Devo cambiare qualcosa per sperimentare Gesù

28 Agosto 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Chi di voi desidera sperimentare Dio nella propria vita? Credo che tutti lo desiderino. Ma siamo anche pronti a fare i necessari cambiamenti nella nostra vita? Dio parla nella vita di ogni credente che è disposto ad ascoltarlo. E lo fa in diversi modi, principalmente tramite la sua Parola, ma anche tramite la preghiera, le circostanze, la chiesa o altre persone. Ma quando Dio ci parla, se vogliamo sperimentare la sua guida e la sua benedizione, ci troviamo di fronte a una scelta: se fare o non fare ciò che crediamo Dio ci stia chiedendo in quel momento.

Il punto è che Dio può anche parlarci e rivelarsi a noi un’infinità di volte, ma se poi non siamo disposti a fare ciò che ci chiede, non andremo da nessuna parte. Certo, noi possiamo anche rifiutare i cambiamenti che Dio ci richiede, ma in quel caso potremmo perderci ciò che Dio ha in serbo per la nostra vita. Devo dunque cambiare qualcosa per sperimentare Dio?

Essere un vero discepolo

Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo. (Luca 14:33)

Gesù disse queste parole un giorno che molta gente lo stava seguendo. Gesù entusiasmava le folle, soprattutto per i suoi miracoli, e Gesù entusiasma anche noi quando agisce nella nostra vita. Ma la vita con Gesù non è fatta solo attimi entusiasmanti, ma anche di momenti nei quali è richiesta la nostra fedeltà nel seguirlo. Questo versetto ci ricorda l’importanza della nostra lealtà e fedeltà a Gesù, rispetto a tutte le altre situazioni che potrebbero richiedere la nostra lealtà, tra cui la famiglia, gli interessi personali e tutto ciò che possediamo.

Quest’anno abbiamo già parlato più volte di come Dio è sempre all’opera in noi e attorno a noi. Ogni volta che Dio ci rivela che vuole compiere qualcosa nella nostra vita o portarci avanti nella nostra crescita spirituale, è sempre anche un invito da parte di Dio a metterci in linea con Lui per poterci unire a ciò che sta per fare.

Oggi è ad esempio un giorno importante per le tre persone che hanno deciso di lasciarsi battezzare per testimoniare la volontà di vivere con Dio e per Dio. Questo è sicuramente uno dei passi importanti nella vita di ogni credente, che ci porta a crescere nella nostra relazione con Dio. Ma di occasioni simili e altrettanto importanti ne abbiamo sempre di nuovo durante tutta la nostra vita.

Noi abbiamo sempre la libertà di scegliere di non fare nulla, i suoi piani andranno avanti anche senza di noi, ma Dio desidera averci come suoi collaboratori. E come “effetto collaterale” della nostra obbedienza, sperimenteremo Dio in modo sempre più profondo.

Anzi, vorrei essere ancora più chiaro: è impossibile continuare la solita vita, restando fermi dove siamo, e allo stesso tempo voler andare avanti con Dio. È certamente possibile seguire Cristo in modo superficiale, ma se vogliamo seguirlo e anche sperimentarlo nella nostra vita, ci saranno dei costi da considerare. Ne troviamo conferma in molti esempi biblici.

Noè non poteva continuare a vivere come al solito e allo stesso tempo costruire l’arca (Genesi 6); Abramo non poteva rimanere in Ur o Caran e allo stesso tempo generare una nazione in Canaan (Genesi 12:1-8); Mosè non poteva rimanere nel deserto a pascolare le pecore e allo stesso tempo presentarsi davanti al Faraone per liberare il suo popolo dalla schiavitù (Esodo 3); Davide dovette lasciare le sue pecore per diventare re (1 Samuele 16:1-13).

Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni hanno dovuto lasciare le loro attività di pescatori per seguire Gesù (Matteo 4:18-22); Matteo dovette lasciare il suo banco delle imposte per seguire Gesù (Matteo 9:9); Saulo (che poi divenne Paolo) dovette cambiare radicalmente la direzione della sua vita, affinché Dio lo usasse per predicare il Vangelo ai pagani (Atti 9:1-19).

Forse stai pensando: “A me Dio non chiederà però di fare cambiamenti tanto importanti!”. Io non ho idea di che cosa Dio potrebbe chiederti di cambiare, ma so per certo che se vogliamo essere discepoli di Gesù, non abbiamo scelta: per seguirlo dovremo sempre di nuovo fare dei cambiamenti importanti nella nostra vita. Seguire il Maestro significa andare dove va Lui. Finché non siamo pronti a fare qualsiasi cambiamento necessario per seguire e obbedire a ciò che Dio ha detto, saremo poco utili a Dio e non lo potremo davvero sperimentare a fondo.

La nostra tendenza è quella di volere che Dio si adatti a noi e ai nostri piani. Vogliamo obbedire a Dio, ma solo alle nostre condizioni! Ma le sue vie sono diverse dalle nostre. Dio dice:

Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. (Isaia 55:9)

Non siamo mai così simili a Gesù come quando decidiamo che vale la pena fare qualsiasi sacrificio per seguire Dio e poi intraprendiamo qualsiasi azione necessaria per obbedirgli ed essere ricompensati da Lui.

Che tipo di cambiamenti sono necessari?

È a questo che si riferiva Gesù quando disse:

Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà. (Luca 9:23-24)

Tutti i credenti sono figli di Dio, ma c’è una differenza tra l’essere salvati come figli e seguire il Signore come discepoli. Portare la propria croce significa imparare ad affidarsi completamente a Dio in mezzo alle tempeste e alle battaglie della propria vita. Significa che, sebbene possiamo trovarci in una situazione estremamente difficile o dolorosa, confidiamo che Dio sia con noi nel mezzo della nostra sofferenza.

Per riuscire a confidare ogni giorno in Dio possono essere necessari dei cambiamenti. Ma di quale tipo? Cercare di rispondere a questa domanda è come cercare di elencare tutte le cose che Dio potrebbe chiederci di fare. Sarebbe una lista senza fine. Possiamo però immaginare alcune categorie generali di possibili cambiamenti che Dio potrebbe richiederci. Dio potrebbe richiederci cambiamenti in varie aree della nostra vita:

…nelle circostanze (per esempio: lavoro, casa, finanze); nei rapporti (matrimonio, famiglia, amici, colleghi); nel nostro modo di pensare (pregiudizi, metodi di valutazione, l’idea che abbiamo di noi stessi); negli impegni che prendiamo (nei confronti della famiglia, della chiesa, del lavoro, della tradizione); nelle nostre azioni (come pregare, servire, donare); in ciò che crediamo (di Dio, dei suoi propositi, delle sue vie, del nostro rapporto con Lui).

Non è tanto importante capire esattamente in che ambito Dio vorrebbe vedere un cambiamento nella nostra vita, quanto piuttosto quale cambiamento concreto vorrebbe vedere. Dio spesso richiede dei cambiamenti in aree che non abbiamo mai considerato prima. Puoi chiederti: in che area della mia vita Dio non è ancora Signore? La parte nella quale Dio ancora non sta regnando è probabilmente quella alla quale vorrebbe lavorare.

Dio ci ama a tal punto da coinvolgerci nella sua opera e per questo si rifiuta di lasciarci là dove siamo, quando sa che potremmo sperimentarlo ancora molto di più. Ogni volta che ci spostiamo da dove ci troviamo per andare dove Dio sta operando, o dal nostro modo di pensare al modo di pensare di Dio, o dalle nostre vie alle vie di Dio, sarà necessario un grande cambiamento. Ma questo solo perché le vie di Dio e i suoi piani sono molto migliori dei nostri.

Arrendersi totalmente a Dio

Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15:5)

Tra tutti i cambiamenti che possiamo affrontare nella nostra vita, uno dei più importanti è sicuramente l’imparare a dipendere totalmente da Dio. L’immagine di Gesù che è la vite e noi i tralci è centrale per la nostra relazione con Dio. Esprime perfettamente il desiderio di Dio che noi possiamo avere un rapporto intimo con Lui e che dipendiamo unicamente da Lui. Proprio come Gesù dipendeva totalmente dal Padre.

Per me questo è forse anche uno dei cambiamenti più difficili, perché significa rinunciare a voler operare per Dio, basandomi sulle mie capacità, i miei talenti, i miei obiettivi… dipendendo totalmente da Dio, dalla sua potenza e dalle sue risorse. Ogni credente deve sempre di nuovo orientarsi verso Dio, perché è così facile perdere di vista il vero scopo della nostra vita cristiana: portare frutto eterno per Dio.

Se non è Dio a operare nella nostra vita, possiamo sforzarci quanto vogliamo, ma non porteremo frutto eterno. Ma il bello è che non dobbiamo nemmeno sforzarci, perché è Dio stesso, tramite lo Spirito Santo, a voler portare a termine l’opera che Lui iniziato in noi. Spesso non è facile lo ammetto, almeno per me, avere la pazienza quando le cose nella mia vita non cambiano così velocemente come vorrei. Ma vorrei incoraggiare noi tutti ad avere perseveranza, perché a volte, quando cerchiamo di riorientarci su Dio, Lui ci chiede di avere pazienza e di attendere che sia Lui ad agire.

Imparare ad aspettare Dio è uno degli aspetti più difficili ma più importanti della vita cristiana. Dio cerca una relazione d’amore con noi e l’attesa sviluppa la nostra assoluta dipendenza da Lui. Ecco solo alcuni versetti che ci invitano ad aspettare il Signore:

«Fermatevi, e riconoscete che io sono Dio. (Salmo. 46:10)

Noi aspettiamo il SIGNORE; egli è il nostro aiuto e il nostro scudo. (Salmo 33:20)

In te spero, o SIGNORE; tu risponderai, o Signore, Dio mio! (Salmo 38:15)

Quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano. (Isaia 40:31)

Attendere che sia il Signore ad agire tramite lo Spirto Santo nella tua vita può forse sembrarti tempo sprecato. Aspettare che il Signore agisca non significa però stare senza far niente. Si tratta di aspettare pregando e insistendo per poter conoscere meglio Lui, i suoi scopi e le sue vie. Si tratta di valutare attentamente le circostanze e di chiedere allo Spirito Santo di rivelarci la sua prospettiva su di esse. L’attesa può anche consistere nel condividere le nostre esperienze con altri credenti per scoprire cosa Dio sta dicendo a loro. L’attesa consiste nel chiedere, cercare e bussare attivamente:

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. (Matteo 7:7-8)

Ti incoraggio oggi a rinnovare la tua decisione di voler seguire Gesù e di permettergli di guidarti attraverso ogni cambiamento che Lui ritenga necessario. Perché ricorda che non è possibile rimanere al punto dove già siamo arrivati e allo stesso tempo voler andare avanti con Dio in obbedienza alla sua volontà.

Amen

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