Di Daniele Scarabel

Oh, squarciassi tu i cieli, e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti. Come il fuoco accende i rami secchi, come il fuoco fa bollire l’acqua, tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e le nazioni tremerebbero davanti a te. Quando facesti le cose tremende che noi non ci aspettavamo, tu discendesti e i monti furono scossi davanti a te. Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio aveva visto che un altro dio, all’infuori di te, agisse in favore di chi spera in lui.  (Isaia 64:1-4)

Una cosa che salta all’occhio leggendo questi versetti è il profondo desiderio di Isaia di sperimentare la presenza di Dio. Ben tre volte ripete le parole “davanti a te” che non significano altro che “alla tua presenza”. Isaia desiderava sperimentare la presenza di Dio con potenza.

Con questa preghiera Isaia ci mostra per cosa batteva il suo cuore in quel momento, pregava con tale intensità e passione, perché desiderava sperimentare nuovamente la potente presenza di Dio. Allo stesso tempo ci mostra però anche un grande problema. Non avrebbe infatti avuto bisogno di supplicare Dio di rivelare la sua presenza, se non lo avesse sentito così lontano, se Dio non fosse rimasto così a lungo in silenzio nei confronti di Israele.

Anche noi sappiamo che Dio è sempre attivo “dietro le quinte” o tramite le circostanze, ma non sempre sentiamo la sua presenza concreta che agisce per noi. Cosa possiamo dunque imparare da questa preghiera di Isaia?

Desideri realmente la presenza del Signore?

Oh, squarciassi tu i cieli, e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti. Come il fuoco accende i rami secchi, come il fuoco fa bollire l’acqua, tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e le nazioni tremerebbero davanti a te. (Isaia 64:1-2)

Questo passaggio fa parte di una lunga preghiera iniziata nel capitolo 63, che Isaia fece a nome del residuo di Israele, che si trovava in esilio in Babilonia e che riteneva la propria situazione senza speranza.

Con l’inizio del capitolo 64 la preghiera del profeta si trasforma in una vera e propria supplica, affinché Dio manifesti la sua potenza come in passato. Isaia sta supplicando Dio di intervenire in aiuto del suo popolo come fece un tempo quando liberò Israele dall’Egitto! Non sta semplicemente pregando, sta letteralmente supplicando Dio, piangendo, chiedendo il suo intervento con tutta la sua forza.

Le parole “Oh, squarciassi tu i cieli” rendono l’idea di Dio che strappa i cieli, come se fossero un vestito che qualcuno si strappa di dosso. Isaia si immagina un intervento così potente da parte di Dio, da lacerare i cieli mentre scende per agire.

Se Dio scendesse “sarebbero scossi i monti” come se ci fosse un potente terremoto. Tali terremoti erano una regolare caratteristica delle apparizioni di Dio nell’Antico Testamento. L’immagine continua con l’idea della potenza di Dio che scende “come il fuoco” che brucia e consuma tutto lungo il suo cammino. Isaia desidera che Dio mostri ancora una volta a tutti i popoli di che cosa è capace, affinché riconoscano che lui è il Signore è e che tremino davanti a lui.

Ti è già capitato di pregare in modo simile a Isaia, desiderando che Dio mostri ancora una volta la sua potenza e ti faccia sentire la sua presenza? Magari lo hai fatto dicendo: “Oh Signore, se solo tu scendessi a mettere a posto il mio matrimonio! Se solo tu mostrassi la tua potenza al mio capo che mi sta sfruttando! Se solo tu muovessi un dito per aiutarmi a trovare un nuovo lavoro! Se solo tu mi dessi le forze per stare tutto il giorno a casa con i miei figli! Se solo mi liberassi finalmente da questo peccato!”

Certo, se Dio scendesse e squarciasse i cieli, se si mostrasse con tutta la sua potenza, molte cose sarebbero più semplici nella nostra vita. E va bene se seguiamo l’esempio di Isaia e richiediamo con passione l’intervento di Dio nella nostra vita. Ma la Bibbia ci esorta anche dicendo “Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi” (Giacomo 4:8).

Quindi, prima di invitarti a pregare con passione come fece Isaia, vorrei chiederti di analizzare un la tua vita spirituale. Stai realmente desiderando e ricercando la presenza reale e concreta di Dio nella tua vita? Oppure ti stai accontentando della mediocrità e della routine?

Possiamo imparare molto dalla passione che Isaia mostra nella sua preghiera, ma prima di poter ricercare con questa intensità la presenza di Dio, dobbiamo anche renderci conto di eventuali ostacoli nella nostra vita, che ci impediscono di sentire Dio vicino a noi e di avvicinarci a Lui.

Il problema è che spesso non siamo nemmeno consapevoli della nostra stessa mediocrità, di quanto ci siamo accontentati con poco a livello spirituale. Non dimentichiamoci che Gesù stesso disse che “a chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà” (Luca 12:48).

Forse oggi lo Spirito Santo vuole chiederti: sei disposto a ricercare sinceramente la presenza di Dio nella tua vita, con tutte le conseguenze che questo comporta? Ci sono magari dei passi che dovresti fare per riavvicinarti a Dio, in modo che egli possa avvicinarsi a te?

Non accontentarti di guardare agli interventi passati di Dio

Quando facesti le cose tremende che noi non ci aspettavamo, tu discendesti e i monti furono scossi davanti a te. (Isaia 64:3)

Il ricordo di Dio che discese e dei monti che furono scossi davanti alla sua presenza è un chiaro riferimento a quando Dio discese per consegnare la legge a Mosè sul monte Sinai. Il ricordo comprende anche tutto ciò che era avvenuto prima, quando Dio liberò con potenza Israele dall’Egitto tramite Mosè.

Ti è mai capitato di trovarti in una situazione simile? Quando guardando indietro alla tua vita o alle storie che altri raccontano, vedi l’incredibile fedeltà di Dio, mentre guardando alle tue circostanze e alla tua vita attuale, percepisci piuttosto l’assenza di Dio?

Ci sono forse stati dei momenti nella tua vita, nei quali ti sei sentito spiritualmente forte e vicino a Dio, mentre in realtà non si trattava che di un sentimento e non di una radicata relazione con Dio? Magari guardi indietro a momenti nei quali sentivi Cristo molto vicino, nei quali eri attivo in chiesa servendo il Signore, sperimentando i doni dello Spirito Santo e parlando di Dio in ogni occasione.

Considera la possibilità che tu abbia semplicemente fatto delle profonde esperienze religiose. Da cosa lo puoi capire? Lo capisci da come hai reagito quando è arrivato il momento di essere obbediente, scegliendo se seguire Cristo essendogli fedele anche nelle piccole cose, oppure scegliendo i tuoi desideri, cercando di colmare il bisogno che sentivi nel tuo cuore a modo tuo, invece di fare la volontà di Dio.

Isaia e il residuo di Israele stavano rievocando le grandi cose che il Signore aveva fatto per il suo popolo, dimenticando magari però che tutti quei segni e miracoli, non bastarono a garantire la fedeltà di Israele nei confronti di Dio. Gli Israeliti avevano sperimentato la potenza di Dio in modo incredibile, eppure, alla prima occasione hanno scelto di seguire altri idoli.

L’Apostolo Paolo lo esprime chiaramente in 1 Corinzi 10, ricordandoci che nonostante le cose tremende che Dio fece, nonostante il fatto che Dio discese dal cielo per consegnare a Mosè la legge, “della maggior parte di loro Dio non si compiacque: infatti furono abbattuti nel deserto” (1 Corinzi 10:5).

Paolo ci invita poi a non commettere il loro stesso errore, dicendo:

Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche. Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere. (1 Corinzi 10:11-12)

Con questo non sto dicendo che non dobbiamo guardare alle cose meravigliose che Dio ha fatto in passato per desiderarle anche nella nostra vita. Anzi! Dio si diletta nel fare l’impossibile, l’inaspettato, in favore del suo residuo. Dio ha infatti già in parte risposto alla supplica di Isaia.

È avvenuto quando Dio divenne uomo in Gesù, quando “la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi” (Giovanni 1:14). È avvenuto quando Gesù morì in croce e “la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono (Matteo 27:51).

Gesù è la risposta alla preghiera di Isaia. Ma noi sappiamo oggi che la preghiera di Isaia si è solo avverata in parte. Anche noi oggi preghiamo insieme a tutta la chiesa “Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22:20). Mentre viviamo nell’attesa della seconda venuta del Signore, abbiamo l’opportunità di riflettere sugli interventi passati di Dio e questa riflessione dovrebbe ispirare in ognuno di noi una maggiore fede, obbedienza e devozione a Gesù Cristo.

È ciò che Paolo chiama il “perfezionamento dei santi”…

affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. (Efesini 4:13-14)

Il Signore ci sta chiamando oggi ad un nuovo tipo di fede. Desidera risvegliare nei nostri cuori un nuovo desiderio per lui. Non ci sta semplicemente invitando a tornare ad essere come magari eravamo una volta, con l’entusiasmo iniziale di chi è innamorato di Gesù. Dio non desidera quel tipo di fede che nasconde un cuore pronto a commettere idolatria non appena nella nostra vita appare qualcosa di più importante del Signore.

Dio ha in mente qualcosa di meglio. Il suo obiettivo è fare di ognuno di noi un cristiano dalla fede profonda, forte, dottrinalmente sano, che dà gloria a Cristo, ripieno della verità della Parola di Dio, incrollabile. Ricorda pure le cose meravigliose che Cristo ha già fatto per te, ma non rimpiangendo i bei vecchi tempi, bensì desiderando di conoscerlo ancora meglio e di avere una relazione ancora più profonda e intima con lui.

Ricorda che Dio agisce in favore di chi spera in lui

Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio aveva visto che un altro dio, all’infuori di te, agisse in favore di chi spera in lui.  (Isaia 64:4)

Una delle meravigliose caratteristiche del Signore, è che agisce, opera, interviene e lavora in favore di “chi spera in lui”. Coloro che adorano altri dèi potrebbero affermare di aver visto dimostrazioni del potere dei loro dèi, ma nessun altro, al di fuori di chi confida nel Signore potrà affermare di avere alcun tipo di rapporto personale con il suo dio o di servire un dio che si prende cura del suo popolo.

In un certo senso, Dio agisce per tutti, “egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5:45). Ma nella preghiera di Isaia l’agire di Dio in favore di chi spera in lui è riferito a una grazia speciale che Dio concede a chi ha la giusta disposizione di cuore.

L’agire di Dio qui menzionato da Isaia è riferito al piacere che Dio prova, nell’investire tutta la sua infinita e sovrana potenza nel compiere tutto ciò che il suo popolo ha bisogno. Isaia descrive l’agire di Dio come unico nel suo genere. Non c’è altro Dio che abbia mai fatto ciò che ha fatto lui.

Di quale altro Dio possiamo dire:

Spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. (Filippesi 2:7-8)

Chi ha mai visto un Dio così, che non solo agisce in favore di coloro che sperano in lui, ma che si fa carico addirittura del “lavoro sporco” morendo in croce per noi? Di chi altri potremmo dire che “non è venuto per essere servito, ma per servire” (Matteo 20:28)? Non c’è altro Dio pari a lui!

Dio ti sta dicendo oggi: “Non c’è niente che tu possa fare per salvarti. Niente che tu possa fare per meritarti ciò che ho fatto per te. Ho già fatto tutto io, tutto quello che devi fare è fidarti di me. Spererai in me?”

Isaia ci ricorda che Dio agisce “in favore di chi spera in lui”. Letteralmente Isaia scrive che Dio agisce in favore di chi lo aspetta. Sperare nel Signore significa aspettare con speranza. “Sperare” significa vivere per fede, con l’aspettativa che “le sue compassioni non sono esaurite” (Lamentazioni 3:22), che la sua fedeltà non solo è grande, ma anche certa. “Sperare” nel Signore è vivere nella certezza che il Signore ha il potere e la volontà di benedire chi è fedele. “Sperare” significa guardare oltre le circostanze attuali, per vedere un futuro benedetto dalla mano del Signore.

Quindi, la domanda più importante per noi in questo momento è: come si fa a sperare nel Signore? La prima risposta è: aspetta e prega! Resisti alla tentazione di ricorrere immediatamente a soluzioni umane, invece di attendere la risposta di Dio. Ricordati di rivolgerti a lui in preghiera, di chiedere consiglio a Dio, prima di muovere anche un solo dito per risolvere da solo i tuoi problemi.

So che se sei impulsivo come me, è facile aver già fatto mille sforzi da solo, prima di renderti conto che ti sei dimenticato di pregare. Quando te ne rendi conto fermati e rivolgiti al Signore chiedendogli: “cosa vorresti che io faccia in questa situazione?”.

Alcune decisioni vanno prese in fretta. Non abbiamo sempre tre giorni a disposizione per metterci in preghiera davanti a Dio. Se devi ottenere una risposta subito, prova almeno a dire: “Signore, tra cinque minuti ho questo incontro importante e francamente non sono sicuro di quale sia la cosa giusta da dire o la cosa giusta da fare. Mi voglio però aggrappare alla promessa che agisci in favore di chi spera in te”.

Sperare nel Signore non vuol per forza dire che dobbiamo fermarci e non fare più nulla, in attesa del suo intervento. Questa può essere una possibilità e a volte è giusto stare fermi e lasciare agire il Signore. Ma sperare nel Signore significa soprattutto vivere nella costante aspettativa che, sebbene il nostro lavoro sia fragile e vulnerabile, Dio non fallisce mai e il risultato finale è nelle sue mani.

Dio desidera che tu possa sperimentare la sua presenza nella tua vita. Desidera fare anche cose grandi e potenti per te, come le ha già fatte in passato per te o per altri. Ma non limitarti a desiderare una superficiale e immatura relazione con Dio. Il Signore ha in serbo di più per te. Sii fedele sperando nel Signore, perché lui ama agire in favore di chi spera in lui.

Amen

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