Di Daniele Scarabel

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».  (Giovanni 8:12)

Quando Gesù pronunciò queste parole, si trovava probabilmente a Gerusalemme alla festa delle Capanne (Giovanni 7:10). La festa delle Capanne è una delle feste in ricordo della liberazione del popolo d’Israele dall’Egitto e a differenza di altre feste era una festa principalmente dedicata alla gioia e al ringraziamento nei confronti di Dio.

Durante quella festa c’erano due usanze particolari: la prima era l’usanza di attingere acqua dalla fonte di Siloe, a rappresentare la benedizione che Dio avrebbe sparso sul suo popolo tramite lo Spirito Santo e l’altra era l’accensione di grandi lanterne come simbolo della presenza di Dio nel mezzo del suo popolo.

Gesù utilizzo questi due riti per dimostrare che lui stesso era il Messia, l’adempimento della verità spirituale che la festa delle Capanne prefigurava. Vediamo come.

Gesù illumina le nostre tenebre

Verso la fine del capitolo 7 leggiamo che Gesù fece riferimento alla prima di queste usanze:

Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno. (Giovanni 7:37-38)

E ora, nel capitolo 8, Gesù fa riferimento alla seconda usanza dell’accensione di quattro grandi lanterne. Alla loro luce, durante la notte, il popolo festeggiava e danzava, innalzando canti di lode a Dio. Dichiarando “Io sono la luce del mondo”, Gesù disse di essere Lui il Messia e il Figlio di Dio che avrebbe portato la vera luce per il popolo d’Israele e per il mondo intero.

Nella Bibbia leggiamo sempre di nuovo che gli uomini senza Dio sono intrappolati nel loro egoismo e materialismo. Vivono in un’oscurità auto-creata, nella quale Dio vuole parlare attraverso la sua venuta sulla terra, per dare agli uomini chiarezza su se stessi e sulla sua loro situazione e per indicare loro la via verso una vita legata a Dio.

Tutto il Vangelo di Giovanni è fortemente influenzato dal simbolismo della luce. Cristo è la luce del mondo, il sole che sorge. Queste immagini ci ricordano due avvenimenti descritti nell’Antico Testamento, quello in cui Yahweh incontrò Mosè in un roveto ardente e quello in cui guidò il suo popolo, durante la fuga dall’Egitto, in una colonna di fuoco.

Già Isaia annunciò una gran luce che sarebbe apparsa alla nascita del Messia:

Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende. (Isaia 9:1)

Nel vangelo di Luca leggiamo del vecchio Simeone che attendeva con ansia la nascita del Messia. Quando finalmente vide il neonato nel tempio e lo poté prendere in braccio, disse:

Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.
(Luca 2:29-32)

Oggi è la quarta domenica dell’Avvento, con l’accensione della quarta candela ad indicare che la festa della nascita di Gesù, della luce del mondo, è prossima. Ma in che senso Gesù è davvero la luce “del mondo”? Il fatto che Gesù è la luce del mondo, non significa che abbia rimosso tutte le tenebre dal mondo. Ecco invece cosa penso che significhi:

  1. Il fatto che Gesù è la luce del mondo significa che il mondo non ha altra luce al di fuori di Lui. Non c’è altra via, o il mondo segue la luce di Gesù oppure vive nelle tenebre. Tutto il mondo e ognuno in esso ha bisogno di Gesù come luce.
  2. Significa inoltre che il mondo è stato creato per questa luce. La luce di Gesù non solo mette in evidenza il peccato per quello che è, qualcosa di estraneo al mondo e di brutto, ma fa anche brillare tutto il bene che c’è nel mondo in tutta la sua piena e vera bellezza.
  3. E da ultimo significa che un giorno questo mondo sarà totalmente riempito di questa luce e tutte le tenebre, tutte le opere delle tenebre e tutti i figli delle tenebre saranno scacciati. In quel giorno “Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli” (Apocalisse 22:5)

Le tenebre ancora non sono state dissipate completamente, ma nella sua amorevolezza il Signore Gesù offre liberamente e abbondantemente la luce della sua grazia già ora a tutti coloro che si rivolgono a Lui.

Seguire Gesù per restare nella luce

La luce di Cristo non ci è però stata data solo nel momento della nuova nascita, il suo potere purificatore e i suoi raggi raffinatori continuano a brillare nei recessi profondi e negli angoli segreti della nostra mente, per esporre tutte quelle cose che screditano il suo nome, ostacolano il nostro progresso spirituale e ci scollegano dalla nostra comunione con Lui stesso.

Se leggiamo attentamente il resto del nostro versetto, Gesù afferma: “chi mi segue non camminerà nelle tenebre”. Questo significa che, se non lo seguiamo camminiamo nelle tenebre. E dove si trovano queste tenebre? Nel mondo e nei nostri cuori.

Il mondo vive seguendo i propri desideri, cercando di trovare le risposte ai propri problemi ovunque pur non in Gesù. Noi cristiani non siamo immuni all’oscurità di questo mondo, ma possiamo camminare al sicuro seguendo la luce di Gesù che ci guida come potente lanterna. Chi però non cammina seguendo costantemente la luce di questa lanterna, rischia prima o poi di perdersi.

Recentemente la banca Svizzera Credit Suisse ha pubblicato l’annuale “Barometro delle apprensioni”. È uno studio svolto ogni anno che evidenzia le principali preoccupazioni degli svizzeri.

Come l’anno precedente, la maggior parte degli intervistati dall’istituto di ricerca GfS di Berna teme di non riuscire a sbarcare il lunario in età avanzata. Quasi uno su due (47%) è preoccupato per la sua pensione – anche se l’economia svizzera sta andando bene. Anche il tema della salute e dei crescenti costi dell’assicurazione malattie preoccupa gli svizzeri (41%). Al terzo posto c’è la preoccupazione per gli stranieri (30%).

Non sorprende il fatto che al quarto posto troviamo la preoccupazione per il cambiamento climatico e per l’ambiente, che ha influenzato le elezioni nazionali del 22 ottobre e che si riflette anche nel Barometro delle apprensioni 2019.

Forse queste tematiche non ti toccano personalmente, ma lo Svizzero medio ne è preoccupato. Se queste non sono le tue preoccupazioni, è probabile che ce ne saranno altre nella tua vita. È facile incontrare difficoltà in questo mondo ed essere guidati in modo sbagliato, perché come dice l’Apostolo Paolo “Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce” (2 Corinzi 11:14).

Noi che seguiamo Gesù possiamo però essere certi che la sua luce risplende ancora oggi nelle tenebre di questo globo caduto, perché noi che ci siamo fidati di Lui per la nostra salvezza, “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).

Il suo splendore continua a diffondersi sulle anime perdute attraverso la testimonianza della Chiesa. Per questo Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete la luce del mondo” (Matteo 5:14). Dio è luce, una luce inavvicinabile, eppure ha posto il suo Spirito di luce nei nostri cuori per condurci sulla giusta via; per guidarci in tutta la verità e per far risplendere il suo amore nei cuori e nelle vite di tutti coloro con i quali entriamo in contatto.

Per riuscire in questo compito è importante camminare nella luce, come Egli è nella luce:

Perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. (Efesini 5:8-10)

L’affermazione di Gesù – “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” – è un’affermazione che trasforma la nostra vita se la prendiamo sul serio e se prendiamo sul serio Gesù per quello che è, la nostra luce.

Seguire Gesù è più che semplicemente aggregarci a Lui. Significa vederlo come l’unico in grado di illuminare la mia vita e desiderare di stargli sempre vicino, di allineare la mia vita con la Parola di Dio e non fare nulla che ci porti in conflitto con essa. Seguire Gesù significa permettergli di mostrarmi il peccato che c’è ancora nella mia vita e che deve essere purificato.

Gesù è la luce della vita

Ora in tutto questo discorso non dobbiamo però dimenticare una cosa. Il nostro versetto in Giovanni 8:12 termina con le parole che chi segue Gesù “avrà la luce della vita”. Se noi seguiamo Gesù allora abbiamo la luce della vita, abbiamo Gesù stesso.

Lui è il nostro Pastore e la nostra luce. Questa è la verità alla quale dobbiamo aggrapparci. Come disse re Davide:

Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
(Salmo 23:4)

A volte può sembrarci che stiamo letteralmente camminando nella valle dell’ombra della morte. Sono quei momenti della nostra vita nei quali non sentiamo la voce del Signore, dove tutto sembra essere così difficile o pesante, nei quali abbiamo particolarmente tante difficoltà da affrontare. È in quei momenti che dobbiamo aggrapparci alla verità che se seguiamo Gesù allora abbiamo la luce della vita.

Oggi – il 22 dicembre 2019 – è il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, con meno ore di sole. Da domani i giorni inizieranno nuovamente ad allungarsi. Non così però nelle regioni più a nord. Qualche settimana fa ho ascoltato un’intervista alla radio dove una signora che abita a Tromsø, nella Norvegia settentrionale, raccontava di com’è vivere al buio per tre mesi.

A Tromsø nei mesi invernali, da fine novembre a fine gennaio, il sole non sorge al di sopra dell’orizzonte, ma, trovandosi 3 gradi sotto l’orizzonte, c’è comunque un po’ di luce durante il giorno. È un po’ come da noi al crepuscolo, quando il sole si trova al di sotto dell’orizzonte, ma la terra è ancora leggermente illuminata da luce indiretta.

La signora nell’intervista raccontava come soprattutto per le persone anziane quei mesi di buio sono difficili e come incidono sullo stato d’animo. Raccontava anche che in ogni caso è consigliato assumere la vitamina D3, che di solito viene prodotta dalla nostra pelle quando è esposto al sole. Servono da 20-30 minuti di esposizione quotidiana al sole per garantire una produzione adeguata di vitamina D. Se però per tre mesi il sole non sorge, naturalmente la vitamina D manca ed è necessario assumerla sotto altre forme.

La vitamina D aiuta in particolare lo sviluppo muscolare e la formazione di ossa e denti e rinforza il sistema immunitario. Lo stesso vale per noi spiritualmente: abbiamo bisogno della luce di Gesù per produrre la nostra vitamina D spirituale. Abbiamo bisogno di stare alla sua presenza, di passare del tempo con Lui per essere rinforzati spiritualmente.

In particolare nei periodi bui della nostra vita abbiamo bisogno di aggrapparci alla verità che Gesù è la luce della nostra vita. Quando ti capita non sentire la presenza della luce di Gesù nella tua vita, hai forse bisogno di assumere la “vitamina D3 spirituale” per altre vie, aggrappandoti alle promesse e verità che trovi nella Parola di Dio. Ecco alcuni esempi:

Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? (Salmo 27:1)

Ma per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia, la guarigione sarà nelle sue ali; voi uscirete e salterete, come vitelli fatti uscire dalla stalla. (Malachia 4:2)

Il SIGNORE sarà la tua luce perenne, il tuo Dio sarà la tua gloria. (Isaia 60:19b)

Anche quando ci sembra di camminare al buio, non dobbiamo dimenticare che la luce di Cristo è comunque presente. Come a Tromsø, anche se il sole non sorge sopra l’orizzonte, non vuol dire che non ci sia. È il nemico che te lo vuole fare credere.

Gli abitanti di Tromsø lo sanno bene, per questo attendono con ansia il 21 gennaio, il giorno in cui il sole torna a splendere. In quel giorno festeggiano il “giorno del sole”, il Soldagen. Ci si incontra in spiaggia tutti insieme per ridare il benvenuto al sole che il primo giorno appare solo per circa un quarto d’ora.

Nell’intervista la signora raccontava poi di un fenomeno particolare. Quando nei giorni seguenti il sole torna, si vede come la gente a volte si ferma per godersi i pochi raggi quotidiani rivolti verso il sole a occhi chiusi.

Anche se a volte può sembrarti che la luce di Cristo non risplenda nella tua vita, arriverà il momento in cui la rivedrai. Anche se magari solo per quindici minuti al giorno. Accogli ogni minuto di luce che il Signore ti concede e non dimenticare che Lui è la tua luce.

Amen

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