di Daniele Scarabel

Ecco venire un uomo, di nome Iairo, che era capo della sinagoga; e, gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di entrare in casa sua,  42 perché aveva una figlia unica di circa dodici anni, che stava per morire. Or mentre Gesù vi andava, la folla faceva ressa intorno a lui.  43 Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni (e aveva speso tutti i suoi beni con i medici) senza poter essere guarita da nessuno,  44 si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell’ istante il suo flusso ristagnò.  45 E Gesù domandò: «Chi mi ha toccato?» E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: «Maestro, la folla ti stringe e ti preme».  46 Ma Gesù replicò: «Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me».  47 La donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita in un istante.  48 Ma egli le disse: «Figliola, coraggio, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace».  49 Mentr’ egli parlava ancora, venne uno dalla casa del capo della sinagoga, a dirgli: «Tua figlia è morta; non disturbare più il Maestro».  50 Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: «Non temere; solo abbi fede, e sarà salva».  51 Arrivato alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui all’ infuori di Pietro, Giovanni, Giacomo, il padre e la madre della bambina.  52 Or tutti piangevano e facevano cordoglio per lei. Ma egli disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme».  53 E ridevano di lui, sapendo che era morta.  54 Ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Bambina, àlzati».  55 Lo spirito di lei ritornò ed ella si alzò subito; Gesù comandò che le dessero da mangiare.  56 E i genitori di lei rimasero sbalorditi; ma egli ordinò loro di non dire a nessuno quello che era avvenuto.  (Luca 8:41-56)

Cosa ti aspetti da Gesù nella tua vita? Ti aspetti guarigione da una malattia, un nuovo lavoro, aiuto per il tuo matrimonio, più soldi sul conto? O forse non ti aspetti più niente del tutto? In questa storia – che in realtà sono due in una – abbiamo due persone con aspettative diverse che si rivolgono a Gesù. E ci insegna almeno tre cose: 1. che a volte ci sono delle interruzioni divine che non riusciamo a capire, ma che si possono rivelare delle opportunità; 2. che Gesù vuole trasformare la nostra vergogna in speranza e 3. che Gesù vuole portare la nostra fede su un livello sempre più alto. In altre parole: Gesù ci dà sempre più di quanto ci aspettiamo!

Le interruzioni divine come opportunità

Gesù era appena tornato in Galilea dopo aver guarito un indemoniato nel paese dei Gerasèni. La folla già lo stava aspettando in attesa di nuovi miracoli. Ed ecco che arriva un uomo di nome Iairo, che si getta ai suoi piedi e lo prega di venire a casa sua per guarire la sua unica figlia di 12 anni che stava per morire. Iairo era uno dei capi della sinagoga, paragonabile a un membro del nostro Consiglio di Chiesa.

Gesù, di fronte alla richiesta sincera e umile di quest’uomo, va con lui. Poi però la processione viene bruscamente interrotta. Gesù si ferma, si gira e chiede: “Chi mi ha toccato?”. Possiamo solo immaginare la reazione del padre e di tutti quelli che lo accompagnavano. Qualcosa del tipo: “Ma che problemi hai? C’è una bambina che sta per morire e tu ti preoccupi che qualcuno potrebbe averti toccato?” Ma Gesù continua a guardarsi in giro dicendo:

Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me. (Luca 8:46)

La storia continua e scopriamo che era stata una donna, che da 12 anni soffriva di perdite di sangue croniche, a toccarlo di nascosto. La cosa incredibile è che Gesù si ferma per capire chi è stato a toccarlo. Nessun medico farebbe mai una cosa del genere, prima si affrontano i pazienti acuti – quelli che hanno bisogno di cure d’urgenza e immediate – poi i pazienti cronici come quella donna che avrebbe sicuramente potuto aspettare un altro po’.

Ma, come Gesù ci mostra ripetutamente, le cose sono diverse nel Regno di Dio. Quell’interruzione divina è stata proprio necessaria per Iairo! Era venuto da Gesù per chiedergli di guarire sua figlia ed è invece stato testimone di una risurrezione dai morti. Quello che a prima vista sembrava essere un ostacolo, si è rivelato essere un’opportunità divina!

Queste interruzioni sono il modo in cui Dio attira la nostra attenzione. Ci sono cose che Dio sta cercando di fare in ognuna delle nostre vite. È interessato a portarci a fare il prossimo passo o a scalare la scala della crescita spirituale. È interessato ad attirarci ancora un po’ più vicino al suo cuore. A confidare ancora di più in lui, gettando su di lui le nostre preoccupazioni. Per questo a volte permette delle interruzioni divine, come nel caso di Iairo, per darci l’opportunità di vederlo agire in un modo ancora più potente.

Mi accorgo come anche nella mia vita Dio mi sfida sempre di nuovo a non vedere le interruzioni nei miei piani, quando le cose non vanno come io vorrei, solo come una cosa negativa. Non sempre capisco perché Dio permette determinate interruzioni, perché a volte permette situazioni che mi sembrano disperate e senza via d’uscita.

A volte mi sento come Iairo quando gli hanno detto che oramai era troppo tardi e che sua figlia era già morta. Non so come avrei agito al posto suo. Avrei probabilmente dato fuori di matto e urlato come un pazzo, mi sarei arrabbiato con Gesù per essersi fermato.

Eppure più volte ho già vissuto come quelle che a me sembravano essere fastidiose o penose interruzioni, si sono poi trasformate in grandi opportunità di crescita, sia per la mia fede, sia per il mio carattere. Anche se non riesci a capire perché Dio permetta una determinata interruzione nella tua vita, prova a vederla come un’opportunità di crescita che Dio ti offre.

La vergogna trasformata in speranza

Diamo ora un’occhiata a questa donna che aveva “perdite di sangue” da oramai 12 anni. Secondo la legge Mosaica, che troviamo in Levitico 15:25-27, questa donna a causa delle sue perdite di sangue era cerimonialmente impura, allo stesso livello di un lebbroso o una persona morta. E come tale le era praticamente impossibile partecipare alla vita religiosa e sociale ebraica. Le sue condizioni non solo hanno indebolito il suo corpo, ma anche la sua anima.

Questa donna, che era comprensibilmente disperata, aveva sentito parlare dell’incredibile potere curativo di Gesù. C’erano i discepoli che proteggevano Gesù a mo’ di guardie del corpo, ma la sua disperazione alimentò la sua determinazione. All’improvviso vide un’apertura tra la folla e la donna si chinò rapidamente e con la mano toccò il lembo della veste di Gesù.

Percepì all’istante che qualcosa era successo. Sentì immediatamente di essere guarita. Poi però le cose andarono diversamente da come si era immaginata. Sperava di poter toccare di nascosto Gesù e di sparire poi nell’anonimato. Ma Gesù voleva di più:

La donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita in un istante.  (Luca 8:47)

Gesù non era certamente sadico al punto da esporla davanti a tutti per mostrare la sua debolezza e la sua vergogna. Voleva innanzitutto far capire alla donna che non era stata una qualche forma di magia superstiziosa a guarirla, bensì la sua fede in Dio. E poi voleva che la sua fede fosse resa visibile, in modo che chiunque avesse una vergogna segreta e nascosta come l’aveva lei – ovvero ognuno di noi – potesse avere speranza.

Gesù voleva stabilire un contatto personale con lei, per farle sapere che lui si preoccupava di tutti i suoi bisogni – di quelli fisici e di quelli spirituali e emotivi. Mentre lei tremava di paura ai suoi piedi e con grande vergogna ammetteva di essere stata lei a toccarlo, Gesù le parlò teneramente dicendo:

Figliola, coraggio, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace. (Luca 8:48)

La donna era andata da Gesù per la guarigione fisica. Voleva solo che il suo corpo fosse guarito. Ma Gesù le dà più di quanto avesse osato sperare. Ora aveva pace con Dio, aveva ricevuto la vita eterna e una relazione personale con Gesù. Come questa donna che era impura, anche noi possiamo stare fiduciosi davanti a Dio grazie a Gesù.

La storia di questa donna è un’immagine del dilemma nel quale a volte ci troviamo. Il nostro peccato, la nostra debolezza, il nostro fallimento umiliante, l’orribile evento passato o la lotta attuale con il peccato possono farci sentire impuri e spingerci a ritirarci da Dio, invece di andare da lui a ricercare ancora di più.

Ancora più guarigione spirituale e emotiva, ancora più trasformazione del nostro carattere, ancora più liberazione dal nostro peccato e dalle catene del passato che ci impediscono di crescere spiritualmente. La vergogna non ci controlla più. La vergogna non ha più l’ultima parola. Gesù vuole trasformare la nostra vergogna in una sempre più rinnovata fiducia in lui!

La fede portata a un livello più alto

Torniamo ora da Iairo. Quando gli arrivò la notizia che sua figlia era morta mentre Gesù si stava prendendo cura di quella donna malata cronica, la più grande paura di Iairo si avverò. Sua figlia era morta. Era proprio questa paura che lo aveva spinto ad andare da Gesù. Gesù però si volta, guarda Iairo e dice:

Non temere; solo abbi fede, e sarà salva. (Luca 8:50)

Iairo aveva già dimostrato una grande quantità di fede andando da Gesù. Ma ora la sua fede è ulteriormente messa alla prova. Iairo arrivò da Gesù convinto che Gesù potesse guarire sua figlia. Ma Gesù lo sfida a credere ancora di più. Credeva solo che Gesù avrebbe avuto il potere di guarirla o credeva anche che avrebbe avuto il potere di risuscitare i morti?

Guardiamo come finisce questa storia. Gesù mandò via la folla di persone in lutto e portò Iairo, sua moglie e i suoi tre discepoli più fidati nella casa. Gesù prese per mano la ragazza e disse “Bambina, àlzati”. E lei si alzò. Immediatamente furono tutti sopraffatti dallo stupore. Iairo era venuto a chiedere a Gesù di guarire una bambina malata, ma Gesù gli diede molto più di quanto si aspettasse. Ridiede la vita a sua figlia.

La gente voleva solo vedere i miracoli di Gesù, ma lui ripetutamente li guidò più a fondo. Gesù ha spinto la donna che cercava solo la guarigione fisica ad andare più a fondo. Ha forzato la fede di Iairo ad andare più a fondo. E Gesù vuole spingere anche noi ad andare più a fondo. Perché? Perché vuole che riconosciamo che lui è la vita. Che lui è la fonte della vita.

La fede che Gesù ci presenta ha Gesù stesso come oggetto, non è mai fine a sé stessa. È la fede che persevera in mezzo alle peggiori tempeste della vita perché sa che Dio è entrambe le cose: un Creatore sovranamente potente che vuole essere temuto e un Padre che ama i suoi figli di un amore infinito.

La donna aveva già un certo tipo di fede in Gesù, sapeva che aveva il potere di guarirla, ma aveva bisogno di andare oltre. Aveva bisogno di sapere che l’avrebbe accettata e che si sarebbe preso cura anche della sua anima, che l’amava.

Anche Iairo aveva una certa fiducia che Gesù sarebbe stato in grado di guarire sua figlia, ma aveva bisogno di andare oltre. Aveva bisogno di scoprire che Gesù ha un potere straordinario, non solo sulla malattia, ma anche sulla morte.

La fede che ci presenta Gesù non è mai fine a sé stessa, è sempre una fede focalizzata sul suo oggetto – Gesù. Quando la paura ci paralizza e le circostanze burrascose della vita ci travolgono, possiamo essere certi di aver perso di vista l’oggetto della nostra fede.

Prova ad esaminare con sincerità lo stato della tua vita con Dio. Cosa ti aspetti ancora da lui? Ti aspetti ancora qualcosa? O ti sei accontentato di quanto hai già raggiunto? Può darsi che Dio abbia permesso una divina interruzione nella tua vita per mostrarti una nuova opportunità?

Gesù ci sfida a riporre in lui tutta la nostra fiducia, a non accontentarci del livello che già abbiamo raggiunto. A portare a lui tutta la nostra vergogna e il nostro peccato per essere trasformato in speranza. E se c’è qualcosa che questa storia ci insegna, è che possiamo essere certi che Dio ci darà sempre più di quanto avessimo mai osato sperare.

Amen

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