Siamo oggi giunti all’ultimo dei cinque “sola” della Riforma: soli Deo gloria! Questo motto rappresenta l’apice della dottrina riformata e significa innanzitutto che Dio è sovrano in ogni aspetto della nostra vita e che di conseguenza tutta la nostra vita deve essere vissuta per la sola gloria di Dio.

Uno dei principali manuali dottrinali usato dalle chiese cristiane delle isole britanniche nel 17° secolo per insegnare le basi della fede, il Catechismo Minore di Westminster, inizia con la seguente domanda:

Qual è lo scopo principale della vita umana?

E la risposta che i nuovi credenti dovevano poi imparare a memoria era:

Lo scopo principale della vita umana è dare gloria a Dio e godere per sempre della sua presenza.

Dare gloria a Dio e gioire in Lui? Non so com’è per te, ma ogni tanto sembra che siano due cose che si escludono a vicenda: o diamo gloria a Dio sforzandoci come dei matti, o siamo felici, ma entrambe le cose insieme? Vediamo di capire come le due cose sono legate…

Un Dio sovrano

Prima di entrare in questo tema vorrei però fare un’importante premessa: noi non siamo stati creati per noi stessi, per autorealizzarci, per diventare felici, soddisfatti o qualunque altra cosa, come se la felicità fosse fine a sé stessa. Forse non ci hai mai pensato, ma in realtà siamo stati creati solo e unicamente per la gloria di Dio.

La motivazione principale che ha spinto Dio a salvarci non è il miglioramento della nostra vita, bensì la sua gloria, sebbene il miglioramento della nostra vita sia un piacevolissimo effetto secondario.

L’apostolo Paolo scrive ai Romani:

Perché tutto viene soltanto da Dio. Tutto esiste per la sua potenza e tutto è per la sua gloria. A lui sia la gloria per sempre! Amen. (Romani 11:36)

Dobbiamo renderci conto che lo scopo principale di Dio in ogni cosa che fa è glorificare sé stesso, non soddisfare i nostri bisogni. Se lui ha scelto di salvare dei peccatori e di restaurare la creazione è solo e unicamente per il piacere che prova nel glorificare sé stesso e nel ricevere la nostra lode per quello che ha fatto:

Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace. (Salmo 115:3)

Dio è sovrano e ha il diritto e anche il potere di fare qualunque cosa lo renda felice. Questo significa però anche che qualunque cosa Dio fa, siccome la fa per trarne piacere, andrà a buon termine. Non ci sarà niente e nessuno in grado di fermarlo o di impedirgli di raggiungere i suoi obiettivi.

Potrebbe sembrare strana come affermazione, ma se Dio è sovrano e tutto ciò che fa lo fa per essere felice e se ogni cosa che fa gli riesce perché ha il potere di farla, vuol dire che è l’essere più felice di tutti. E se è l’essere più felice di tutti non possiamo che trovare anche noi in lui, stando in comunione con lui anche la felicità più assoluta.

La gloria di Dio in Cristo

Che lo scopo ultimo della nostra vita è glorificare Dio, lo vediamo perfettamente nella vita di Gesù Cristo, nostro esempio perfetto. Tutta la vita e la morte di Gesù Cristo aveva un solo scopo. Gesù stesso afferma:

Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. (Giovanni 17:4)

Certo, nella morte di Cristo Dio ci ha anche mostrato il suo amore, ma noi non siamo al centro di tutto. Dio ha fatto morire suo figlio principalmente per “dimostrare la sua giustizia” (Romani 3:25)! Se avesse semplicemente perdonato il peccato senza un degno sacrificio avrebbe infangato il suo onore e la sua gloria. Per difendere l’onore di Dio Gesù Cristo dovette morire.

Al riguardo del Cristo la Scrittura dice:

“Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:9-11).

Potrebbe sembrare egoistico da parte di Dio aver fatto tutto ciò solo per la sua stessa gloria e potremmo chiederci come può essere un Dio d’amore, se è così concentrato su sé stesso e sul ricevere la sua gloria. Ma come potrebbe Dio dimostrarci maggiormente il suo amore se non dandoci sé stesso?

Quando Dio ci ha creati a sua immagine, ha deciso di mettere in noi la sua gloria. Lo ha fatto perché desiderava riempire la terra con la sua gloria tramite l’uomo che la rifletteva. Purtroppo questa gloria di Dio che era in noi è andata persa a causa del peccato:

Tutti, senza, distinzione, sono dei peccatori senza la gloria di Dio. (Romani 3:23)

Senza Cristo non avremmo alcun modo di riflettere la gloria di Dio nella nostra vita. A causa del peccato siamo tutti privi della gloria di Dio perché non abbiamo confidato in Lui. Lo abbiamo disonorato confidando in noi stessi. Abbiamo abbandonato i suoi comandamenti perché pensavamo di conoscerne di migliori.

Solo il vero pentimento per tutti questi nostri peccati e per aver disonorato la sua gloria, seguito dalla fede riposta in Cristo per ottenere la salvezza può ripristinare in noi la gloria di Dio e di conseguenza anche il desiderio e il piacere di stare alla presenza di Dio.

Purtroppo siamo talmente abituati a essere così al centro dell’attenzione, a far girare tutto attorno a noi stessi, ai nostri pensieri e ai nostri problemi, che non ci rendiamo conto che in realtà il fine principale della nostra vita è dare gloria a Dio godendo per sempre della sua presenza!

Quando ci rendiamo conto che Dio non aveva alcun bisogno di crearci, potremmo pensare che la nostra vita non abbia alcun senso. Ma la Bibbia dice che siamo stati creati proprio per glorificare Dio e quindi abbiamo una grandissima importanza per Dio stesso. Una così grande importanza che ha scelto di sacrificare suo figlio pur di ridarci la gloria che avevamo perduta.

Creati per riflettere la gloria di Dio

Perché è importate capire che siamo stati creati e salvati da Cristo per la sola e unica gloria di Dio? Perché altrimenti restiamo delusi quando ci rendiamo conto che Dio non è qui principalmente per soddisfare tutti i nostri bisogni.

Se questa è la nostra idea di che cosa significa vivere con Dio, allora Dio diventa solo un mezzo per raggiungere la nostra felicità e non potremo che essere delusi da questo tipo di vita cristiana. In realtà la vera felicità la possiamo trovare unicamente in Dio e non in ciò che riceviamo o non riceviamo da Dio! Lo scopo del nostro esistere è dare gloria a Dio e rallegrarci in Dio. Non di rallegrarci in ciò che ci dà, per poi rattristarci per ciò che ci toglie.

Se la nostra gioia dipende solo da ciò che Dio ci dà, come potremo accettare dalla sua mano quando ci toglie qualcosa? Per questo Paolo scrive:

Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. (Filippesi 4:4)

Mi rendo conto che questo è un concetto molto difficile da applicare nella nostra vita quotidiana perché non capiamo sempre il perché di ciò che Dio fa o permette. Ma se capiamo che ogni cosa che Dio permette serve a glorificare Dio e a renderlo felice, possiamo riuscire a trovare in Cristo le forze per rallegrarci in Lui in ogni situazione e in ogni cosa che facciamo.

Se questa non resta solo una bella teoria, ma se noi iniziamo nella nostra vita quotidiana a vivere ogni aspetto della vita per glorificare Dio, allora inizieremo a provare una gioia intensa nel Signore, come non l’abbiamo mai sperimentata prima.

L’apostolo Paolo ci sfida direttamente dicendo:

Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. (1Corinzi 10:31)

Non so com’è per te quando senti queste parole. Se penso a tutte le cose che faccio o che devo fare nella mia vita, ce ne sono alcune che faccio volentieri e altre meno. A volte mi rendo conto che certe situazioni mi pesano e che le affronto solo perché devo, anche se preferirei evitarle. Non è per niente facile fare tutto alla gloria di Dio.

Se sono sincero la mia prima reazione leggendo questo versetto è di pensare a tutte le volte che non vivo alla gloria di Dio, a quando sbaglio, a quando commetto un peccato, a quando non mi comporto o non penso in modo degno di un cristiano. Di conseguenza mi sento poi male perché mi rendo conto di non aver dato gloria a Dio in quelle situazioni.

Sicuramente un modo per dare gloria a Dio è quello di riconoscere i propri sbagli e di confessare a Dio i propri peccati. Ma se la pensiamo solo in questi termini, avremmo un’immagine puramente negativa del dare gloria a Dio. Il dare gloria a Dio diventerebbe un cercare di evitare di sbagliare per paura di deluderlo.

A lungo ho vissuto così la mia vita perché sono cresciuto con l’idea di dover stare sempre attento a fare la cosa giusta per paura di sbagliare. Questi miei pensieri mi hanno portato addirittura al punto di evitare di concedermi delle gioie perché ritenevo egoistico fare qualcosa semplicemente perché mi faceva piacere. Iniziava da cose banali come il concedermi un gelato quando ne avevo voglia o l’andare al cinema a guardare un bel film.

Ma poi mi sono reso conto come questo mio modo di pensare mi bloccava anche nel mio rapporto con Dio. Facevo fatica a concedermi delle emozioni lodando Dio, a godermi la bellezza della natura, a gioire mangiando un buon pasto, ringraziando Dio per tutto il bene che mi dà. Ancora non ci riesco sempre, ma ci sto lavorando.

Non dobbiamo iniziare dalle cose più difficili. Per Lutero era ad esempio chiaro che tutte le nostre attività, anche le più mondane le possiamo fare alla gloria di Dio. Perché non iniziamo a fare alla gloria di Dio le cose che facciamo con piacere? Ringraziandolo e lodandolo perché la vita è bella e degna di essere vissuta in tutta la sua pienezza!

Come già detto, fare tutto alla gloria di Dio e essere felici in Lui non sono due concetti separati o addirittura in contrasto. Non vuol dire che dobbiamo amare Dio per essere felici, ma che dobbiamo imparare a trovare gioia nell’amare Dio. Non dobbiamo amare il nostro prossimo per trarne soddisfazione, ma dobbiamo scoprire la gioia nel fare del bene al nostro prossimo.

Se consideri quali sono al momento gli impegni e gli obiettivi più importanti della tua vita, pensando alle tue amicizie, al lavoro, all’uso del denaro, alle relazioni che hai in chiesa… diresti che in ciò che stai facendo stai seguendo l’obiettivo di Dio per la tua vita? Oppure hai altri obiettivi dai quali, magari senza rendertene conto, ti stai facendo guidare?

Non dobbiamo già iniziare con la perfezione affrontando tutte le situazioni, anche le più spiacevoli con enorme gioia, impegnandoci a fare tutto alla gloria di Dio con enorme sforzo. Chiederemmo troppo a noi stessi e saremmo degli ipocriti.

Come piccolo compito per la prossima settimana, prova a pensare alle cose della tua vita che ti riempiono di gioia e che fai volentieri, e chiediti come potresti farle dando gloria a Dio. Poi poco a poco possiamo aumentare il livello di difficoltà, chiedendoci come possiamo affrontare anche le cose e le situazioni meno piacevoli dando gloria a Dio e gioendo in Lui, perché questo è lo scopo ultimo della nostra vita!

Amen

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