Gioia completa in Cristo Gesù

25 Dicembre 2021

Video
Audio
Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita (poiché la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa. (1 Giovanni 1:1-4)

A Natale solitamente si leggono quei capitoli nel Nuovo Testamento che parlano della nascita di Gesù. Sentiamo parlare di angeli che annunciano la nascita del Salvatore, di Maria e Giuseppe che si ritrovano in una stalla, di pastori che rendono visita a Gesù bambino e ai magi che portano i doni al neonato Re dei re.

Il brano che ho scelto oggi è un po’ insolito, perché non si parla di tutte queste cose, eppure in questi versetti troviamo una meravigliosa descrizione del significato del Natale. I primi due versi parlano del Dio eterno che si è fatto uomo e gli ultimi due ci mostrano lo scopo del Natale: portaci comunione con il Padre e con il Figlio, e darci gioia!

Gesù: Dio fatto uomo

Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita (poiché la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata) … (1 Giovanni 1:1-2)

Giovanni chiama Gesù “parola della vita” e poi nel versetto 2 “vita eterna”. Quando Giovanni parla della “vita eterna che era presso il Padre” si riferisce proprio a Gesù. In altre parole Giovanni non ci dice semplicemente che Gesù ha vita eterna, ma che Gesù è la vita eterna e che addirittura la può dare anche a noi.

Spesso sento persone affermare che credono in Dio, ma che allo stesso tempo credono che le storie su Gesù, sulla sua nascita e sul come Lui che era Dio è diventato uomo non siano che delle favole. Eppure i discepoli hanno sperimentato Gesù come una persona reale.

Giovanni afferma che in Gesù “la vita è stata manifestata”. Gesù è Dio reso visibile, Gesù è la vita che Dio ha previsto anche per ognuno di noi che è stata resa visibile e reale. Giovanni ci dice: “Lo abbiamo visto con i nostri occhi, lo abbiamo udito con le nostre orecchie, lo abbiamo toccato con le nostre mani”. Qui Giovanni non sta semplicemente esprimendo il suo entusiasmo, questo è un tipico giuramento di un testimone oculare come veniva usato nei tribunali antichi. Un po’ come si vede nei film quando i testimoni dicono: “Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”. Giovanni sta giurando di dire la verità!

Quando Giovanni ha scritto questa lettera, era uno degli ultimi testimoni oculari ancora in vita. La gente iniziava ad essere confusa perché dei falsi insegnanti stavano diffondendo le loro idee filosofiche, insegnando ad esempio che il corpo fisico di Gesù sembrava solo reale, ma che non lo era davvero. Per questo Giovanni insisteva dicendo che tutto quello che si sapeva su Gesù era vero: “È nato veramente in una stalla, i miracoli che ha fatto sono veri, ciò che ha insegnato lo abbiamo sentito con le nostre orecchie, è davvero morto e quando è risorto lo abbiamo visto con i nostri occhi e lo abbiamo toccato con le nostre mani”.

Ogni anno si sente parlare della depressione natalizia (o Christmas Blues), un particolare tipo di depressione che colpisce durante le festività di Natale. Questo perché, circondati da luci sfavillanti, alberelli colorati e persone felici, a molti capita di sentirsi profondamente tristi. Inoltre si sa che i cambiamenti di luce e buio e l’accorciarsi delle giornate possono agire sulla produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore, e sulla melatonina, alternando i naturali ritmi biologici. Se a questo va ad aggiungersi l’ambiente tipico natalizio dove sembra che tutti debbano per forza essere felici, mentre in realtà non è altro che propaganda commerciale, non stupisce che poi la gente si senta depressa.

Sicuramente una bella passeggiata quando c’è il sole non può che fare del bene. Il sole ha effetti positivi sul nostro benessere psicofisico. Ma oltra a questo può anche aiutarci ricordare che a Natale festeggiamo la nascita reale e storicamente documentata di Gesù, che è la luce del mondo e che afferma:

Chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. (Giovanni 8:12)

Giovanni vuole che siamo assolutamente in chiaro sul fatto che Gesù era una persona reale e che la storia del Natale non è solo una bella storiella. E ai versetti 3 e 4 ci spiega anche i regali che la nascita di Gesù ci porta.

Il primo regalo: comunione con Dio

Quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. (1 Giovanni 1:3)

Il Natale ci ricorda che possiamo avere comunione con Dio. La parola usata qui, dal greco “koinonia”, indica una relazione di condivisione reciproca. Giovanni ci sta spiegando che ogni persona che crede in Cristo Gesù può avere lo stesso tipo di comunione personale con Dio che avevano gli apostoli e gli altri che hanno visto e conosciuto personalmente Gesù.

La storia del Natale ci dice: guarda cosa ha fatto Dio per permetterti di conoscerlo personalmente. Se il Figlio ha fatto tutta questa strada per diventare una persona reale per te, non pensi che lo Spirito Santo farà qualsiasi cosa in suo potere per rendere Gesù una persona reale per te nel tuo cuore? Il Natale è un invito a conoscere personalmente Cristo. Il Natale è un invito di Dio a dire: “Guarda cosa ho fatto per avvicinarmi a te, ora anche tu puoi avvicinati a me. Non voglio essere un concetto filosofico, voglio essere un amico”.

Quando Mosè chiese di vedere la gloria di Dio, gli fu detto che questo lo avrebbe ucciso, eppure in Giovanni 1 ci viene detto che, attraverso Gesù, “noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” (Giovanni 1:14). È come quando indossiamo quei speciali occhiali per osservare un’ecclissi solare senza danneggiare i nostri occhi. Gesù è il filtro attraverso il quale possiamo vedere la gloria di Dio.

Se vuoi conoscere personalmente Dio, non puoi semplicemente credere a delle verità generali su di lui o rivolgergli ogni tanto una preghiera. Devi immergerti nei testi che lo descrivono, e leggendo i Vangeli troviamo la descrizione di Dio che si è fatto uomo. In Gesù Dio ha preso una forma grazie alla quale possiamo entrare in relazione con lui. In Gesù possiamo sperimentare il suo amore, la sua umiltà, la sua genialità, la sua saggezza e la sua misericordia.

Ma tutte queste caratteristiche di Dio non sono solo verità astratte, le vediamo nella persona di Gesù, nel come lui ha vissuto, dal momento della sua nascita fino al giorno della sua morte.  Il Natale ci ricorda che Dio non si accontenta di essere un concetto o solo qualcuno che conosciamo da lontano. Fai tutto ciò che serve per avvicinarti a Lui.

Il Natale ci sfida ad entrare in comunione con Dio, ma è allo stesso tempo una promessa che in Gesù possiamo avere una profonda e ricca comunione con il Dio eterno.

Il secondo regalo: gioia completa

Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa. (1 Giovanni 1:4)

Natale significa gioia. Qui nel versetto 4, Giovanni sta dicendo: “La mia gioia non sarà completa finché non avrete la stessa gioia nella comunione con Dio che abbiamo noi”. Gesù stesso ci promette che se crediamo in lui, nessuno potrà più toglierci la gioia che abbiamo in lui (Giovanni 16:22).

La gioia di cui parla il Nuovo Testamento non è quel tipo di felicità che possiamo avere in un momento per poi perderla non appena ci troviamo di fronte a circostanze avverse, è più come una fonte inesauribile di gioia alla quale abbiamo sempre accesso. È la stessa immagine che troviamo nel Salmo 1 per descrivere l’uomo che vive in stretta comunione con Dio:

Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. (Salmo 1:3)

Forse non tutti sanno che il quartiere nel quale ci troviamo è per così dire un “quartiere con i piedi i acqua”, proprio perché è stato costruito su una parte del delta della Maggia e, nonostante la bonifica, gran parte delle fondamenta degli edifici si trova sotto il livello della falda.

Quando è stata costruita l’Arca il garage sotterraneo è stato progettato come vasca impermeabile proprio per impedire l’entrata dell’acqua del lago. Quando c’è stata l’ultima esondazione del lago nel 2014, siamo riusciti a fatica tenere l’acqua fuori dal garage, ma in certi punti l’acqua è stata più forte e così entrava da dove poteva. Questo mi ha ricordato quanta acqua c’è durate tutto l’anno attorno al nostro garage e quanto difficile è tenerla fuori. Proprio come nella nostra vita, che è immersa nella gioia in Cristo e che è praticamente impossibile tenerla fuori.

La gioia che ci porta il Natale – la certezza dell’amore di Dio, la certezza che possiamo avere una relazione personale con Gesù Cristo e che lui si prende cura di noi – è come un fiume sotterraneo di gioia, che ci rinvigorisce costantemente, a prescindere dalle circostanze della nostra vita. Questo è un dato di fatto, proprio come è un dato di fatto che sotto l’Arca passa costantemente l’acqua del lago.

Il problema è che anche noi a volte è come se costruissimo una vasca impermeabile tutto attorno a noi per impedire che l’acqua entri. Questo avviene ad esempio quando rimuginiamo troppo sui nostri problemi, sui nostri fallimenti o sulle circostanze avverse attorno a noi. Oppure quando dimentichiamo quanto semplice è sperimentare Dio.

Grazie a Dio, lo Spirito Santo è più potente di ogni nostra barriera e riesce sempre di nuovo a fare breccia nei nostri cuori, a portare un po’ della gioia in Cristo nella nostra vita quotidiana. Immagina però quanto più completa potrebbe essere la tua gioia in Cristo, se non ti sforzassi così tanto di tenerla fuori.

Io credo che spesso non riusciamo a sperimentare questa gioia in Cristo perché i mezzi per raggiungerla sono così ordinari. Il messaggio del Natale ci racconta di come la vita di Gesù è iniziata in tutta semplicità. Allo stesso modo la vita cristiana inizia in tutta semplicità, senza grandi azioni e conquiste, ma con il più semplice e ordinario atto di umile richiesta a Gesù di diventare nostro Signore e Salvatore, di perdonare i nostri peccati e di accoglierci nella famiglia d Dio Padre.

Poi la vita e la gioia crescono in noi nel corso degli anni, ma attraverso pratiche comuni, quasi noiose: l’obbedienza quotidiana alla volontà di Dio, la lettura della sua Parola e la preghiera, la partecipazione al culto, il servire i nostri fratelli e sorelle in Cristo e il nostro prossimo, il dipendere da Gesù nei momenti di sofferenza, il portare regolarmente a Lui i nostri pesi, il chiedere giornalmente forza e guida allo Spirito Santo.

È così che a poco a poco la nostra fede cresce e che le fondamenta della nostra vita si avvicineranno sempre di più a quel profondo fiume di gioia che scorre in noi. Non lasciatevi scoraggiare dal quanto ordinari sono i mezzi che Dio ha previsto per raggiungere questa gioia, perché in questa ordinarietà si nasconde la straordinaria ricchezza del Vangelo. Non fare l’errore che il mondo ha sempre fatto, non cercare di isolarti da questa semplice gioia, cercando di gestire e affrontare da solo tutti i tuoi problemi e le tue difficoltà.

Se hai già questa gioia in Cristo, allora sii pronto ad attingere a questa fonte ogni giorno. In tutta semplicità. Se hai invece sempre solo apprezzato l’idea di Gesù, ma non Lo hai mai accettato come tuo personale Salvatore e Signore, fallo ora e ricevi anche tu accesso a questa fonte di gioia. Poiché la storia di Natale è reale e vera, la nostra gioia e la nostra comunione possono essere reali e abbondanti anche in questo periodo dell’anno.

Amen

Altri sermoni

Sperimentare Dio in situazioni impossibili

Sperimentare Dio in situazioni impossibili

Quando Dio ci parla una cosa è certa: non possiamo rimanere lì dove siamo e fare quello che ci chiede di fare. Ogni volta che nella Bibbia leggiamo che Dio ha invitato qualcuno ad unirsi a Lui in ciò che stava facendo, quella persona non poteva restare semplicemente...

La risurrezione cambia le nostre priorità

La risurrezione cambia le nostre priorità

Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: «Non temere, io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti»....