Settimana scorsa mi è capitato di leggere sul giornale che il cantante pop Justin Bieber ha appena annullato il resto della sua attuale tournée mondiale. A quanto pare lo ha fatto perché ha ridedicato la propria vita a Cristo.

Se la sua è una decisione sincera, gli costerà certamente una perdita di prestigio, molti lo criticheranno, altri lo abbandoneranno e tutti osserveranno la sua vita pronti ad attaccarlo al primo errore. Dovrà affrontare tante prove, ma se userà la sua popolarità per dare gloria a Dio, certamente Dio lo ricompenserà.

Da quanto ho letto facendo una piccola ricerca su Google, Justin Bieber è legato alla chiesa Hillsong e almeno uno dei pastori gli è stato particolarmente vicino in questi ultimi tempi. Io gli auguro che anche il suo pastore possa pregare per lui come ha fatto Paolo per i Tessalonicesi, perché ne avrà tanto bisogno. Ma non solo lui, anche noi ne abbiamo tanto bisogno.

Impariamo ad essere riconoscenti

Noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, com’è giusto, perché la vostra fede cresce in modo eccellente, e l’amore di ciascuno di voi tutti per gli altri abbonda sempre di più; in modo che noi stessi ci gloriamo di voi nelle chiese di Dio, a motivo della vostra costanza e fede in tutte le vostre persecuzioni e nelle afflizioni che sopportate. (2Tessaloniscesi 1:3-4)

L’inizio di questa lettera di Paolo mi ha fatto riflettere. Paolo era orgoglioso di quella chiesa, ringraziava Dio per il loro amore, la loro fede crescente e la loro perseveranza nelle prove. Eppure, se leggiamo il capitolo 3 della stessa lettera, ci accorgiamo che anche quella chiesa era tutt’altro che perfetta.

C’erano anche dei problemi da affrontare, delle dottrine da correggere e dei peccatori da rimproverare. Eppure Paolo scrive che ringraziava sempre Dio per loro! Come mai Paolo riusciva a essere così positivo?

Potremmo pensare che Paolo abbia semplicemente applicato molto bene uno dei consigli che ho trovato su sito wikiHow, su “come fare delle critiche costruttive”, ovvero: “Concentrati sugli aspetti che questa persona è in grado di cambiare, e evita di dire qualcosa di negativo su quelli che non possono esserlo. Quando devi affrontare un argomento delicato, ricordati di dire qualcosa di positivo prima della critica.”

Ma non è così. Paolo è positivo e ottimista, perché sa che, anche se la crescita della nostra fede dipende in gran parte dal nostro impegno, ancor più dipende dal potente lavoro che Dio fa in ognuno di noi tramite lo Spirito Santo. La nostra vita cristiana dipende dalla grazia di Dio!

Io credo che noi spesso non siamo in grado di vedere come Dio agisce in una persona o nella comunità. E ancora più difficile è riconoscere ciò che Dio sta operando nella nostra stessa vita. A volte abbiamo proprio bisogno che qualcuno come Paolo ci aiuti a riconoscere ciò che Dio sta agendo nella nostra vita.

Prova a ricercare nella tua vita, nella tua famiglia e nella nostra chiesa, segni della grazia di Dio per i quali puoi ringraziare Dio. Guarda la lista dei membri di chiesa e chiedi a Dio di aprirti gli occhi per vedere come Dio sta lavorando in loro, chiedi a Dio di aiutarti a vedere i segni positivi di crescita nella fede e nell’amore all’interno della comunità.

È vero, anche nella nostra comunità ci sarebbero tante cose da migliorare. Non tutti vivono pienamente la loro chiamata e alcuni si lasciano purtroppo sedurre dal peccato, senza lottare a sufficienza contro di esso. Non tutti sono perseveranti nelle prove che Dio permette nella loro vita.

Ma io posso sinceramente dire di essere orgoglioso della nostra comunità, di essere grato a Dio per tutto quello che lui ha operato, per le persone che si sono aggiunte e che stanno facendo passi avanti nella loro fede. Il mio desiderio è che possiamo essere sempre più riconoscenti per quello che abbiamo, anche se magari ci sarebbero delle cose che vorremmo cambiare.

Speranza nella giustizia di Dio

Non sminuire l’opera dello Spirito Santo nella tua vita e nella chiesa! Le prove, le difficoltà, le sofferenze e la fatica nel seguire Gesù hanno un senso:

Questa è una prova del giusto giudizio di Dio, perché siate riconosciuti degni del regno di Dio, per il quale anche soffrite. Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; e a voi che siete afflitti, riposo con noi… (2Tessalonicesi 1:5-7a)

Perché un credente persevera e non molla nelle afflizioni e nelle difficoltà? Che cosa lo spinge ad andare avanti nel fare la volontà di Dio, anche quando è difficile? Paolo ci ricorda che la nostra speranza deve essere riposta nella giustizia di Dio. Un giorno Dio giudicherà ogni cosa nel modo più giusto possibile.

Le prove che Dio permette nella nostra vita servono a prepararci alla vita nel futuro regno di Dio. Anche se non siamo nella situazione di Justin Bieber, anche noi non dobbiamo mai perdere di vista il traguardo finale. Le difficoltà, le rinunce e le sofferenze attuali hanno un senso solo se possiamo avere la certezza che non sono inutili, che un giorno, quando Cristo tornerà, egli ricompenserà riccamente la nostra perseveranza rendendoci giustizia e il meritato riposo.

Anche se per molti è difficile da accettare, quando Cristo tornerà, giudicherà il cuore di ogni persona e darà la giusta punizione a chiunque non avrà riconosciuto Dio come il proprio Dio e a chi si sarà rifiutato di riconoscere Gesù Cristo come Signore:

… quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi. (2Tessalonicesi 1:7b-10)

Se Dio lasciasse impunito il peccato, non sarebbe un Dio giusto e santo. Dio è perfetto sia nel suo amore, sia nella sua santità. È proprio per questo che ha sacrificato per noi suo figlio Gesù Cristo, che morì al posto nostro. Lo ha fatto per offrire a chiunque crede in Gesù Cristo e lo accoglie come suo Signore l’accesso al regno di Dio.

Sembra tutto molto teorico e poco interessante per noi, ma se perdiamo di vista il fatto che questa vita serve a prepararci per quando Gesù tornerà e per l’eternità che trascorreremo con lui, finiremo con l’essere troppo concentrati su noi stessi e sui nostri bisogni materiali. Lo sguardo fisso sul giorno in cui Cristo tornerà, ci aiuta a riordinare le nostre priorità, ad iniziare con la forza di Dio una nuova vita, a permettere che la santità di Dio possa diventare realtà anche nella nostra vita quotidiana.

Per cosa pregare

Paolo sapeva che anche per i Tessalonicesi non sarebbe stato facile lottare contro il peccato e vivere una vita degna del regno di Dio, così come non lo è per noi. Per questo scrive:

Ed è anche a quel fine che preghiamo continuamente per voi, affinché il nostro Dio vi ritenga degni della vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l’opera della vostra fede, … (2Tessalonicesi 1:11)

Paolo prega con convinzione e costanza per i Tessalonicesi, affinché Dio doni loro tutta la grazia e la forza necessaria per aiutarli a compiere tutto ciò che Dio aveva sul cuore per loro. Ed è proprio per questo che dovremmo pregare anche noi. Per noi stessi, per i nostri figli, per il nostro partner, e per la nostra chiesa.

Non che diventiamo persone di successo, ricche, famose o felici, o che tutti i nostri problemi scompaiano. La nostra preghiera deve essere che diventiamo dei credenti sempre più maturi e pronti a fare la volontà di Dio, qualunque essa sia e non importa quanto possa costarci.

Qual è l’ultima volta che hai pregato così per te stesso? Per i tuoi figli? Per il tuo partner?

Pregare in questo modo per i nostri figli significa metterli nelle mani di Dio, affinché egli possa fare di loro ciò che lui ritiene meglio. Che li possa trasformare in uomini e donne che lo amano con tutto il loro cuore e che fanno la sua volontà.

Se avranno successo nella loro vita, se avranno un buon posto di lavoro, se supereranno i loro esami, sono tutte cose importanti. Ma nessuna di queste cose ha un valore eterno. A che servirà tutto il loro successo, se nella loro vita non seguiranno Dio?

Paolo parte del presupposto che un credente, che si lascia guidare dallo Spirito Santo, svilupperà nuove idee e obiettivi da raggiungere nella sua vita. Obiettivi che saranno in linea con la volontà di Dio. Ma per riuscire nei nostro buoni propositi e per compiere delle opere che porteranno anche un frutto eterno, abbiamo bisogno della potenza di Dio.

Quali sono i tuoi obiettivi e i tuoi propositi? Se cerchiamo risposte a queste domande è importante coinvolgere Dio in preghiera, perché il fine ultimo della nostra vita, il nostro obiettivo principale, è che con la nostra vita possiamo dare gloria a Cristo:

In modo che il nome del nostro Signore Gesù sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.  (2Tessalonicesi 1:12)

Ancora non siamo perfetti e a volte possiamo magari scoraggiarci pensando di essere ancora troppo lontani dall’obiettivo. Ma il Vangelo di Gesù Cristo non ci sommerge mai di nuovi pesi, Dio nella sua grazia non ci lascia soli, in Cristo e tramite lo Spirito Santo abbiamo le forze per essere costanti nella fede e perseveranti nelle difficoltà.

Prova a tenere conto di questo obiettivo nelle tue preghiere. Chiedi concretamente a Dio di aiutarti a glorificarlo con la tua vita. È possibile riuscirci se cerchiamo soddisfazione in Dio piuttosto che in qualsiasi altra cosa, se desideriamo piacere a Dio, piuttosto che agli uomini.

Significherà qualcos’altro per ognuno di voi. Per qualcuno che è abituato a prendere delle decisioni troppo impulsivamente, potrebbe significare imparare ad aspettare la risposta di Dio prima di prendere una decisione importante. Oppure potrebbe significare imparare ad accontentarsi con quello che si ha.

Per un altro potrebbe significare dover abbandonare un’abitudine o un peccato evidente nella sua vita che gli impedisce di vivere in modo degno di un cristiano. O forse sarebbe il caso di rivedere alcune scelte che hai fatto in passato e tornare un passo indietro, anche se questo vorrebbe dire perdere prestigio, soldi, eventuali amicizie o abitudini sbagliate.

Per chi è sposato potrebbe significare imparare sempre di più ad amare il partner imperfetto che Dio ha messo al nostro fianco. Per alcuni genitori potrebbe significare capire che i figli ci sono stati affidati da Dio per guidarli nell’essere dipendenti da Lui e non per dare un senso alla nostra vita o per soddisfare un nostro bisogno egoistico.

Questo concetto vale per ogni ambito della nostra vita. In ogni caso possiamo chiederci: è in Dio che ricerco soddisfazione, desidero diventare un credente, un partner, un figlio, un lavoratore, un capo pronto a fare la volontà di Dio? Non sarà sempre facile rispondere di sì a questa domanda, anzi, a volte sarà probabilmente anche molto difficile e capiterà che cadremo e falliremo. Soprattutto se abbiamo alle nostre spalle un passato come Justin Bieber.

Ma è proprio per questo che dobbiamo pregare che Dio possa darci così tanta grazia e forza, da poter portare a termine in noi, ciò che lui desidera che noi facciamo, senza badare ai costi. E in tutto ciò, non dimentichiamo di essere riconoscenti, per tutto quello che Dio ha già fatto nella nostra vita.

Amen

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