Di Marco Zollinger

Il tema del Coronavirus è onnipresente. Ci chiediamo: Il tempo della pandemia può avere un senso? Cosa ci insegna? Cosa impariamo?

Durante la prima ondata della pandemia del Coronavirus una notizia del giorno era questa: Per la prima volta, dopo la Seconda guerra mondiale siamo di fronte a quello che potremmo definire un trauma collettivo di dimensioni globali. La globalizzazione ha permesso che questo virus colpisca quasi tutto il mondo, addirittura sono colpiti più paesi rispetto ai tempi della Seconda guerra mondiale.

Per quanto riguarda la crisi economica che accompagna e segue la pandemia si dice che l’ultima volta che ci fu una crisi economica di una misura simile fu dopo la Seconda guerra mondiale.

I cristiani e non solo loro, si chiedono, se quello che sta succedendo è una benedizione di Dio, una punizione di Dio o un’opera del diavolo o di uomini malvagi, che Dio ha permesso che accadesse.

Anche se questo periodo è diventato una benedizione per tanti credenti non possiamo parlare in generale di una benedizione. Pensiamo alla morte di alcune centinaia di migliaia di morti e alla crisi economica con delle conseguenze catastrofiche ancora imprevedibili per tutto il mondo e per innumerevoli esseri umani.

Se fosse un’opera del diavolo permessa da Dio, … perché Dio l’avrebbe permesso? Come prova di fede come il caso di Giobbe? Se invece fosse un’opera cattiva dell’uomo, di un governo affamato del potere, per mettere tutto il mondo in panico e in ginocchio per trarne un profitto egoistico? In molti lo sospettano.

E se fosse una punizione di Dio? Potremmo dire che ci sono degli esempi sia nell’antico sia nel nuovo testamento dove delle epidemie vengono considerate una punizione di Dio (Deut. 28:58-61 / Ezechiele 14:21 / Atti 12:23). Anche Gesù lo conferma, in Luca 21:20 e Giovanni 5:14. Logicamente ciò non è comprensibile per le persone che hanno un’immagine unilaterale di Dio (del Dio dell’amore che non farebbe male neanche ad una mosca). Chi si tiene all’immagine di Dio biblico sa della santità di Dio che (come un governo giusto) non può lasciare impunito il peccato.

Perché tantissime delle sue creature vivono senza Dio e in peccati grossi (come l’orgoglio, la menzogna, la corruzione, l’ingiustizia, il mercato degli esseri umani, la pornografia e la pedofilia, ecc.) La Parola di Dio conferma: Dio manda anche punizioni. Dio infligge dei giudizi contro gli atteggiamenti e le azioni peccaminose degli uomini. È tragico che la maggior parte degli uomini non si converte a Dio e ai suoi comandamenti, nonostante il castigo. Così sta scritto anche in Apocalisse 9,20 dove vengono descritti tanti giudizi di Dio che si avvereranno negli ultimi tempi.

Questa pandemia, nella sua misura, può essere considerata una punizione di Dio? Se pensiamo al fatto che già quando c’erano i primi casi in Cina, un medico credente ha informato il governo per poter intervenire in tempo, ma è stato messo a tacere e minacciato. Di conseguenza l’epidemia ha potuto diffondersi velocemente. È stato Dio che voleva proteggere il mondo da una catastrofe servendosi di questo suo servo inascoltato? Anche per questa tesi troviamo esempi nella Bibbia. Se pensiamo al fatto che le frontiere avrebbero potuto essere chiuse in tempo e altre precauzioni avrebbero potuto essere prese per prevenire l’estensione del virus …, se pensiamo agli errori umani che hanno favorito la sua espansione e la morte di così tante persone? Per esempio, la mancanza di immediate misure di protezione?

Sia quello che sia! Dio lo ha permesso. Perciò deve avere un senso. L’umanità e la Cristianità possono imparare da ciò che è successo e che non è ancora finito. Nella Parola di Dio stessa sta scritto che a coloro che amano Dio tutte le cose devono cooperare al loro bene. (Romani 8:28) Sono certo che in ogni caso Dio vuole parlare al cuore umano, al cuore che crede in Lui ma anche a quello che non ancora crede. Perciò c’è un senso e c’è un insegnamento per noi.

Per coloro che conoscono la Parola di Dio una catastrofe del genere non sorprende. Gesù ha predetto tali eventi e cose ancora più gravi che anticipano il suo ritorno.

Per costoro

1. La pandemia dà un’indicazione a che punto siamo della storia mondiale e degli ultimi tempi che anticipano il ritorno di Gesù.

Questa è la mia prima osservazione.

Nei suoi discorsi sugli ultimi tempi Gesù parlava di guerre, epidemie, terremoti, catastrofi/disastri naturali, e carestie (Matteo 24). Disse che sarebbe l’inizio del travaglio. Ciò che scopriamo negli ultimi anni è che gli intervalli di questi eventi si accorciano e gli eventi diventano più estremi.

Inoltre, negli ultimi decenni sono aumentate i gravi problemi che minacciano il mondo. Oggi si parla di 20 minacce che minano il mondo contemporaneamente. Alcuni di loro sono i problemi climatici, i problemi dell’acqua, i patogeni come per esempio i virus, l’aggiornamento nel campo delle armi nucleari (come in Corea del Nord, in Iran, ecc.), i flussi di rifugiati (per la prima volta si contano oltre a 70 milioni di profughi). In un mondo completamente connesso come mai prima d’ora nella storia queste minacce ci occupano a livello globale, ci minacciano esistenzialmente, ci sopraffanno, chiedono una soluzione mondiale, lasciano diventare più forte la chiamata per un governo mondiale generale che deve risolvere i problemi e, se necessario, monitorare tutto per esempio con denaro digitale determinare chi può comprare e vendere. Con questo appare davanti ai nostri occhi uno scenario simile a come viene descritto in Apocalisse 13 che parla dell’Anticristo.

Senza dubbio, tutto ciò che sta accadendo in questi tempi, prepara il terreno per  l’Anticristo che prometterà aiuto, governerà il mondo e sarà un potente nemico dei Cristiani.

In base a ciò che accade in questo periodo le persone credenti in Dio e che si orientano con la Sua Parola, sanno che abbiamo fatto un passo decisivo verso la fine dei tempi e verso il ritorno di Gesù come Re e Giudice.

John Piper, un autore cristiano conosciuto ha detto:

Tramite il Coronavirus Dio risveglia i credenti per la sua seconda venuta. Con il coronavirus il Signore ci sta richiamando e risvegliando affinché ci prepariamo per la seconda venuta di Cristo.

Una seconda osservazione:

2. Quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo è anche un campanello d’allarme da parte di Dio all’umanità e alla cristianità.

Poco fa ho menzionato le minacce che affliggono il mondo allo stesso momento. Non si deve essere un credente o un profeta per scoprire che il mondo non poteva e non potrà più andare avanti così. Difatti tanti personaggi che non credono in Dio si sono già espressi dicendo la stessa cosa. Si parla del riscaldamento globale e delle conseguenze devastanti, si parla del divario tra ricchi e poveri che si allarga sempre di più, dell’esplosione dell’economia, dell’abuso catastrofale delle risorse naturali della terra, del flusso di rifugiati, e così via.

Detto fra parentesi: (È un’assurdità che all’improvviso ci siano migliaia di miliardi di dollari, euro o franchi che non c’erano per investire per la protezione del clima, per combattere la povertà, per aiutare i paesi in via di sviluppo, per sistemare ed espandere i servizi sanitari e riempiere i buchi spaventosi nelle casse per la presta- zione di vecchiaia. È arrivata la pandemia mondiale e già ci sono i soldi per combattere le conseguenze e ridurre i danni. Intendiamoci: soldi che prima non c’erano.)

Con questa pandemia il mondo è stato frenato e costretto a bloccarsi in tanti sensi. Senza questa catastrofe la follia e l’autodistruzione del mondo sarebbe andata avanti. Il mondo si dovrebbe accorgere del grande bene che in questi mesi è successo al clima, alla vegetazione, alla terra, nel mare, ecc.

Il mondo dell’economia, frenato bruscamente, ha scoperto la sua fragilità, i suoi limiti, e quanto poco ci vuole per essere riportati indietro di almeno 10 anni. Il miracolo dell’economia di cui ci si vantava si è dissolto. In un tempo incredibilmente breve si è trasformato in una catastrofe. Ho dovuto pensare inevitabilmente allo sforzo e l’orgoglio dell’umanità nei tempi della Genesi per la costruzione della torre di Babele e all’intervento di Dio per impedire quest’impresa e l’intensione dannoso dietro di essa. Non poteva andar bene!

Il campanello d’allarme vuole svegliare il mondo che ha ora l’occasione di riflettere se vuole andare avanti così o se devono essere cambiate delle cose, quasi all’ultimo momento, prima di guidare il mondo verso il muro e di distruggerla. Sarebbe un’opportunità per un cambiamento. Coglierà l’occasione? La probabilità di tornare come prima è molto grande.

In che senso ciò che sta accadendo è anche un campanello d’allarme alla cristianità? Può essere che Dio voglia darci una scossa per ricordare il nostro ruolo come luce e sale e messaggeri di Dio in questo mondo e per il nostro prossimo?

Il noto autore cristiano, John Piper scrive:

Con il tempo della pandemia Dio dà ai suoi figli la possibilità di essere una benedizione particolare per il prossimo. Nei tempi dell’oscurità ci si accorge della luce. Momenti come questo tempo di pandemia sono un’opportunità e ci danno l’occasione per indicare la Buona Novella di Gesù.

Mi ha impressionato una profezia di un uomo di Dio nell’aprile 2019 riguardo ad una crisi enorme che sarebbe arrivata. Disse:

Il mondo sarà scosso, la gente avrà paura, non sa più in che cosa sperare. Dio vuole servirsi di noi come luce e sale del mondo. Dio vuole fare qualcosa che non abbiamo mai visto prima. Dobbiamo occuparci delle intenzioni di Dio, non delle nostre, dei piani di Dio non dei nostri piani. Dio vuole attirare il nostro cuore al suo cuore.

Può essere che il campanello d’allarme di Dio voglia risvegliarci dal nostro sonno spirituale? Vuole farci capire l’importanza della comunità, dei culti, degli incontri di preghiera, ecc.? Può essere che Dio voglia prepararci per i tempi ancora più difficili o per tempi di persecuzione dove sopravviveremo spiritualmente solo se siamo forti nella fede, ben integrati nella comunità dei credenti che in quel momento si dovrà incontrare nel nascosto in piccole cellule?

La crisi della pandemia ha rilevato e sta rivelando diverse cose. Tra queste si trova questa, che è la mia terza osservazione:

3. La fragilità e l’impotenza dell’umanità e dell’uomo

Nessuno avrebbe pensato ad una cosa del genere. Che un piccolissimo e invisibile virus che misura tra 60 e 160 nanometri possa mantenere il mondo intero in sospeso, causare uno shock mondiale paralizzando il mondo intero e immergendo il mondo nell’impotenza. (Un nanometro è la milionesima parte di un millimetro). All’improvviso l’umanità viene messa a conoscenza del suo limite. Con grande rapidità viene rimosso il suolo da sotto i piedi.

Le grandi bocche di questa terra che, sicuri di sé, vantavano di trovarsi al di sopra di tutto sono diventati stranamente silenziosi. Non hanno una risposta. L’economia mondiale è crollata in pochi giorni:

La costruzione di un’economia fiorente che è costata un impegno duro durante tanti anni e decenni è crollata in pochissimi giorni. Che impotenza di una umanità che credeva di avere tutto sotto controllo e di essere invincibile. Da mesi il mondo intero è in guerra contro questo invisibile virus e non l’ha ancora vinto.

Solo uno è al di sopra di tutto e di tutti. Solo uno ha tutto sotto controllo e tutto il potere. Solo uno è onnipotente. Solo uno può darci un vero appoggio quando ci viene rimosso il suolo da sotto i piedi: Dio, il nostro creatore. E noi abbiamo bisogno di Lui. Tempi come questi ci invitano a controllare il nostro fondamento e a chiederci se è a prova di crisi. Dove cerchiamo e troviamo un vero appoggio e sostegno? La mia quarta osservazione è questa:

4. Quello che è successo, che non è ancora finito e che potrà succedere e peggiorare ancora rivela la nostra totale dipendenza da Dio

e chiarisce che ogni essere umano farebbe bene a cercare Dio e unirsi a Lui per non essere solo e abbandonato in tutto ciò che succederà ancora, perché il peggio deve ancora arrivare. Non intendo nuove onde possibili del Coronavirus ma altre catastrofi con una misura ancora più grande e spaventosa che Dio ha predetto.

Sappi che volendo o non volendo dipendiamo totalmente da Dio, nostro creatore, il creatore e sostenitore di tutto l’universo che assicura che ogni singolo pianeta non abbandoni il suo percorso e che il sole mantenga la giusta distanza dalla terra affinché noi non bruciamo e non congeliamo.

Solo Lui è il Signore del tempo e delle forze della natura alle quali siamo esposti indifesi. L’apostolo Paolo, nel suo famoso discorso ai filosofi di Atene, ha detto loro di Dio (Atti 17:28):

In lui infatti noi viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.

Come creature siamo condizionati e dipendenti da Dio il creatore e sostenitore, l’unico che è incondizionato e indipendente.

Sì, questo piccolissimo virus ha fatto capire quanto piccolo e indifeso è l’uomo, incluse le autorità più importanti e più significanti di questa terra. In definitiva non hanno nulla nelle loro mani anche se già trionfano per il vaccino efficace che è stato sviluppato a tempo di record (entro un anno) e dovrebbe risolvere il problema del Coronavirus nel 2021. Ma chi ci garantisce che non saremo colpiti da un’altra catastrofe dopo che metterà il mondo definitivamente in ginocchio? Abbiamo

bisogno di Dio, l’unico onnipotente! E come! Questa è la conoscenza e la verità che dovrebbe accettare ogni essere umano che si rende conto della nostra impotenza. Senza di lui siamo e saremo persi. Devo ricordare le parole del profeta Geremia che disse (in Lamentazioni 3:23):

È una grazia del Signore che non siamo stati completamente distrutti.

Davide scrisse nel suo ottavo Salmo (4):

Cos’è l’uomo perché tu lo ricordi?

Le persone che vivono unite a Dio per mezzo della fede e hanno affidato e sottomesso la loro vita a Lui sanno di essere nelle sue mani e che egli si prende cura di loro. Per loro vale la promessa di Dio (Isaia 41:10):

Tu, non temere, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la mia mano invincibile.

Tu, non temere! Questo mi porto alla quinta osservazione:

5. La pandemia ha rivelato anche la paura dell’uomo, la paura dal virus e la paura delle sue disastrose conseguenze imprevedibili.

Anche i giovani si chiedono: Come finirà tutto? Quali saranno le conseguenze economiche per noi? Avremo un posto di lavoro? Che futuro avremo? E se presto apparisse un nuovo virus sconosciuto, ancora prima che il mondo si sia ripreso dalle conseguenze di questa pandemia? (Dicono già che la ripresa durerà più di 10 anni, probabilmente il tempo di un’intera generazione.) Un nuovo virus sconosciuto e mortale sarebbe la fine.

Nel vangelo di Luca, nel versetto 26 del capitolo 21 leggiamo le parole di Gesù sulla paura che ci sarà quando accadde quello che anticipa il ritorno di Gesù e la fine del mondo. È terribile essere terrorizzati dalla paura. Grazie a Dio le persone che vivono uniti a Dio, possono esprimere un grande “MA”. Sanno di non dover temere, anche se il mondo intero viene scosso. Mi viene in mente il canto cristiano “Gesù tu non mi lascerai mai, io non ho paura perché so che sei con me, la tua mano mi coprirà”.

Quanto è bello sapere che la mia vita è nelle mani di Dio, mio creatore, che mi ama!”

Inoltre, le persone che hanno affidato la loro vita a Dio sanno di sfuggire al peggio quando Gesù verrà e le porterà con sé, nella gloria celeste.

Conoscono inoltre il loro futuro meraviglioso nel nuovo mondo di Dio. Sono incoraggiate da queste certezze.

La sesta osservazione è questa:

6. La crisi della pandemia ci insegna a dover essere più riconoscenti verso Dio.

Conosciamo il detto “Quando non hai più quello che hai avuto, impari ad apprezzarlo di più.” Durante il lockdown prima dell’estate ognuno ha sentito la mancanza di certe cose alle quali ha dovuto rinunciare. Dovendo rinunciare abbiamo capito quanto valore hanno per noi. Inoltre, dovremmo capire quanto riconoscenti dovremmo essere verso Dio di averle avute, e se le avremo di nuovo. Molto più di prima!

Pensa ai contatti sociali diretti che ti mancano, le strette di mano, i tocchi, gli abbracci, visitare amici, le cene o i pranzi in compagnia, gli incontri e le attività nella comunità, le vacanze, la comunione con i fratelli credenti, i canti cantati insieme durante il culto, il pranzo comunitario…

Credo che il Signore abbia voluto e vuole farci capire che il poter godere tutte queste cose quando le abbiamo non è per niente ovvio ma un grande privilegio.

Ci insegna ad essere più riconoscenti per esse. Tu lo sei? La settima osservazione è questa:

7. Le settimane di sospensione durante il lockdown ci hanno insegnato che si può rinunciare a certe cose e vivere senza per avere tempo per altre cose più importanti e che possiamo anche risparmiare dei soldi.

Tramite il Coronavirus siamo stati costretti a rinunciare, a vivere con delle rinunce. Abbiamo scoperto che la vita funziona anche senza certe cose.

Può essere che il Signore durante il lockdown abbia voluto farci capire che anche dopo la pandemia potremo farcela senza certe cose per aver più tempo per altro che abbiamo imparato ad apprezzare di più. Per esempio, il tempo come coppia e come famiglia, il tempo per stare a casa o il tempo dedicato a Gesù, alla preghiera, alla lettura della Bibbia o di libri cristiani edificanti, alla partecipazione al culto domenicale o all’incontro di preghiera, il tempo per chiamare qualche sorella o fratello credente, ecc.

Qualcuno della nostra chiesa mi ha parlato della scoperta che ci si arrangia anche con una sola grande spesa la settimana e che, continuando a farlo così, rimarrà molto più tempo per leggere e per fare altro.

Forse il Signore ha voluto mostrarci o farci capire che dobbiamo riflettere sull’uso del nostro tempo, che le nostre priorità devono essere riconsiderate o cambiate? Che in certe cose dobbiamo investire più tempo mentre in altre di meno e che possiamo rinunciare a certe cose mentre ad altre proprio no?

Vale la pena chiedersi: a cosa posso o devo rinunciare quando tutto è passato? In che modo posso risparmiare del tempo e del denaro?

Dovremmo cogliere l’occasione per fare certi cambiamenti, prima che torni tutto ad andare avanti come prima. Senza dare contromisure si finisce molto velocemente nelle vecchie abitudini.

8. L’esperienza del lockdown ci ha insegnato che potremmo evitare molto stress inutile.

Non potevamo fare mille cose. In occasione di una conferenza stampa il consigliere di stato, Christian Vitta, ha detto: “Siamo stati costretti a prendere una pausa dalla nostra vita frenetica.”

In questo periodo abbiamo vissuto un rallentamento e fatto l’esperienza che la vita funziona anche più lentamente. La vita non deve essere una corsa.

Il tempo con meno stress e il rallentamento hanno fatto bene e sono state una vera benedizione. Non meravigliano le notizie dei medici e degli ospedali che cerano meno infarti cardiaci e che avevano meno pazienti con problemi di salute legati allo stress. È vero che i psicologi avevano più pazienti che soffrivano per l’isolamento e la solitudine. Ma è anche vero che il nostro creatore ci ha forniti di un corpo, uno spirito e un’anima ai quali dobbiamo dare un’occhiata per non rovinarli con lo stress.

Noi vogliamo fare così tante cose e non perderci niente. Ma deve essere fatto proprio tutto ciò?

Prima di tornare al vecchio ritmo e alla vita frenetica dovremmo chiederci: Quanto deve essere davvero? Cosa è troppo? Per non sbagliare o togliere le cose sbagliate dobbiamo affrontare questa domanda insieme a quella delle priorità.

Una cosa è certa (è la mia nona osservazione):

9. Un periodo di crisi come questo, ci fa capire ciò che conta davvero e quello di cui abbiamo davvero bisogno. Dio vuole attirare la nostra attenzione a sé. È come una chiamata o l’invito di Dio a ravvedersi e tornare a Lui.

Questo vale per chi vive già unito a Dio per mezzo della fede e per chi vive senza la comunione stretta con Lui.

Mi piacciono le parole di qualcuno che ha detto: Le catastrofi sono il megafono di Dio per svegliare l’umanità che si è addormentata davanti a Dio.

In tedesco si dice che i tempi come questi sono anche una “Heimsuchung” che in italiano potremmo interpretare così: una visita di Dio che vuole riportarci a sé, a casa, nella comunione benefica con lui nella vita orientata ai suoi buoni ordini di vita che ci proteggono. Tempi di crisi come questo attuale sono tempi in cui Dio stende la sua mano verso le sue creature e dice: vieni a me.

Conclusione

Quale era già la domanda iniziale?

Questo tempo della crisi mondiale della pandemia può avere un senso. Ci insegna qualcosa. Direi, non solo qualcosa ma tanto. Ognuno di noi può imparare da essa.

Ma ci voleva il virus per spingerci a questo tipo di riflessione? Credo che avrebbe potuto funzionare anche senza. Però spesso sono i momenti di difficoltà e di crisi che ci portano a riflettere. Certe cose che sono da correggere vengono spesso considerate proprio nei periodi duri. Tali situazioni ci fanno capire che ci vuole un cambiamento e che c’è l’ora della conversione. Può essere la nostra conversione interiore a Dio e alle sue buone istruzioni di vita.

Può essere la conversione delle nostre abitudini, quella riguardo alle nostre priorità, riguardo all’amministrazione delle nostre forze fisiche e psichiche, o quella che riguarda l’uso del nostro tempo e dei nostri soldi.

Oggi vogliamo chiederci: Quale decisione o conversione occorre nella mia vita? Cosa mi sta facendo capire personalmente questa crisi della pandemia?

Ti auguro che essa diventi per te personalmente una benedizione e che tu possa uscirne cambiato, fortificato, rinnovato. Spetta a te.

Non perdere questa occasione. Cogli l’opportunità di cambiare prima che tu venga sopraffatto dalla normalità, prima che tu vada avanti come prima e tutto torni come prima.

Nelle partite di hockey su ghiaccio esiste il timeout che l’allenatore può chiedere quando vede che i suoi giocatori non possono andare avanti a giocare così, se vogliono lasciare la pista come vincitori.

Essi devono tornare in loro, riflettere su certe modifiche nel gioco, riorientarsi e decidere come vogliono andare avanti per non perdere la partita. Tu puoi vedere questo periodo particolare del Coronavirus come un timeout che ti è stato concesso per poter riflettere come stanno andando le tue cose, per prendere delle decisioni e intraprendere delle modifiche per poter tornare in pista dopo il timeout e ritrovarti dalla parte dei vincitori.

Amen

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