di Daniele Scarabel

A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che t’innalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose! Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa. Perciò, o Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso. Poiché chi sono io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente così tanto? Poiché tutto viene da te; e noi ti abbiamo dato quello che dalla tua mano abbiamo ricevuto. (1 Cronache 29:11-14)

Intervista con Tankred Götsch

Tankred, forse non tutti in chiesa sanno che sei viticoltore e che il succo d’uva che beviamo durante la Santa Cena lo produci tu. Grazie! Com’è andata la vendemmia quest’anno?

Grazie! La vendemmia era molto soddisfacente. Bel tempo, tanta uva e di buona qualità. Prendiamo volentieri altre 20 di queste annate! Insomma: una grande benedizione dal Signore.

Tu sei di formazione contadino e giardiniere paesaggista, sei cresciuto in una fattoria in Brasile, hai una grande passione per le piante e per la natura in generale, da dove viene questa tuo forte interesse per il creato?

Penso che è la mia storia personale di come sono cresciuto e la tradizione familiare. Tutta la mia vita ho vissuto e lavorato in relazione con le piante (ed anche animali). Cosa ha anche contribuito è il fatto che mi trovo una persona molto curiosa. Quando osservo una pianta sana o malata mi chiedo il perché ed osservo le circostanze e il loro ambiente.

Insieme a tua moglie Beatrice gestisci un’azienda vitivinicola biologica. Sei impegnato nel produrre vino da viti resistenti alle malattie senza l’uso di sostanze chimiche e nel prenderti cura della terra che ti è stata affidata in modo da rendere più facile e produttiva la coltivazione per le prossime generazioni. Sembra una vera e propria missione la tua. Da dove hai preso questo stimolo?

È soprattutto una tesi che mi ha condizionato all’inizio della mia vita con Dio. In Romani 12:1 leggo che tutta la mia vita è un servizio, un culto per lodare Dio. Non solo la domenica mattina!

Questo implica che anche il mio lavoro rientra nella mia partecipazione e nell’interesse per Dio. Quando ho iniziato a leggere la Bibbia per trovare delle risposte in merito, mi sono reso conto che la Bibbia è piena di temi, comandamenti e allegorie agricole. Volentieri condivido con voi alcuni di questi tesori che ho trovato.

In Genesi 2:8-9 leggiamo che Dio ha creato l’uomo. Dove lo ha posizionato? In un giardino con alberi. E gli ha dato un compito ben preciso: di lavorarlo e custodirlo (dall’ebraico: proteggere, prendersi cura di, conservare, salvaguardare). A quei tempi si legge che l’uomo aveva anche il tempo per il lavoro, il terreno era fertile e produceva molto frutto, l’uomo aveva tempo libero per godersi il creato… C’era un’alta qualità di vita!

Una volta mi hai raccontato come cerchi di prendere spunto da come Dio si prende cura della natura. Puoi farci qualche esempio?

100 anni fa il Ticino era più o meno disboscato. Gli alberi furono tagliati e venduti nella Lombardia. Quindi, fino alla Seconda Guerra Mondiale la maggior parte dei pendii delle nostre valli erano coltivati. Con l’industrializzazione si cercavano dei lavori meno impegnativi e le aree coltivate furono abbandonate. Il bosco è cresciuto. Qualcuno lo ha forse irrigato? Concimato? Trattato con veleni? Arato? O strappato qualche erbaccia? No, ma cosa succede ogni autunno? Un nuovo strato di foglie e rami copre la terra.

Tornando indietro al Paradiso: anche li la terra era coperta. La campicoltura invece rimuove la falda protettiva della terra. Il risultato: erbacce che tentano di ricoprire la terra (ovvero che tentano di riportare il terreno nello stato originale o secondo l’ordine del Creatore), malattie (segnalando lo stress delle piante) e di conseguenza molto lavoro.

È quello che è successo dopo il peccato di Adamo ed Eva (Genesi 3:17-19): tanto lavoro (disboscare il bosco, arare il terreno, togliere le erbacce, le spine, i rovi…); Difficoltà, fatica, stress = bassa qualità di vita.

Quindi, quello che cerco di fare io è di copiare la strategia del Creatore: coprire la terra e piantare un giardino.

Per concludere, ancora una domanda personale. Se osservi la natura e il creato, che cosa ti riempie particolarmente di gratitudine verso Dio, il Creatore?

Grazie per l’intervista!

A Dio appartiene ogni cosa

Mi ha ispirato riflettere su come Dio si prende cura della natura che lui stesso ha creato, come la natura si rigenera nel modo previsto dal Creatore, anche se il peccato dell’uomo ha disturbato l’equilibrio perfetto che Dio aveva inizialmente creato.

Mi aiuta a riconoscere la bellezza del creato e quanto amore Dio ha messo nella sua creazione per donare a noi uomini significato (senso della vita per Adamo = prendersi cura del creato; Genesi 1:28) e sicurezza (Dio provvedeva a tutti i bisogni di Adamo ed Eva; Genesi 1:29). Questo provoca in me una profonda gratitudine verso Dio che vorrei trasmettere anche a voi!

A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che t’innalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose! (1 Cronache 29:11)

Re Davide sapeva che stava per morire e ancora non aveva potuto realizzare il più grande progetto della sua vita: costruire un tempio a Dio. Il Signore gli aveva appena rivelato che non lo avrebbe potuto costruire lui, ma che sarebbe stato suo figlio Salomone a portare a termine il progetto.

Non era però amareggiato o arrabbiato con Dio. Al contrario, era pieno di gioia e di gratitudine perché sapeva che presto il Dio d’Israele avrebbe avuto una casa degna del suo nome. Così aveva deciso di donare tutte le sue ricchezze personali per la costruzione del tempio: un tesoro di oro e argento dal valore pressoché inestimabile.

Davide diede il suo esempio e chiese al popolo se ci fosse qualcuno disposto a fare anche qualche offerta al Signore. Vedendo la generosità del re, anche molte altre persone diedero delle offerte volontarie a Dio. Tutto il popolo si rallegrò nel vedere tutte quelle offerte.

Il re fu così toccato e così ripieno di gioia per le offerte fatte dal suo popolo che si sentì di voler benedire Dio in presenza di tutto il popolo con una delle più belle preghiere dell’Antico Testamento. In questa preghiera Davide espresse un’importantissima verità: che tutto quanto appartiene a Dio! Tutto ciò che sta in cielo e sulla terra gli appartiene; lui è il Creatore di tutte le cose, noi compresi.

In Romani 8 l’apostolo Paolo scrive:

Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio… Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio. (Romani 8:19.22)

Il piano originale di Dio aveva previsto che gli uomini assumessero la loro posizione sotto Dio e sopra il creato. Avrebbero dovuto adorare il Creatore e prendersi cura della creazione. La natura, come ci ha illustrato Tankred, segue il piano del suo Creatore rigenerandosi e tentando di riparare i danni creati dall’uomo. Eppure anche la natura aspetta con impazienza il giorno in cui Cristo tornerà.

In quel giorno anche la natura tornerà ad avere il suo ruolo iniziale e noi torneremo a prendercene cura come previsto da Dio. Ma già ora, guidati dallo Spirito Santo, possiamo renderci conto che tutto quello che sta in cielo e sulla terra è di Dio, trattando la natura con rispetto e mostrando gratitudine a Dio per ogni cosa che ci ha donato.

Dio ha in mano ogni cosa

Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa. (1Cronache 29:12)

Per noi oggi, a parte forse per Tankred che ha avuto un buon raccolto, non è più così evidente che dobbiamo ringraziare Dio per ogni cosa che Lui ci dona. Vorrei oggi portarci a riconoscere che Dio è in controllo in ogni singola situazione della nostra vita. Che ogni cosa, ogni bene, ogni benedizione che riceviamo nella nostra vita è un dono del nostro Creatore, che tutto gli appartiene e che di conseguenza possiamo confidare pienamente nella sua capacità di provvedere per noi.

Ogni cosa che noi possediamo, ogni nostro talento, la nostra forza, ciò che abbiamo raggiunto nella nostra vita, semplicemente tutta la nostra vita ci è stata donata da Dio. Dire “sono i miei soldi, è il mio tempo, è la mia vita e ne faccio ciò che voglio io” non corrisponde minimamente alla verità.

Prova a soffermarti un attimo la settimana prossima a fare una breve riflessione sulla tua vita. Hai mai ringraziato Dio per tutto ciò che possiedi, che sia tanto o poco, come fece Davide? Prova a far tue le seguenti parole di Davide:

Perciò, o Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso. (1 Cronache 29:13)

Diamo a Dio quello che da Lui abbiamo ricevuto

Noi che conosciamo ancora meglio Dio tramite Gesù Cristo, siamo ancora più benedetti. Non stiamo costruendo un tempio dome Davide e Salomone, noi siamo il tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi (1 Corinzi 3:16). Noi stiamo edificando come pietre viventi una casa spirituale per offrire sacrifici graditi a Dio per mezzo di Gesù (1 Pietro 2:5).

Come Dio stesso ha supervisionato la costruzione del tempio di Davide, oggi si prende cura della sua chiesa e anche di ognuno di noi. Credi tu con tutto il tuo cuore che Dio si prende cura di te e della sua chiesa della quale fai parte?

Gesù ci incoraggia a riflettere su questo aspetto dicendo:

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? (Matteo 6:26)

Quando Dio creò Adamo ed Eva, tutto nel giardino di Eden gli apparteneva. Aveva deciso di mettere tutto a disposizione di Adamo, a parte quell’unico albero della conoscenza del bene e del male, per ricordargli da chi veniva tutto quanto e in chi Adamo avrebbe dovuto confidare per tutti i suoi bisogni. Mangiando del frutto proibito Adamo credeva di poter vivere senza Dio e così vive la maggior parte delle persone oggi.

Ma noi che abbiamo conosciuto Cristo, lo Spirito Santo vuole riportarci a riconoscere che Dio è il proprietario di tutto e che se rinunciamo alla nostra indipendenza, mettendo ogni cosa nelle sue mani, non possiamo che guadagnarci.

La conseguenza del peccato è che non confidiamo in Dio, che abbiamo paura di non avere abbastanza o che pensiamo di dover dapprima tenere per noi quello di cui abbiamo bisogno, per poi eventualmente donare a Dio parte di ciò che ci avanza.

Ma Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi anche dal nostro bisogno di avere tutto sotto controllo, dall’ansia per il nostro futuro e per le finanze, dalla paura di non avere a sufficienza per arrivare alla fine del mese… Dio promette di benedire coloro che confidano in Lui, anche quando umanamente parlando ci sarebbero abbastanza motivi per cui preoccuparsi.

Re Davide nella sua preghiera riconobbe una cosa molto importante quando disse:

Poiché chi sono io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente così tanto? Poiché tutto viene da te; e noi ti abbiamo dato quello che dalla tua mano abbiamo ricevuto. (1 Cronache 29:14)

La chiave di questo versetto è la parola “volonterosamente”. Nessuno aveva fatto pressione su re Davide e Davide non aveva fatto pressione sul popolo affinché donassero così tanto a Dio. Lo hanno fatto volonterosamente perché hanno riconosciuto che stavano semplicemente ridando a Dio ciò che già gli apparteneva e che avevano ricevuto dalla sua stessa mano.

Ciò che mi sta a cuore oggi è che ognuno di noi possa riconoscere che ogni offerta che diamo a Dio per l’edificazione della sua chiesa è un ridare a Dio ciò che ciò che già gli appartiene. Non lo facciamo in prima linea per far sì che la chiesa possa pagare le bollette e versare un salario al pastore, ma lo facciamo per dare un’offerta di ringraziamento a Dio.

Come abbiamo visto nel corso “Libertà in Cristo”, possiamo affrontare i problemi della vita concentrandoci sulla verità o sui nostri sentimenti. Quando ad esempio affrontiamo una pressione finanziaria, possiamo vederla come un’opportunità per crescere nella fede e provare la fedeltà di Dio o invece sentirci ansiosi.

Se ci concentriamo sui nostri sentimenti e siamo ansiosi, la conseguenza sarà che cercheremo di darci da fare per fare sempre più soldi, penseremo di non averne mai abbastanza o tenderemo a diventare avari. Arriveremo a credere che dal fare soldi dipende tutto.

Questo modo di affrontare una pressione finanziaria è destinato a fallire. Il risultato sarà che se non ci riusciremo, proveremo una forte rabbia o un senso di fallimento, ci sentiremo magari anche lasciati soli da Dio. Se invece ci riusciremo, diventando sempre più ricchi con le nostre forze, è probabile che diventeremo orgogliosi e dipenderemo ancora meno da Dio.

È diverso però se ci concentriamo sulla verità biblica che Dio provvede fedelmente per noi. Se crediamo a questa verità, non avremo problemi a donare fedelmente e volonterosamente a Dio in base alle nostre possibilità. Ci aspetteremo semplicemente che Dio mantenga fede alle sue promesse. Diventeremo dei sempre più fedeli amministratori, perché riconosceremo che tutto viene da Dio. Faremo il possibile per aumentare le entrate e diminuire le uscite, perché vogliamo onorare Dio. E il risultato sarà una pace e una fiducia che solo Dio ci può dare.

Vorrei concludere chiedendovi come fece re Davide:

Chi è disposto a fare oggi qualche offerta al SIGNORE? (1 Cronache 29:5)

Che il Signore possa benedire la nostra generosità!

Amen

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