di Daniele Scarabel
Audio solo in tedesco

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. (Matteo 10:22b; 24:13)

E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà compimento fino al giorno di Cristo Gesù. (Filippesi 1:6)

Ho scelto due testi che mostrano il sano equilibrio biblico che sussiste tra la responsabilità umana e la sovranità di Dio. Da una parte abbiamo un’esortazione a essere perseveranti, dall’altra abbiamo la promessa che sarà Dio stesso a condurci al traguardo.

Da una parte abbiamo Gesù Cristo che ci invita molto chiaramente a tenere conto dei costi che comporta il seguirlo come suoi discepoli e a restare saldi nella fede nonostante tutte le difficoltà che possiamo incontrare. Dall’altra parte Paolo che ci incoraggia, ricordandoci che se Dio inizia un’opera non la lascia incompiuta, che se inizia qualcosa, lo porta anche a termine.

La perseveranza come segno del vero cristiano

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. (Matteo 10:22b; 24:13)

Queste parole sono state rivolte da Gesù ai suoi discepoli in due occasioni. La prima volta fu quando Gesù mandò i dodici apostoli nelle varie città d’Israele a insegnare, predicare e guarire nel nome di Gesù Cristo. La seconda volta fu in occasione dell’ultimo lungo discorso profetico di Gesù riguardo gli eventi degli ultimi tempi che precederanno il suo ritorno sulla terra.

Molti di voi siete cristiani da più tempo di me e sapete meglio di me quanto dura può essere a volte la battaglia nella vita di un cristiano, quanto bisogna combattere per vincere la lotta contro il peccato. La vita del cristiano è sotto certi aspetti un continuo campo di battaglia e a volte può sembrare impossibile riuscire a perseverare.

Forse ti trovi proprio ora in un periodo difficile nel quale ti viene da gridare come fece Paolo:

Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? (Romani 7:24)

Eppure la perseveranza nella fede non è un’esperienza riservata solo ai pochi, a coloro che hanno la forza per rimanere fedeli, è piuttosto l’esperienza comune a tutti i veri credenti. Ed è anche così che deve essere, perché la fede è un continuo camminare seguendo Gesù, con alti e bassi, con gioie e difficoltà, con momenti felici e periodi di deserto.

Le parole di Gesù ci ricordano che la fede è qualcosa di attuale, di vivente, che si ripercuote su tutta la mia vita fino alla fine. Per quanto possa essere bello ed edificante ascoltare la testimonianza di come qualcuno si è convertito, è ancora più bello ed edificante ascoltare come le persone vengono trasformate e cambiate anche dopo venti o trent’anni di fede, nonostante ostacoli, difficoltà e sfide.

Per dirla in modo ancora più chiaro: la perseveranza nella fede è forse uno dei segni esteriori più concreti e affidabili come prova di una reale conversione. Gesù stesso ci dice:

Li riconoscerete dunque dai loro frutti (Matteo 7:20).

Ma i frutti in una persona non li posso vedere osservandola solo per una giornata e nemmeno dopo alcune settimane sarò in grado di stabilire il vero stato spirituale di una persona.

Una persona che afferma di essere credente lo dimostrerà perseverando tutta la sua vita, nonostante le tentazioni, le difficoltà e le sfide che potrà incontrare sul suo cammino con Dio. La perseveranza non è la stessa cosa della perfezione. Un cristiano perseverante non è un credente che non sbaglia o che non pecca mai, ma è un discepolo che, a prescindere da tutte le sue debolezze o le difficoltà che può attraversare, procede costantemente cercando di fare la volontà di Dio.

Perseverare fino alla fine vuol dire essere disposti a lasciarsi mettere in questione dalla Parola di Dio fino all’ultimo respiro. Significa permettere allo Spirito Santo di penetrare il nostro cuore per mostrarci dove stiamo sbagliando. Significa permettere all’amore di Dio di muovere il nostro cuore sempre di nuovo al perdono, in modo da eliminare ogni radice di amarezza.

O come direbbe l’apostolo Paolo:

Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere. (1Corinzi 10:12)

I nemici della perseveranza

Purtroppo nella vita di ogni credente ci sono molti nemici della perseveranza. Vorrei presentarvene alcuni, invitandovi a riflettere su di essi.

Prendiamo ad esempio il mondo. Il mondo non farà fatica ad accogliere a braccia aperte uno che si è professato cristiano e che poi decide di tornare alla vita di prima. I tuoi amici non credenti potranno inizialmente magari deriderti per aver agito come un cristiano o per aver sostenuto certi valori a loro estranei, ma saranno ben felici di “perdonarti”, se solo ritorni ad essere come prima, lasciando perdere la fede.

Il mondo ha un unico obiettivo: farci cessare il nostro cammino cristiano e invitarci a gioire dei piaceri che ha da offrirci per cercare soddisfazione in essi. Il mondo, i tuoi amici non credenti, i tuoi colleghi di lavoro o ciò che il mondo ha da offriti, potrebbero frenarti nella tua perseveranza nel seguire Cristo senza compromessi. Vedi questo rischio nella tua vita?

Il secondo nemico della nostra perseveranza è la carne. La nostra carne continuerà a volerci convincere che il cammino da cristiano è troppo duro. Che è ora di smetterla con tutti questi noiosi discorsi morali che ci tolgono ogni piccola gioia. La carne con i suoi desideri ti dirà: “Perché continui a combattermi? Non puoi lasciarmi almeno un po’ di respiro?”.

Ci sono magari dei pensieri che a volte ritornano, che vogliono farti credere che staresti meglio se potessi fare delle cose che la Bibbia proibisce? In che ambiti tendi a pensare: “non è mica grave se lo faccio solo questa volta…” o “tanto lo fanno tutti”? Ci sono forse degli interessi, degli hobby o delle attività, che potrebbero portarti a passare sempre meno tempo con Gesù?

Non da ultimo arriva anche il diavolo, come terzo nemico. A volte cercherà convincerti che Dio non si interessa di te, che non ha tempo per le tue sciocchezze o che addirittura non c’è nessun Dio per il quale vale la pena di rinunciare a così tante cose. Ti dirà che sei un folle a voler perseverare.

Oppure cambierà tattica e ti supplicherà dicendo: “Torna indietro! Prometto che da ora in poi ti tratterò meglio. Non ti riporterò nella triste vita di prima, vedrai che questa volta sarà tutto meglio, ti darò tutto ciò che desideri!”.

Se non dovesse riuscire a distruggere la nostra perseveranza nel servire fedelmente il Signore, tenterà di impedirci di essere perseveranti nella sofferenza. Ci parlerà come fece la moglie di Giobbe con suo marito dopo che Satana lo ebbe colpito con una tremenda ulcera:

Ancora stai saldo nella tua integrità? Ma lascia stare Dio, e muori! (Giobbe 2:9)

Proverà ad attaccare la nostra perseveranza in un impegno che ci siamo presi di fronte al Signore. Può essere un impegno che ti sei preso di essere un esempio di fronte ai colleghi di lavoro o di comportarti correttamente e con onestà. Proverà a mettere in discussione la tua promessa ad essere fedele al tuo partner finché morte non vi separi.

Proverà a farti credere che è tempo perso impegnarti a perdonare sempre di nuovo i fratelli che ti feriscono o deludono. Se l’amore in chiesa si raffredda e tu rimani zelante, Satana ti ricorderà che è molto meno faticoso avere amici nel mondo, piuttosto che sopportare sempre le stesse persone in chiesa, che tra l’altro non avresti mai scelto come tuoi amici.

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. (Matteo 10:22b; 24:13)

Queste parole di Gesù sono un monito a non dimenticare che la fede non è una questione che si liquida via con una decisione presa anni fa. La prova che siamo veramente cristiani la diamo nella perseveranza, pur con alti e bassi, nel vivere una relazione con Gesù Cristo, che si dimostra nel desiderio di vivere una vita di ubbidienza ai comandamenti di Dio.

La nostra grande forza

Arriviamo però ora all’affermazione dell’apostolo Paolo:

E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. (Filippesi 1:6)

In questo versetto Paolo ci sta dicendo che se non è Dio a portare avanti qualcosa, quella cosa non giungerà mai a compimento. Se pensiamo alla vita cristiana come a una lunga corsa nella quale serve perseveranza per giungere al traguardo, possiamo dire che, lungo la strada che ci porta dal peccato al paradiso, ogni passo che facciamo è sostenuto dalla grazia e dalla potenza di Dio.

Qui vediamo chiaramente che la salvezza è opera di Dio, non dell’uomo. Lui vede la fine, sin dall’inizio. È onnipotente; il suo braccio non è troppo corto; nulla è troppo difficile per lui. Sin dal momento della creazione del mondo Dio conosceva le circostanze nelle quali ti saresti ritrovato, ha sin dall’inizio preventivato la durezza del cuore umano e l’instabilità dell’amore umano.

La promessa è che, il giorno in cui Cristo tornerà, la buona opera che Dio ha iniziato in te il giorno della tua conversione, sarà perfettamente completata. Il Signore Gesù ti chiama ad essere perseverante sul tuo cammino di fede, ma sempre sapendo che la potenza di Dio è con te, che lo Spirito Santo è al tuo fianco, ti guida e ti dà la forza.

Se stai magari attraversando un periodo di temporanea depressione spirituale, dove ti sembra che Dio sia lontano o se le difficoltà che stai per affrontare ti sembrano impossibili da superare, ricorda che:

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno (Ebrei 13:8)

Se invece in questa fase della tua vita ti senti particolarmente vicino al Signore e vedi come lui sta operando nella tua vita, allora puoi esserne felice, perché se ha iniziato quest’opera in te, la porterà ancora più avanti. Se ti ha chiamato a servirlo, a testimoniarlo, se ti ha affidato un incarico speciale o se ti ha dato dei doni particolari, gioisci, perché significa che sta portando avanti l’opera che ha iniziato in te al momento della tua conversione.

Abbiamo visto che i nemici della nostra perseveranza sono molti. Ma allo stesso tempo abbiamo anche la promessa che sarà Dio stesso a condurci fino al traguardo. La nostra perseveranza sarà allora la dimostrazione che veramente stiamo camminando con Dio e possiamo avere la certezza che persevereremo fino alla fine perché è Dio a promettercelo.

Anche se a volte puoi avere l’impressione che Dio ti stia nascondendo la sua faccia, puoi essere certo che non ha smesso di amarti. Sii perseverante e vedrai crescere ancora di più l’opera che Dio ha già cominciato in te!

Amen

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