Aspettando il giorno del Signore | Sofonia 3:1-8

24 Agosto 2026

Michel Di Feliciantonio

Michel Di Feliciantonio

Pastore

Se sapeste che state andando incontro ad una catastrofe, cosa fareste?

Nel film Don’t Look Up il protagonista, uno scienziato interpretato da Dicaprio, scopre che un enorme cometa è in rotta di collisione con la terra. Questo significa che la terra sta per essere distrutta. Il mondo però non è pronto per ricevere questa notizia, infatti le persone continuano a vivere come se niente fosse, non credendo agli avvertimenti dello scienziato.

Come reagireste se Dio vi dicesse che il mondo sta per essere distrutto a causa del peccato?

La città di Dio non ascolta il Signore

Sofonia 3:1 Guai alla città ribelle, contaminata, alla città piena di soprusi!
2 Essa non dà ascolto ad alcuna voce, non accetta correzione, non si confida nel Signore, non si avvicina al suo Dio.

Abbiamo visto la settimana scorsa con Lorenz le minacce del Signore rivolte ai popoli che circondavano il regno di Giuda. Ora, all’inizio del terzo capitolo, il profeta Sofonia si rivolge di nuovo al popolo di Dio ed in particolare alla città di Gerusalemme, la città del Dio santo, la città nella quale il Signore dell’universo aveva deciso di dimorare presso il tempio. 

Gerusalemme non viene nominata esplicitamente ma è chiaro che si sta parlando di questa città, visto che al versetto 5 ci viene detto che il Signore vive in mezzo ad essa. E come viene descritta questa città? Come ribelle, contaminata e piena di soprusi. E quindi il verdetto di Dio per la sua città è lo stesso che per i popoli stranieri che abbiamo visto la settimana scorsa: guai. 

La città che Dio si era scelto, aveva di fatto rifiutato il suo Signore. Il popolo con il quale Dio aveva fatto un patto, si era ribellato a questo patto, si era contaminato spiritualmente, non viveva per fare la volontà del Signore ma per violare la sua volontà.  

Invece di ascoltare la voce del Signore, invece di accogliere la correzione del proprio Dio, invece di fidarsi del proprio Creatore e di colui che aveva provveduto alla propria salvezza più e più volte nel corso della storia Gerusalemme aveva risposto altrove la propria fede. 

Pensate a tutto quello che Dio aveva fatto nel corso della storia: 

  • avea scelto Abramo, gli aveva parlato e guidato così come aveva fatto con Isacco e Giacobbe
  • aveva suscitato Mosè per liberare il suo popolo dall’Egitto e in maniera miracolosa era stato salvato sia dall’angelo della morte sia dall’esercito egiziano che lo aveva rincorso
  • aveva guidato e preservato Israele nel suo viaggio nel deserto, nonostante i suoi continui mancamenti
  • aveva donato al popolo la sua legge in modo che il popolo sapesse come vivere per onorare il Signore e per prosperare
  • aveva provveduto ad un leader, Giosuè, per fare entrare il popolo nella terra promessa
  • aveva mandato dei giudici per liberare Israele nei momenti difficili
  • aveva istituito dei re che potessero governare
  • aveva scelto Gerusalemme come sua città, il monte Sion come suo monte, e il tempio come luogo della sua presenza in mezzo agli uomini
  • aveva mandato profeti per riportare direttamente le sue parole al suo popolo

Eppure nonostante tutte queste cose, e tante altre, il popolo di Dio si era sempre allontanato dal solo che è in grado di donare vita in abbondanza.

Questa situazione di decadimento, di ribellione, di peccato era favorita dai leader politici e spirituali del popolo:

3 I suoi capi, in mezzo a lei, sono leoni ruggenti; i suoi giudici sono lupi della sera, che non serbano nulla per la mattina.
4 I suoi profeti sono arroganti, perfidi; i suoi sacerdoti profanano le cose sante, infrangono la legge.

I capi e i giudici erano come dei leoni e dei lupi che sfruttavano la propria posizione per approfittarsi delle persone.

I profeti e i sacerdoti erano arroganti, non riportavano le parole del Signore ma riportavano le parole dei loro cuori corrotti e bramosi. Erano loro per primi che profanavano le cose sante, come il tempio, i sacrifici, le festività. Erano loro che guidavano il popolo non verso le cose sante e onorevoli, ma verso le cose che erano vietate della legge. 

Tanti anni dopo l’apostolo Paolo, da buon leader spirituale, scriverà ai Filippesi:

Filippesi 4:8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. 9 Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.

I leader di Gerusalemme, ai tempi di Sofonia, erano l’esatto opposto di Paolo, incitavano il popolo di Dio a sguazzare nelle cose disonorevoli, ingiuste, impure, odiose. Per questo, il Dio della pace, non era con loro. 

Qualcuno potrebbe dire: è colpa del Signore. Se solo fosse stato più presente, se solo avesse parlato in maniera più chiara, tutto questo non sarebbe successo. Non lo diciamo anche noi, quando “non sentiamo più il Signore”, quando ci diamo al peccato?

Il Signore rimane fedele e presente

Sofonia dice, al versetto 5:
5 Il Signore è giusto in mezzo ad essa, egli non commette ingiustizie. Ogni mattina egli dispensa i suoi giudizi e non manca mai; ma il perverso non conosce vergogna.

Il Signore in realtà è presente, il Signore regna con la sua giustizia e la sua santità. Non è che il Signore si ritrae quando le cose non vanno, non è che il Signore ha paura di sporcarsi le mani o di essere corrotto dal peccato del mondo. Fedelmente, giorno dopo giorno, dona e rivela la sua giustizia.  

Un commentario afferma:

Nonostante sembri che la corruzione regni sovrana ovunque, il Signore manifesta ogni giorno i suoi giusti giudizi. Anche il residuo fedele, che soffre sotto le tirannie oppressive di una leadership depravata, deve riconoscere la realtà quotidiana della giustizia del Signore.  Con la stessa fedeltà con cui il Signore fornì quotidianamente la manna al suo popolo durante il periodo di prova nel deserto, così anche nei caotici ultimi giorni di Gerusalemme la giustizia del Signore stava venendo alla luce.

Eppure nonostante la presenza di Dio, l’empio non si ravvede, il suo comportamento perverso non procura mai vergogna e pentimento ma solo indurimento nei confronti della voce fedele di Dio. 

Gerusalemme era stata infedele, Dio è rimasto fedele.

Gerusalemme era contaminata, Dio è rimasto puro. 

Gerusalemme non ascoltava, Dio parlava. 

Anzi, gli abitanti di Gerusalemme si illudevano che visto che Dio dimorava a Gerusalemme, non avrebbero dovuto rendere a quello stesso Dio delle loro azioni. 

Il peccato ha questa incredibile capacità di ottenebrare i pensieri e il giudizio, al punto che ci porta ad illuderci, a giustificare le nostre azioni sbagliate e la nostra ribellione. 

Se solo…

A questo punto, dal versetto 6, il profeta lascia la parola al Signore e riporta direttamente quello che il Signore ha detto: 

6 «Io ho sterminato delle nazioni, le loro torri sono distrutte; ho rovinato le loro strade, al punto che non vi passa più nessuno; le loro città sono distrutte, al punto che non c’è più nessuno, nessun abitante. 7 Io dicevo: “Se almeno tu volessi temermi, accettare la correzione! La tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutto ciò che ho riservato per te”. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni.

“Io” dice il Signore, “io ho sconfitto nazioni, le loro torri che sembravano inespugnabili sono state distrutte, le loro strade imperiali sono state distrutte, le città straniere sono state distrutte e tutto questo non vi ha insegnato nulla? Cos’altro devo fare? Vi ho benedetti, protetti e curati e vi siete dimenticati di me, vi ho colpito, punito, condannato e non siete tornati a me, ho distrutto le nazioni intorno a voi e non avete riflettuto minimamente sulla vostra ribellione. ”

E se solo Gerusalemme avesse temuto il Signore, accettato la correzione invece di continuare  a peccare, Gerusalemme non sarebbe stata distrutta. Invece, meno di 50 anni dopo questa profezia, l’impero Babilonese conquista e distrugge Gerusalemme. 

Ma nemmeno da questo episodio Gerusalemme sarà in grado di imparare la lezione. Infatti se ci pensate durante l’incarnazione e la vita di Cristo Gesù le cose non erano molto diverse. 

I leader politici e spirituali si approfittavano del popolo invece di guidarlo con giustizia e santità. Gesù stesso parla al popolo di Dio, esortandolo ad abbandonare la dissolutezza e la ribellione, a non nascondersi dietro al fatto di essere discendenza di Abramo e poi agire come figli del serpente ma il messaggio di Gesù, come quello di Sofonia prima di lui, viene spesso ignorato e addirittura Gesù viene ingiustamente condannato a morte a causa dei suoi connazionali. E anche in quel caso, nemmeno 50 anni dopo, Gerusalemme viene nuovamente sconfitta e distrutta, questa volta dall’esercito romano. 

Gerusalemme ai tempi di Sofonia non da ascolto alla voce del Signore e non impara.

Gerusalemme ai tempi di Gesù non da ascolta alla voce del Signore e non impara.

Cosa dovremmo imparare invece noi, a distanza di tantissimi anni? In che modo questo brano si applica a noi oggi?

Aspettando il giorno del Signore

Credo che il versetto 8 ci venga in aiuto, in questo senso.

8 Perciò, aspettami», dice il Signore, «per il giorno che mi alzerò per il bottino; perché ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira. Poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia.

Il Signore, con questo versetto, promette un Giorno di distruzione totale. Il Signore promette che tutto il mondo verrà giudicato e che questo giudizio comprenderà anche il suo popolo. “Aspettami” dice il Signore. “Io sto venendo ma non più per esortare, per riprendere, per istruire, per salvare, per offrire una nuova possibilità ma per giudicare. 

Perciò, aspettami per il giorno…

Sofonia ci esorta ad aspettare l’arrivo del Signore, ad aspettare il giorno del Signore. Un giorno simile al giorno di Noè, durante il quale il Signore distrusse con il diluvio tutto il mondo. Sofonia ci dice che in questo futuro giorno del Signore tutti i regni, tutte le nazioni, tutto il mondo gusterà, se così si può dire, la sua indignazione, la sua ira e tutta la terra sarà divorata dal fuoco della santa gelosia di Dio. 

Questo giorno non coincide con la prima caduta di Gerusalemme ai tempi di Sofonia, né con la seconda caduta di Gerusalemme dopo Gesù. Quindi Sofonia sta parlanda di un giudizio più grande, un giudizio universale che deve ancora avere luogo. 

E cosa c’entra con noi tutto questo? Come nel film Don’t Look Up, il Signore ha già stabilito e comunicato cosa accadrà alla fine della storia per il mondo e tutta l’umanità. Il suo arrivo, come un immenso meteorite, coinvolgerà tutti quanti, che ci piaccia oppure no. Tutti stiamo aspettando il giorno del Signore, sia se ce ne rendiamo conto sia se non ce ne rendiamo conto.

Tutti stiamo andando contro questo giudizio: i popoli stranieri, ovvero i pagani, ovvero coloro che non conoscono il Signore e brancolano nel buio del peccato. Questo avvertimento però riguarda anche noi, il popolo di Dio che oggi appartiene a Cristo e che vive come sua Chiesa.   

Il capitolo 3 di Sofonia contiene un messaggio di distruzione totale e un messaggio di speranza inaspettata. La parte relativa alla speranza la vedremo insieme domenica prossima, e quindi vi incoraggio a partecipare anche al prossimo culto. 

Ma credo che anche il messaggio di oggi sia fondamentale e sono convinto che sia quello che il Signore vuole per noi oggi. In che modo stai aspettando il giorno del Signore? In che modo sta aspettando il giorno del Signore questa chiesa?

Alla fine di questi 4 mesi qui a Locarno insieme a voi, sono grato al Signore per questi versetti di Sofonia che posso condividere con voi oggi. 

Dio è arrivato fino a mandare il suo unico Figlio, Cristo il Figlio di Dio è dimorato in mezzo a noi ed è morto sulla croce per un peccato che non era suo. Cos’altro deve fare Dio? Eppure nonostante questo ci sono persone che, nonostante abbiano sentito parlare di Dio, nonostante abbiano letto la Bibbia, nonostante abbiano frequentato una chiesa vivono la loro vita nel peccato, rifiutandosi di dare ascolto a Dio. Sofonia ci dimostra che è possibile vivere vicinissimi a Dio, come le persone di Gerusalemme, eppure spiritualmente lontanissime dal Creatore. 

C’è qualcuno che sta vivendo in ribellione al Signore? C’è qualcuno che sta sfidando la pazienza di Dio? C’è qualcuno che si sta illudendo che far parte della chiesa, essere un onesto cittadino sia sufficiente per garantirgli la salvezza nel giorno del giudizio di Dio? Dio sarà categorico nel suo giudizio. 

Ma in questo momento c’è ancora tempo. 

Oggi c’è ancora tempo. C’e tempo per dare la propria vita al Signore e vivere il nuovo anno scolastico onorando Dio.

C’è tempo per seguire il Signore e iniziare a lottare contro le dipendenze che ti controllano.

C’è tempo per dare ascolto alla voce di Dio e far si che lui sia al centro del tuo matrimonio.

C’è tempo per temere il Signore e vivere il lavoro in modo onesto.

C’è tempo per arrendersi al Signore, inginocchiarsi davanti a lui, ravvedersi del proprio peccato, confidare in Gesù Cristo per la tua salvezza e iniziare ad aspettare il giorno del Signore in maniera consapevole e degna. 

L’apostolo Pietro scrive queste parole che valgono ancora oggi:

2 Pietro 3:9 Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. 10 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.

Non sappiamo quando il giorno del giudizio verrà, ma sappiamo che questo è il momento giusto per arrendersi a Lui, pentirsi del proprio peccato e accettare per fede la vita che lui ha in serbo per te. Se ti stai allontanando dal Signore non è perché Dio non parla, o non agisce, ma è perchè tu stai decidendo di non dargli ascolto e di non accettarlo. Non c’è altro che Dio debba aggiungere a quello che ha già fatto e detto.  

Se oggi vuoi iniziare a vivere per il Signore, ti invito a parlare con me o con gli anziani della chiesa o le loro mogli alla fine di questo culto. 

Ed infine, voglio incoraggiare tutta la comunità a continuare a camminare nelle vie del Signore in attesa del giorno del suo arrivo. Se Israele così spesso e così facilmente si è allontanato dal Signore, lo stesso può succedere a noi. Vediamo tutto attorno a noi chiese e comunità che si allontanano dalla verità della Bibbia, che non ascoltano più la voce di Dio e la sua correzione, che sono diventate sorde ai richiami del Signore e ai tentativi del Signore. Che terribile realtà, quando la chiesa che è così vicina al Signore, inizia ad allontanarsi e diventa come tutte le altre associazioni, comitati, gruppi che la circondano. 

Dobbiamo aspettare il Signore come un popolo santo, messo da parte, che proclama ad un mondo peccatore che la salvezza è possibile solo in Cristo Gesù, non sui meriti della nostra bravura o delle nostre opere. 

Noi che siamo la chiesa di Dio, il suo popolo, abbiamo visto Dio operare esattamente come Israele aveva visto operare. Abbiamo sentito Dio parlare e in realtà, in Cristo Gesù e attraverso la completa rivelazione del canone Biblico, abbiamo una comprensione molto più chiara della voce di Dio e del messaggio di Dio. Inoltre abbiamo lo Spirito Santo che dimora in noi e vuole solo guidarci a Dio. 

Non diamo queste cose per scontate. Prego e spero che questa chiesa continui a lottare per rimanere, in attesa del giorno del Signore, unita a Dio, umile e ubbidiente alla sua voce, salda nella preghiera. 

Sempre Pietro dice, alla luce del giorno finale del Signore che tutti stanno aspettando:

14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace;… 17 Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall’errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza; 18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.

Che quando torneremo a trovarvi, o quando sentiremo degli aggiornamenti su di voi, possiamo sentire che qui a Locarno la Chiesa Viva sta aspettando il Signore fedelmente. Preghiamo. 

 

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