Che cosa stai cercando in Gesù?

10 Luglio 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Seguendo il nostro tema dell’anno “Sperimentare Dio, come Padre, Figlio e Spirito Santo”, nelle prossime settimane ci dedicheremo a una miniserie che vorrei chiamare “incontri speciali con Gesù”. Avrei anche potuto intitolarla: “Le cose che succedono quando persone bisognose incontrano Gesù e trovano ancora di più di quanto si aspettavano”, ma il titolo sarebbe stato troppo lungo. È però di questo che si tratta.

La mia tesi di partenza per questa serie è che nessuno ha mai incontrato Gesù per poi andarsene così come era prima. Alcuni sono stati guariti, alcuni lo hanno seguito per un po’, altri hanno trovato la salvezza e altri ancora si sono offesi a motivo delle sue parole… ma tutti sono stati sfidati e cambiati in qualche modo! Lo stesso vale per noi oggi, perché le affermazioni di Gesù Cristo e la sua vita sfidano e incoraggiano anche le nostre vite.

Oggi iniziamo studiando il primo incontro che Gesù ebbe con due uomini che sarebbero poi diventati suoi discepoli.

Gesù, l’Agnello di Dio

Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio!» (Giovanni 1:35-36)

Il racconto inizia con Giovanni il battista e due dei suoi discepoli che incontrarono Gesù. Giovanni era ben conosciuto, perché da diverso tempo battezzava nel Giordano chiunque fosse disposto a ravvedersi per riavvicinarsi a Dio, in vista della venuta del Messia. In ogni sua predicazione Giovanni ripeteva che un giorno sarebbe arrivato il Figlio di Dio e che tutti lo avrebbero dovuto seguire.

Così, quando Giovanni vide nuovamente Gesù, non ci pensò due volte a dire a due dei suoi discepoli di seguire il Messia, riferendosi a Gesù con le parole: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Per comprendere il nome di Gesù “Agnello di Dio” dobbiamo partire dall’Antico Testamento, che contiene profezie sulla venuta di Cristo come “sacrificio per il peccato” (Isaia 53:10). In effetti, l’intero sistema sacrificale stabilito da Dio nell’Antico Testamento ha posto le basi per la venuta di Gesù Cristo, che è il sacrificio perfetto che Dio avrebbe fornito come espiazione per i peccati del suo popolo (Romani 8:3; Ebrei 10).

Quando dunque Giovanni il battista parlò di Gesù come dell’”Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Giovanni 1:29), gli ebrei che lo ascoltarono avrebbero potuto pensare immediatamente a uno qualsiasi dei sacrifici più importanti stabiliti da Dio nella legge di Mosè. Ma essendo molto vicino il momento della festa di Pasqua (Giovanni 2:13), avranno probabilmente subito pensato al sacrificio dell’agnello pasquale.

La festa della Pasqua era una delle principali festività ebraiche e una celebrazione in ricordo della liberazione degli israeliti dalla schiavitù in Egitto da parte di Dio. Infatti, l’uccisione dell’agnello pasquale e l’applicazione del sangue agli stipiti delle case (Esodo 12:11-13) è una perfetta immagine dell’opera espiatoria di Cristo sulla croce.

Tre anni dopo quell’incontro con Giovanni il battista, quando Gesù entrò a Gerusalemme cavalcando un puledro d’asina, la folla lo acclamò dicendo: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!” (Giovanni 12:13). Ma il problema è che la folla non vide “l’Agnello di Dio” seduto sull’asino! Vedevano solo quello che volevano vedere, cioè un re che avrebbe cacciato i Romani!

Nel frattempo, la fama di Gesù si era sparsa in tutto Israele, il suo nome era diventato famoso, era conosciuto come colui che risuscita i morti. Ma sappiamo quanto velocemente l’opinione della gente può cambiare! La Domenica delle Palme lo osannavano, per poi maledirlo solo pochi giorni dopo gridando a Pilato: “Crocifiggilo!”. Vi siete mai chiesti perché?

Perché il popolo non conosceva davvero Gesù! Avevano la loro soggettiva percezione di Gesù, ma non comprendevano la missione di Dio per Suo Figlio! La gente (la folla) ha posto su Gesù le proprie aspettative egocentriche! Così, quando Gesù non fece ciò che pensavano dovesse fare, come scacciare gli oppositori romani di Gerusalemme, rifiutarono il suo nome!

Quante volte anche oggi la gente fa esattamente la stessa cosa. Loda e osanna Gesù quando gli fa comodo, per poi rivoltarsi contro di Lui quando la vita non va come dovrebbe, dando quindi la colpa a Dio. Forse anche a te è già capitato (anche solo nei tuoi pensieri) di mettere sotto processo Gesù perché non ha fatto ciò che tu ti aspettavi da Lui nella tua vita.

Se non stiamo attenti ai nostri pensieri e se non facciamo sempre di nuovo il punto della situazione, analizzandola alla luce della Parola di Dio, è facile che restiamo delusi da Gesù. Per evitare che questo tipo di pensieri affiorino alla nostra mente, può essere utile ricordare che siamo stati riscattati “con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (1 Pietro 1:19). Questo è il nostro Gesù Cristo, il nostro Agnello di Dio!

Cosa significa per te seguire Gesù?

I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» (Giovanni 1:37-38a)

Uno dei due discepoli che seguirono Gesù era Andrea, il fratello di Simon Pietro (Giovanni 1:42). Mentre l’altro era probabilmente Giovanni (non il battista), l’autore stesso di questo Vangelo. Giovanni non nomina infatti mai il suo nome in tutto il Vangelo, ma parla di sé in terza persona definendosi a volte “il discepolo che Gesù amava”.

Giovanni e Andrea seguirono Gesù senza sapere dove questa nuova avventura li avrebbe portati. Ma devono aver intuito che in un qualche modo Gesù sarebbe stato la via d’ingresso per entrare alla presenza di Dio. Probabilmente non avevano ancora del tutto compreso cosa avrebbe significato seguire Gesù, ma erano interessati a conoscerlo meglio.

E questo è sicuramente un buon inizio. Ma poi leggiamo che, quando Gesù si accorse che lo stavano seguendo, chiese loro: “Che cercate?”. A prima vista, è una domanda logica e ovvia da porre a qualcuno che ti sta seguendo, ma c’è un significato molto più profondo dietro quelle parole. Gesù voleva sapere se stessero cercando la Via, la Verità e la Vita, o se avessero qualche altro motivo superficiale per attaccarsi a Lui.

La domanda di Cristo a questi due uomini è la stessa domanda con la quale Dio sfida giornalmente ognuno di noi. Vogliamo veramente conoscere sempre meglio Gesù come La risposta alle domande della nostra vita oppure lo stiamo solo seguendo in attesa di qualcosa di più interessante? O perché al momento ci fa comodo? O per tradizione o abitudine?

Sei consapevole del perché stai tutt’ora seguendo Gesù? Che cosa ti aspetti dal seguire Gesù? O ancora più concretamente: ti aspetti ancora qualcosa da Gesù nella tua vita oppure pensi che oramai non ci sia più nulla di nuovo da scoprire?

Naturalmente la risposta che io stesso vorrei poter dare ogni giorno è: IO VOGLIO SOLO TE GESÙ! TI VOGLIO! TUTTO IL GIORNO, TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA! Non solo quando sono alle prese con problemi finanziari. Non solo quando il mio matrimonio attraversa un periodo difficile. Non solo quando la malattia colpisce me o la mia famiglia. Ti voglio sempre. Quando il sole splende e quando piove a dirotto. Quando la vita è bella e quando è dura. Quando mi sento benedetto e quando mi sento abbandonato da tutto e tutti. Sappiamo però molto bene che nella nostra vita questa risposta non è sempre scontata.

Ti invito a riflettere sulle tue motivazioni nel seguire Gesù. Che cosa stavi cercando la prima volta che ti sei avvicinato a Gesù? Hai trovato quello che cercavi oppure ciò che hai trovato era diverso dalle tue aspettative? Nel corso degli anni, la tua motivazione nel seguire Gesù è cambiata? Se sì, sotto quali aspetti? Che cosa stai cercando oggi qui in chiesa?

Perché è importante porci queste domande? La seguente barzelletta lo illustra molto bene. Una domenica un’insegnante di scuola domenicale, volendo utilizzare un’illustrazione per spiegare il contenuto della lezione, chiese ai bambini: “Che cosa è piccolo e grigio, mangia le noci e ha una grande coda cespugliosa?”. Dopo un lungo silenzio, un bambino alza timidamente la mano e risponde: “So che la risposta dovrebbe essere Gesù, ma a me sembra proprio essere uno scoiattolo”.

La realtà è che spesso anche noi, rispondendo superficialmente alla domanda “che cosa stai cercando?”, probabilmente risponderemmo: “Gesù, ovviamente!”. Ma non perché questo è veramente quello che crediamo in quel momento nel profondo del nostro cuore, bensì perché abbiamo imparato che quella deve essere la risposta giusta.

Non si tratta però di dare la risposta giusta per passare un test, ma di giungere a una profonda convinzione nel nostro cuore che Gesù è veramente la risposta a tutte le domande della nostra vita. Vogliamo sperimentare Dio, non semplicemente sapere in teoria chi Lui è.

Probabilmente la risposta alla domanda “che cosa stai cercando?” che daresti oggi non sarà la stessa che avresti dato all’inizio del tuo cammino con Dio, e non sarà nemmeno la stessa che darai fra qualche anno. In realtà spero che sia così, perché più tempo passiamo seguendo e sperimentando Gesù, meglio conosceremo per esperienza chi Lui è e ciò che è venuto a fare.

I motivi per seguire Gesù possono essere diversi e non tutti portano all’effetto sperato. È bene quindi esaminare la nostra vita ed essere ben consapevoli di che cosa stiamo cercando, perché se cerchiamo la cosa sbagliata potremmo restarne delusi. Prenditi del tempo per rispondere a questa domanda, permetti allo Spirito Santo di rivelarti in tutta sincerità qual è al momento la risposta che dovresti dare a quella domanda.

Potresti ad esempio prenderti un momento di comunione con Dio in preghiera e chiedergli: “Mostrami a che punto sto nella mia relazione con te!”. Oppure: “Mostrami come vedi al momento la nostra relazione”. E se ti dovesse rivelare che c’è del potenziale di miglioramento, chiedigli anche direttamente cosa Lui stesso ti offre! Il Signore ha promesso che se lo cerchiamo con tutto il nostro cuore lo troveremo anche (Geremia 29:13).

Venite e vedrete

Ma guardiamo ora alla risposta che diedero Andrea e Giovanni.

Ed essi gli dissero: «Rabbi (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?». Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. (Giovanni 1:38b-39)

In realtà, Andrea e Giovanni non risposero alla domanda di Gesù, ma Gesù pare essere soddisfatto di ciò che sentì. Perché? Innanzitutto, perché chiamandolo “Rabbi” gli fecero capire che riconoscevano la sua autorità. Ma soprattutto perché, chiedendogli “dove abiti?”, gli fecero capire che desideravano passare ancora più tempo con Lui.

Possiamo facilmente intuire cosa Gesù pensasse della loro risposta guardando alla sua replica: “Venite e vedrete”. Il loro desiderio di stare con Gesù fu esaudito. Andrea e Giovanni ebbero l’opportunità di trascorrere ancora più tempo con Lui semplicemente perché lo stavano cercando. Questo è un altro aspetto importante del ricercare Cristo: Egli avrà sempre il tempo e l’interesse di parlare a coloro che vogliono veramente stare con Lui!

Possiamo capire quanto sorpresi e sconvolti i due discepoli devono essere rimasti da questo incontro se osserviamo alcuni dettagli nel testo. Solo poco prima leggiamo di come Giovanni il battista aveva affermato di non essere nemmeno degno di sciogliere il legaccio dei calzari di Gesù (Giovanni 1:28), eppure questo Gesù dedicò un’intera giornata solo a quei due perfetti sconosciuti. Il secondo dettaglio lo notiamo nel fatto che Giovanni ricordò pure il giorno e l’ora esatta di quel primo memorabile incontro con Gesù: “Era circa la decima ora”.

Cosa possiamo imparare dalla risposta dei discepoli? Che il loro più grande desiderio era di stare con Gesù! Non cercavano benedizioni, ma Gesù. Non cercavano miracoli, ma Gesù. Volevano semplicemente passare del tempo con Gesù. Gesù li sorprese invitandoli a stare con Lui e allo stesso modo vuole sorprendere anche noi giorno dopo giorno.

Sei pronto ad andare e vedere ciò che Gesù ha preparato per te? Ti invito ora a chiudere un attimo gli occhi e, se è ciò che desideri, a rispondere nel tuo cuore alla domanda di Gesù “che cosa stai cercando?”. Se desideri stare con Lui, l’invito di Gesù “venite e vedrete” vale anche per te. Lasciati sorprendere da ciò che Gesù ti mostrerà!

Amen

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