Di Daniele Scarabel

Ti è mai capitato di entrare in chiesa e di sentirti oppresso?

Non intendo a causa delle persone, ma dentro di te. Conosci quella sensazione quando entri in chiesa, ti siedi e invece di sentire gioia ti cadono addosso tutti i pesi? O quando le preoccupazioni che ti sei portato dietro dalla settimana passata fanno un rumore così assordante nella tua testa, da impedirti di concentrarti su Dio.

Se entri in chiesa in quel modo, è difficile vedere oltre te stesso. In quei momenti Satana vuole che il culto ti sembri solo l’ennesimo obbligo, un’altra cosa da fare che va ad aggiungersi a una settimana già pesante. Satana vuole che il culto comunitario – il momento che è fatto proprio per depositare i nostri fardelli ai piedi della croce – diventi semplicemente un altro fardello.

Quando l’anima è particolarmente appesantita, non è sempre facile godere dei benefici della comunione fraterna e del culto. Per questo sono personalmente sempre di nuovo grato a Dio, quando possiamo festeggiare insieme la Cena del Signore. È un momento di particolare intimità tra me e il Signore, e per sua natura anche con il resto della comunità.

La Cena del Signore è un invito ad andare oltre noi stessi e a trovare Cristo guardando indietro, avanti, dentro di noi e intorno a noi.

Guarda indietro

La prima direzione verso la quale dovremmo guardare quando ci accostiamo alla Cena del Signore è indietro. L’apostolo Paolo ci riporta che Gesù stesso, quando cenò l’ultima volta con i suoi discepoli, disse:

Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me… Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. (1 Corinzi 11:24.25)

È importante guardare sempre di nuovo indietro a Cristo, perché la sua vita è degna della nostra meditazione: la potenza del suo insegnamento, la purezza della sua vita e le promesse che ha mantenuto. Riflettere su Cristo e su chi Lui è, è come un antipasto che arricchisce la nostra anima, in attesa di mangiare il pane e di bere il vino.

Innanzitutto ci ricordiamo del Cristo crocifisso. La Cena del Signore serve proprio per renderci l’idea del corpo di Cristo che è stato spezzato per noi e per gustare il calice del sangue che Lui ha versato per noi peccatori. Gesù disse ai suoi discepoli:

Prendete, mangiate, questo è il mio corpo… Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. (Matteo 26:26-28)

Se in questo momento non riesci a guardare da nessun’altra parte, guarda almeno alla croce.

Ma il tuo sguardo all’indietro può andare ancora più lontano. Guarda indietro fino a vedere Dio che veste Adamo ed Eva mentre lasciano il giardino, a vedere come chiama Abraamo per diventare padre di un popolo, a come eleva Mosè a liberatore del popolo d’Israele, a come stabilisce il trono di Davide, a come adempie una promessa dopo l’altra, fino alla risurrezione di suo Figlio Gesù Cristo.

Le storie della Bibbia non sono storie astratte. Sono storie di famiglia. La tua famiglia naturale può anche essere un disastro. Probabilmente porti con te dei ricordi che preferiresti dimenticare, ma ora tramite la morte e la risurrezione di Gesù sei rinato in una nuova famiglia.

Quindi, la prima cosa che ti invito a fare oggi prima di prendere in mano il pane, è di guardare indietro e di considerare i nuovi ricordi che hai ereditato in Cristo.

Cosa è cambiato nella tua vita, da quando sei entrato a far parte della famiglia di Dio? Quali ricordi positivi di ciò che Cristo ha fatto finora per te, ti incoraggiano ad andare avanti?

Guarda avanti

L’apostolo Paolo ci dice:

Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. (1 Corinzi 11:26)

Non sappiamo quando Gesù verrà, ma il giorno che verrà festeggeremo con lui e gusteremo un pasto ben più soddisfacente del pane e del vino che riceviamo ora. In quel giorno la sposa vedrà il suo Sposo e capiremo perché Giovanni ha scritto:

Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello (Apocalisse 19:9)

Così come ogni gioia in questa vita è un accenno alla pienezza della gioia nella vita futura, la Cena del Signore è un semplice assaggio, un promemoria regolarmente programmato, per ricordarci che c’è un pasto migliore in arrivo.

Mentre oggi prendi pane e vino, guarda oltre l’incertezza delle tue prossime settimane e dei prossimi mesi. Guarda con fede al giorno del ritorno di Cristo.

Cosa vedi? Se guardi al Cristo risorto che un giorno tornerà, come cambia il tuo modo di vedere i pesi, gli affanni e le preoccupazioni che ti assillano?

Guarda dentro di te

Quando prendiamo la Cena del Signore Paolo ci dice anche di guardare dentro di noi:

Ora ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva dal calice. (1 Corinzi 11:28)

Esaminare sé stessi significa fare tutto il possibile per non mangiare il pane o bere dal calice “indegnamente” (1 Corinzi 11:27). Esaminare sé stessi significa trovarsi faccia a faccia con la propria indegnità e riconoscere che senza Cristo non meritiamo nulla.

Prega affinché lo Spirito Santo ti riveli in che stato si trova il tuo cuore. Chiedigli di poter “gustare e vedere quanto il Signore è buono” (Salmo 34:8) attraverso la Cena del Signore. Chiedigli di usare il pane e il vino per farti venire “fame e sete di giustizia” (Matteo 5:6).

Se ti rendi conto di essere bloccato in un determinato peccato, di esserti aggrappato a un pensiero o a un sentimento peccaminoso, la tua priorità ora è di abbandonare il peccato e di abbracciare completamente Gesù Cristo. Metti le cose a posto e poi vieni a mangiare.

Non confondere però la santificazione con il perfezionismo. Ciò che ci rende degni non è la nostra perfezione, ma il desiderio di rinunciare al peccato e di lottare contro di esso. Guardare dentro sé stessi non significa perdersi nell’oppressione del nostro cuore. È piuttosto un’opportunità per vedere il peccato, per confessarlo e per gioire del fatto che è stato inchiodato alla croce.

Se siamo membri della famiglia di Dio e non ci teniamo aggrappati a nessun peccato conosciuto, ma rinunciamo al peccato, lo odiamo, lo combattiamo e ci rivolgiamo a Cristo come nostro tesoro, come nostra speranza e come nostra giustizia, allora dovremmo andare alla mensa del Signore per mangiare e bere. Riconosci come Cristo ti ha reso degno?

Guardo intorno a te

L’ultimo sguardo è rivolto tutto intorno a te. Prendi nota delle persone che partecipano a questo momento di comunione. Ci sono persone con le quali non si ha esteriormente nulla in comune. Ma abbiamo lo stesso Padre, adoriamo lo stesso Cristo e siamo legati per sempre dallo stesso Spirito.

La Cena del Signore simboleggia la bellezza dell’unità. Quindi, ti invito a tenere gli occhi aperti quando verrai avanti per prendere pane e vino. Guardatevi intorno e fate tesoro del momento. Che vi piaccia o no, questa è la vostra famiglia – e un giorno, quando avremo la piena conoscenza, sarà impossibile non amare ogni singolo membro della famiglia di Dio.

Amen

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