di Daniele Scarabel

Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la gente.  23 Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.  24 Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario.  25 Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare.  26 E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono.  27 Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»  28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’ acqua».  29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’ acqua e andò verso Gesù.  30 Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»  31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»  32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.  33 Allora quelli che erano nella barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» (Matteo 14:22-33)

Questo incredibile evento di Gesù che cammina sull’acqua e di Pietro che gli va incontro, è avvenuto poco dopo un’altro evento altrettanto incredibile: con soli cinque pani e due pesci Gesù aveva sfamato più di cinquemila persone. Nel vangelo di Giovanni leggiamo che dopo questo grande miracolo la gente voleva rapire Gesù per farlo re e che per questo motivo lui aveva ordinato ai suoi discepoli di prendere la barca e di precederlo sull’altra riva.

Ciò che successe nelle ore seguenti, avrebbe insegnato ai discepoli di Gesù una delle più grandi lezioni della loro vita. Di lì a poco si sarebbero ritrovati in mezzo a una tempesta, di notte, dopo una lunga e faticosa giornata – e Gesù non sarebbe stato con loro. La loro fede stava per essere messa alla prova.

Gesù c’è quando abbiamo bisogno di Lui

Non era la prima volta che i discepoli si trovavano con la barca in una pericolosa tempesta, ma l’ultima volta Gesù era con loro – anche se dormiva. Sono sicuro che questa volta si stavano chiedendo: “dov’è Gesù quando abbiamo bisogno di Lui?”. È una domanda che forse ti sei anche già posto quando ti sei trovato di fronte a una grande sfida nella tua vita.

E questo è proprio quello che ci dice anche Satana: “dov’è Gesù nella tempesta?”, “ha detto che non ti avrebbe mai abbandonato, ma dov’è ora che avresti bisogno di lui?”. Eppure in questa storia c’è un piccolo, ma importante dettaglio che non possiamo trascurare. È stato Gesù stesso a obbligare i suoi discepoli ad andare avanti da soli, a mandarli diritti nel mezzo della tempesta.

Gesù stava per insegnare a loro e anche a noi che – sia che lo vediamo, sia che non lo vediamo; sia che sentiamo la sua presenza, sia che non la sentiamo – Lui è sempre con noi! Per farci capire questa verità Gesù ci mette sempre di nuovo in situazioni in cui possiamo scegliere se riporre la nostra fede in Lui o in qualcos’altro. Sfide, difficoltà, e prove fanno parte della vita del credente, proprio per aiutarci a conoscere Gesù sempre meglio e a fidarci di Lui.

A volte, come successe ai discepoli, potrebbe sembrarci che Gesù ci abbia abbandonati o lasciati da soli nelle nostre difficoltà. Ma Gesù non li aveva abbandonati. Dopo aver mandato via i suoi discepoli e aver congedato la folla, Gesù si ritirò sul monte per pregare. Dalla sua posizione rialzata aveva sott’occhio il lago e la lotta dei discepoli contro il vento e le onde non passò inosservata.

Ecco la prima lezione per noi da questa storia: anche quando stiamo attraversando periodi difficili nella nostra vita, quando arriva la tempesta e ci sembra di affondare – la nostra difficoltà non passa inosservata!

Conosciamo veramente Gesù?

Gesù c’era e sapeva benissimo cosa stava succedendo – ma i discepoli lo conoscevano già così bene da sapere che non li avrebbe abbandonati al loro destino? La seconda lezione per noi da questa storia è questa: se la nostra fede è efficace o meno, non dipende da quanta fede abbiamo, ma da quanto bene conosciamo Dio.

Con tutto quello che Gesù ha fatto nel breve periodo che ha vissuto su questa terra, nulla dovrebbe più sorprenderci. I discepoli avevano ad esempio appena visto come Gesù aveva sfamato più di cinquemila persone con cinque pani e due pesci. Avevano visto Gesù fare questo e tanti altri miracoli. Eppure, quando lo videro camminare sull’acqua, non lo riconobbero. Pensarono che fosse un fantasma!

E così la loro disavventura diventa un’immagine per la nostra vita: possiamo ritrovarci con i discepoli nella barca, nel tentativo di remare con tutte le nostre forze contro il vento e le onde – e non renderci conto che Gesù ci sta venendo incontro. È questo il principale ostacolo alla nostra fede: è possibile avere sempre a che fare con Gesù, senza veramente conoscerlo.

Pensiamo magari di conoscerlo, perché sappiamo tante cose su di lui, o perché altri ci hanno raccontato di esperienze fatte con lui, di miracoli che hanno vissuto… Ma forse non lo abbiamo ancora conosciuto abbastanza come colui del quale ci possiamo fidare in ogni situazione della nostra vita.

Magari pensiamo che l’unico modo per essere veramente vicini a Dio, sia di servirlo con una fede e un’obbedienza perfetta – dedicando ogni giorno il nostro tempo alla lettura della Bibbia e alla preghiera, evangelizzando e facendo di tutto per non peccare. Ma il fatto che Gesù è andato incontro ai discepoli in mezzo alla tempesta camminando sull’acqua, ci mostra che Gesù è disposto a superare qualsiasi barriera per venirci incontro.

Le barriere del peccato e della morte le ha già abbattute, ma la maggior parte delle barriere che ci impediscono di fidarci veramente e a fondo di Lui sono quelle che ci siamo costruiti noi stessi. Siamo noi stessi a limitare la nostra fede in Dio perché abbiamo imparato a doverci arrangiare da soli, invece di fidarci pienamente di Lui. Proprio come i discepoli che non hanno pensato che quel “fantasma” potesse essere Gesù che veniva in loro aiuto.

Le sfide che Gesù permette nella nostra vita servono proprio per abbattere queste nostre barriere. Saranno dapprima delle piccole sfide per vedere se ci fidiamo di Lui. Quando vediamo il risultato, quando vediamo che Dio davvero mantiene le sue promesse, la nostra fede aumenta e possiamo fidarci di Lui per cose sempre più grandi.

Piccoli passi di fede

I discepoli avevano percorso ca. 5-6 km e quando videro Gesù camminare sull’acqua era buio, tra le 3 e le 6 del mattino. Avevano remato tutta la notte lottando contro le onde e il vento, erano stanchi e terrorizzati. “Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»”. Ed è qui che inizia la storia di Pietro e dei suoi coraggiosi passi di fede.

Pietro disse: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua”. Pietro chiese il permesso a Gesù di poter fare qualcosa che nessun altro aveva mai fatto prima. Sapeva di potersi fidare della parola di Gesù. E così, quando Gesù gli disse “vieni!”, Pietro si fece coraggio e trovò la forza di fare dei passi di fede verso Gesù.

Pietro obbedì. Scoprì che poteva camminare sulle acque senza affondare. Aveva riposto la sua fede in Gesù, credendo che se Gesù gli aveva detto di fare qualcosa, non importa quanto bizzarra fosse, Gesù aveva anche il potere di garantirgli che poteva farla senza pericolo. E aveva ragione: così stavano le cose.

Non vuol dire che anche noi come Pietro ora dobbiamo provare a camminare sul lago. Ma possiamo seguire il suo esempio, camminando in obbedienza anche quando Gesù ci chiede di fare delle cose che ci sembrano strane. Abbiamo bisogno di iniziare con piccoli passi di fede fino ad arrivare a quelli più grandi.

Dopo pochi passi Pietro si fece prendere dalla paura vedendo le onde invece di guardare Gesù, iniziando così ad affondare. “Signore, salvami!», gridò, e subito Gesù afferrò la sua mano e lo salvò. Quando furono entrambi nella barca il vento si calmò e fu solo allora che gli altri nella barca riconobbero che Gesù è il Figlio di Dio!

È vero, Pietro a un certo punto ha dubitato, ha dimostrato di non conoscere ancora così bene Gesù da potersi fidare di Lui fino in fondo. Ma dei dodici apostoli è stato l’unico ad avere abbastanza fiducia da fare dei passi sull’acqua verso Gesù. Sapeva che sarebbe stato difficile, ma si è fidato di Gesù e ha avuto il coraggio di fare dei passi di fede.

Gesù disse a Pietro “vieni!” e Pietro ha obbedito. Sebbene a un certo punto abbia iniziato ad affondare e Gesù lo abbia chiamato “uomo di poca fede”, questa esperienza ha indubbiamente fatto crescere ancora di più la sua fede in Dio.

Il messaggio di Gesù non è cambiato. Ci chiama ad entrare nel prossimo livello di crescita sul nostro cammino cristiano di fede. Gesù ci chiama a stare ancora più vicini a Lui. Se hai bisogno di salvezza, Gesù dice “vieni!”. Sei hai bisogno di pace nella tua vita, Gesù dice “vieni!”. Se senti che al momento stai vivendo lontano da Dio, Gesù dice “vieni!”.

Le prove fanno parte della vita, così come pure gli errori che possiamo commettere nel tentativo di fare dei passi di fede verso Gesù. Ma se non facciamo questi passi, non potremo imparare a fidarci sempre più di Gesù e la nostra fede non potrà crescere.

Per questo voglio incoraggiarvi a fidarvi di Gesù e a mettere in pratica quello che vi chiede, anche quando vi sembra difficile e la vostra fede crescerà!

Amen

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