di Peter Oster
L’audio è disponibile solo in tedesco

Nella mia ultima predica ho parlato dell’amore immenso di Dio, che si è mostrato nel dono di Suo Figlio, che diventato uomo è morto miseramente in croce per essere un sacrificio perfetto per salvarci. Mentre nella creazione sono visibili le infinite virtù di Dio, solo la morte in croce del Figlio di Dio poteva rivelare la profondità del perfetto amore di Dio per le sue creature. A questo proposito l’apostolo Paolo dice:

ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:8).

La natura dell’amore

Questo versetto mostra che Dio non ha amato l’umanità a causa delle sue virtù, ma nonostante i suoi difetti. Nessuno poteva obbligare o pretendere da Dio di amarci particolarmente. Ma lo ha fatto. Ci ha amati per primo, per scelta tramite una libera decisione.

Per libera scelta Dio ha deciso di non trattare l’umanità alla stessa stregua degli angeli caduti, ma di amarla e salvarla. Naturalmente Dio desidera che questo suo amore venga ricambiato, esattamente come accade nelle relazioni umane. Nella nostra cultura normalmente è l’uomo che fa la corte a una donna che egli ama. Una relazione amorosa si crea quando una donna si accorge che il pretendente ha serie intenzioni e lei decide liberamente di contraccambiare questo amore. Così due cuori possono convolare e avviene un connubio.

Ciò che però non è possibile, è di creare un amore con la forza o esercitando pressione. Questo è ben raccontato nella storia di Amnon e Tamar, nella quale lui ha ingannato lei, forzando l’amore. In seguito il suo amore si è trasformato in odio.

Questo è il motivo perché Dio non ci appare in forza e potenza per conquistare il nostro amore. Dio ci corteggia oggi attraverso l’umile messaggio dell’evangelo. È il messaggio del Figlio di Dio, che diventato uomo, ha sofferto alla croce, morendo atrocemente per salvarci dalle colpe.  L’apostolo Paolo scrive a questo proposito (1Corinzi 1: 23-25):

ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per i Gentili, pazzia; 24 ma per quelli i quali son chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; 25 poiché la pazzia di Dio è più savia degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Questo amore di Dio chiama in maniera non appariscente noi uomini, nella speranza di essere contraccambiata. Chiama in modo che gli uomini possano prendere una decisione libera e una vera relazione di amore con Dio e suo Figlio possa generarsi.

Ora vorrei procedere e parlare di ciò che secondo me è il primo e decisivo passo, il passo che riempie di gioia Dio, il passo con le più grandi promesse e conseguenze, spesso il passo più difficile, il passo che ci apre le porte verso Dio.

La nostra risposta all’amore di Dio – La fede

Dio desidera che crediamo con tutto il cuore a Lui, l’onnipotente e a suo Figlio Gesù, che è morto per liberarci dal peccato. Lui è risorto il terzo giorno e regna nei cieli per assisterci. Lui ha fatto talmente tanto per noi e aspetta intensamente che qualcuno lo riconosca a accolga con gratitudine per sé. La fede è in sostanza la risposta fondamentale degli uomini che desiderano contraccambiare l’amore divino.

Possiamo porci la domanda perchè Dio non abbia deciso di giustificare coloro che hanno un amore sincero, o sono particolarmente gioiosi, o umili o saggi. Evidentemente la fede è l’unico atteggiamento che rinuncia alle proprie capacità. Se ci accostiamo a Gesù con fede con ciò diciamo: „Mi arrendo! Smetto di porre fiducia nelle mie capacità e nelle buone opere. Io so che non sarò mai giusto davanti a te. Perciò mi affido, Signore Gesù, completamente a te, e confido che metti a posto tutto tu, al cospetto di Dio!“

Questa decisione di credere a Gesù, di aprirsi a lui, confidando che egli esista e che egli premi coloro che lo cercano, viene presa in cuor proprio da ogni persona in completa libertà ed è perciò vera. Questo rende la fede così immensamente preziosa e decisiva per Dio.

Dio non pretende cose impossibili da noi, perchè la fede per gli uomini non è nulla di particolare. La maggior parte delle decisioni che prendiamo avvengono sulla base di una fede, di esperienza e un nuovo atto di fede. Dobbiamo applicare esattamente lo stesso principio anche a Dio. A questo segue l’esperienza che millioni di perone hanno già fatto: Dio è fedele. E a questa segue una sempre più profonda conoscenza pratica di Dio e di come lui ci tratta: con grazia e amore.

Questa nostra risposta di fede scatena una vera esplosione della bontà di Dio per noi, che trascende di gran lunga ciò che normalmente possiamo sperimentare, perché a chi crede in Gesù, Dio non perdona solo i peccati, riaprendo il canale della benedizione, ma bensì Dio dona pure l’adozione come figli di Dio e la vita eterna:

«Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.» (Joh. 3:16) e «ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome;». (Giovanni 1:12)

Questa fede non è una decisione che avviene una volta, perchè deve essere un atteggiamento continuo. La fede è l’attaccamento incondizionato a Dio in qualunque situazione. La fede  condiziona le nostre scelte e azioni, ci dona coraggio e conforto per poter affrontare ogni sfida con l’aiuto di Dio. Questa fede pratica, alla quale Dio fa le più grandi promesse, è pure una decisione interiore di credere che Dio possa fare grandi cose.

La base per poter contraccambiare l’amore di Dio

Fondamentalmente possiamo veramente contraccambiare l’amore di Dio solo dopo la nostra conversione a Cristo. Nel libro del profeta Geremia (31:31-34) leggiamo una promessa meravigliosa:

31  Ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, che io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; 32 non come il patto che fermai coi loro padri il giorno che li presi per mano per trarli fuori dal paese d’Egitto: patto ch’essi violarono, benché io fossi loro Signore, dice l’Eterno; 33 ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni, dice l’Eterno: io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 34 E non insegneranno più ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: ‘Conoscete l’Eterno!’ poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l’Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato.

Tramite la fede in Cristo riceviamo lo Spirito Santo che ci aiuta a riconoscere Dio e a desiderare ciò che piace a Dio. Io penso che questa sia l’unica base possibile affinchè in qualche modo possiamo essere resi capaci di contraccambiare l’amore di Dio. Amare un Dio invisibile non è così facile. Cosa potrà mai significare?

Contraccambiare l’amore di Dio

Per diventare un po’pratici desidero ora considerare alcuni versetti biblici, che possono essere un aiuto. Leggo da 1 Tess. 5:18:

 in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Così spesso siamo assorbiti dai nostri compiti, dal lavoro, dalle preparazioni, dall’organizzazione del tempo libero e sicuramente da qualche preoccupazione, da dimenticarci di ringraziare Dio per tutto. Per tutto quello che ha fatto per noi e per tutto quello che ci ha dato. Ma la sincera gratitudine è un segno di fede e la più naturale risposta di una persona che ama.

Leggo da 1. Giov. 5:3 :

Perché questo è l’amor di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

Se Dio ci dona il suo Spirito Santo, allora nel nostro intimo possediamo la presenza di Dio, tramite lo Spirito Santo, che è la forza motrice del nostro comportamento cristiano. Allora leggeremo nella Bibbia, per conoscere meglio Dio, poi preghiamo, poi proviamo a mettere in pratica le cose che leggiamo e poi la nostra coscienza è sensibile e vogliamo ubbidire alla volontà di Dio. E quando falliamo presentiamo il nostro dispiacere a Dio, che ci perdona. Quando qualcuno ha tutte queste cose, significa che è veramente cristiano e che Dio gli ha veramente dato un cuore nuovo.

In 1 Giov. 5:1b leggo:

Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama Colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato.

L’amore per il fratello o la sorella in fede, questo significa per esempio anche il tuo vicino di sedia, è strettamente legato all’amore per Dio.

Una maniera semplice per spiegare come deve essere questo amore la troviamo nella regola d’oro che Gesù ci ha insegnato (Matteo 7:12):

Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.

Questo insegnamento di Gesù è ottimo e mi aiuta personalmente in maniera profonda. A volte le questioni che riguardano il nostro prossimo sono talmente complicate, ma alla luce di questa regola le difficoltà si dissolvono velocemente in nulla.

E cosa accade ora? Ascoltate bene questa promessa di Gesù (Joh 14:23):

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. »

Questo significa che Dio si rivela a noi in misura sempre maggiore, in modo che possiamo essere trasformati a somiglianza di Cristo (Ro 8:30).

Conclusione

Abbiamo udito che l’amore e la fede, come Dio li ha pensati sono due atteggiamenti profondamente volontari e liberi. Proprio per questo da parte nostra è necessaria la decisione di voler credere in Dio e contrapporre le sue verità, come tra l’altro stiamo pure studiando nel corso Libertà in Cristo, alle nostre paure, alla nostra pigrizia e alla nostra carne. È necessaria una decisione che solo noi possiamo prendere.

Ci sono cristiani che aspettano una vocazione per agire, ma dalla mia esperienza direi che questo non è necessario. Esistono chiaramente vocazioni, ma quando questo avviene,  allora la persona chiamata deve impegnarsi per realizzarla. L’apostolo Paolo ha addirittura detto: “Guai a me se non evangelizzo”, perché la predicazione era la sua grande vocazione. Questa è una cosa da considerare bene.

Per intanto allora è meglio riflettere semplicemente come posso servire Dio, usando mani, piedi e intelletto. Nessuno deve fare qualcosa di cui non è capace. Rifletti semplicemente cosa di piacerebbe fare, osserva se da qualche parte c’è qualche necessità o un bisogno concreto e deciditi di servire Dio, per mostrargli il tuo amore.

Amen

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