di Daniele Scarabel

Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. (2 Corinzi 4:7)

Ti è mai capitato di pensare: “Come può Dio fare grandi cose attraverso uno come me?” Oppure, se hai un’alta autostima, di pensare: “Se tutti fossero come me, allora sì che il Regno di Dio avanzerebbe!”?

Oggi vedremo che c’è una netta differenza tra il “contenitore” e il “contenuto”. Di solito, il contenuto è di gran lunga superiore al contenitore. E lo è anche nel nostro caso! A renderci utili e preziosi per il Regno di Dio non sono le nostre qualità umane, bensì Cristo che vive in noi. Possiamo ricordare facilmente ciò che Paolo vuole insegnarci oggi, tenendo in mente la seguente immagine di noi e di Dio: noi siamo un semplice vaso; Cristo è il magnifico fiore.

Abbiamo un tesoro

Ma noi abbiamo questo tesoro… (2 Corinzi 4:7a)

Se consideriamo il nostro versetto nel suo contesto, è chiaro che il tesoro al quale Paolo si sta riferendo è “la luce della conoscenza della gloria di Dio”. Il tesoro che ogni credente possiede è l’enorme privilegio di conoscere il Creatore attraverso suo Figlio Gesù Cristo e di avere una relazione intima e personale con Lui.

Il Creatore onnipotente, che ha fatto risplendere la luce dalle tenebre, è Colui che ha fatto brillare la sua luce nel nostro cuore per permetterci di conoscere e sperimentare la gloria di Dio tramite Gesù Cristo.

Desidero che se esci oggi da questa sala tu possa ricordare almeno una cosa: in Cristo non sei più una persona senza valore, inadeguata, impotente o disperata; in Cristo sei profondamente importante e speciale perché Lui ha scelto di fare di te uno strumento per portare la luce della sua gloria a chi ancora non crede. Non dobbiamo mai dimenticare questa grandissima e bellissima verità!

Scrivendo queste cose, Paolo si rendeva perfettamente conto di essere un uomo pieno di difetti, limitato e debole. Lo ripete spesso nelle sue lettere. Purtroppo i suoi nemici ne hanno approfittato, affermando che Paolo per questo motivo non fosse degno di rappresentare il Vangelo di Cristo. Cercavano di convincere i credenti di Corinto che ci fosse bisogno di leader forti per guidare la chiesa, con grande carisma e capacità retoriche.

Paolo sapeva però anche di non essere stato lui a scegliere tutta quella responsabilità. Quando il Signore gli apparve sulla via di Damasco, Dio apparve anche a un uomo di nome Anania al quale ordinò di andare incontro a Paolo dicendogli:

Va, perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d’Israele; (Atti 9:15)

Nei primi versetti di 2 Corinzi 4 Paolo ci ricorda che noi tutti siamo strumenti scelti da Dio per portare la luce nelle tenebre.

Come ti senti al pensiero di essere un contenitore per un tesoro così prezioso? Se pensi che Dio ti possa utilizzare solo se sei abbastanza forte spiritualmente, stai dando credito a una menzogna del diavolo. Uno dei paradossi del cristianesimo è infatti che la potenza di Dio si manifesta al meglio proprio tramite la nostra debolezza.

Anche per noi vale ciò che Paolo scrive di se stesso:

Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:10)

Questa è una verità importante per chi tra di noi ha poca fiducia in se stesso e spesso dubita di poter servire il Signore con tutti i suoi difetti. Va bene che tu ti senta debole e inadeguato per servire il Signore, perché non si tratta di quanto grande o bravo riesci ad essere, ma di quanto grande è Dio in te.

Questa verità è però altrettanto importante per chi ha grande – o forse troppa – fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. Ricorda che Dio è grande, non tu! È vero che siamo servitori di un grande Dio e che ci è stato affidato un ministero meraviglioso, ma questo non dovrebbe farci sentire superiori agli altri. È Dio a portare avanti il suo regno, non tu. È la luce di Dio che è in te a dover splendere nelle tenebre, non la tua.

Dio è in grado di fare in qualsiasi momento tutto ciò che vuole – e con chi Lui vuole! Non dimentichiamo che uno solo è stato perfetto: Cristo! E ora questo tesoro vive nei nostri cuori tramite lo Spirito Santo.

Semplici vasi di terra

Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra… (2 Corinzi 4:7a)

Paolo inizia il versetto 7 con la congiunzione “ma”, indicando che la gloria di Dio che brilla nei nostri cuori come un prezioso tesoro è in netto contrasto con i nostri cuori ribelli e orgogliosi, che lo contengono. I nostri cuori non sono che fragili contenitori, che tendono a non riconoscere la luce di Dio che splende dentro di loro.

I “vasi di terra” erano semplicissimi e comunissimi vasi di terracotta, usati per gli scopi più svariati. Potevano essere belli o brutti, potevano contenere gioielli, oro e argento, o essere usati per contenere qualsiasi altra cosa, persino i rifiuti. Non erano in sé nulla di speciale, erano fragili e il loro contenuto era spesso di gran lunga più prezioso dei vasi stessi. Sembra essere stato proprio questo il pensiero che ha spinto Paolo a paragonare il cristiano a un vaso di terracotta che contiene un prezioso tesoro.

Un esempio di vasi di terracotta utilizzati per contenere qualcosa di prezioso sono le anfore che contenevano i famosi “rotoli del Mar Morto”, che furono nascosti nelle grotte di Qumran in Israele, per salvarli dalla furia distruttrice dei Romani. Si tratta di antichissimi manoscritti risalenti a un periodo tra il 3° secolo a. C. e il 1° secolo d.C., tra i quali c’era ad esempio un rotolo del libro del profeta Isaia.

Quei vasi furono scoperti per caso nel 1947 da un pastore beduino. Per due millenni dei semplici vasi di terracotta hanno contenuto un prezioso tesoro che ora aiuta ad esempio gli studiosi a confermare che Isaia aveva veramente predetto la venuta del Messia molto prima della nascita di Gesù.

Chi è degno di essere un “contenitore” per la luce e la gloria di Dio? La persona più intelligente non è abbastanza intelligente, la persona più pura non è abbastanza pura, la persona più spirituale non è abbastanza spirituale e la persona più talentuosa non ha abbastanza talento. Siamo tutti solo vasi di terracotta che contengono un tesoro indicibilmente grande.

Dio avrebbe potuto trovare dei modi sicuramente più pomposi per presentare al mondo la sua gloria. Eppure si diletta scegliendo persone semplici e comuni, per poi mettere nei loro cuori il suo prezioso tesoro. Questo ci insegna che va bene se ammettiamo le nostre mancanze e le nostre debolezze!

La tua biografia è parte di te. Non puoi cancellare il tuo passato e non devi nemmeno avere un passato del quale essere orgoglioso per poter contenere il tesoro di Dio. Le tue ferite, le tue cicatrici, siano esse dovute a errori o peccati di altri, sia a errori o peccati tuoi, sono parte di te. Permetti a Dio di guarirle e di usarle per i suoi scopi:

Egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe. (Salmo 147:3)

Non devi essere un eroe della fede per condividere il tesoro che hai in te. Al contrario, se ammetti apertamente le tue debolezze e le tue difficoltà, trasmetti un’immagine più sana e più realistica del cristianesimo. In fin dei conti siamo tutti “malati” e abbiamo bisogno del medico:

Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. (Matteo 9:12)

Quando testimoniamo ad altre persone della intima e personale relazione che abbiamo con Gesù, saremo sempre imperfetti – saremo sempre fragili vasi di terracotta – a prescindere da quanto spiritualmente maturi siamo. Sarebbe nocivo e malsano se facessimo finta di essere contenitori della gloria di Dio migliori di quanto in realtà non siamo.

Rendiamo invece un gran servizio a chi si avvicina alla fede cristiana, se presentiamo la nostra vita con Dio per quello che è. Una vita piena di sfide e sconfitte, ma anche con grandi vittorie e gioie che sperimentiamo con il nostro Signore che agisce in modo potente e ci trasforma tramite lo Spirito Santo.

Perché Dio ha scelto di agire in questo modo?

Più gloria a Dio

… affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. ((2 Corinzi 4:7b)

La prima verità che apprendiamo da queste parole è che non è un caso che il tesoro di Dio sia stato messo in contenitori così umili e fragili. Dio ha progettato e voluto che le cose stiano esattamente così.

Dio ha scelto dei “vasi di terra” invece che dei vasi celesti e perfetti, perché dei vasi “perfetti” sarebbero sì stati più sicuri, ma avrebbero anche attirato la gloria su se stessi. Vasi di terra invece portano gloria solo a Dio. Dio vuole che tutti riconoscano che la grande potenza che è in grado di trasformare delle persone comuni in contenitori della sua gloria è solo e unicamente sua.

Non dovremmo nemmeno osare pensare che qualunque cosa noi otteniamo nella nostra vita, la raggiungiamo senza l’aiuto di Dio o senza la sua potenza. Non dovremmo mai porci in primo piano, in modo da oscurare la gloria di Dio o da sminuire il ruolo della sua grazia nella nostra vita. Ricordiamo ciò che il Signore disse a Paolo:

Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. (2 Corinzi 12:9)

La seconda verità che apprendiamo da queste parole è che come cristiani dobbiamo sempre lottare per l’eccellenza. Non dobbiamo mai pensare che essere “vasi di terra” significhi che possiamo accontentarci della mediocrità o di un approccio superficiale alla vita cristiana. O peggio ancora che diventiamo pigri nello sfruttare tutte le opportunità che Dio ci offre per far risplendere la sua gloria.

Essere mancanti nell’utilizzare ogni risorsa a nostra disposizione o svolgere dei compiti o un ministero con negligenza o scarso entusiasmo, non spinge certo le persone attorno a noi a dare gloria a Dio. Dio ha messo in noi il suo prezioso tesoro affinché il più persone possibili possa dare a Lui la gloria e riconoscere Cristo come Salvatore e Signore.

Quindi ricorda che anche se sei un vaso debole e fragile, Dio ha scelto di mettere la sua gloria in te affinché risplenda nella tua vita. Non lasciarti scoraggiare dalle tue debolezze, ma non nemmeno inorgoglirti per le tue capacità. La nostra preghiera dovrebbe piuttosto essere: Dio, fa qualcosa di talmente grande attraverso di me, in modo che a tutti sia chiaro che non è stato merito mio, ma unicamente merito della tua grande potenza che opera in me!

Amen

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