Di Daniele Scarabel

Ma pure, io resto sempre con te; tu m’hai preso per la mano destra; mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria. Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. (Salmo 73:23-25)

Durante la sua crisi Asaf si è sentito lontano da Dio e si è anche allontanato da Lui. Ha provato rancore nei confronti del suo Dio, che apparentemente lo aveva deluso. Non sappiamo quanto è durata questa fase della sua vita, ma sappiamo che Asaf ha sofferto molto.

Credo sia incoraggiante per ognuno di noi, leggere che anche un credente che ama di tutto cuore il suo Signore può ritrovarsi in una profonda crisi spirituale. Nessuno di noi ha la garanzia che non si ritroverà mai in una situazione simile. Può succedere per i motivi più svariati e quando meno ce l’aspettiamo. Ma ancora più incoraggiante è leggere che Dio ha risollevato Asaf, al punto che è giunto alla conclusione di voler restare sempre con Dio.

Restare con Dio

Ma pure, io resto sempre con te; tu m’hai preso per la mano destra; (Salmo 73:23)

Il versetto 23 inizia con “Ma pure”. Potremmo anche dire “tuttavia, ciò nonostante, nondimeno, lo stesso”. Sembra un inizio insignificante per un versetto, ma contiene una profonda verità biblica. Potremmo definirlo il “veto di Dio” a tutte le nostre obiezioni, le nostre incertezze, i nostri dubbi.

Con queste parole il Salmo 73 arriva al suo culmine. Asaf afferma di voler restare con Dio nonostante tutto ciò che ha attraversato. Dopo aver confessato di esser stato amareggiato, insensato e senza intelligenza, riconosce che Dio in realtà non lo aveva mai abbandonato.

Se analizziamo la nostra vita paragonandola alla volontà di Dio, avremmo tutti i diritti di cadere in depressione. Le voci nella nostra testa non farebbero altro che affermare con ragione: sei un peccatore!

Non fraintendetemi, è giusto se ci mettiamo in questione, se ci fermiamo a riflettere sulla nostra vita, sulla nostra relazione con Dio e sul come viviamo in pratica la nostra fede. È sempre di nuovo una sfida anche per me. È buono e giusto se ci mettiamo in questione davanti a Dio e alla sua Parola, ma non possiamo e non dobbiamo fermarci a questo punto.

Il Vangelo è a tutti gli effetti una “buona notizia”, anche se in un primo momento sembra essere solo una raccolta di leggi, di pretese di Dio nei nostri confronti e di minacce di giudizio in caso di mancata ubbidienza. Ma il Vangelo non si ferma qui.

È vero, Dio vuole portare ogni persona sempre di nuovo a inginocchiarsi di fronte a Lui e ad ammettere la propria colpa, come fece Asaf quando disse: “Ero insensato e senza intelligenza; io ero di fronte a te come una bestia” (Salmo 73:22). Dio vuole che se ci allontaniamo da Lui e ce ne accorgiamo, che poi torniamo da Lui chiedendogli perdono.

Se Asaf si fosse però fermato alla sua ammissione di colpa, non sarebbe riuscito ad uscire dalla sua crisi. Soprattutto chi è molto coscienzioso o scrupoloso con sé stesso, corre il rischio di fermarsi sulle proprie debolezze e di non più vedere tutto ciò che ha in Cristo.

Se ci fermiamo a questo punto, è normale che finiamo col sentirci inutili e senza valore. Per questo dovremmo andare oltre e affermare con Asaf: “ma pure, io resto sempre con te; tu m’hai preso per la mano destra”.

Questa è la buona notizia: la meravigliosa grazia di Dio che ci perdona, nonostante Egli conosca perfettamente ogni minimo dettaglio della nostra vita. Come avrebbe altrimenti Asaf potuto rialzarsi, dopo aver riconosciuto la triste verità sulla propria vita? Come potremmo noi avere anche solo una minima speranza, se Dio ci abbandonasse alla nostra autocritica e alla nostra disperazione?

Perché Asaf ha potuto dire che nonostante tutto resta con Dio? Perché ha capito che tutto ciò che ha, lo deve solo e unicamente alla grazia di Dio. Se non ci fosse l’amore e il perdono di Dio, non avremmo nessun diritto di stare davanti a Lui. Tutto ciò che abbiamo nella nostra vita, tutto ciò che è buono e bello, lo dobbiamo solo e unicamente alla grazia di Dio.

Lo so che adesso quasi tutti siamo stufi della quarantena. All’inizio poteva essere anche divertente stare in casa, lavorare da casa, non avere impegni serali… Ma dopo un po’ desideriamo tornare alla normalità. Forse ora ti rendi conto di ciò che ti manca e di ciò che invece hai, stando con il Signore.

Per cosa potresti ringraziare il Signore? Quali aspetti della tua vita e della tua relazione con Dio ti spingono a dire: “io resto sempre con te?” In che cosa riconosci che il Signore ti ha preso per la mano destra e ti ha accompagnato fino qui?

La guida e l’accoglienza di Dio

 Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria. (Salmo 73:24)

Che liberazione, se riusciamo a rinunciare di voler cercare da soli la via da percorrere. Dio promette di essere nostro consigliere e di guidarci attraverso la nostra vita. E quando la nostra vita su questa terra sarà terminata, ci accoglierà nella Sua gloria.

Non è meraviglioso poter vivere con questa certezza? Gesù stesso ci dice:

Io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. (Giovanni 10:28-29)

La nostra vita è parte integrante del meraviglioso piano di Dio, che contiene anche la promessa che se in questa vita abbiamo riposto la nostra fiducia in Lui, il giorno che moriremo Lui ci accoglierà a braccia aperte.

Non so se ci hai mai pensato, ma in fin dei conti, durante tutta la nostra vita, Dio non fa altro che prepararci per incontrarlo. Quando Dio opera in noi tramite lo Spirito Santo, lo fa per glorificarci, ovvero per farci diventare diversi dal resto del mondo, per farci assomigliare sempre più a Cristo, come scrive l’Apostolo Paolo ai Corinzi:

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito. (2 Corinzi 3:18)

Quindi, già ora Dio ci dona parte della sua gloria. Ma questo non è che l’inizio. Dopo la nostra morte saremo accolti nella gloria di Dio. Dio ti sta preparando per sé stesso, per prepararti a trascorrere con Lui tutta l’eternità.

Martedì stavo pregando con un gruppo di pastori e uno di loro ha condiviso una bella immagine che vorrei raccontarvi. Ha visto l’immagine di una donna che si sveglia il mattino, con i capelli disordinati, senza trucco, assonnata… E poi ha visto come a poco a poco quella donna veniva preparata, lavata, vestita e truccata. Era il giorno del suo matrimonio e stava per essere preparata per incontrare lo sposo.

È un’immagine che troviamo anche nel libro dell’Apocalisse e che descrive la chiesa:

Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua sposa si è preparata. Le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi. (Apocalisse 19:7-8)

Non so quanto vicino siamo al ritorno del Signore, ma so che la vita che abbiamo a disposizione, serve per prepararci ad apparire davanti alla gloria di Dio. La chiesa è la sposa di Cristo che sta per essere preparata alle nozze. Più noi siamo in chiaro su questo aspetto, più ci impegneremo con serietà nel nostro cammino con Dio.

Questo tempo durante il quale la routine della vita è stata interrotta, anche quella della chiesa, è un buon tempo per riflettere sulle nostre priorità. Personalmente e come chiesa. Se ti immagini che lo Spirito Santo ti sta preparando al giorno in cui incontrerai Dio, cosa potrebbe o dovrebbe ancora cambiare nella tua vita o nel tuo modo di vivere la fede? Quali delle cose che adesso ti mancano così tanto, a causa della quarantena, sono veramente indispensabili?

La mia preghiera per la nostra chiesa è la stessa che l’Apostolo Paolo rivolse agli Efesini:

Egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi… (Efesini 1:18)

Dio lavora ad ognuno di noi, al nostro spirito, al nostro carattere e ai nostri desideri. Mi auguro che questo periodo possa essere un’opportunità per tutti noi per lasciarci guidare dal consiglio di Dio. Desidero con tutto il mio cuore che ognuno di noi, e noi tutti insieme come chiesa, possiamo pronunciare con convinzione le seguenti parole del salmista.

Desiderare Dio

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. (Salmo 73:25)

Al versetto 25 vediamo come Asaf è finalmente arrivato al punto nel quale Dio lo voleva avere: a riconoscere che nella sua vita non può esserci nulla di più importante di Dio.

Dopo tutte le esperienze negative fatte nella sua vita, Asaf è giunto alla conclusione che non c’è nessun altro in grado di aiutarlo. Né in cielo, né in terra avrebbe potuto trovare un altro in grado di soddisfare ogni suo bisogno e di salvarlo.

In questo versetto troviamo il vero obiettivo della salvezza che Dio ci offre: tornare in piena comunione con Lui. In teoria lo sappiamo anche noi, ma quanto facciamo fatica a vivere questa verità nella vita quotidiana?

Nella nostra vita i sentimenti giocano un ruolo molto importante. E quando non vediamo i chiari segni dell’amore di Dio nei nostri confronti o addirittura ci convinciamo che tutto ciò che va storto nella nostra vita, sia una chiara punizione da parte di Dio, allora diventa difficile essere in piena comunione con Dio.

Perché Asaf si è ritrovato a star così male? Perché gli sembrava di essersi impegnato inutilmente di piacere a Dio? È perché a un certo punto della sua vita ricercava più le benedizioni e le dimostrazioni d’amore di Dio, che non Dio stesso. Purtroppo capita che anche noi ci fermiamo al perdono e al primo amore che abbiamo ricevuto da Dio, dimenticandoci che quello non è che l’inizio della nostra relazione con Dio.

Se ci fermiamo a quel livello, ci perdiamo la profondità della comunione che Dio desidera avere con noi. Può capitare che desideriamo ancora più perdono, più forza, più autorità, più capacità, più aiuto concreto da parte di Dio nei nostri problemi. E sono tutte richieste lecite. Ma se siamo in continua attesa delle benedizioni di Dio e ci dimentichiamo di relazionarci semplicemente con Dio stesso che è la fonte di benedizione, resteremo delusi.

In realtà il dono più grande che Dio ci ha fatto è il privilegio di poterlo conoscere e di stare alla sua presenza. Così lo esprime anche il Salmo 42:

Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente; quando verrò e comparirò in presenza di Dio? (Salmo 42:1-2)

È anche la tua anima assetata di Dio? Sei consapevole di trovarti alla presenza del Dio vivente? Non saranno gli esaudimenti alle nostre preghiere, le Sue benedizioni o il “successo” che possiamo avere nella nostra vita cristiana a darci vera e profonda soddisfazione.

La cosa più importante nella nostra vita è conoscere Dio sempre meglio, in modo da poterlo amare con tutto il nostro essere, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra mente. Niente di più e niente di meno. Da soli non possiamo riuscirci, ma abbiamo la forza dello Spirito Santo che agisce in noi, per maturare in questa direzione.

Amen

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