da Gesù. Ma i Magi non hanno visto nulla di tutto ciò eppure hanno adorato il bambino Gesù riconoscendo la sua origine divina.

Oro, incenso e mirra erano doni degni di un re. Ma erano anche dei doni che profeticamente annunciavano la futura gloria di Gesù (oro), la sua vita pura e senza peccato (incenso), la sua sofferenza e la morte in croce a causa dei nostri peccati (mirra).

Ma la cosa più sorprendente è che i Magi si inginocchiarono e adorarono Gesù. E sapete perché lo fecero? Perché per tutta la loro vita erano alla ricerca di nuova saggezza e ora, guidati dallo Spirito Santo, avevano trovato in Cristo la vera e unica saggezza in persona.

Il Vangelo di Matteo ci presenta dei pagani come i primi che vennero a dare onore al re divino, al sovrano del mondo intero. E ci presenta dei pagani come gli ultimi a dare onore a Gesù, dei soldati romani e il loro Centurione, che osservando Cristo in croce e la sua morte dissero:

Questo era davvero il Figlio di Dio!

(Matteo 27:54)

Il messaggio di Matteo è chiaro: qualunque cosa tu stia cercando nella tua vita, la potrai trovare unicamente in Cristo, il Figlio di Dio.

Ci lasciamo anche noi guidare dallo Spirito Santo come i Magi verso Cristo? La nostra saggezza umana è passeggera, insufficiente e superficiale. Ma se lo Spirito Santo ci guida, arriveremo a riconoscere anche nella nostra vita quotidiana, che Gesù Cristo è l’unico in grado di soddisfare il nostro cuore.

E a quel punto saremo anche pronti a portargli il nostro più prezioso regalo: la nostra stessa vita messa al suo servizio. È questo ciò che Dio desidera da noi ed è solamente questo che ci renderà pienamente soddisfatti della nostra vita.

Amen

© Pastore Daniele Scarabel

Follow us: