Di Daniele Scarabel

Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)

Non so chi di voi ha seguito la finale di Champions League. Alla fine della partita c’è stata un’immagine molto forte. Mentre i suoi compagni dell’FC Bayern Monaco festeggiavano il successo in Champions League, la prima che cosa che ha fatto il giocatore del Bayern David Alaba è stato il gesto di consolare il suo avversario Neymar Jr., che anche dichiara di essere cristiano.

Alaba non ha nemmeno fatto segreto della sua fede cristiana. Mentre i suoi compagni di squadra indossavano velocemente le magliette con la scritta “Champions of Europe 2020”, Alaba ha mostrato di nuovo la sua maglietta con la scritta “La mia forza è in Gesù”. Una testimonianza di fede che ha raggiunto milioni di persone in tutto il mondo.

È interessante, perché le parole che David Alaba ha scelto di stampare sulla sua maglietta riassumono molto bene il significato delle parole dell’Apostolo Paolo. Oggi vorrei spiegarvi perché a volte ci vergogniamo del vangelo, perché non dovremmo vergognarci e come possiamo fare per non vergognarci.

Perché a volte ci vergogniamo del vangelo

Infatti non mi vergogno del vangelo. (Romani 1:16a)

L’apostolo Paolo ha scritto queste parole ai credenti di Roma, dopo aver spiegato loro qual è la sua missione: predicare il vangelo a tutti quelli che incontra. Che cos ‘è il vangelo per Paolo? È la buona notizia che Gesù Cristo è il Signore, il Re dei Re, che è venuto per salvare chiunque crede e confida in lui.

Il problema è che affermare questo è tutt’altro che facile, proprio perché è un messaggio così semplice. Predicare il vangelo significa dire a tutti che un bambino nato in povertà in una stalla, cresciuto ed educato come figlio di un falegname, rifiutato dal suo stesso popolo e morto appeso ad una croce, è il Salvatore del mondo e il Figlio di Dio!

Sappiamo benissimo che c’è chi è più timido di altri. Non a tutti piace andare in piazza a parlare di Gesù. C’è anche chi fa più fatica di altri a parlare di cose personali come la fede. Ma la vergogna di cui sta parlando Paolo è molto di più di una semplice timidezza.

La parola “vergogna” in questo contesto significa avere paura che potremmo essere disonorati o umiliati personalmente per essere stati così sciocchi o ingenui da confidare in qualcuno che in realtà non può aiutarci.

Dicendo “non mi vergogno del vangelo”, Paolo afferma che lui non ha paura di essere messo in ridicolo per aver confidato e creduto nel vangelo. Se ci vergogniamo del vangelo, vuole invece dire che non abbiamo piena fiducia che ciò che Gesù ha fatto per noi è vero, reale e potente.

Vergognarsi del vangelo significherebbe smettere di confidare nella provvidenza e nella guida di Dio. Significherebbe non avere più fiducia nel patto che Dio ha stretto con noi e nella Sua verità. Significherebbe iniziare a voler mettere quanta più distanza possibile tra noi e Dio per paura di essere messi in ridicolo a motivo della nostra fede.

Anche Paolo ha sofferto parecchio a causa del sarcasmo e del disprezzo che ha dovuto sopportare. Lui conosceva benissimo la mentalità dei greci e dei giudei che lo ascoltavano. Sapeva che la logica del vangelo va contro ogni logica umana.

Sapeva che dire al mondo “Non c’è nessun giusto, neppure uno. Non c’è nessuno che capisca, non c’è nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c’è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno” (Romani 3:10-12) è una grande offesa.

La tentazione di lasciarci prendere dalla vergogna è molto forte, perché il mondo cercherà in tutti i modi di mettere in ridicolo la nostra fede. Anche a Timoteo, l’allievo preferito di Paolo, è capitato di vergognarsi, al punto che Paolo dovette scrivergli:

Non aver dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo carcerato; ma soffri anche tu per il vangelo, sorretto dalla potenza di Dio. (2 Timoteo 1:8)

Come ha fatto Paolo ad essere così sicuro di sé e a superare la tentazione di vergognarsi?

Il motivo per non vergognarci del vangelo

Perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. (Romani 1:16b)

Paolo era assolutamente convinto del vangelo, perché lo aveva sperimentato come “potenza di Dio”. Il termine greco per “potenza” è dynamis, dal quale deriva ad esempio la nostra parola “dinamite” oppure la parola “dinamica”.

Ecco perché Paolo non si vergognava del vangelo. Per Paolo, il vangelo non era solo un insieme di insegnamenti da difendere, bensì la reale potenza dinamica di Dio che trasforma la vita e il mondo intero. Una potenza che lui aveva sperimentato di persona e che lo ha portato ad avere una fiducia ben fondata.

Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio. (1 Corinzi 1:18)

In che cosa consiste questa “potenza di Dio”? Nella “salvezza di chiunque crede”. La parola greca “salvezza” ha un significato molto profondo e può essere tradotta con “sicurezza”, “guarigione”, “buono stato di salute”.

Quando il Nuovo Testamento parla di salvezza, intende sempre un’opera completa da parte di Dio, che comprende la salvezza dal peccato, dalle sue conseguenze e dal suo potere sulla nostra vita. L’opera di Dio non si ferma però qua, ci libera dal peccato per diventare suoi figli, per lodarlo, adorarlo e servirlo con tutta la nostra vita.

Paolo ha sperimentato questa potenza di Dio sulla sua stessa pelle. Lui che perseguitava e uccideva i cristiani, ha ricevuto un potere soprannaturale di amare come Dio ama, in particolare di amare i propri nemici. La sua vita è stata completamente stravolta.

Alcuni capitoli dopo Paolo scrive:

Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato. (Romani 5:5)

In altre parole, Paolo sapeva per esperienza che non avrebbe mai avuto motivo di vergognarsi per la sua fede. L’amore di Dio lo aveva colpito con una tale potenza, da convincerlo che le sue aspettative non sarebbero mai state deluse.

Se guardi alla tua vita e alle tue debolezze, ai tuoi fallimenti, alle volte che ti scoraggi e a tutto ciò che ancora non va in te, è probabile che finirai col vergognarti del vangelo. Ma se lo sperimenti come la potenza di Dio, come tutto ciò che Dio ha già fatto per te, per salvarti e per fare di te un figlio di Dio amato e un potente strumento nelle sue mani, allora saprai che non c’è motivo per vergognarti.

Così come l’apostolo Paolo ha messo tutto sé stesso – la sua vita intera! – nelle mani di Gesù Cristo, così possiamo farlo anche noi. Possiamo farlo perché possiamo essere certi che l’alleanza che Dio ha stretto con noi è buona e vera.

O come dice Paolo:

Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? (Romani 8:31-32)

Dal momento in cui comincio a pensare al vangelo come a una “potenza” piuttosto che come a una teoria o filosofia, allora mi rendo conto che probabilmente devo andare ancora molto, ma molto più in profondità nel ricercare la potenza di Dio nella mia vita e nel ricevere la potenza per amare come Dio ama.

Io vorrei poter dichiarare con Paolo che non mi vergogno del vangelo, sulla base di una profonda trasformazione nella mia vita e non sulla base di un semplice insegnamento teorico. Come possiamo dunque vivere senza vergognarci del vangelo?

Come vivere senza vergognarci del vangelo

Del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16c)

Paolo era pronto ad affrontare chiunque – Giudei e greci, farisei e filosofi – per parlargli della “potenza di Dio per la salvezza”. Paolo sapeva che la stessa potenza che ha trasformato la sua vita, può anche trasformare la vita di qualunque altra persona e del mondo intero.

Il punto è che se la salvezza vale per il “Giudeo” e per il “Greco”, vale anche per te. Se vuoi vivere senza vergognarti del vangelo, devi credere che la “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” vale anche per te!

C’è stato un momento nella nostra vita, in cui la potenza di Dio ha afferrato la nostra anima e non l’ha più lasciata andare. E noi lo sappiamo benissimo! Quando Dio inizia un’opera in una persona, la porta anche a termine. La potenza di Dio non dipende da noi o dalla nostra infedeltà, perché altrimenti saremmo spacciati. Ma grazie a Dio, niente e nessuno potrà mai fermare l’opera dinamica che Dio ha iniziato in te.

Quindi, la prima cosa che puoi fare se inizi a vergognarti del vangelo, è renderti conto che questo imbarazzo viene dal nemico che cerca di confonderci. Non dobbiamo, infatti, temere che Dio ci deluda o che cambi.

Difatti la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui, non sarà deluso». (Romani 10:11)

Guarda a Gesù e a come lui ha sopportato la vergogna. Mentre era appeso alla croce c’era chi lo derideva dicendo: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!” (Luca 23:37). Che cosa ne ha fatto Gesù della sua vergogna?

Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia [la vergogna], e si è seduto alla destra del trono di Dio. (Ebrei 12:2)

Gesù ha disprezzato la vergogna che era caduta su di lui. Che cosa significa? Significa che quando la vergogna ha cominciato a minacciare il suo cuore e a tentarlo di abbandonare la sua fiducia nel Padre, Gesù ha detto alla vergogna: “Vergogna, ti disprezzo. Non ti darò alcuna soddisfazione. Puoi far di me ciò che vuoi – anche farmi del male a breve termine – ma non mi arrenderò, perché so che tutto questo non è niente a confronto della gioia che sperimenterò quando sarò nuovamente alla presenza di Dio”.

Quindi, la seconda cosa che puoi fare se inizi a provare vergogna è pensare a ciò che ti aspetta quando tutto sarà passato e sarai alla presenza di Dio per tutta l’eternità. Disprezza la vergogna che viene dal nemico, cacciandola nel nome di Gesù.

Infine, possiamo imparare a non vergognarci del vangelo, fidandoci di Dio e della Sua Parola per ogni nostra attività e decisione quotidiana. Se guardiamo alla vita di Paolo, scopriamo che le sue parole e le sue azioni erano sempre in linea con la sua fede in Gesù Cristo. Lui non ha predicato una cosa, per poi uscire e vivere in modo diverso.

Quindi, la terza cosa da fare è permettere alla potenza di Dio di trasformare la nostra vita. Pure quando Paolo lottava con alcune tentazioni o contro la sua “spina nel fianco”, ha continuato ad essere fedele all’alleanza che aveva stretto con Dio. Sii fedele nel leggere e applicare la Paola di Dio nella tua vita, anche quando è scomodo, anche quando gli amici ti deridono, perché è solo così che potrai sperimentare sempre più in profondità la potenza trasformatrice del vangelo nella tua vita. Questo ti aiuterà a combattere la vergogna.

Riassumendo: dire “non mi vergogno del vangelo” significa riconoscere che non dobbiamo avere paura che Dio possa abbandonarci, deluderci o cambiare. Ciò che era vero su Dio migliaia di anni fa è ancora vero oggi e noi lo possiamo sperimentare nella nostra vita. Chiunque cerca di farci credere il contrario sta mentendo.

Amen

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