Di Daniele Scarabel

Davide, sapendo che Saul si era mosso per togliergli la vita, restò nel deserto di Zif, nella foresta. Allora Gionatan, figlio di Saul, si alzò e andò da Davide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia in Dio e gli disse: «Non temere; poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso. Tu regnerai sopra Israele, io sarò il secondo dopo di te; e lo sa bene anche Saul, mio padre». I due fecero alleanza in presenza del Signore; poi Davide rimase nella foresta e Gionatan andò a casa sua. (1 Samuele 23:16-18)

Gionatan avrebbe potuto essere geloso di Davide, che era stato scelto da Dio per prendere il posto di suo padre come re. Avrebbe potuto paragonarsi a Davide, l’uomo coraggioso che sembrava ricevere tutte le attenzioni. Ma non l’ha fatto. Invece, Gionatan ha giurato di rimanere al fianco di Davide, a qualunque costo. Promise di sostenerlo e di incoraggiarlo.

Noi che siamo credenti potremmo giungere alla conclusione di non avere bisogno un amico se abbiamo Cristo. Ed è vero, in Cristo abbiamo il vero amico per definizione. Ma Dio ci ha creati per essere in relazione con altre persone, proprio perché siamo fatti a sua immagine e somiglianza. Dio è amicizia e, siccome siamo stati creati a sua immagine, per questo anche noi abbiamo bisogno di amicizie, di relazioni profonde e piene di fiducia con altre persone.

La storia di Gionatan e David è un bellissimo esempio di cosa significa essere e avere amici fedeli, ricordando però sempre che al centro c’è Cristo.

Un amico che incoraggia a trovare forza in Dio

Dopo aver sconfitto Golia, Davide tornò da Saul con in mano la testa del Filisteo. Fu in quel momento che nacque l’amicizia tra Davide e Gionatan:

Appena Davide ebbe finito di parlare con Saul, Gionatan si sentì nell’ animo legato a Davide, e Gionatan l’amò come l’anima sua. Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più che egli ritornasse a casa di suo padre. Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l’anima propria. (1 Samuele 18:1-3)

Da quel giorno Davide servì alla corte di re Saul, diventando un abile soldato e un condottiero di grande successo. In questo suo ruolo Davide divenne molto popolare. La conseguenza fu una crescente invidia di Saul nei suoi confronti, fino al punto che Saul tentò più volte di uccidere Davide.

Gli anni che passarono dall’unzione come re da parte di Samuele alla definitiva incoronazione furono anni molto pesanti e difficili per Davide. Dai salmi che Davide scrisse in quel periodo possiamo dedurre quanto la vicinanza a Dio gli abbia dato conforto, ma dalla storia narrata in 1 Samuele possiamo anche dedurre che difficilmente Davide sarebbe riuscito a sopportare tutta quella pressione senza un valido amico al suo fianco come Gionatan.

L’amicizia con Gionatan portò a Davide sia vantaggi pratici – infatti più volte Gionatan gli salvò la vita –, sia a livello emotivo, dando a Davide letteralmente una spalla sulla quale piangere (1 Samuele 20:41). La loro fu un’amicizia da pari a pari, con rispetto reciproco.

Oltre a questi aspetti molto concreti, che potremmo trovare in una qualsiasi buona amicizia, l’amicizia tra Davide e Gionatan fu ancora più preziosa perché entrambi credettero e confidarono in Dio. Gionatan fu un buon amico per Davide proprio perché lo ascoltò, prese sul serio le sue paure e poi lo aiutò a confidare in Dio e a riporre in Lui la sua fiducia.

Leggiamo infatti che Gionatan andò da Davide e “fortificò la sua fiducia in Dio” o come dice un’altra traduzione “l’aiutò a trovare forza in DIO”. In altre parole, Gionatan ha fatto il possibile per fortificare Davide, prendendo sul serio i suoi bisogni pratici ed emotivi, indirizzandolo poi però verso Dio. È questo che deve soprattutto fare un vero amico.

Noi abbiamo bisogno di persone nella nostra vita che ci indirizzano verso Dio, verso la sua volontà e che ci aiutano a resistere alla seduzione del peccato:

Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente; ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: «Oggi», perché nessuno di voi s’indurisca per la seduzione del peccato. (Ebrei 3:12-13)

Un amico fedele non ci incoraggerà minimizzando i problemi nella nostra vita, ma li affronterà con chiarezza per poi aiutarci a guardare a Dio e a ricercare in Lui la soluzione ai nostri problemi. Gionatan ha preso sul serio la paura che Davide aveva di Saul. Saul lo voleva ancora morto. La sua paura era reale. Ma Gionatan ha dato speranza a Davide in mezzo alla paura. Lo ha aiutato a rivolgere il suo sguardo verso una promessa più grande, dicendogli:

Non temere; poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso. Tu regnerai sopra Israele, io sarò il secondo dopo di te; e lo sa bene anche Saul, mio padre. (1 Samuele 23:17)

Gionatan non si è presentato come la risposta ai problemi di Davide. Ha invece presentato le promesse di Dio come la risposta. Questa è vera amicizia. È di questo che abbiamo bisogno: di persone che ci ascoltano e ci prendono sul serio, ma che poi ci indirizzano a Dio e ci incoraggiano a fare la Sua volontà.

Ci possono essere momenti nella vita in cui noi siamo Davide, il “prescelto”. In quelle occasioni è un dono avere un amico come Gionatan che ci sostiene fedelmente riportando il nostro sguardo su Dio. Ci possono poi essere altri momenti in cui diventiamo un Gionatan per i nostri amici, scegliendo di essere presenti e fedeli quando loro ne hanno bisogno.

Scegli degli amici che stanno andando nella tua stessa direzione nella vita, amici che arricchiscono la tua vita e che la rendono preziosa. Una volta che sei in chiaro su dove stai andando, potrai invitare persone che stanno andando nella tua stessa direzione a diventare tuoi compagni di viaggio. Scegliti degli amici che hanno anche come desiderio di cercare innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia!

Ma come possiamo diventare noi stessi degli amici fedeli?

Ama il Signore se vuoi essere un amico fedele

I due fecero alleanza in presenza del Signore; poi Davide rimase nella foresta e Gionatan andò a casa sua. (1 Samuele 23:18)

Questa è la seconda volta che leggiamo di un’alleanza tra Davide e Gionatan. Sin dal primo incontro leggiamo che “Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l’anima propria” (1 Samuele 18:3). Ma in questa occasione è ancora più esplicito che non si trattò di un semplice patto di amicizia, ma di un patto stretto davanti al Signore.

Davide e Gionatan erano uniti dall’interesse di salvaguardare e portare avanti il regno d’Israele che Dio aveva affidato alla loro guida. Gionatan era un potente guerriero, un nobile principe, un amico leale. Ma è la sua incrollabile fede nei propositi e nella Parola di Dio che lo rende un improbabile eroe.

Già prima di conoscere Davide, Gionatan aveva dimostrato di temere il Signore e di confidare nelle sue promesse più di quanto fece suo padre Saul (vedi 1 Samuele 14). Così, quando Davide entrò nella sua vita, Gionatan non si limitò ad accettare il fatto che non sarebbe stato lui il nuovo re. Abbracciò invece con tutto il cuore il suo ruolo di amico e protettore di colui che era stato scelto al suo posto. Gionatan mise la volontà del Signore al primo posto!

Quando anni dopo Gionatan morì in battaglia insieme a suo padre Saul, Davide ne fu talmente rattristato, da scrivere un canto in memoria di Saul e Gionatan, chiamato “Canto dell’arco”. Le parole che usa sono molto forti:

Io sono in angoscia a motivo di te, Gionatan, fratello mio; tu mi eri molto caro, e l’amore tuo per me era più meraviglioso dell’amore delle donne. (2 Samuele 1:26)

Qual è il senso di queste parole di Davide? A quel tempo Davide aveva già tre mogli: Abigail, Ainoam e Mical (1 Samuele 25:42-44), con le quali aveva relazioni assai complicate. Davide aveva invece in Gionatan un amico fedele e leale, che “lo amava come l’anima propria” (1 Samuele 18:3), ma che ancora di più amava il Signore.

Erano due uomini che obbedivano a Dio e la loro comune obbedienza li unì e fortificò la loro amicizia. Le prime parole di Gionatan che troviamo nella Bibbia testimoniano la sua fede nel Signore quando confidò nell’aiuto di Dio contro i Filistei, dicendo al suo scudiero:

Vieni, andiamo verso la guarnigione di questi incirconcisi; forse il SIGNORE agirà in nostro favore, poiché nulla può impedire al SIGNORE di salvare con molta o con poca gente. (1 Samuele 14:6)

Gionatan ha potuto mettere da parte le sue ambizioni, la sua potenziale invidia nei confronti di Davide e la sua probabile delusione per essere stato escluso come successore al trono di Saul, perché amava Dio e perché sapeva che nulla avrebbe potuto impedire alla volontà di Dio di adempiersi.

Così come per Davide e Gionatan la fonte della loro genuina amicizia fu la loro profonda e intima relazione con Dio, lo stesso vale per noi. Solo se noi sappiamo di avere un valore agli occhi di Dio a prescindere dalla nostra posizione, dai nostri successi e da quello che facciamo, possiamo essere amici fedeli e leali come Gionatan lo fu per Davide.

Per essere fedeli nelle nostre amicizie è essenziale ricordare sempre di nuovo che:

Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:8)

Dio ci conosce più profondamente di quanto potremmo essere conosciuti e ci ama più di quanto potremmo mai essere amati da chiunque altro. Anche dal migliore amico! Se ne siamo consapevoli rischiamo meno di essere delusi o feriti nelle nostre amicizie, perché sappiamo che l’unico che non ci abbandonerà mai è solo Dio.

Se pensi alle stranezze della personalità dell’altro, se guardi alle sue debolezze, se sei deluso per le ferite che ti ha inflitto o per i torti che hai subito, ricorda che il Signore ha scelto di sopportare e perdonare sempre di nuovo anche te, scegliendo di operare in te per trasformarti sempre più a immagine di Cristo.

È solo se ricordiamo tutto ciò che Cristo ha fatto e fa ogni giorno per noi, che possiamo mettere in pratica i seguenti comandamenti:

Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi (Colossesi 3:13); Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo (Galati 6:2); Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui (1 Corinzi 12:26).

Guardando al futuro, che tipo di amici vuoi avere nella tua vita? Come puoi lavorare per creare amicizie più profonde? Sei disposto a incoraggiare un amico ad abbandonare i propri peccati, a lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo e a tenersi saldo alle promesse di Dio?

Forse dopo questa descrizione di una vera amicizia ti sei accorto quanto anche tu la desidereresti, ma ti rendi conto che non è nemmeno facile. Proprio in questo punto ci viene in aiuto il Vangelo. La storia di Gionatan rimanda infatti a Gesù.

Gesù – il vero amico

Gionatan può anche essere un meraviglioso esempio di amicizia, ma è solo l’ombra del nostro Amico più vero. Gesù ha adempiuto tutto ciò a cui Gionatan ha solo accennato. Gionatan servì Davide mettendo a rischio la propria vita, ma Gesù rinunciò alla propria vita per noi. Gionatan abbandonò il suo diritto al trono per aiutare Davide a salirvi, ma Gesù acquistò per noi un posto nel palazzo del Re versando il proprio sangue.

Gesù ha fatto sua la nostra causa, facendosi carico dei nostri peccati, della nostra sofferenza e affrontando la morte al posto nostro, affinché noi potessimo avere la vita eterna. Ecco l’amico che abbiamo sempre cercato, l’unico che ha rischiato tutto, che ci tiene sempre stretti a sé e che si impegna eternamente per il nostro bene.

Gesù stesso disse:

Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. (Giovanni 15:13)

Nessun amico è in grado di soddisfare pienamente i nostri bisogni come lo fa Cristo. Non dimenticarlo quando decidi di investire in un’amicizia come fece Gionatan con Davide. Non potrai mai dare all’altro ciò che solo Cristo gli può dare. E non dimenticarlo nemmeno se sei alla ricerca di un amico come Gionatan lo fu per Davide. Solo Cristo può dire “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:5).

Un altro aspetto in cui Gionatan rimanda a Cristo lo vediamo quando Gionatan ricordò a Davide le promesse ricevute da Dio e gli assicurò che si sarebbero realizzate. Anche noi possiamo incoraggiarci a vicenda come amici, ma non dimentichiamoci dell’incoraggiamento principale che abbiamo in Cristo per mezzo dello Spirito Santo:

Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. (Giovanni 14:26)

Se facciamo di Cristo la priorità nella nostra vita, avremo l’amore necessario per amare e incoraggiare i nostri amici. Se ricerchiamo il regno di Dio e la sua volontà prima di ogni altra cosa, tutto il resto ci sarà dato in più. Questo ci aiuta a ridimensionare le nostre aspettative nei confronti di altre persone e di gustarci appieno le amicizie che Dio già ci ha dato.

Se questo è il nostro punto di partenza allora possiamo diventare degli amici fedeli. Possiamo metterci in secondo piano quando è necessario e potremo ricordare gli uni agli altri il carattere fedele di Dio che mantiene le promesse fatte nella sua Parola. Gionatan ha interceduto, incoraggiato e rinunciato ai suoi diritti per il suo amico. Gesù fa tutte queste cose per noi ed è solo per questo che anche noi possiamo seguire il suo esempio.

Amen

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