di Daniele Scarabel

Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre» è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di {Gesù} Cristo. (2 Corinzi 4:3-6)

Il contenuto di questi versetti ci riporta nuovamente al capitolo 3, a Mosè, che dopo essere stato alla presenza di Dio, si mise un velo affinché il popolo non vedesse che lo splendore della gloria di Dio riflessa sul suo volto stava per svanire (3:13). Paolo usa l’immagine del velo per spiegare che la gloria di Dio era rimasta “velata” (cioè oscurata, nascosta) per gli israeliti.

Come abbiamo visto le scorse domeniche, la gloria di Dio non è più velata per tutti. Quelli di noi che hanno creduto in Gesù Cristo, la possono ora vedere in Lui seppur ancora in maniera incompleta. Purtroppo la verità è ancora velata per molti.

Perché così tanti non sono interessati al Vangelo? È perché noi non predichiamo abbastanza bene o c’è un problema di fondo ben più grande? E qual è la soluzione?

Il ruolo di Satana: accecare gli increduli

Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio. (2 Corinzi 4:3-4)

Chi sono “quelli che sono sulla via della perdizione”, “gli increduli”? Sono tutte le persone che se continuano così sulla loro strada, senza riconoscere chi è Cristo e senza credere in Lui, saranno eternamente perduti e separati da Dio.

Come disse Gesù, la via verso la salvezza è una via stretta, e pochi la trovano.

Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. (Matteo 7:13-14)

Anche se è vero che a volte noi siamo negligenti nel testimoniare di Gesù, il vero problema è un altro. È che “il dio di questo mondo ha accecato le menti” dei non credenti.

Chi è il “dio di questo mondo”? La risposta ovvia è: Satana.

Satana vuole impedire a tutti i costi che le persone accolgano la verità e siano salvate. Ha diversi modi per riuscirci. Ci prova rendendo le cose di questo mondo così attraenti. Facendo sentire le persone a proprio agio nei loro peccati. Innalzando pareti divisorie tra loro e Dio: l’orgoglio, la ribellione, la presunzione, o qualunque altro tipo di peccato.

Come descritto nella parabola del seminatore, che abbiamo sentito due settimane fa, ci sono quattro tipi di terreno: la strada, il terreno roccioso, il terreno pieno di spine e il terreno buono. Noi seminiamo la parola di Dio, la verità, ma solo quando cade sul terreno buono, il terreno che è stato preparato da Dio, il seme mette radici, cresce e porta frutto.

La fine del versetto 4 è molto interessante. Ci spiega in che cosa consiste la luce che Satana cerca di offuscare: è “la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”. “Vangelo” significa “buona notizia”. La “gloria di Cristo” indica il fatto che Gesù è degno di lode e onore e che è un essere glorioso. E il fatto che è “l’immagine di Dio” ci mostra quella verità essenziale che quando vediamo Gesù, vediamo Dio.

Ecco cosa Satana cerca di nascondere al mondo: “la buona notizia che il Gesù glorificato è degno di onore e lode e che quando comprendiamo Lui, comprendiamo Dio”. Ma se allora Satana sta accecando le menti della gente dal vedere la gloria di Cristo nel Vangelo, cosa dovremmo fare? Rinunciare, andare a casa e consegnare le persone alle tenebre?

No, il nostro ruolo continua ad essere quello di far splendere la luce della verità.

Il nostro ruolo: predicare Cristo

Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; (2 Corinzi 4:5)

Il nostro ruolo è continuare a rendere pubblica la verità e la verità è che Cristo Gesù è Signore. Predichiamo Cristo e non noi stessi. Aspetta, ma non abbiamo appena detto che il nostro ruolo è di far splendere la luce della gloria di Dio che è in noi?

Sì, ma il punto non è che il mondo veda noi, ma che veda in noi la fonte di luce che è Cristo.

Se volessimo riassumere in poche parole il vangelo di Cristo potremmo dire che è la buona notizia che Gesù Cristo è Signore! È questo che Paolo raccontava a chiunque gli chiedesse spiegazioni riguardo la sua fede. Raccontava che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Messia, il Salvatore promesso, il servo di Dio annunciato dal profeta Isaia che si è caricato dei nostri peccati, portandoli in croce per subire il castigo che noi avremmo meritato.

Che questo Gesù Cristo è ora risorto, è vivo e siede alla destra del Padre. Che un giorno tornerà per sconfiggere una volta per tutte la morte, ma che già ora è il Signore, il Sovrano, il Re dei Re che regna sopra ogni cosa. Questa è la buona notizia che il diavolo naturalmente vuole a tutti i costi impedire che si diffonda!

Paolo continua spiegando il ruolo che noi abbiamo in tutto questo: essere “servi per amore di Gesù. Parlare di “Signore” e di “servi” non è qualcosa di molto moderno. Oggi si preferisce parlare di Gesù come amico, come colui che ti dà la vittoria, che realizzerà i tuoi sogni, che ha in mente solo il meglio per te…

Ma Gesù è innanzitutto il nostro Signore e noi siamo i suoi servi. Significa che noi seguiamo i Suoi insegnamenti non solo perché sono saggi o perché speriamo in un tornaconto, ma perché è questo che fa un servo: ubbidisce al suo signore. Anche quando ci dice di rinunciare alla nostra vita per seguirlo, di non farci tesori sulla terra, che in questo mondo avremo afflizioni, che il mondo ci odierà e che non siamo di questo mondo pur vivendo in questo mondo.

Anche se può sembrare qualcosa di negativo, in realtà c’è una grande libertà in questa verità. Non siamo incaricati di elaborare un piano brillante per salvare il mondo. Non spetta a noi portare il Regno di Dio sulla terra e convertire tutto il mondo. Siamo invece incaricati di obbedire, predicando “Cristo Gesù quale Signore”.

Il ruolo di Dio: far brillare la luce

Perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre» è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di {Gesù} Cristo. (2 Corinzi 4:6)

Wow, questa affermazione di Paolo è elettrizzante: Paolo paragona la luce della gloria di Dio che splende tramite noi nelle tenebre spirituali, alla luce del sole che Dio creò quando creò i cieli e la terra per portare luce nelle tenebre fisiche.

Se c’è una cosa della quale sono certo è che l’unico che può accendere la luce è Dio stesso. Il Dio che al momento della creazione disse: “Splenda la luce fra le tenebre” è lo stesso Dio che ha acceso spiritualmente la luce nei nostri cuori. Questo è il punto.

Paolo dice che Dio ha fatto “brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio” nei nostri cuori. Siamo il suo capolavoro. Siamo la prova vivente per il mondo che Gesù è reale. La testimonianza più potente per Cristo è una vita trasformata.

La settimana scorsa stavo raccontando a una persona della mia vita e di alcune difficoltà che avevo dovuto affrontare nella mia infanzia. E a un certo punto mi chiede: “ma com’è che hai poi scelto di diventare pastore?”. Wow, è come se Dio mi avesse detto: “smettila di parlare di te stesso e parla di me!”.

Ho così potuto raccontare di come attraverso la mia sofferenza ho incontrato Gesù, di come Lui ha illuminato per la prima volta il mio cuore e di come da allora ha continuato a trasformare la mia vita, fino a portarmi a diventare pastore, anche se ancora sono tutt’altro che perfetto.

Alla fine quella persona mi ha chiesto: “non credi che se non ti fossero successe tutte queste cose, forse non saresti nemmeno diventato pastore?”. Eh sì, Dio ha acceso la luce spirituale nella mia vita quando più ne avevo bisogno e oggi posso usare la mia storia per testimoniare di come nella mia sofferenza ho conosciuto Cristo e tramite Lui l’amore del Padre.

Non so come Dio userà questa mia testimonianza, ma so che quello era il mio ruolo in quel momento. Non era di mostrare con orgoglio quanto bravo sono come pastore, marito e padre, nascondendo le parti brutte della mia biografia, ma di predicare Cristo Gesù come mio Signore. Spetterà poi a Dio di far brillare la luce anche nel cuore di quella persona.

Sei consapevole del fatto che Dio ha “acceso la luce” nella tua vita? Ricordi com’è stata la prima volta quando Dio ha illuminato il tuo cuore? Riconosci che, a prescindere da quello che succede al momento nella tua vita o da quanto è successo nel tuo passato, che tutto vada bene o che tu stia attraversando grandi difficoltà, la luce di Dio risplende nel tuo cuore? Non dimenticare che tu sei il beneficiario della bontà di Dio!

Vuoi permettere a Dio di far “brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio” nella tua vita? Come dice Paolo, questa luce è la luce che “rifulge nel volto di {Gesù} Cristo”. In altre parole, vuol dire che più noi conosciamo e sperimentiamo la persona di Gesù Cristo nella nostra vita, più la luce della gloria di Dio brillerà nei nostri cuori.

Non c’è altro modo per far risplendere la luce di Dio se non quello di conoscere sempre meglio Gesù.

Quindi riassumendo, perché così tanti non sono interessati al Vangelo? È perché sono stati accecati da Satana. Il nostro ruolo è di attirare l’attenzione su Cristo, nostro Signore, raccontando e testimoniando con la nostra vita come ci ha trasformati e come continua a farlo, nonostante le nostre imperfezioni.

E il ruolo di Dio sarà di far brillare la sua luce nella nostra vita tramite l’azione dello Spirito Santo che ci trasforma sempre più a immagine di Cristo. È qualcosa di soprannaturale, proprio come quando Dio creò il sole per dissipare le tenebre, solo che ora è diventato Lui stesso luce per noi e per dissipare le tenebre spirituali attorno a noi.

Amen

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