Alla chiesa serve discernimento

27 Novembre 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Questi ultimi mesi abbiamo parlato molto dell’azione dello Spirito Santo e dei suoi doni. Abbiamo visto quanto è importante permettere allo Spirito Santo di agire nella nostra vita e di guidarci. Abbiamo imparato che lo Spirito Santo ci elargisce svariati doni spirituali per l’edificazione della chiesa e per il bene comune.

Oggi tratteremo l’ultimo dei doni spirituali che troviamo nella lista di 1 Corinzi 12, ovvero il dono del “discernimento degli spiriti” (1 Corinzi 12:10). Ma non vi parlerò solo di questo dono, bensì anche del bisogno di discernimento che la chiesa ha in generale.

Vorrei trasmettervi qualcosa che mi sta molto a cuore, ovvero l’importanza che ognuno di noi resti vigile e attento, pronto a cogliere ogni segnale di pericolo e di inganno, senza però cadere nel cinismo o nel rifiuto totale di ogni manifestazione soprannaturale.

La Parola di Dio è il metro di misura

Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. (1 Giovanni 4:1)

Giovanni afferma che ogni credente ha il dovere – e la capacità data dallo Spirito Santo – di valutare ciò che avviene attorno a noi nel mondo spirituale. Ci esorta a “provare gli spiriti per sapere se sono da Dio” e lo fa perché sa che ogni credente nato di nuovo ha una certa dose di discernimento, che aumenta man mano che matura nello Spirito.

In questo versetto Giovanni ci esorta principalmente a stare attenti ai falsi profeti che pretendono di parlare in nome di Dio. L’esortazione a non credere a ogni spirito vale però anche in generale per ogni cosa che avviene nella chiesa. Ma come possiamo crescere in quanto a discernimento? Come possiamo riuscire a dare una valutazione spiritualmente sana?

In Ebrei 5:13-14 leggiamo che i cristiani maturi “hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male”. Ma come si giunge a questa maturità? Dal contesto è chiaro che la maturità arriva grazie allo studio approfondito della Parola di Dio. Se vogliamo essere in grado di discernere il bene e il male dobbiamo dunque essere costanti nello studio della Parola di Dio.

Il motivo dell’esortazione a “provare gli spiriti” è che purtroppo “molti falsi profeti sono sorti nel mondo”, che non sono altro che lupi travestiti da pecore che cercano di portare i cristiani fuori strada (2 Corinzi 11:13-15).

Perché è così importante stare attenti quando abbiamo a che fare con manifestazioni soprannaturali? Il punto è che è facile lasciarsi prendere dalla forte emozione al pensiero di essere testimoni dell’agire immediato di Dio nel nostro mezzo. La mia esperienza mi mostra che è ad esempio più facile ricevere una profezia che ti cambi la vita piuttosto che sperimentare la trasformazione che viene dallo studio continuo e diligente della Parola di Dio.

E capisco benissimo chi non vorrebbe più fare a meno di questa meravigliosa sensazione. Perché è davvero più difficile impegnarsi a studiare a fondo la Bibbia, che ricevere passivamente un’entusiasmante parola di rivelazione.

Con questo non voglio per nulla minimizzare o negare l’importanza della parola profetica, anzi! Però ci tengo a ribadire che le parole che riceviamo per rivelazione soprannaturale non devono mai diventare una scusa per la nostra pigrizia personale quando si tratta di scoprire i tesori sepolti nella Parola di Dio.

Cosa potresti fare affinché nella tua vita la Parola di Dio diventi ancora di più una “lampada” al tuo piede e una “luce” sul tuo sentiero (Salmo 119:105)? La Bibbia è il tuo standard da applicare per giudicare tutta la verità?

Esaminare ogni cosa e ritenere il bene

Un ambito nel quale serve particolare discernimento è quello della profezia:

Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; astenetevi da ogni specie di male. (1 Tessalonicesi 5:19-22)

L’esortazione di Paolo ai Tessalonicesi è chiara: non dobbiamo disprezzare le profezie, ma non dobbiamo nemmeno accogliere ogni presunta parola profetica come se provenisse direttamente dalla bocca di Dio, senza prima averla esaminata.

L’applicazione pratica di questo versetto non è però sempre evidente. Da una parte perché a volte è difficile e scomodo sfidare qualcuno che afferma di portare una parola profetica ricevuta da Dio. Alcuni sono talmente preoccupati di disprezzare le profezie e di spegnere lo Spirito Santo, che fanno di tutto per non giudicare o valutare criticamente una parola o un’opera che qualcuno affermi essere opera dello Spirito Santo. L’esortazione di Paolo a esaminare ogni cosa ci mostra però che non è mancanza di fede o di rispetto nei confronti dello Spirito Santo se esaminiamo ogni cosa. Al contrario, è nostro dovere!

Purtroppo, troviamo spesso anche l’estremo opposto. Siccome in nome dello Spirito Santo ci sono sempre di nuovo state persone che hanno abusato della loro autorità spirituale, per molti l’unica soluzione di fronte alle manifestazioni dello Spirito sembra essere il cinismo o lo scetticismo. Ma anche questa non è una soluzione.

Le varie manifestazioni dello Spirito sono troppe preziose e importanti per la chiesa per essere semplicemente messe da parte. Paolo paragona lo Spirito Santo a un fuoco che non dobbiamo spegnere con le acque dello scetticismo, della religiosità o della paura.

Paolo ci esorta a non disprezzare le profezie, proprio perché se le disprezziamo, e se disprezziamo in generale tutto ciò che ci sembra irrazionale, rischiamo di spegnere il fuoco dello Spirito Santo. E questo ci rivela molto su come lo Spirito Santo agisce. Lo Spirito Santo non si imporrà mai su di noi facendoci agire come delle marionette, ma agirà rispettando i nostri tempi e la nostra disponibilità.

L’alternativa a non spegnere lo Spirito Santo non è dire che tutto va bene e accogliere ogni parola profetica o manifestazione dello Spirito senza esaminarla. Qual è dunque la nostra responsabilità di fronte alle manifestazioni dello Spirito? Dobbiamo mettere alla prova, esaminare, valutare, misurare, pesare e giudicare tutto quanto.

Come facciamo concretamente? Esaminare ogni cosa vuol dire soppesare ogni parola profetica, ogni miracolo e ogni altra manifestazione dello Spirito alla luce della Parola di Dio. In primo luogo, dobbiamo accertarci che non siano in contrapposizione a ciò che ci insegna la Bibbia. In secondo luogo, possiamo chiederci se edificano la chiesa oppure no.

Secondo 1 Corinzi 14:3, la profezia in particolare dovrebbe edificare, esortare e consolare. Se abbatte, crea divisione, timore, dubbi o autocondanna non è probabilmente una parola da Dio. Per qualsiasi manifestazione dello Spirito vale la prova dell’amore: se uno avesse anche tutti i doni dello Spirito, ma non avesse amore, allora c’è qualcosa che non va (1 Corinzi 13).

Dobbiamo evitare qualsiasi parola profetica che sia malvagia, non conforme alle Scritture, che non edifica, incoraggia, esorta o consola. Ricordiamoci che non ogni cosa che sembra venire da Dio lo è anche, e che il male può avere molte sfumature di nero.

Ma una volta che abbiamo stabilito che una parola profetica è buona e conforme alla Parola di Dio, e che quindi probabilmente proviene da Dio, allora è giusto accoglierla come positiva e buona, è giusto crederci, ubbidirle e preservarla.

Il dono del discernimento degli spiriti

Oltre al dovere di ogni cristiano di esaminare e provare gli spiriti esiste anche il dono del “discernimento degli spiriti” (1 Corinzi 12:10). Che cosa è e a che cosa serve? Le manifestazioni spettacolari come le profezie, le guarigioni, i miracoli e il parlare in altre lingue ci possono facilmente indurre a pensare che siano tutte da attribuire all’opera dello Spirito Santo. In realtà la Bibbia ci mostra chiaramente che possono anche essere prodotte da altri spiriti. Non è perché siamo testimoni di un miracolo che possiamo dare per scontato che sia opera di Dio.

Dio aveva ad esempio reso Mosè in grado di compiere miracoli, ma lui stesso dovette rendersi conto che anche i maghi egiziani erano in grado di replicarne alcuni (Esodo 7-8). Gesù avvertì i suoi discepoli che sarebbero sorti alcuni che avrebbero operato miracoli e cacciato demoni in suo nome pur senza essere mai stati riconosciuti da Cristo come suoi (Matteo 7:21-23).

C’è dunque sempre bisogno di distinguere le forze demoniache dallo Spirito Santo. È evidente che il dono del discernimento degli spiriti sia pensato proprio per rispondere a questo bisogno. Sono propenso a credere che si tratti della capacità di distinguere se una determinata manifestazione è opera dello Spirito Santo o di un altro “spirito” (demoniaco), oppure perfino dello spirito umano.

Come abbiamo visto prima, tutti i credenti hanno il dovere di “provare gli spiriti per sapere se sono da Dio” esaminando ogni cosa alla luce della Parola di Dio, ma credo che con questo dono Paolo stia pensando a una capacità fondamentalmente intuitiva di “percepire” che qualcosa non va.

Il dono spirituale di discernere gli spiriti è probabilmente un “intuito” o una sensazione suscitata in modo soprannaturale che permette a chi la possiede di giudicare la natura e la fonte dello spirito in questione.

Un caso di utilizzo di questo dono potrebbe essere l’evento descritto in Atti 16:16-18, dove Paolo fu in grado di discernere che il potere di una certa schiava veniva in effetti da uno spirito demoniaco. Oppure in Atti 13:8-11, dove Paolo fu in grado di discernere che la potenza di Elima il mago era di tipo demoniaco. Un altro esempio lo vediamo in Atti 8:20-24 dove si dice che Pietro “vide” (non fisicamente, ma lo percepì) che Simon Mago era pieno di amarezza e iniquità.

Questo particolare dono, come del resto anche tutti gli altri, Dio lo può donare a singoli credenti come capacità generale di essere più sensibile alle attività nel mondo soprannaturale, ma anche puntualmente nel momento del bisogno.

Ricordo una situazione quando anni fa mi trovai a fare cura d’anima a una persona che io credo fosse posseduta da qualche spirito maligno. Durante tutta la durata della consulenza mi sentivo particolarmente oppresso e a disagio. Percepivo che qualcosa non andava, ma non riuscivo a capire di che cosa si trattasse.

Quando arrivai a casa e raccontai a mia moglie ciò che era successo, lei mi disse di aver percepito durante tutta la durata della cura d’anima una chiara presenza demoniaca e lei aveva interceduto tutto il tempo per me chiedendo al Signore di proteggermi. La notte seguente è poi stata terribile per mia moglie, perché ha avuto la continua sensazione che un demonio la stesse strangolando e ha dovuto lottare per cacciarlo nel nome di Gesù. Potrebbe trattarsi di un caso in cui Dio ha conferito a mia moglie il dono di discernere gli spiriti? Penso di sì.

Un’altra volta mi ricordo che stavamo per distribuire dei trattati nel quartiere e qualcuno mi ha detto di aver percepito che quella sera delle forze occulte erano all’opera qui attorno. Ricordo come in un primo momento ero scettico, ma abbiamo poi colto l’occasione per chiedere a Cristo un’ulteriore protezione prima di procedere con la distribuzione. Credo che anche qui si sia trattato di un caso di discernimento degli spiriti.

Alcuni di voi potrebbero sentirsi a disagio pensando a quanto soggettiva possa essere la percezione del mondo soprannaturale da parte di chi possiede questo dono. Capisco la vostra preoccupazione. Ma abbiamo a che fare con doni “spirituali” e non con una scienza empirica.

Anche io preferirei avere una sorta di standard oggettivo e verificabile con cui giudicare la realtà e l’accuratezza di tali fenomeni. Ma l’unico metro di misura che abbiamo è la Parola di Dio e la Bibbia stessa non ci dice come capire se e quando queste “sensazioni” vengono dallo Spirito Santo e quando sono frutto del nostro spirito. È nella natura dei doni spirituali sfuggire al nostro totale controllo, proprio perché lo Spirito Santo “soffia dove vuole”.

Da nessuna parte nella Bibbia ci viene detto come opera esattamente il dono del discernimento degli spiriti o in che modo lo Spirito Santo ci avverte della presenza del male. Ma è chiaro che abbiamo bisogno di questo dono, così come abbiamo bisogno di tutti gli altri doni spirituali e dell’agire dello Spirito Santo in generale. Sii dunque aperto per ricevere questo dono o per esercitarlo, nel caso lo Spirito Santo te lo voglia dare!

Amen

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