di Daniele Scarabel

Vivere secondo i parametri di Dio non è facile, per il mondo gran parte di ciò che Dio chiede a un credente appare improponibile. Per le prossime cinque prediche ho preso spunto dal libro di Ed Shaw “Il problema della plausibilità” e da una serie di prediche della Chrischona di Frauenfeld che ha anche fatto tradurre il libro di Ed Shaw in tedesco.

Ed Shaw è co-pastore di una grande comunità evangelica a Bristol, in Inghilterra. Il suo grande problema è che sin dalla sua adolescenza ha sentimenti omoerotici, ovvero è attratto dagli uomini. Allo stesso tempo, tuttavia, da credente evangelico è convinto che Dio non approvi le relazioni omosessuali, di conseguenza vive nel celibato, astenendosi da qualsiasi tipo di rapporto sessuale.

Oggi non tratteremo principalmente l’omosessualità, bensì la domanda di fondo: come reagiamo se ci rendiamo conto che Dio ci sta chiedendo qualcosa che ci sembra impossibile o che pensiamo ci renderà totalmente infelici? Tuttavia partiremo dall’esempio dell’omosessualità perché ci aiuta a capire le dinamiche nascoste dietro questa domanda.

La plausibilità della visione biblica della sessualità umana

Parlare oggi di omosessualità non è facile. Se un cristiano afferma che agli occhi di Dio l’omosessualità è qualcosa di sbagliato rischia la prigione. Per questo molti non osano più esprimersi in merito, lasciando campo libero alla lobby LGBT che fa di tutto per farci credere che vivere una relazione omosessuale, sposare qualcuno del proprio sesso o creare una famiglia omosessuale o lesbica sia la cosa più naturale di questo mondo.

Il risultato è che soprattutto le nuove generazioni di cristiani – i nostri figli – rischiano di crescere in una profonda confusione, chiedendosi se ciò che richiede la Bibbia nell’ambito della sessualità sia ancora plausibile il giorno d’oggi oppure no.

Ed Shaw scrive nel suo libro:

In ogni caso, sento costantemente di cristiani attratti da persone dello stesso sesso e che pensano: ciò che la Bibbia richiede non è semplicemente più attuabile nel mondo di oggi.

Personalmente sono convinto che chi vive con sentimenti omoerotici possa sperimentare una vera e propria trasformazione grazie alla fede in Gesù. Conosco persone che grazie alla preghiera e alla cura d’anima sono state completamente liberate dai sentimenti che avevano per persone dello stesso sesso e che ora sono felicemente sposate e hanno figli.

Eppure, anche se so che è possibile essere completamente liberati dall’omosessualità, credo che questo non accada in ogni caso. Conosco credenti sinceri e desiderosi di seguire Cristo con tutto il loro cuore, che anche dopo decenni lottano ancora con i loro sentimenti omoerotici.

Ed Shaw nel libro descrive la sua esperienza personale, di come nonostante tutti i suoi sforzi e tutte le preghiere non sia ancora riuscito a liberarsi dai suoi sentimenti omoerotici. E questo sebbene per lui sia chiarissimo che la pratica dell’omosessualità sia peccato e abbia deciso di vivere nel celibato e di lottare ogni giorno contro ogni tipo di pensiero o azione immorale.

Le chiare posizioni che la chiesa aveva riguardo l’omosessualità fino a pochi decenni fa sono state per molti credenti con sentimenti omoerotici un’enorme sfida. Si sono trovati a dover lottare in silenzio contro il loro peccato e contro i loro sentimenti, trovando ben poca comprensione o aiuto all’interno della chiesa.

Oggi però per un giovane con sentimenti omoerotici è quasi ancora più difficile. Nel giro di meno di vent’anni la pratica dell’omosessualità è diventata assoluta normalità nella nostra società. E come spesso accade, questi nuovi trend arrivano anche nella chiesa, seppur con qualche anno di ritardo.

Dobbiamo renderci conto che persone come Ed Shaw – credenti che lottano con i loro sentimenti omoerotici desiderando fare la volontà di Dio – frequentano anche le nostre chiese, ed è giusto che lo facciano. La chiesa deve essere il luogo dove chiunque sta lottando con qualsiasi tipo di peccato è il benvenuto.

Non li aiutiamo però annacquando le richieste bibliche, dobbiamo invece trovare nuove vie per mostrare loro che ciò che la Bibbia richiede è tutt’oggi plausibile. Dobbiamo riscoprire cosa significano le parole di Gesù:

Io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. (Giovanni 10:10)

La chiesa e la lotta contro il peccato

Vorrei postulare oggi, che persone che lottano con sentimenti omoerotici hanno già sempre fatto parte della chiesa. Ve lo vorrei mostrare all’esempio della chiesa di Corinto. Paolo scrive in 1 Corinzi 6:

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. (1Corinzi 6:9-10)

L’affermazione di Paolo è chiara: persone il cui stile di vita può essere descritto con uno di questi vocaboli, non avrà sicuramente accesso al regno di Dio. Qui non si parla di chi crede in Gesù Cristo, lotta contro il peccato e a volte cade. Paolo descrive dei non credenti che hanno ceduto alla tentazione e hanno fatto di questi peccati il loro stile di vita.

La prima cosa che vorrei farvi notare è che l’omosessualità, descritta dai termini “effeminati” e “sodomiti”, non è vista come un peccato peggiore degli altri. Paolo inserisce l’omosessualità nella stesa lista dove troviamo gli oltraggiatori, persone che non fanno altro che parlare male degli altri cercando di rovinare la loro reputazione, oppure gli ubriachi, persone che sono letteralmente schiave dell’alcool.

Ciò che Paolo aggiunge nel prossimo versetto rende il tutto ancora più interessante:

E tali eravate alcuni di voi… (1Corinzi 6:11a)

In altre parole Paolo ci sta dicendo che nella chiesa di Corinto c’erano persone che prima vivevano in quel modo. C’erano ad esempio degli ex rapinatori, che prima della loro conversione si guadagnavano da vivere derubando gli altri. Erano i benvenuti nella chiesa di Corinto? Direi proprio di sì!

Provate ora a pensare a uno di questi ex rapinatori. Credete che nella sua vita da credente non sia mai più stato tentato di arricchirsi a scapito degli altri? Credete che quando passavano i sacchetti per la colletta le persone che sapevano del suo passato non facevano particolare attenzione a dove metteva le sue mani?

O pensate a un ex avaro, pensate che non sia mai più stato tentato a tenere per sé i suoi guadagni, quando la chiesa raccoglieva l’ennesima colletta per i poveri credenti di Gerusalemme? O che un ex ubriacone non sia mai più stato tentato di bere più di un solo goccio di vino durante la Santa Cena? O che l’ex adultero o l’ex fornicatore non siano mai più stati tentati di lanciare uno sguardo di troppo alla moglie di un fratello o di avere pensieri impuri guardando una bella donna?

Molte di queste persone avranno lottato forse per tutto il resto della loro vita contro la loro peggiore tentazione, ma erano comunque benvenuti in chiesa? Certo! Lo stesso vale anche oggi. Se tu hai accettato Gesù Cristo, hai chiesto perdono per i tuoi peccati e hai deciso di lasciare dietro di te il tuo vecchio stile di vita, sei il benvenuto nella chiesa, così come lo erano queste persone a Corinto.

Andando avanti nella lista di Paolo, arriveremmo ad un certo punto agli omosessuali. Pensate che tutti gli ex omosessuali nella chiesa di Corinto non siano mai più caduti in tentazione? Anche se il testo non lo dice, è probabile che alcuni di loro abbiano continuato ad essere attratti da persone dello stesso sesso. Eppure erano membri della comunità.

Se tu sei qui questa mattina e sei consapevole di aver affidato la tua vita a Cristo, ma lotti ancora in uno di questi ambiti citati da Paolo, sappi che sei il benvenuto in questa comunità. Non è ad esempio il fatto che tu non abbia più sentimenti omoerotici a renderti il benvenuto, bensì la tua fede in Gesù Cristo e il perdono che hai da Lui ricevuto.

Lo stile di vita precedente appartiene al passato

L’Apostolo Paolo non si ferma però qui con i suoi ragionamenti. Continua dicendo:

…ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio. (1Corinzi 6:11b)

In altre parole: questo stile di vita appartiene al vostro passato. L’essere tentati o il lottare in certi ambiti non era per Paolo una scusa per non cambiare stile di vita. Paolo si aspetta ad esempio da un ex adultero convertito a Cristo, che sia fedele alla propria moglie. Da un ex fornicatore incallito che non vada più a cercare soddisfazione sessuale da prostitute o nella pornografia. E da un ex omosessuale che si astenga da rapporti con persone dello stesso sesso.

È lo stesso che chiese Gesù quando disse:

Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. (Luca 9:23)

Il problema che ci troviamo ad affrontare oggi non è tanto che sia cambiato il modo di interpretare la Bibbia – l’esegesi – bensì che sempre più libri cristiani vogliono farci credere che non sia più necessario far tutto ciò che la Bibbia ci chiede, per amore delle persone o per paura di perderle e di non essere più presi sul serio dal mondo.

Ed Shaw descrive così la sfida che si trova a dover affrontare:

Quanto è grande la tentazione! Mi piacerebbe così tanto poter restare all’interno del mondo evangelico – e questo con un bel uomo al mio fianco! Sarebbe una prospettiva molto allettante!

Lo stesso vale in altri ambiti. Forse sei ancora single e hai l’impressione di essere solo una persona di categoria B, perché la tua vita non prosegue come vorresti, e che saresti più felice se potessi almeno vivere liberamente la tua sessualità anche senza essere sposato. Forse sei divorziato, vivi separato o sei una madre sola e ti accorgi che ciò che ti manca è troppo grande per poter vivere una vita in abbondanza nella condizione in cui ti trovi.

Può anche essere che tu sia sposato, ma profondamente infelice con il tuo partner. O sei convinto di aver spostato il partner sbagliato e che per questo la tua vita è solo mediocre. Anzi, forse pensi di essere messo ancora peggio di chi è ancora single, perché sei limitato a tal punto da non poter vivere come vorresti.

Ma in tutte queste situazioni Dio ti dice di continuare sulla via stretta che conduce alla vita. Siamo stati lavati, santificati e giustificati nel nome di Gesù Cristo mediante lo Spirito Santo e ora abbiamo una nuova identità come figli di Dio. Dio desidera che viviamo secondo questa nuova identità e non più secondo il peccato che definiva prima il nostro stile di vita.

Eppure sappiamo per esperienza che non è sempre facile vivere secondo questa nuova identità. Se vogliamo seguire Gesù Cristo, una delle principali cose alle quali dobbiamo essere pronti a rinunciare sono i modi di pensare sbagliati che sono tipici di questo mondo e che ci influenzano, forse più di quanto vogliamo credere.

Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare

Paolo descrive in Romani nei capitoli 1-11 il Vangelo e la fedeltà di Dio verso il popolo di Israele. Poi arriva al capitolo 12 e dice:

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. (Romani 12:1-2)

L’argomentazione di Paolo è che siccome Dio è così misericordioso con noi, dobbiamo ora iniziare a vedere anche noi le cose in modo diverso, dal punto di vista di Dio, anche se è totalmente contrario al pensiero del mondo.

Ed Shaw descrive nel suo libro alcune convinzioni che sono molto radicate nel modo di pensare del mondo. Ve ne mostro alcune.

  1. Il tuo orientamento sessuale definisce la tua identità: se hai sentimenti omoerotici, allora il mondo dice che sei gay o lesbica, che questa è la tua identità. Per questo se critichi qualcuno per il suo stile di vita sessuale, si sente automaticamente criticato come persona.
  2. Se ti rende felice, deve essere giusto: se il tuo stile di vita ti rende felice, deve essere giusto, non può essere sbagliato!
  3. La vera intimità si può trovare solo nel o con il sesso: è quasi inimmaginabile nel mondo pensare di poter trovare vicinanza e intimità in una relazione anche senza sesso. Due fidanzati che scelgono di aspettare con il sesso fino al matrimonio sono ritenuti pazzi.
  4. Il celibato non ti fa bene e deve essere evitato: è dura essere ancora single a 40 anni, la gente si chiede velocemente se c’è qualcosa che non va in te.
  5. La sofferenza deve essere evitata a tutti i costi: il mondo è alla costante ricerca della felicità, la sofferenza è di conseguenza vista come qualcosa di negativo e da evitare.

La soluzione che ci propone Paolo è di permettere a Dio di rinnovare il nostro modo di pensare, perché altrimenti non riusciremo a conoscere “per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”. Molti cristiani sperano invece di riuscire semplicemente ad applicare gli standard cristiani alla loro vita, continuando però a pensare come il resto del mondo. Non può funzionare.

Chi vuole vivere la vita umana così come ideata originariamente da Dio, deve per forza lasciar trasformare il suo modo di pensare tramite l’opera di convincimento dello Spirito Santo. Al centro di una vita cristiana vissuta in abbondanza deve esserci il desiderio di capire a fondo perché Dio vuole che viviamo la vita in un modo piuttosto che in un altro e non un semplice accontentarsi di applicare un paio di regole solo perché stanno scritte nella Bibbia.

Questa non è maturità cristiana è piuttosto il comportamento superficiale e sciocco che troviamo nel mondo, che si orienta semplicemente alla cultura che lo circonda senza un’attenta riflessione. Se invece permettiamo a Dio di trasformare il nostro modo di pensare, allora potremo conoscere per esperienza che ciò che Dio ci chiede è buono e che se seguiamo la sua via il nostro cuore sarà riempito di vera e profonda felicità.

È veramente il nostro orientamento sessuale a definire la nostra identità? Certamente il nostro orientamento sessuale ha un influsso sulla nostra identità, ma la nostra identità è quella di figli di Dio, amati e purificati dal peccato tramite il sangue di Gesù Cristo.

Potrebbe darsi che vivere secondo il principio “se ti rende felice deve essere giusto” ci porti ad essere ancora più infelici di prima? O che se ci separassimo dall’idea che è possibile avere intimità solo tramite o con il sesso, potremmo scoprire altre forme di vera e profonda intimità ad esempio all’interno della comunità?

È davvero così che una vita nel celibato e di astensione sessuale è qualcosa di improponibile? Non erano forse due dei principali personaggi del Nuovo Testamento – Gesù e Paolo – anche single? È davvero così che solo una vita senza sofferenza è una vita degna di essere vissuta?

Torniamo alla domanda che abbiamo posto all’inizio: come reagiamo se ci rendiamo conto che Dio ci sta chiedendo qualcosa che ci sembra impossibile o che pensiamo ci renderà totalmente infelici? La nostra reazione dipenderà da quanto abbiamo già permesso a Dio di trasformare il nostro modo di pensare.

Non dobbiamo dimenticare che se crediamo in Gesù Cristo, noi non siamo solo stati crocifissi con Lui, siamo anche stati risuscitati con Lui. Gesù stesso ci guida ora in una nuova vita. Questa e le prossime prediche vogliono essere un invito a entrare in nuovo modo di pensare, a permettere allo Spirito Santo di mostrarti perché Dio vuole che tu viva in un determinato modo piuttosto che in un altro. È un invito a tornare a confidare pienamente in quella che è la via di Dio per noi, in quella via che ci porta la vita in abbondanza che Gesù ci ha promesso.

Amen

Follow us: