Cosa c’è dopo la morte?

13 Giugno 2021

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo. (2 Timoteo 2:11-12)

Quando un ragazzo termina la scuola dell’obbligo si trova di fronte a importanti scelte di vita. C’è chi inizia un apprendistato, chi frequenta una scuola professionale a tempo pieno oppure il liceo. Alcuni di loro hanno già iniziato un tirocinio o lo inizieranno presto.

Svolgere un tirocinio significa entrare in un mondo nuovo, imparare un mestiere e lavorare per un’azienda. Il primo posto di lavoro in genere è un trampolino di lancio verso la futura carriera: conclusa la formazione di base, infatti, molti cambiano azienda, svolgono formazioni continue o esercitano altre funzioni.

Oggi vorrei cercare di convincervi che la vita con Dio si svolge in modo molto simile… Cosa c’è dopo la morte? Vorrei rispondere a questa domanda, paragonando gli anni che viviamo con Dio su questa terra a un apprendistato.

Vivere con Cristo

Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo. (2 Timoteo 2:11)

Nessuno entra nel mondo del lavoro con la nascita, vi si entra dopo aver concluso la scuola dell’obbligo, quando si inizia l’apprendistato oppure dopo aver terminato gli studi. Similmente non si entra a far parte della famiglia di Dio con la nascita, ma solo dopo aver preso una decisione personale di voler seguire e servire Gesù Cristo.

Tornando alla domanda “cosa succede dopo la morte?” possiamo dire che se crediamo in Gesù Cristo non dobbiamo temere la morte, perché la morte non sarà che un passaggio dalla vita su questa terra alla vita eterna alla presenza di Dio.

Quando morì Lazzaro, un caro amico di Gesù, Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, disperate per la perdita del fratello si lamentarono con Gesù per non averlo salvato, ma Gesù disse:

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo? (Giovanni 11:25-26)

La Bibbia ci insegna che Gesù Cristo è morto per noi in croce, ha pagato per i peccati del mondo ed è risorto sconfiggendo la morte. L’invito del Vangelo a ogni essere umano è di credere che Gesù Cristo sia morto personalmente per ognuno di noi.

Il punto è questo: se crediamo che Gesù Cristo è morto per noi e ha pagato per i nostri peccati, allora possiamo essere sicuri che quando anche noi moriremo, vivremo con lui. Nella lettera ai Romani l’Apostolo Paolo scrive:

Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. (Romani 6:8-9)

Gesù Cristo ci offre la salvezza e la vita eterna come un dono gratuito e immeritato. Se tu credi in Gesù Cristo, nel giorno che tu morirai ti ritroverai immediatamente alla presenza di Dio. La tua anima e il tuo spirito entreranno nello stesso istante della tua morte nell’eternità, in attesa del ritorno di Cristo e della risurrezione del corpo.

Per restare nell’immagine della scuola dell’obbligo e dell’apprendistato, il momento in cui una persona sceglie consapevolmente di credere in Gesù Cristo potremmo paragonarlo al giorno in cui si riceve il diploma della Scuola Media. È un diploma fondamentale che apre le strade alla formazione secondaria e che permette l’entrata nel mondo del lavoro.

Si potrebbe dire che è lì che comincia la vita, quando un ragazzo o una ragazza iniziano una formazione che permetterà loro un giorno di esercitare un lavoro, preferibilmente un lavoro che faranno anche volentieri. Lo steso vale per la fede: il momento della conversione e della decisione di seguire Cristo, non è che l’inizio di un lungo apprendistato che dura tutta la vita.

Prima di lasciare questa terra Gesù diede questo ordine ai suoi discepoli:

Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente. (Matteo 28:18-20)

Ogni credente, dal più piccolo al più grande, è un discepolo di Gesù – letteralmente un apprendista – e si trova durante tutta la sua vita nell’apprendistato al servizio del Padre, con Cristo come Maestro e con lo Spirito Santo come Aiutante, Consolatore e Guida.

Per poter rispondere alla domanda “cosa succede dopo la morte?” dobbiamo dunque dapprima essere sicuri che abbiamo iniziato l’apprendistato come discepoli di Gesù. Hai già dato a lui la tua vita? Se sì, allora puoi essere certo che trascorrerai con lui l’eternità.

Ma questo non è tutto, perché se è vero che solo la nostra fede in Cristo determinerà dove noi trascorreremo la vita eterna, sarà il nostro impegno durante l’apprendistato con Cristo a determinare come noi trascorreremo l’eternità.

Regnare con Cristo

Se abbiamo costanza, con lui anche regneremo. (2 Timoteo 2:12)

Il versetto precedente parlava della certezza che abbiamo di avere la vita eterna se moriamo nella consapevolezza che Cristo è il nostro Salvatore. Non ci sono condizioni, è un dono gratuito che Gesù fa a chiunque crede in lui.

In questo versetto l’Apostolo Paolo introduce però una condizione: “Se abbiamo costanza”. Paolo sta scrivendo a Timoteo, uno dei suoi apprendisti al quale teneva maggiormente. Lo stava spronando a dare il meglio di sé stesso nel compito che Dio gli aveva affidato.

La Bibbia non descrive nei dettagli la vita eterna, ma troviamo comunque varie indicazioni che ci aiutano a capire che l’eternità sarà entusiasmante e per nulla noiosa. Verremo tutti ricompensati per il nostro impegno durante la vita sulla terra, anche se la ricompensa non sarà uguale per tutti:

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male. (2 Corinzi 5:10)

Come abbiamo visto prima, la nostra salvezza è unicamente nelle mani di Cristo, ma la ricompensa che riceveremo o che non riceveremo dipende anche da noi.

Ritorniamo un attimo al paragone con l’apprendistato. Se un apprendista non si impegna al lavoro e non porta a casa buone note, è probabile che dopo la fine dell’apprendistato farà più fatica a trovare un buon posto di lavoro rispetto a un apprendista che ha concluso a pieni voti la formazione e il cui datore di lavoro era soddisfatto del suo impegno.

Similmente possiamo dire che non è indifferente come noi viviamo la nostra vita al servizio di Dio. Per ognuno di noi il Signore ha preparato delle opere, proprio come un datore di lavoro che prepara dei lavori e degli esercizi da far fare all’apprendista affinché impari il mestiere:

Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:10)

Il cielo è un luogo che deve essere regnato, guidato, organizzato e curato. Pensiamo solo a quanto vasto è l’universo che Dio ha creato, ci sarà spazio e lavoro a sufficienza per ogni figlio di Dio. Abbiamo tutto da guadagnare nell’impegnarci a dare il meglio di noi stessi per Cristo, per ottenere il premio che Dio ha preparato per ognuno di noi.

Un giorno Gesù ci verrà incontro e io desidero che possa dire ad ognuno di noi:

Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. (Matteo 25:21)

In Paradiso non ci sarà stress, perché sperimenteremo tutti la gioia dell’essere alla presenza di Dio, ma non sarà nemmeno un luogo per fannulloni. La Bibbia lo descrive come un luogo pieno di attività: ci sarà da regnare, servire, giudicare, lavorare e tanto altro. In generale possiamo dire che lavorare fa parte del nostro DNA, perché è così che Dio ci ha creati.

Il nostro lavoro nell’eternità dipenderà della nostra personalità, dai lavori che avremo svolto qui sulla terra e da quanto ci saremo dimostrati affidabili nei compiti che Dio ci ha affidato. L’eternità non sarà noiosa o monotona. Pensa solo a quanto è meraviglioso il mondo nel quale viviamo e quante opportunità abbiamo qui di esprimere la nostra creatività e le nostre capacità. E ora immagina quanto più meraviglioso sarà il nuovo mondo di Dio sul quale trascorreremo l’eternità.

Avremo modo di esprimere tutta la nostra creatività e di mettere in pratica tutte le nostre capacità acquisite in questa vita e ancora di più. Quanto grandi saranno queste opportunità e che responsabilità ci affiderà il Signore dipenderà però da come avremo sfruttato il nostro tempo di apprendistato sulla terra. Insomma, dipenderà se avremo seguito o meno il piano di Dio per la nostra vita. E se non lo conosci ancora, chiedigli di mostrartelo!

Non commettere l’errore di pensare che l’importante è di essere salvato, non importa come. Le decisioni che prenderai in questa vita, le scelte che farai, le opportunità che coglierai oppure no, avranno una ripercussione sulla qualità della tua vita eterna.

Come fare dunque per ottenere il massimo da questa vita in vista della ricompensa futura?

La via che ci porta al traguardo

E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. (Filippesi 1:6)

Innanzitutto non dobbiamo confidare nelle nostre forze, ma nelle forze di Dio. Non dipende tutto solo da noi, il Signore ha messo lo Spirito Santo al nostro fianco che ci sostiene, ci incoraggia, ci aiuta e addirittura porta avanti l’opera che ha iniziato in noi.

Quindi, presta ascolto allo Spirito Santo, chiedigli saggezza e discernimento per le tue scelte. Chiedigli la forza per restare fedele a Dio, quando tutto il mondo attorno a te vorrebbe convincerti di fare il contrario. Permettigli di parlare al tuo cuore e di mostrarti quando stai prendendo una via sbagliata. Quando non sai più cosa fare, quando non vedi via d’uscita dai tuoi problemi, rivolgiti al Consolatore.

Con Lui al tuo fianco, puoi essere certo che sarai in grado di arrivare a testa alta alla fine della corsa, dando il meglio di te stesso per la gloria di Dio. Detto questo, vorrei comunque darti delle indicazioni pratiche su come ottenere il massimo dalla tua vita con Dio, partendo da alcuni consigli per apprendisti che ho trovato sul sito orientamento.ch.

Ecco una lista di consigli che vorrei applicare alla nostra vita come apprendisti cristiani.

1. Assumersi la responabilità del proprio lavoro

Già dall’inizio della formazione dall’apprendista ci si aspetta un comportamento appropriato, ad esempio quando si tratta di rispondere al telefono o di accogliere un cliente: anche le persone in formazione rappresentano l’azienda formatrice. 

Ricorda che se credi in Gesù Cristo sei figlio o figlia del Re, e come tale rappresenti Dio sulla terra. È importante imparare sin da giovani ad assumersi le proprie responsabilità nella vita. Anche Dio si aspetta da noi che abbiamo un comportamento appropriato, che siamo la luce del mondo. Come potresti dare testimonianza di ciò che significa Gesù per te? Chiedi allo Spirito Santo di mostrarti se ci sarebbe qualcosa nel tuo comportamento o nel tuo modo di parlare che lui vorrebbe che tu cambiassi.

  1. Imparare a lavorare in modo autonomo

In molte aziende il ritmo di lavoro è piuttosto frenetico: spesso la persona in formazione deve capire da sola quel che c’è da fare e trovare le informazioni necessarie in modo autonomo.

Anche la vita cristiana può essere frenetica e a volte è necessario e buono che prendiamo l’iniziativa. Inizia con piccoli passi: cosa potresti fare di concreto per Gesù? Sai già quali sono i tuoi doni e come potresti metterli a disposizione della chiesa? Chiedigli concretamente al mattino: mostrami ciò che tu vuoi che io faccia oggi per te!

  1. Impegnarsi anche a scuola

Malgrado le materie scolastiche non sempre siano direttamente collegate con il lavoro quotidiano, la persona in formazione deve mostrare il massimo impegno anche a scuola.

Per crescere nella fede e per capire meglio ciò che Dio vuole da noi, non c’è altra via che impegnarci nello studio della Bibbia. Meglio conosciamo la Parola di Dio, meglio saremo in grado di fare bene il nostro lavoro come cristiani. Ci si può mettere più o meno impegno nella lettura della Bibbia, ma senza un minimo di investimento sarà difficile riuscire bene nella vita cristiana. Quando leggi la Bibbia chiedi allo Spirito Santo di mostrarti ciò che Dio vuole insegnarti per la tua vita quotidiana!

  1. Chiedere consiglio ad altri apprendisti

Parlare con i giovani che sono già in formazione e chiedere loro di raccontare le loro esperienze può essere d’aiuto nel prepararsi ad affrontare le difficoltà della vita professionale.

Ricorda che non sei da solo in questo cammino, con te ci sono milioni di altri apprendisti di Gesù, ovvero discepoli, in tutto il mondo. Non esitare a chiedere aiuto o consiglio a chi è magari già più avanti di te nella formazione. Scegliti una persona che ritieni matura nella fede e cerca di imparare il più possibile dai suoi successi e dai suoi sbagli!

Cosa succede dunque dopo la morte? Ricorda che se hai creduto in Gesù e sarai morto con la consapevolezza che lui è il tuo Salvatore, puoi stare certo che passerai con lui l’eternità. Dipenderà però anche da te come sarà la tua vita dopo la morte e quali opportunità avrai.

Amen

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