Schiavi… ma di chi?
In Romani 6, Paolo ci sfida a guardare in faccia la nostra libertà: non si tratta di se siamo schiavi, ma di chi. Schiavitù del peccato o servizio a Dio?
In Romani 6, Paolo ci sfida a guardare in faccia la nostra libertà: non si tratta di se siamo schiavi, ma di chi. Schiavitù del peccato o servizio a Dio?
In Cristo siamo morti al peccato e risorti a una vita nuova: una realtà spirituale profonda che cambia la nostra identità, le nostre scelte e il nostro modo di vivere.
Non siamo più schiavi del peccato, ma strumenti nelle mani di Dio, accordati dalla sua grazia e pronti per la sua gloria.
La caduta di Adamo ha portato conseguenze per tutta l’umanità, ma la vittoria di Cristo ha aperto la via alla grazia e alla vita eterna. Un messaggio di speranza e trasformazione che ci invita a vivere come figli redenti, sostenuti dallo Spirito Santo.Un messaggio di speranza e riconciliazione per chi si sente indegno. La croce è la risposta che non cambia mai.
Dio ci ha amati quando eravamo al nostro peggio — deboli, peccatori, nemici. E se ci ha amati allora, quanto più oggi che siamo Suoi figli?
Un messaggio di speranza e riconciliazione per chi si sente indegno. La croce è la risposta che non cambia mai.
Il culto di Pasqua 2025 ci ha guidati in Isaia 60:1-3, dove risuona l’invito di Dio al suo popolo: “Sorgi, risplendi, perché la tua luce è giunta!”. Partendo da immagini di oscurità e smarrimento, il messaggio ha mostrato come la luce della risurrezione di Cristo trasforma, guida e chiama ogni credente a una risposta personale. Non basta riconoscere la luce: siamo chiamati a camminarci dentro.