di Daniele Scarabel

Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà.
(2 Corinzi 3:17)

Oggi festeggiamo la Pentecoste, il giorno in cui per la prima volta Dio sparse il suo Spirito su tutti i credenti riuniti a Gerusalemme. E oggi potremmo dire che ogni volta che una persona si converte a Cristo, ricevendo lo Spirito Santo, sperimenta la sua “pentecoste personale”.

Già i profeti dell’Antico Testamento, parlando dello Spirito di Dio che un giorno sarebbe stato dato a tutti i credenti, usavano immagini che ricordano abbondanza e ristoro: piogge abbondanti, sorgenti, torrenti, fiumi… E ultimamente, quando ho chiesto a Gesù di mostrarmi cosa lo Spirito Santo voleva darmi, ho visto un bellissimo panorama con alberi verdi, un bel prato e un torrente con dell’acqua abbondante…

Sempre di nuovo mi rendo però conto che molti faticano a sperimentare questa abbondanza o che solo raramente sperimentano la potenza di Dio nella loro vita. Alcuni direbbero subito che è perché non hanno ancora sperimentato il “battesimo dello Spirito Santo”, che non sono ancora stati immersi completamente nello Spirito Santo.

Personalmente non condivido questa spiegazione e credo che ce ne sia un’altra…

Il Signore è lo Spirito

Ora, il Signore è lo Spirito; (2 Corinzi 3:17a)

Per capire questa affermazione di paolo, dobbiamo guardare brevemente al contesto. Paolo sta parlando della differenza che c’è tra il Vecchio Patto stabilito da Dio con Israele tramite la legge e il Nuovo Patto stabilito da Dio per noi tramite Gesù Cristo. Spiega dapprima che già il patto stabilito da Dio tramite Mosè e caratterizzato dai Dieci Comandamenti era glorioso e lo spiega raccontando di come il volto di Mosè risplendeva dopo essere stato alla presenza di Dio (Esoso 34:29b).

Mosè fu veramente privilegiato. Disse al Signore “Ti prego, fammi vedere la tua gloria!” (Es 33:18) e il Signore gli rispose rendendo il suo volto raggiante. Ebbe, come unico uomo del popolo d’Israele, il privilegio di stare direttamente alla presenza di Dio. Devo ammettere che leggendo questi versetti un po’ ho invidiato Mosè, poi mi sono però reso conto di quanto vani erano i miei pensieri e che non ho nulla da invidiargli.

Paolo continua poi infatti spiegando che sebbene la legge fu data in tutta gloria, non portò al popolo di Dio la vita così come la porta oggi lo Spirito di Dio a chi crede in Gesù Cristo. La legge di Dio entrò nelle loro teste, ma non nei loro cuori, era come se i loro occhi fossero coperti da un velo che non permetteva loro di vedere veramente Dio.

Con la venuta di Cristo tutto è cambiato, a chiunque si converte al Signore, la legge di Dio viene scritta direttamente nel cuore, come leggiamo nel libro del profeta Geremia:

Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. (Geremia 31:33)

E come avviene tutto questo? Quando una persona si converte al Signore (a Cristo), lo Spirito rimuove il velo dal cuore della persona, un velo che gli impediva di vedere veramente Dio. Per questo scrive che “il Signore è lo Spirito”. La potenza di Cristo opera tramite lo Spirito Santo che trasforma il cuore di ogni credente.

Quando si tratta di trasformare la vita di una persona, Cristo e lo Spirito Santo agiscono insieme. O per dirla in altre parole, quando ti sei convertito a Cristo e hai dato a lui la tua vita, tu lo hai sperimentato nella persona dello Spirito Santo che ha trasformato il tuo cuore.

Quando il Signore agisce nelle nostre vite, lo fa tramite la potenza dello Spirito Santo e questo non solo al momento della nostra conversione, ma anche durante tutta la nostra vita. Gesù afferma:

“Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Disse questo dello Spirito… (Giovanni 7:38-39a)

E ora arriviamo al perché io credo che molti faticano a sperimentare questa abbondanza o che solo raramente sperimentano la potenza di Dio nella loro vita: questa mancanza di potenza nella vita del cristiano avviene quando non siamo ancora del tutto consapevoli che lo Spirito Santo è Dio o quando abbiamo un certo timore di aprici all’agire dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo è Dio

Ora, il Signore è lo Spirito; (2 Corinzi 3:17a)

Non è per tutti noi ugualmente scontato vedere nello Spirito Santo la terza persona della trinità a tutti gli effetti. Forse nella teoria lo abbiamo capito, ma per alcuni può essere più facile immaginarsi e relazionarsi con Dio Padre o con il Figlio, Gesù Cristo che è stato uomo come noi, piuttosto che con lo Spirito Santo che è per noi più difficile da controllare. Immaginarci lo Spirito Santo come “fiumi di acqua viva” può anche spaventarci, può significare perdere il controllo della situazione e tutta quest’acqua potrebbe anche sommergerci…

Permettetemi ora un breve excursus storico su come lo Spirito Santo è stato per molti secoli trascurato nella teologia cristiana.

Già verso la metà del 2° secolo ci furono le prime dispute all’interno della Chiesa riguardo lo Spirito Santo. La Chiesa dava sempre meno importanza al ruolo dei profeti e si basava sempre di più su quello che era stato trasmesso negli scritti che oggi noi conosciamo come il Nuovo Testamento. E così, con il passare dei secoli, si arrivò quasi a parlare dello Spirito Santo solo quando c’erano da combattere delle eresie.

Nel 381, nel primo concilio di Costantinopoli, fu formalmente definito che lo Spirito Santo è Dio e parte della Trinità, ma da quando nel 380, con l’editto di Tessalonica, il cristianesimo divenne religione di Stato, lo Spirito Santo ebbe sempre meno importanza nella Chiesa. Quello che avrebbe dovuto essere il ruolo dello Spirito Santo nella vita di ogni credente, fu sempre più attribuito alla Chiesa e ai suoi sacramenti.

Con l’arrivo della Riforma protestante, attorno al 1500, i riformatori lottarono a favore della libertà dello Spirito Santo. Purtroppo nello stesso periodo nacquero anche vari movimenti di entusiasti e fanatici che volevano andare più avanti, insegnando che ci si può aspettare un’illuminazione diretta dallo Spirito Santo, senza tener conto della Parola, della Bibbia. La conseguenza fu che per i secoli seguenti ci fu nuovamente un profondo timore di fronte a chi dava troppa enfasi allo Spirito Santo e troppa poca al contenuto dei testi biblici.

Nei grandi risvegli del 18° e 19° secolo è poi stata data nuovamente molta importanza allo Spirito Santo per tutto quello che riguarda il suo ruolo nella conversione, nella nuova nascita e nella santificazione del credente, senza però veramente ridare allo Spirito Santo il ruolo che gli spetta nella vita quotidiana del cristiano.

Fu solo agli inizi del 1900, con la nascita del movimento pentecostale che ci fu un rinnovato entusiasmo per l’agire dello Spirito Santo. Questo ha però purtroppo portato a un ancora più forte scetticismo da parte degli altri grandi movimenti evangelici nei confronti dell’agire dello Spirito Santo.

Grazie a Dio i tempi sono però cambiati e oggi noi possiamo andare oltre: lo Spirito Santo è Dio e non dobbiamo aver paura di avvicinarci a lui. Vorrei che riconoscessimo che Dio non dona con il contagocce, ma vuole piuttosto sommergere e ristorare completamente coloro che benedice. Che cosa significa questo per te personalmente e concretamente?

Se c’è una cosa che ho imparato in questi ultimi tempi è che non bisogna avere paura di fare esperienze forti con lo Spirito Santo. Nella nostra vita cristiana è importante che dipendiamo dalla potenza dello Spirito Santo, riconoscendo che ogni opera significativa è compiuta:

“Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito mio”, dice il SIGNORE degli eserciti (Zaccaria 4:6).

Se restiamo saldi sulla sana dottrina, non dobbiamo avere paura di essere aperti a ricevere ogni cosa che Dio vuole darci. Vivere la realtà dello Spirito Santo nella vita quotidiana non va a sostituire una profonda conoscenza della Parola di Dio, bensì la completa, così come l’agire di Cristo e dello Spirito Santo nella nostra vita si completano.

E se permettiamo che questo avviene cosa accadrà?

Lo Spirito Santo ci porta libertà

E dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà. (2 Corinzi 3:17b)

Lo Spirito Santo ci libera dal legalismo, ovvero da quel senso di dover ubbidire a Dio come mezzo per ottenere il suo favore (Galati 5:18). Ci libera dalla paura di fallire e di non essere sufficientemente degni dell’amore di Dio (Romani 8:15). Ci libera dalla schiavitù del peccato (Romani 7:6) e dal dominio di Satana. Ci dona anche la libertà di fare la sua volontà con gioia. E abbiamo la libertà di accedere alla presenza di Dio in qualsiasi momento.

Laddove lo Spirito Santo è attivo nelle nostre vite, regnerà un’atmosfera di amore, pace e gioia. Ma per vivere appieno questa libertà che lo Spirito ci porta, dobbiamo riconoscere che lo Spirito Santo è a tutti gli effetti Dio che agisce nelle nostre vite.

Gesù stesso ci invita a a rinnovare sempre di nuovo la richiesta a Dio di riempirci con lo Spirito Santo:

Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! (Luca 11:13)

Se oggi ti rendi conto che non stai vivendo la presenza e la potenza dello Spirito Santo nella tua vita quotidiana, allora hai bisogno di chiedere un rinnovamento del dono dello Spirito.

Pur essendo Dio, lo Spirito Santo non si impone mai su di noi contro la nostra volontà. Lo Spirito Santo desidera benedirci abbondantemente, ma se gli resistiamo perché abbiamo paura di perdere il controllo, se lo spegniamo perché permettiamo al peccato di entrare nella nostra vita o se ci opponiamo a lui quando ci mostra la volontà di Dio, allora non potremo aspettarci di sperimentare la sua potenza e la sua benedizione nella nostra vita.

A volte può essere necessario chiedere perdono a Dio per determinati peccati, o di perdonare persone che ci hanno ferito e verso le quali – magari anche inconsciamente – serbiamo rancore e amarezza. O forse abbiamo bisogno di essere più consapevoli della presenza dello Spirito Santo nella nostra vita. Per altri ancora potrebbe essere necessario “riconsacrarsi” nuovamente a Dio, esprimendo il desiderio di volerlo servire più consapevolmente nella vita quotidiana.

Tutto questo – se lo fai con un cuore aperto – ti porterà più in profondità nella tua vita spirituale, ti porterà a conoscere un rinnovato amore per il Signore, ti darà un nuovo slancio per l’evangelizzazione, ti porterà a sperimentare in modo più profondo la lode, la preghiera e la tua fede in generale, sentirai un amore più profondo verso gli altri, sperimenterai più vittoria contro il peccato. O in altre parole: sarai ricolmo di Spirito (Efesini 5:18)!

Il mio invito è: permetti allo Spirito Santo di toccarti profondamente nel modo che lui ritiene essere il migliore per te.

Amen

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