di Daniele Scarabel

Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato;  10 infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. (Romani 10:9-10)

Oggi avremo dei battesimi ed è proprio in occasione del battesimo che un credente dichiara davanti a tutta la comunità di aver accettato Gesù Cristo come Salvatore e di volerlo seguire come Signore della loro vita. Oggi i battezzandi testimonieranno di aver fatto proprio ciò che Paolo descrive in questi versetti.

Ma che cosa significa confessare Gesù come Signore? E perché è coì importante? Voglio cogliere l’occasione dei battesimi per incoraggiare ognuno di noi a tenere lo sguardo fisso su Gesù, nostro Salvatore e nostro Signore. È importante riflettere sempre di nuovo su questo tema, perché spesso non ci rendiamo conto di quanto la nostra società influenzi il nostro modo di vivere la fede.

Perché è importante capire che Cristo è mio Signore?

Viviamo in una società “multiple choice”, con infinite possibilità. Oggi uno sceglie cosa fare in modo molto pragmatico in base alle sue necessità. Ognuno ha la propria verità, ciò che funziona per me oggi diventa la mia verità – e se domani non funziona più, la cambio e seguo un’altra verità.

La domanda principale che l’uomo oggi si pone è: “che cosa mi porta il maggior guadagno o vantaggio personale?”. Per questo molti non vogliono diventare cristiani, perché dicono: “funziona magari per te, ma non funziona per me!”. Ma non solo, come pastore osservo che, anche quando qualcuno si avvicina alla fede, lo fa spesso per motivi pragmatici.

Vedo persone che hanno magari provato a riempire il vuoto che sentono nella loro vita o la solitudine con altre cose che non hanno funzionato, oppure persone che si trovano in una fase particolarmente vulnerabile della loro vita e allora si aprono per la fede in Cristo, perché pensano che potrebbe magari essergli d’aiuto.

Ed effettivamente si vede magari anche un cambiamento iniziale nella loro vita. Ma se quello rimane l’unico motivo, a lungo termine il risultato sarà una fede debole, che con grande probabilità verrà meno quando sembrerà non più funzionare, quando si avrà la sensazione che non sia più vera o quando arriverà qualcosa di meglio da seguire.

Il problema del pragmatismo e dell’individualismo della nostra società è che ci spinge a pensare che è la mia personale coscienza o opinione a determinare la verità. Secondo questo modo di pensare ognuno trova la propria verità dentro sé stesso: “se io penso che una determinata cosa è vera, buona o giusta, allora lo sarà anche; magari è buona, vera e giusta per me, ma non per forza lo deve essere anche per te…”.

Questo va però radicalmente contro quanto Gesù stesso afferma:

Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Gesù è molto chiaro: non è la tua coscienza o ciò che in questo momento tu ritieni essere buono o giusto, a determinare la verità. Gesù dice: “IO sono la verità”.

Secondo te, quale delle seguenti affermazioni descrive meglio il perché sei un cristiano?

  • Credo perché il cristianesimo sembra funzionare
  • Ciò che ho sperimentato mi porta a sentire che il cristianesimo è vero
  • Credo che Gesù Cristo sia l’unica via che porta a Dio per tutte le persone di ogni luogo e di tutti i tempi
  • Ho semplicemente preso la decisione che il cristianesimo è vero per me

L’unica risposta valida e che ci dà un vero fondamento stabile per la nostra fede è: “Gesù Cristo è l’unica via che porta a Dio per tutte le persone di ogni luogo e di tutti i tempi”.

Se scelgo di seguire Cristo perché mi “sembra funzionare”, perché “mi fa stare bene” o perché quello che dice mi “sembra essere vero”, avrò un grandissimo problema non appena mi accorgo che seguire Cristo mi limita o non appena avrò l’impressione che “non funziona più”.

Forse non ci rendiamo conto di quanto questo modo di pensare ci ha influenzati, ma prova a riflettere sulle seguenti domande. Diciamo di credere alla Bibbia ma, non è vero che prendiamo molte delle nostre decisioni sulla base di ciò che ci conviene, piuttosto che sulla base di ciò che Dio dice? Diciamo di credere nella potenza della preghiera, ma la maniera in cui trascorriamo il nostro tempo lo conferma o le nostre azioni dimostrano piuttosto che crediamo che possiamo gestire la nostra vita da soli e usare la preghiera come ultima spiaggia?

Che cosa vuol dire seguire Cristo come Signore?

Già ai tempi di Gesù c’era molta gente che lo seguiva per motivi molto pragmatici: perché avevano visto Gesù fare molti miracoli, perché erano stati testimoni di guarigioni o di come Gesù contrastava le guide religiose di quei tempi o semplicemente perché Gesù era un personaggio interessante.

Ma Gesù voleva avere veri discepoli, per questo un giorno disse:

Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. (Luca 14:26)

Leggendo queste parole da un punto di vista moderno o psicologico penseremmo: Gesù è pazzo, come può richiedere una cosa simile? In realtà Gesù sta usando una metafora per dire che l’amore e l’attenzione che abbiamo nei suoi confronti deve andare nettamente oltre l’amore e l’attenzione che abbiamo nei confronti della nostra famiglia, dei nostri sentimenti, della nostra sensibilità, della nostra intuizione, della nostra valutazione delle cose.

E se qui Gesù ci chiede di rinunciare anche alla nostra stessa vita per seguire lui, quello che ci sta chiedendo è: sei disposto a seguirmi anche quando ti sembrerà che non stia più funzionando? Gesù non ci sta veramente chiedendo di lasciare tutto per lui, ma lui ha veramente lasciato tutto per noi e ti sta chiedendo se sei disposto a fidarti di lui anche quando ti sembra che seguirlo non ti stia portando i vantaggi o i risultati concreti che ti aspettavi.

Più volte ho visto persone avvicinarsi di tutto cuore a Cristo, con un sincero desiderio di volerlo seguire. Hanno anche “vissuto da cristiani” per un po’ di tempo, ma poi è arrivato un punto dove seguire Cristo avrebbe significato pagare un costo troppo alto.

Avrebbe ad esempio significato perdersi l’occasione per trovare un nuovo partner sessuale senza il vincolo del matrimonio, oppure avrebbe significato dover fare un passo indietro nel mondo del lavoro per non mettere a rischio la propria integrità come cristiano o riflettere seriamente sul proprio stile di vita…

E così queste persone, che credo abbiano sinceramente voluto seguire Cristo, quando si sono trovate a dover scegliere tra Cristo e il proprio comfort o i propri desideri, hanno lasciato Cristo o la loro fede è andata in crisi.

La domanda centrale che sorge a questo punto è: sei diventato cristiano affinché Dio possa servire te oppure affinché tu possa servire Dio? Il problema è che molti trovano una risposta a questa domanda solo quando succede qualcosa di veramente grave nella loro vita, che li costringe a chinarsi seriamente sulla questione.

Da una parte questo è il motivo perché come pastore cerco di essere paziente e misericordioso verso chi cerca Gesù con sincerità, pur non avendo ancora capito a fondo cosa significa seguire Cristo come Signore, perché so che a volte ci vuole più tempo per capirlo. Ma è anche il motivo per cui voglio invitarti a rifletterci già oggi, senza aspettare che prima la tua fede vada in crisi.

Io posso affermare con assoluta certezza che la fede in Cristo “funziona” veramente. Ma a breve termine seguire Cristo può significare rinuncia, persecuzione, sofferenza… Le difficoltà, le sfide e la sofferenza possono mandare in crisi anche il cristiano più convinto, ma se mi approccio alla fede solo chiedendomi se “funziona per me”, non potrò arrivare lontano.

Questa è un’enorme sfida, nella quale ci ritroviamo tutti e che ci occuperà per tutta la nostra vita. Può spaventarci o demoralizzarci, ma voglio incoraggiarti ad andare avanti, perché è l’unica via da percorrere ed è l’unica via nella quale potrai trovare vera pace e soddisfazione.

Alcuni aspetti pratici

Se vuoi fare di Gesù il Signore della tua vita, inizia memorizzando il perché lo devi fare.

Il primo motivo è che lui già è il Signore della tua vita. Se vuoi veramente fare dei progressi nella tua vita cristiana, devi smettere di voler controllare tu stesso la tua vita. Devi riconoscere che, se metti tutta la tua vita nelle mani di Cristo, non stai abbandonando la tua indipendenza. È un’illusione credere che puoi fare delle scelte senza essere influenzato da niente e nessuno. Se non è Cristo a controllare la tua vita, sarà qualcos’altro a dominarla.

Se inizi a pensare: “ubbidirò a Dio se non va contro la mia sensibilità”, oppure “se non mi costringe a rinunciare ai miei sogni, al mio stile di vita, alle mie scelte…”, in realtà, qualsiasi cosa sta dall’altra parte del “se” in queste frasi, saprà proprio quella a controllare la tua vita.

Il secondo motivo per fare di Gesù il Signore della nostra vita è che ne abbiamo bisogno. Perché Gesù ti sta chiedendo, anzi comandando di ubbidirgli? Lui non ne avrebbe bisogno, non ha nulla da guadagnarci. L’unico motivo è perché sa che senza di lui saresti perso.

Nessun altro ti amerà mai come lo fa Gesù. Gesù ti verrà incontro ovunque tu sia e ti aiuterà. Non si lascerà intimidire dai tuoi fallimenti passati, presenti o futuri, o dalla tua mancanza nel mantenere le tue promesse.

Il terzo motivo, infine, è perché Gesù se lo merita. Se lo merita perché è il Figlio di Dio e perché l’ultimo suo respiro prima di morire è stato per te. Gesù vuole essere tuo Signore, ma non è un despota che vuole manipolare la tua vita. Lui è l’unico in tutto l’universo in grado di controllarti senza distruggerti. Certo, lo farà senza compromessi, ma sempre con amore!

Il mio desiderio è di incoraggiarti a continuare sul tuo cammino con Cristo, sapendo che Cristo è sempre al tuo fianco. Vorrei concludere lasciandoti quattro domande che possono aiutarti a capire come fare di Cristo il Signore di ogni area della tua vita: della tua carriera, della tua vita privata, dei tuoi soldi, delle tue amicizie, del tuo matrimonio, del tuo essere single, della tua salute fisica…

  1. Sono disposto ad ubbidire a qualunque cosa Dio dica riguardo quest’area della mia vita, a prescindere da come mi sento io a riguardo?
  2. Sono disposto a ringraziare Dio per qualunque cosa succeda in quest’area della mia vita, a prescindere che io capisca oppure no il perché Dio la permette?
  3. C’è una qualunque cosa in quest’area della mia vita nella quale ripongo la mia fiducia o la mia speranza piuttosto che in Dio?
  4. Credo che ci siano dei problemi o delle limitazioni nella mia vita che Dio non sia in grado di rimuovere?

Queste domande possono aiutarti a capire cosa vuole dire seguire Gesù come Signore della tua vita. Ma anche se rifletti su queste domande, ricorda che sei amato e accettato da Dio solo grazie a ciò che Cristo ha già fatto per te e non per quello che fai.

Amen

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