Di Daniele Scarabel

«Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo». Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui. (Atti 1:8-14)

Il periodo storico che stiamo attraversando con il Covid-19 è senza dubbio particolare. Mai prima d’ora in Europa si era vista una tale limitazione della libertà dei cittadini come in questi ultimi mesi. Certe regole erano sicuramente necessarie, altre più discutibili.

Ora che la situazione sta a poco a poco migliorando, si sente spesso parlare della “nuova normalità” alla quale dovremo abituarci. In che cosa consiste questa nuova normalità? Si parla del rispetto delle norme igieniche e delle “distanze sociali”, ma anche di app di tracciamento o addirittura un possibile obbligo di vaccino.

Dovremo semplicemente abituarci al fatto che il governo potrà fare appello a una “situazione particolare” per scavalcare ulteriormente i nostri diritti fondamentali? Che cosa significa tutto questo per noi cristiani? Che conseguenze avranno queste nuove disposizioni sulla nostra libertà di culto? Sarà l’inizio di quanto predetto da Gesù quando disse che “l’amore dei più si raffredderà” (Matteo 24:12)? Ci stiamo avvicinando alla fine dei tempi?

Non ho una risposta definitiva a queste domande, ma conosco qualcuno che le ha: il nostro Signore! Per questo sono convinto che in particolare nei prossimi tempi avremo bisogno della potenza dello Spirito Santo e del suo discernimento.

La potenza dello Spirito Santo

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. (Atti 1:8-9)

Queste parole furono rivolte da Gesù ai suoi discepoli poco prima della sua ascensione al cielo. Era la spiegazione di quanto sarebbe successo nel momento in cui lo Spirito Santo sarebbe disceso su di loro. Gesù non disse loro esattamente quando questo sarebbe avvenuto, ma semplicemente che sarebbe avvenuto.

Gesù disse chiaramente ai suoi discepoli che anche se sarebbe tornato presto al Padre, non li avrebbe lasciati da soli, anzi avrebbero ricevuto “potenza” dallo Spirito Santo. Con questa potenza sarebbero stati in grado di essere suoi testimoni in tutto il mondo. La potenza dello Spirito Santo ha permesso ai discepoli di Cristo di mettere sotto sopra il mondo di allora con la potente predicazione del Vangelo.

Non avrebbero potuto realizzare tutto questo con la propria forza. Gesù infatti disse loro: “senza di me non potete far nulla” (Giovanni 15:5), promise però anche:

E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. (Giovanni 14:16-17)

Lo stesso vale per noi oggi, senza la potenza dello Spirito Santo, che non è altro che la potenza di Dio con noi e in noi, non possiamo fare nulla. Sono convinto che anche noi oggi abbiamo bisogno di una nuova pienezza dello Spirito Santo per affrontare il futuro. Abbiamo bisogno di tutta la saggezza che Dio può darci per discernere i segni dei tempi. Come dice Giacomo nella sua lettera:

Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. (Giacomo 1:5)

Riguardo la persona dello Spirito Santo troviamo due estremi oggi nella Chiesa. C’è chi mette fortemente l’accento sulla Parola, ma nella pratica poi ignora l’agire dello Spirito Santo. Questo purtroppo porta a un’ortodossia morta, al legalismo e alla verità senza potere vivificante!

All’altro estremo, c’è invece chi esalta lo Spirito Santo al di sopra della Parola di Dio e si concentra più su una teologia esperienziale, sui segni, sui miracoli e sui prodigi che alla fine non di rado conducono a strane “manifestazioni dello Spirito” o a un eccesivo fanatismo.

Personalmente non vorrei cadere in nessuno di questi due estremi, anche se mi rendo conto di tendere verso il primo. Ciò che invece desidero per la mia vita e per la nostra chiesa è un sano equilibrio, vorrei vedere la Parola di Dio innalzata dalla potenza dello Spirito Santo!

Non abbiamo bisogno solo della verità che porta a nuova conoscenza, bensì di una verità che infiammi i nostri cuori tramite la potenza dello Spirito Santo. Vorrei vedere delle vite trasformate secondo le parole dell’Apostolo Paolo ai Romani:

Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo. (Romani 15:13)

In questo momento di incertezze, abbiamo tutti quanti bisogno della gioia, della pace e della speranza che ci vengono donate per la potenza dello Spirito Santo. Abbiamo bisogno di sperimentare in modo reale nella nostra vita quotidiana tutto ciò che leggiamo nella Parola di Dio.

Eppure penso che purtroppo spesso ci ritroviamo in una situazione simile a quella dei discepoli tra Ascensione e Pentecoste: sappiamo che il Signore è con noi, ma nella vita quotidiana ci manca quella forza in più, quella motivazione e quella gioia che solo lo Spirito Santo può dare.

Vivere con una straordinaria consapevolezza

E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo». Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. (Atti 1:10-12)

Quei dieci giorni trascorsi tra la partenza del Signore e la venuta dello Spirito Santo non devono essere stati facili per loro. Inizialmente i discepoli erano semplicemente sbalorditi. Quaranta giorni prima, Gesù era risorto dopo una morte orribile, era stato con loro portando ulteriori insegnamenti e conforto, ma ora se ne era definitivamente andato.

Avevano ricevuto chiari ordini di andare a Gerusalemme e aspettate lo Spirito Santo, ma hanno dapprima avuto bisogno di un attimo per riordinare i loro pensieri. Stavano lì a fissare il cielo, osservando il punto tra le nuvole dove avevano visto sparire Gesù, quando due uomini in vesti bianche li risvegliano dal loro torpore.

I due uomini, verosimilmente due angeli, dovettero ricordare loro che Gesù un giorno tornerà, ma che era inutile stare lì impalati a fissare il cielo. Stiamo anche noi semplicemente con gli occhi rivolti al cielo in attesa del ritorno di Cristo – che è qualcosa di assolutamente legittimo, perché tutti dovremmo aspettare il ritorno di Gesù – oppure abbiamo capito che l’attesa per il ritorno di Cristo è un’attesa attiva, durante la quale c’è molto da fare?

Una domanda cruciale che dobbiamo porci è se il potere promesso da Gesù ai discepoli era solo per la prima generazione di cristiani o se è qualcosa che dovremmo ricercare anche noi in Gesù oggi.

O in altre parole: qual è il significato della Pentecoste per noi? È semplicemente un fatto storico oppure ha un’importanza reale per la nostra vita?

Non vorrei ora entrare nella controversia del battesimo con o nello Spirito Santo. Vorrei limitarmi a descrivere ciò che successe ai discepoli a Pentecoste, ovvero che “tutti furono riempiti di Spirito Santo” (Atti 2:4).

Il risultato di questo primo riversamento dello Spirito Santo fu notevole: dopo aver ascoltato la potente predicazione dell’Apostolo Pietro, circa 3000 persone si pentirono dei loro peccati, si convertirono e si lasciarono battezzare.

Naturalmente, sono consapevole che ciò che avvenne alla prima Pentecoste fu un evento particolare e unico, ma quella non fu l’unica volta che i discepoli furono riempiti di Spirito Santo. Accadde più volte e ogni volta fu per loro di enorme benedizione.

L’esortazione biblica è chiara: “siate ricolmi di Spirito(Efesini 5:18)! Sempre di nuovo!

Per spiegare la differenza tra una vita cristiana vissuta con dedizione, impegno nei confronti della Parola e un profondo desiderio di seguire Cristo da una parte e ciò che accade quando è lo Spirito Santo a riempirci della sua potenza, vorrei utilizzare un’illustrazione che ho trovato nel libro “Joy Unspeakable” (gioia indescrivibile) di Martin Lloyd-Jones.

Descrive la differenza tra la “normale consapevolezza” di essere amati da Dio e una “straordinaria consapevolezza” di essere figli di Dio nel seguente modo. C’è un bambino che cammina tenendo la mano del padre. Il bambino sa di essere figlio di suo padre e che il padre gli vuole bene. Ne è sicurissimo. Si rallegra di questo fatto e ne è felice.

Poi il padre improvvisamente si ferma, lo solleva, lo prende in braccio, lo stringe forte a sé, lo bacia, lo riempie del suo amore dicendogli “ti amo tantissimo”. Poi lo rimette a terra e continuano a camminare.

Il bambino sapeva già prima di essere figlio di suo padre, ma questo abbraccio amorevole, questa inaspettata dimostrazione d’amore ha portato la sua gioia a un nuovo livello. E questo è ciò che può succedere anche a noi se siamo riempiti di Spirito Santo.

Quella che può essere una piacevole e felice passeggiata con Dio viene portata a un nuovo indescrivibile livello di gioia, amore e certezza. Questo porta il nostro cuore a traboccare di lode per Dio e lo rende più libero e audace nella testimonianza di quanto abbia mai immaginato essere possibile.

Forse senti come questa gioia indescrivibile, che magari hai già sperimentato in passato nel tuo cammino con Dio, al momento ti manca.  O forse senti che avresti bisogno di una nuova ricarica per la tua attesa attiva del ritorno di Cristo. In ogni caso, come ho detto all’inizio, sono convinto che come chiesa abbiamo bisogno di ricevere nuovamente la potenza dello Spirito Santo per affrontare l’immediato futuro e per far crescere in profondità la nostra fede.

L’invito che vorrei rivolgere a noi tutti è di univi a me nel seguire l’esempio dei discepoli.

È giusto pregare per ricevere la potenza dello Spirito Santo

Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui. (Atti 1:13-14)

Cosa fecero i discepoli? Tornarono a Gerusalemme e “salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano”, ovvero la sala nella quale avevano festeggiato l’ultima cena e il luogo dove Gesù apparve loro dopo la sua risurrezione. In poche parole fecero ciò che erano abituati a fare, si riunirono per stare insieme e “tutti questi perseveravano concordi nella preghiera” (Atti 1:14).

Insieme aspettavano il Consolatore promesso. La loro preghiera era diventata un impegno costante. Aspettavano con ansia la venuta dello Spirito Santo. “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi”, queste erano le ultime parole che ancora risuonavano nelle loro orecchie. Per questo perseveravano nella preghiera, insieme a Maria, la madre di Gesù, e alle molte donne fedeli che avevano dedicato il loro cuore al loro Salvatore.

Imploravano Dio come da un unico cuore. Non c’erano atteggiamenti conflittuali tra di loro o interessi divisi, perché pregavano concordi e con fede affinché la parola di Cristo si adempisse. La promessa di ricevere potenza dallo Spirito Santo vale anche per noi oggi!

E se amiamo la gloria di Dio, se desideriamo che il suo regno progredisca, se abbiamo compassione per le persone perdute e ferite del mondo, allora dovremmo anche noi ricercare questa potenza, dedicandoci alla preghiera come fecero i discepoli.

Forse ti stai chiedendo: se ancora non ho fatto questa esperienza, ma cerco comunque di onorare il Signore ogni giorno della mia vita, sto comunque conducendo una vita e un ministero valido e degno della morte di Cristo? La risposta è sì, certo! Questo è un solido e costante cristianesimo, fondato su Cristo.

È un servizio fedele, onesto, obbediente, amorevole e perseverante a Cristo e al suo regno. Proprio come il bambino che cammina a fianco del padre, certo del suo amore e pronto a fare di tutto per piacergli. Non voglio per nulla minimizzare le benedizioni che Dio ci ha portato se abbiamo condotto una vita esemplare e di obbedienza.

Ma ti chiedo: non riesci a immaginare come sarebbe se il Padre ogni tanto si fermasse, ti prendesse in braccio e ti stringesse forte tra le sue braccia, facendoti sentire tutto il suo amore? E se lo facesse con tutta la chiesa?

Una vita di obbedienza, con fedeltà e perseveranza è importantissima. Noi dobbiamo essere fedeli anche nelle piccole cose. Anzi, spesso nella storia della chiesa i periodi nei quali i credenti hanno ricercato con sincerità di fare la volontà di Dio, hanno preceduto grandi risvegli, hanno preparato il terreno per straordinarie effusioni dello Spirito di Dio.

Per questo io prego che Dio ci conceda una doppia grazia: la grazia di camminare con gioia e obbedienza, con il Padre che ci tiene per mano, fedeli anche nelle cose più piccole; ma anche la grazia di risvegliare in noi il desiderio di essere rivestiti della potenza che viene dall’alto, col Padre che ci stringe fra le sue braccia, affinché tutto il mondo sappia che Dio è reale.

Amen

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