Quando ero al liceo mi capitava durante i test, quando non sapevo le risposte, di fissare il soffitto. Al che una volta un docente mi chiese: “Ti aspetti forse di ricevere le risposte dall’alto?” Evidentemente in quel momento non stavo cercando aiuto dall’alto, era più un mio tic ed ero piuttosto imbarazzato. Ma quella domanda mi è sempre di nuovo tornata in mente ogni volta che guardavo il soffitto durante un esame, soprattutto all’università…

Così col tempo ho veramente iniziato a chiedere aiuto a Gesù quando non sapevo una risposta. Guardare a Cristo è diventato e diventa sempre di più il motto della mia vita! Ed è proprio ciò che Paolo ci invita a fare con le sue parole.

Risuscitati con Cristo

Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. (Colossesi 3:1)

Per Paolo non c’è dubbio: una persona che ha riconosciuto in Cristo il suo Signore e Salvatore è risorto insieme a Cristo a una nuova vita. La tomba vuota di Gesù Cristo aveva per Paolo un significato molto forte: come Cristo è risorto, così anche chi crede in lui inizia una nuova vita piena di nuove possibilità, che Paolo descrive con il cercare “le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio”.

Quando la Bibbia parla di risurrezione, può riferirsi a cose diverse. La prima è la risurrezione stessa di Gesù. Poi può riferirsi alla promessa che i credenti, anche se moriranno, quando Cristo tornerà risusciteranno dai morti e vivranno in eterno con lui. Infine, un’ultima possibilità è in riferimento alla capacità di vivere una vita rinnovata con Dio già qui e adesso. È a quest’ultimo significato che Paolo si riferisce in questi versetti.

È come se Paolo stesse dicendo che il cammino da seguire per crescere nella santità non consiste nel fare chissà cosa o nel ricercare chissà che esperienza spirituale, bensì nell’avere la nostra bussola costantemente puntata verso nord, verso Gesù Cristo.

Ci sono tante cose che possiamo fare o ricercare per dare un senso alla nostra vita. Ma qual è per te IL senso della tua vita? La Bibbia afferma che possiamo trovare il senso della nostra vita solo se entriamo in una relazione personale con Dio tramite Gesù Cristo:

Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. (Giovanni 17:3)

Hai già trovato in Gesù Cristo il senso della tua vita? E se l’hai trovato, ti sei accontentato di essere stato salvato, oppure sei consapevole del fatto che Gesù ti ha chiamato a seguirlo come suo discepolo affinché tu gli appartenessi in tutto e per tutto?

Se sei un giovane credente è probabile che le esperienze che stai facendo con Dio ti incoraggeranno a credere sempre di più che Dio guida la tua vita, che ti dà delle risposte concrete quando gliele chiedi e che è al tuo fianco nelle difficoltà.

Poi, più tempo siamo in cammino con Dio, più aumenta la sfida. Ma è una sfida che vale la pena di essere colta, perché solo così la nostra relazione con Dio potrà diventare sempre più profonda. Dio ti chiederà di confidare in lui anche in ambiti dove diventa sempre più difficile farlo. Come quando Dio chiese ad Abraamo di sacrificare l’unico figlio che aveva finalmente ricevuto, dopo decenni di fedele attesa che la promessa di Dio si avverasse.

Dio ci lascia la scelta, ma se Gesù Cristo è LA via, se Gesù Cristo è la nostra vita, allora non possiamo fare altro che seguire l’esempio di Abraamo e seguire Cristo che ora siede alla destra del Padre come nostro Re e Signore.

Lasciar andare e afferrare

In questo senso l’Apostolo Paolo continua ancora dicendo:

Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; Poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. (Colossesi 3:2-3)

In sostanza Paolo ci dice che dobbiamo permettere a Cristo di riempire sempre di più la nostra mente con i suoi valori e i suoi principi, in modo da trasformare il nostro modo di pensare e di agire. Non è qualcosa che avviene una sola volta nella vita. È qualcosa da fare sempre di nuovo.

Prova a riflettere un attimo sulla tua vita attuale. In che cosa stai ricercando la felicità? Ha senso ciò che stai facendo? In che cosa stai investendo il tuo tempo e le tue energie?

È normale in ogni nuova fase della vita arrivare a chiedersi se non sarebbe il caso di iniziare qualcosa di nuovo, se quello che stiamo facendo ha ancora un senso. La stessa domanda ce la dovremmo porre anche per quanto riguarda la fede. Diresti che così come sta andando ora la tua vita, stai permettendo ai valori che caratterizzano Cristo di crescere in te?

Noi possiamo essere salvati solo tramite Gesù Cristo, ma una volta che abbiamo deciso di seguirlo come suoi discepoli dobbiamo anche imparare a praticare le virtù di Cristo, ciò che la Bibbia chiama frutto dello Spirito Santo, che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. Crescita spirituale ha sempre due lati: lasciar andare le cose che caratterizzano una vita senza Dio, le cose che Paolo chiama “quelle che sono sulla terra”, per poi afferrare le cose nuove che ci portano sempre più vicini a Cristo.

La volta scorsa abbiamo parlato di uno dei pericoli nel processo della santificazione, che consiste nel pensare di dover fare tutto noi da soli, ricercando la crescita spirituale nel legalismo, in esperienze mistiche o nella religiosità. È però anche possibile cadere nell’opposto, diventando dei cristiani passivi e pigri se trascuriamo lo sforzo attivo di ubbidire a Dio.

Questa chiamata ubbidire a Dio non termina mai. Non è possibile che un credente una volta raggiunta una certa età perda l’ambizione di voler crescere spiritualmente. “Aspirare alle cose di lassù” significa aspettarsi qualcosa da Dio fino a  quando non avremo fatto l’ultimo respiro.

Fino a quando Cristo non ci chiama a sé, siamo parte del regno di Dio su questa terra e siamo chiamati a collaborare alla sua crescita e a crescere sempre di più. Come disse Paolo:

Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. (Filippesi 3:12)

Giovani discepoli hanno bisogno di esempi, di credenti maturi che li incoraggiano nella loro crescita. Credi tu che Dio possa ancora formare il tuo carattere e la tua personalità in questo senso? È ciò che ricerchi? Non avverrà senza difficoltà. Sarà magari necessario un intervento doloroso da parte di Dio nella tua vita, ma è proprio anche questo che vuol dire aspirare alle cose di lassù.

Paolo ci ricorda che al momento della conversione è avvenuto un distacco, siamo passati da una vita senza Dio a una vita in stretta comunione con Lui: siamo morti con Cristo. Non vuol dire che la personalità del credente viene annullata, ma che se Cristo vive in noi, Satana non ha più alcun potere sulla nostra mente e sul nostro corpo per costringerci al peccato. Per lui è come se fossimo morti.

Ma come dice Paolo, la relazione che c’è tra noi e Dio è nascosta al mondo, che non riuscirà a vedere e a capire ciò che sta succedendo nei nostri cuori se non lo mostriamo attivamente. Se dunque a un certo punto della nostra crescita ci fermiamo, è facile che diventiamo dei cristiani passivi e pigri.

Orientarsi a Gesù invece che ai valori del mondo è una scelta che ognuno deve fare soprattutto quando nessuno lo vede, quando siamo soli con i nostri pensieri, quando prendiamo delle decisioni importanti che non condividiamo con nessuno. È quell’attitudine che vediamo in Gesù quando pregò poche ore prima della sua morte dicendo:

Non come voglio io, ma come tu vuoi. (Matteo 26:39)

Il cuore del cristianesimo biblico consiste in una relazione piena di fiducia in Dio. Consiste nell’imparare che si può confidare in Dio anche quando le sue vie sono apparentemente così diverse dalle nostre vie. La fiducia cresce più ci avviciniamo a Dio, più passiamo tempo con lui e più viviamo secondo le sue promesse. E questo vale sia che tu sia all’inizio del tuo cammino con Dio, sia che tu sia già prossimo al traguardo.

Sapresti dirmi qual è la visione che Dio ha per te in questa fase della tua vita? Sei in chiaro su qual è la chiamata di Dio per la tua vita adesso? Non sto parlando di cosa Dio ti ha chiesto di fare 20 o 30 anni fa, bensì cosa ti chiede di fare adesso. Non è mai troppo tardi per cambiare qualcosa e per deciderti nuovamente di seguire la via di Dio per te senza compromessi. Ogni decisione che prenderai nella tua vita influenzerà la direzione che essa prenderà.

Spesso le decisioni più difficili sono quelle che a prima vista sembrano essere innocue. Le grandi tentazioni solitamente le riconosciamo e in un qualche modo riusciamo a resistere. Ma i problemi veramente grandi iniziano nel piccolo. Nessuno si alzerà il mattino pensando: “oggi mi accontenterò di poco, oggi farò una pausa nel seguire la volontà di Dio, vediamo cosa succede”.

No, il diavolo tenderà ad attaccarci in momenti di particolare debolezza. Una scorciatoia qua, un piccolo compromesso là, ogni tanto una qualche deviazione. È proprio per questo che dobbiamo fissare sempre di nuovo lo sguardo su Cristo.

Quale sarà la tua eredità?

Da questo dipenderà quale sarà la nostra eredità una volta che saremo giunti al traguardo:

Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in Gloria. (Colossesi 3:4)

Un giorno la nostra vita, tutto ciò che avremo fatto con e per Dio, sarà manifestato. Avverrà quando Cristo tornerà visibilmente per tutti, quando stabilirà il suo regno su questa terra. A quel punto anche noi saremo resi perfetti in tutto e per tutto. Riceveremo un corpo immortale, saremo simili a Cristo e regneremo con lui.

Ma quale sarà l’eredità che avrai lasciato dopo la tua partenza? È Cristo veramente la tua vita? L’impatto che la nostra vita ha nel mondo, dipende in gran misura da quanta divergenza c’è tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. Se le tue azioni e il tuo stile di vita non corrispondono a ciò che affermi di credere, il tuo messaggio sarà irrilevante.

Sei pronto ad accettare la sfida, là dove lo Spirito di Dio ti apre nuove porte? Io sto ad esempio imparando a essere ubbidiente quando Dio mi chiama a pregare per qualcuno. Per tanti anni ho faticato a credere che Dio potesse veramente intervenire con potenza grazie a una mia preghiera specifica. Quando qualcuno mi raccontava di come Dio lo aveva aiutato o guarito dopo una mia preghiera, dentro di me ho spesso pensato che si trattasse di un caso.

Ma ultimamente per me il cercare le cose di lassù significa tra l’altro proprio accettare la sfida che Dio mi ha messo di fronte ed essere coraggioso offrendo attivamente alle persone che Dio mi mette sul cammino, di pregare per loro e di aiutarle a seguire Gesù come discepoli, con l’aspettativa di vedere Dio agire potentemente. Se abbiamo l’opportunità di guarire nel nome di Gesù, di esortare, incoraggiare o insegnare non dovremmo permettere che nulla ci fermi.

Prova a guardare un attimo ai tuoi ultimi anni con Dio e chiediti come e dove tu hai incontrato Dio in modo particolare. Forse stai appena per incontrarlo o lo hai incontrato da poco. Ma se è da tanti anni che sei in cammino, lo stai ancora sperimentando concretamente nella tua vita? Se non è così, prova a chiedergli di mostrati quale potrebbe essere il tuo prossimo passo di crescita. Chiedigli concretamente di parlarti durante la giornata.

Forse per te cercare le cose di lassù potrebbe significare diventare una persona di riferimento per un giovane credente, o forse Dio ti sta chiamando in un ministero di preghiera per la chiesa, o anche semplicemente a testimoniare dell’amore e della fedeltà di Dio nella tua vita.

O forse Dio ti sta mettendo alla prova per vedere se confidi veramente in lui.

Non vorresti sperimentare anche tu la tua vita cristiana con passione, con l’aspettativa e con la consapevolezza di poter contribuire alla crescita del regno di Dio e di poter influenzare positivamente la vita di altre persone? Se è così, allora ti invito a sfidare Dio, chiedendogli di mostrarti i prossimi passi concreti da fare.

Amen

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