di Daniele Scarabel

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito. (2 Corinzi 3:18)

Due settimane fa a Pentecoste vi ho parlato del versetto 17 che parla della libertà che ci porta lo Spirito Santo. Avevo spiegato che per vivere appieno la libertà che lo Spirito Santo ci porta, dobbiamo riconoscere che lo Spirito Santo è a tutti gli effetti Dio che agisce nelle nostre vite.

Domenica scorsa Giovanni ci ha ricordato quanto abbiamo bisogno di conoscere il nostro Dio come il Re di gloria e che uno dei desideri più grandi del cuore di Dio è quello di mostrarsi, di farsi vedere, di farsi conoscere.

Come vedremo oggi, è proprio ciò che Dio fa tramite lo Spirito Santo.

Contemplare la gloria del Signore

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore… (2 Corinzi 3:18a)

Wow, in questo versetto finale del capitolo 3, Paolo ci mostra una meravigliosa verità. Parlando del versetto 17 avevamo visto che per il popolo di Dio nell’Antico Testamento è come se la legge di Dio fosse entrata nelle loro teste, ma non nei loro cuori, era come se i loro occhi fossero coperti da un velo che non permetteva loro di vedere veramente Dio.

Ora però, quando una persona si converte a Cristo, lo Spirito Santo rimuove il velo dal suo cuore, un velo che gli impediva di vedere veramente Dio. Possiamo dunque dire – usando un gioco di parole – che la gloria di Dio ci viene “svelata” in Cristo tramite lo Spirito Santo.

Anche se c’è un ma… Paolo ci spiega infatti che noi contempliamo la gloria di Dio come in uno specchio. Gli specchi antichi, a differenza di quelli moderni, erano fatti di metallo levigato. Anche gli specchi migliori, non raggiungevano dunque mai la qualità di immagine di uno specchio come lo conosciamo noi oggi. L’immagine riflessa restava dunque imperfetta.

Ma cosa è esattamente questa gloria di Dio che possiamo vedere? Nella Bibbia la “gloria di Dio” indica innanzitutto l’onore che spetta solo a Dio. Siccome a nessuno è però permesso di vedere tutta la maestà, la perfezione, la bellezza e la santità di Dio, la “gloria di Dio” si riferisce spesso alla luce abbagliante che circonda la presenza di Dio. È così che Dio ha deciso di rivelarsi a noi esseri umani, con una manifestazione visibile che trasmette splendore e luminosità.

Nel Salmo 104 troviamo una descrizione di questa gloria:

SIGNORE, mio Dio, tu sei veramente grande; sei vestito di splendore e di maestà. Egli si avvolge di luce come d’una veste… (Salmo 104:1-2)

La maestà e la perfezione dell’essere di Dio è qualche cosa che non potremo mai comprendere pienamente, è quindi appropriato che la manifestazione visibile di Dio ci lasci a bocca aperta, facendo nascere in noi però anche una grande gioia e profonda riverenza.

Nel Nuovo Testamento la gloria del Signore è menzionata in due occasioni particolari: quando l’angelo del Signore annunciò la nascita di Gesù ai pastori e quando i discepoli videro Gesù conversare come Mosè e Elia. I pastori e anche i discepoli furono presi da gran timore. A pastori l’angelo del Signore disse:

Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. (Luca 2:10-11)

E ai suoi discepoli Gesù disse: “Alzatevi, non temete” (Matteo 17:7). Perché? Perché Dio ha scelto di mostrarci la gloria di Dio in Cristo. “Chi ha visto me, ha visto il Padre”, disse Gesù (Giovanni 14:9). Riconosci in Gesù l’immagine del Dio invisibile? Vedi in lui il riflesso della gloria del Padre? Vedi in Cristo l’immenso amore che Dio ha avuto per te?

Alla fine della Bibbia, nell’Apocalisse, ritroviamo la gloria di Dio nella descrizione della città celeste, della nuova Gerusalemme sulla nuova terra dove trascorreremo l’eternità:

La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. (Apocalisse 21:23)

Quando noi abiteremo nel nuovo regno di Dio saremo costantemente circondati dalla luce della gloria del Signore. Prova ad immaginartelo. Ti piacerebbe vivere alla presenza di tale gloria? O ti spaventa come furono spaventati i pastori e i discepoli alla vista della gloria di Dio?

Ciò che vorrei farti capire oggi è che Dio, permettendoci di contemplare la sua gloria, vuole prepararci all’eternità che trascorreremo con lui alla costante presenza della sua gloria.

Di gloria in gloria

…siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria… (2 Corinzi 3:18b)

Qui leggiamo qualcosa di straordinario. Dio stesso vuole che noi riflettiamo la sua gloria, e non solo un giorno quando saremo con lui, bensì già qui e adesso nella nostra vita cristiana. Anche se non siamo circondati da una luce visibile che splende attorno a noi, noi cristiani riflettiamo la gloria di Dio nella nostra vita.

Come? Noi riflettiamo la gloria di Dio grazie allo stile di vita che ha chi ama profondamente Dio e che è spesso evidente per le persone che ci osservano e che ancora non conoscono Dio personalmente. È Gesù stesso a dire questo di noi cristiani:

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:16)

Il lavoro che Dio fa nella nostra vita è di trasformarci in modo da far crescere l’intensità della luce della gloria di Dio che noi riflettiamo nella nostra vita. E la luminosità che c’è nella nostra vita cristiana aumenterà a tal punto che, quando saremo nel nuovo regno di Dio saremo veramente in tutto e per tutto degni anche esteriormente di portare l’immagine di Dio:

Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. (Matteo 13:43)

Se al momento ti spaventa il pensiero di trovarti un giorno a tu per tu con la gloria di Dio, è probabile che tu  non abbia ancora, o non a sufficienza, pregustato qualcosa di questa gloria di Dio nella tua vita quotidiana con lui. Nessuno di noi dovrebbe aspettarsi qualcosa dall’eternità che non ha già almeno in parte sperimentato per fede qui in questa vita.

Purtroppo non tutti coloro che desiderano vedere il cielo sono anche adeguatamente preparati ad esso. A volte penso che tanti cristiani, se fossero accolti oggi in cielo, non ne sarebbero nemmeno tanto contenti, perché non riescono ad immaginarsi cosa può esserci di bello nello stare alla presenza della gloria di Dio o addirittura ne sono spaventati.

Per questo Dio ha scelto di non trasferirci direttamente dopo la conversione in cielo. Ha deciso di prepararci a poco a poco, lasciando ad ognuno di noi il tempo necessario per prepararci alla gloria futura. Sapere questo, non dovrebbe forse spingerci a desiderare ancora di più di essere trasformati a immagine di Cristo? Eri consapevole del fatto che tutta la gloria di Dio che rifletti in questa vita è una preparazione alla tua gloria futura?

Vorrei ora leggervi alcuni passaggi da un articolo inedito che Franca Coray ha scritto proprio in questi giorni dal titolo “Portare frutto – come e perché”. Parlando di come ogni credente ha bisogno di profonde radici e necessita di tempo prima di poter portare frutto – o per riflettere la gloria di Dio – Franca scrive:

[…] il credente “appena piantato o trapiantato altrove” necessiterà di tempo nel segreto, a tu per tu con il Signore, in comunione intima. Durante tutto questo tempo chi lo osserva dall’esterno non vedrà frutti. Il segno di questa vita sotterranea sarà anche chiaramente identificabile fuori dal terreno dopo alcuni mesi, a suo tempo; in caso contrario significa che la pianta è morta, che non ha attecchito.  Spunteranno gemme e poi belle foglie verdeggianti, a testimoniare che tutto va bene a livello delle radici.  La pianta poi inizierà a fruttificare alla sua stagione e progressivamente aumenterà il raccolto. La pianta giovane di norma non produce molto frutto… ma talvolta ci lascia sbigottiti!

È una bella immagine per capire come veniamo trasformati di gloria in gloria nell’immagine di Cristo. E come opera Dio tutto questo in noi?

Lo Spirito ci prepara per il cielo

Secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito. (2 Corinzi 3:18c)

Da queste parole capiamo come veniamo preparati per il cielo: tramite l’azione dello Spirito Santo nella nostra vita, che passo dopo passo ci prepara per assomigliare sempre più a Cristo.

A Pentecoste avevo concluso il messaggio con l’invito: permetti allo Spirito Santo di toccarti profondamente nel modo che lui ritiene essere il migliore per te. Hai fatto qualche esperienza particolare?

Una delle caratteristiche dello Spirito Santo è che non punta i riflettori su di sé, bensì su Cristo. Gesù stesso, annunciando la venuta dello Spirito Santo, disse:

Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. (Giovanni 16:13-14)

Quindi che cosa farà lo Spirito Santo nella nostra vita se noi gli permettiamo di agire? Ci spingerà sempre più a conoscere Cristo, perché senza Cristo non avremmo mai imparato così tanto su Dio; sarebbe rimasto per noi eternamente sconosciuto.

Allo stesso tempo però, il nemico, Satana, cercherà di annebbiare la nostra mente, riempiendola di menzogne e di pregiudizi riguardo la gloria di Dio. Ci dirà: “non sarai mai degno di stare alla presenza della gloria di Dio; non potrai mai essere accettato da Dio; non riuscirai mai a riflettere la gloria di Dio nella tua vita; col tuo passato puoi scordartelo…”

Solo la potenza dello Spirito Santo può liberarci da questo inganno del diavolo e mostrarci la verità che “Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre” (1 Giovanni 1:5). Purtroppo, pur avendo noi il privilegio di poter vedere la gloria di Dio in Cristo, resta in parte ancora un mistero.

Molti vedono in Cristo solo un maestro, venuto da Dio per mostrarci la sua volontà e per insegnarci come offrire un buon culto a Dio. Ma Cristo è ben più di questo. Se quindi vuoi prepararti alla gloria che vedrai un giorno in cielo, poniti le seguenti domande: perché ami Gesù Cristo? Perché lo onori? Perché desideri essere un giorno con lui in cielo?

Dio non vuole prepararci a riflettere la sua gloria chiedendoci semplicemente di imitare Gesù. Nessuno sarà mai trasformato “nella sua stessa immagine” semplicemente seguendo il suo esempio, a meno che non conosca la potenza dello Spirito Santo che ci trasforma.

A molti questo sembra scoraggiante, ma in realtà è piuttosto semplice. Lo Spirito Santo agisce in noi, più noi ci prendiamo del tempo per riflettere sulla saggezza, l’amore, la grazia, la bontà, la santità e la giustizia che Dio ci ha dimostrato in Cristo. È solo così che il nostro albero può mettere profonde radici, essere nutrito e crescere portando frutto.

In altre parole: rivolgi i tuoi pensieri a Cristo e poi lo Spirito Santo agirà nella tua vita. Pensa a come prima di conoscerlo i tuoi pensieri erano occupati da mille altre cose, come pensavi a ciò che ti portava soddisfazione, piacere e gioia in questo mondo. E ora rivolgi invece sempre di più i tuoi pensieri a Cristo, come fonte di soddisfazione, piacere e gioia. È così che avrai sempre più la sua gloria davanti ai tuoi occhi.

E quando un giorno ti troverai di fronte a lui e lo vedrai così come è, allora il tuo sguardo non potrà più staccarsi da lui e non smetterai mai di gioire della sua presenza e di amarlo, perché avrai già imparato a farlo qui, in questo mondo.

Amen

Follow us: