Il Dio delle seconde opportunità

18 Aprile 2021

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini: «Alzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando». Giona partì e andò a Ninive, come il SIGNORE aveva ordinato. (Giona 3:1-3a)

Il libro di Giona ha certamente a che fare con l’amore e la misericordia di Dio per il mondo, per coloro che sono al di fuori del popolo di Dio e addirittura per i nemici di Dio. Ma non solo, ci sono molte altre sfaccettature in questo breve libro. Leggiamo ad esempio di come Dio agisce nei confronti di Giona e di come gli offre una seconda opportunità.

Se Dio fosse stato solo preoccupato di raggiungere i Niniviti, sicuramente avrebbe reclutato qualcun altro. Avrebbe chiamato qualcuno che gli avrebbe ubbidito e che avrebbe portato avanti la sua missione. Ma non è ciò che vediamo qui. 

Il punto centrale che vorrei trasmettervi nel messaggio di oggi è che Dio è altrettanto interessato alla nostra crescita e al nostro bene quanto lo è alla buona riuscita della sua missione.

Quando Dio ci parla più di una volta

La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini… (Giona 3:1)

Ricordate come è iniziata la disavventura di Giona? Vorrei riportarvi un attimo all’inizio del libro, perché troviamo frasi praticamente uguali a quelle che abbiamo letto oggi:

La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, figlio di Amittai, in questi termini: «Alzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me». (Giona 1:1-2)

Le parole “Alzati, va’ a Ninive” hanno un senso di urgenza. Dio le usò per ottenere da Giona una risposta immediata. Dio gli disse: “Va in quella città. Predica loro. Dì loro che sono nei guai se non si pentono!”. Ma Giona fece qualcosa di impensabile per un profeta di Dio, “Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE” (Giona 1:3).

Dio non permise però che il suo profeta si accontentasse della mediocrità, di una vita lontano dal Signore e dagli scopi di Dio per la sua vita. Dio scelse di disciplinare Giona, anche se avrebbe benissimo potuto limitarsi a punirlo e poi lasciarlo morire. Diciamocelo, sarebbe stato solo più che giusto, visto ciò che aveva combinato Giona.

Ma il Signore dell’universo non aveva ancora finito con lui. Per Giona era giunto il momento di di ripartire da dove aveva sbagliato la prima volta, con l’opportunità di fare le scelte giuste.

Non è meraviglioso sapere che il nostro Signore è così misericordioso e pieno di amore nei nostri confronti, che non si arrende con noi, non importa quanto ci ribelliamo contro di lui? Non è incredibile che è disposto a perdonarci e a riportarci in comunione con lui e sulla strada che lui aveva originariamente previsto per noi? Naturalmente a condizione che ci ravvediamo!

Ma attenzione! Prima di andare avanti è importante fare una precisazione: non puoi presumere che Dio ti darà sempre una seconda opportunità! Se ancora sei indeciso se seguire o meno il Signore nella tua vita, non pensare di poter rimandare all’infinito la tua scelta. Non puoi speculare sul fatto che avrai tempo per deciderti o che Dio ti darà ancora altre opportunità. Dio ti sta chiamando ora, ravvediti e scegli di accettare il perdono che Cristo ti offre!

Se invece ti consideri credente, non dimenticare che Giona ha sì fatto una scelta sbagliata ed è poi stato perdonato, ma è comunque andato a Ninive! Se Dio ti dice di fare qualcosa, fallo. Lui ti è fedele e non ti lascerà e non ti abbandonerà, ma non pensare che ti sia permesso di prendertela comoda finché non ti sentirai pronto per fare ciò che Dio ti chiede! Sarebbe un grave errore di valutazione e potresti semplicemente perderti le benedizioni che Dio ha in serbo per te.

Dio non abbandona i suoi piani per noi

«Alzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando». (Giona 3:2)

Evidentemente Dio stava chiedendo a Giona di prendere una decisione. Probabilmente Giona era disteso sulla spiaggia, stremato, dopo essere stato appena vomitato dal pesce sulla terraferma. Doveva quindi alzarsi e mettersi in cammino verso Ninive.

Anche nella nostra vita Dio può rivolgersi a noi in questi termini, chiedendoci di “alzarci”, ovvero di uscire dalla zona di comfort nella quale ci troviamo, per darci un nuovo incarico. Magari pensi che, siccome sei già stato obbediente in passato a Dio, facendo o rinunciando a qualcosa che lui ti aveva chiesto, tu ora possa stare tranquillo.

Ma non è così che funziona la vita con Dio. La strada del cristiano è un cammino in continua crescita, con sfide e opportunità sempre più grandi che ci permettono di dimostrare la nostra dedizione al Signore. Più ci dimostriamo fedeli alla sua volontà, più il Signore ci darà nuove opportunità di crescita. Saranno queste sfide, se noi le affrontiamo, a farci crescere nella fede.

Dio chiese nuovamente a Giona di recarsi a Ninive per annunciare l’imminente giudizio di Dio su quella città. Noi possiamo anche aver dimenticato la missione che Dio ci ha affidato, ma non dobbiamo pensare nemmeno per un istante che anche Dio se ne sia dimenticato. Se in passato hai sentito la chiamata del Signore a fare qualcosa di be preciso e tu hai risposto positivamente per poi col tempo dimenticartene, non pensare che anche Dio se ne sia scordato.

Dio conosceva molto bene Giona. La prima volta che lo ha chiamato, Giona è fuggito. Ma Dio gli è stato dietro. Sapeva che non sarebbe stato entusiasta di fare ciò che gli aveva chiesto, ma nella sua grazia Dio lo ha nuovamente invitato a unirsi alla sua missione.

C’è magari stato un momento nella tua vita, nel quale eri particolarmente entusiasta e ripieno di Spirito Santo, da dedicare la tua vita pienamente al Signore? Io so che ci sono stati momenti nella mia vita, nei quali ho sentito Dio particolarmente vicino e nei quali ho affermato con convinzione che avrei fatto qualsiasi cosa lui mi avesse chiesto.

Altre volte mi sono invece chiesto come avrei mai potuto fare ciò che mi stava chiedendo… Ma quando riesco a lasciare da parte le mie paure umane, mi rendo anche conto che il Signore è al mio fianco, che lo Spirito Santo è all’opera in me e che sarà lui a darmi le forze e il coraggio per adempiere la promessa che ho fatto un giorno al Signore di servirlo con tutto me stesso.

Voglio perciò invitare te e anche me stesso a cogliere la chiamata di Dio, come fece Giona. Non dimenticare che abbiamo a che fare con un Dio misericordioso.

Hai fatto caso che non proferisce una sola parola di rimprovero nei confronti di Giona? Non lo confronta con il suo fallimento come potrebbe fare un padre frustrato con il proprio figlio, dicendogli: “Hai imparato la lezione? Ora spero che farai ciò che ti dico io!” No, come dice Giona stesso nel capitolo 4 quattro, il Signore è “un Dio misericordioso, pietoso, lento all’ ira e di gran bontà” (Giona 4:2). Per questo possiamo sapere che Dio ha in vista solo il nostro bene e la nostra crescita.

Vedi come Dio agisce con Giona e con noi? Il tuo cuore è simile al cuore di Dio? Quando qualcuno attorno a te sbaglia e fugge dalla volontà di Dio come reagisci? Condanni o perdoni? Sei paziente? Sei gentile? Dai alle persone intorno a te una seconda e una terza opportunità? Chi è che vorresti prendere a martellate? Con chi tendi ad essere più duro? A chi il Signore vuole che tu mostri il suo cuore di grazia? Chiedi al Signore di mostrarti la compassione che anche tu stesso hai ricevuto da lui.

Dobbiamo capire che al Signore non interessa solo il risultato finale, ovvero che un giorno saremo con lui in paradiso per tutta l’eternità. Si preoccupa anche dell’intero processo che ci porta a quel traguardo. Per questo non ci dà solo quello che vogliamo, ma anche tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Siamo come bambini che non sanno cosa è bene per noi. Pensiamo che una torta a colazione sia perfetta. Pensiamo che tutto ciò di cui abbiamo bisogno siano i videogiochi. Siamo testardi, stupidi, superficiali e miopi. Il nostro Signore è un Padre perfetto che ci proteggerà e provvederà a noi e ci guiderà, non solo a ciò che è mediocremente buono, ma al meglio!

Detto questo, quale dovrebbe essere dunque la nostra giusta risposta a tutta questa grazia e misericordia di Dio nei nostri confronti?

La nostra giusta risposta: ravvedimento

Giona partì e andò a Ninive, come il SIGNORE aveva ordinato. (Giona 3:3a)

Riflettiamo un attimo sulla risposta di Giona. Direi che ci troviamo di fronte a un classico esempio di ravvedimento. Il ravvedimento biblico descrive quel processo di quando ci si rende conto di essere andati dalla parte sbagliata, verso l’idolatria e il peccato, ci si ferma e si decide di voltarsi per andare dall’altra parte, verso Gesù e ciò che lui chiede.

È comunemente descritto come un radicale mutamento del modo di pensare. Infatti, questo è letteralmente ciò che significa la parola greca. Ma in realtà è molto più di questo. È un cambiamento di cuore che porta a un cambiamento nel comportamento. Questo è il ravvedimento.

Ed è proprio ciò che accadde a Giona. Dopo aver dapprima rifiutato l’incarico di Dio ed essersi allontanato da lui, si ferma, si gira e va dall’altra parte, verso ciò che Dio dice, verso ciò che Dio chiede. E questo è ciò che Dio vuole anche da noi.

Spesso pensiamo alla vita cristiana come a una vita di fede, e lo è, ma è anche una vita di ravvedimento. Più cresciamo in Gesù, più peccato verrà alla luce nel nostro cuore e più profonda sarà la nostra visione di Dio e della sua santità. Vedremo nuove parti del nostro cuore che ancora non onorano Dio. Sempre di nuovo dovremo soffermarci, prendere coscienza delle nostre mancanze per confessarle e voltarci da esse. Questa è la vita cristiana: un continuo voltare le spalle al peccato, per tornare a Gesù.

La vita Cristiana non si limita alla salvezza iniziale, quando diamo per la prima volta la nostra vita al Signore e gli chiediamo perdono per i nostri peccati. La vita del cristiano continua con quello che la Bibbia chiama santificazione. Se Gesù è nella nostra vita, siamo stati liberati dal potere del peccato e il Signore ha iniziato un processo che serve a trasformarci e a renderci sempre più simili a Cristo.

Ma più la nostra conoscenza del Signore cresce e più lo Spirito Santo agisce nella nostra vita, più saremo consapevoli del peccato che c’è in noi. E più lo Spirito Santo agisce in noi, più saremo in grado di dire no al peccato. È così che il Signore ci fa crescere, proprio come ha fatto con Giona.

La mia continua preghiera è che lo Spirito Santo porti alla luce le mie mancanze e i miei errori, che non permetta che io transiga su un determinato peccato nella mia vita. Non perché penso che altrimenti il Signore non mi accetti, ma perché desidero vivere una vita che piace a Dio.

Forse ti stai chiedendo come potresti parlare della tua fede sul posto di lavoro, in famiglia o con gli amici. Ti faccio una semplice proposta. La prossima volta che sbaglierai nei confronti di una di queste persone – e lo farai – prendila come un’opportunità per confessare il tuo errore. Chiedi al tuo collega, al tuo coniuge o all’amico di perdonarti. Spiega come Gesù ti spinge a fare una cosa così controcorrente. Potresti essere sorpreso dall’impatto che una simile dichiarazione personale può avere sui non credenti ai quali desideravi tanto parlare di Gesù.

Ma ora potresti chiedere: “Vorresti davvero che fossimo come Giona?”. Alcuni di voi conoscono il resto della storia che vedremo nelle prossime settimane. Il profeta portò il messaggio di Dio a Ninive, i Niniviti risposero positivamente e Giona… iniziò a tenere il broncio.

Possiamo dire che si era veramente ravveduto? O stava solo facendo ciò che Dio si aspettava da lui? Era così esausto dopo tre giorni nel ventre del pesce da essere disposto a fare qualunque cosa? Era semplicemente a corto di alternative? Non possiamo saperlo con esattezza.

Ma sapete una cosa? Per quanto mi riguarda tutto ciò è davvero incoraggiante. Perché? Perché anch’io sono complicato almeno quanto Giona. A volte mi serve tanto tempo per rendermi conto di ciò che sto sbagliando. Spesso mi sembra di non fare alcun progresso. Mi ritrovo a fare sempre di nuovo gli stessi errori.

Ravvedersi non è facile. E sarà così finché Gesù non tornerà. La crescita nella fede è estremamente lenta. Fino ad allora, siamo chiamati a percorrere questa lunga strada del ravvedimento e della fede. Ma ricordate come terminò la preghiera di Giona nel ventre del pesce? Giona dichiarò che “la salvezza viene dal SIGNORE” (Giona 2:10).

In realtà non solo la salvezza, ma tutto viene dal Signore. Tutta la nostra vita dipende dal Signore. Possiamo dunque stare certi che “che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi 1:6). La nostra speranza sta nel fatto che è lo Spirito Santo a compiere l’opera in noi. Tutto il ravvedimento viene da Lui. Lui compie un lavoro nei nostri cuori che ci spinge in ginocchio di fronte al nostro Signore.

Ma stiamo attenti a non andare oltre. È facile pensare: “Se sbaglio sarà lo Spirito Santo a correggermi e a cambiare il mio cuore, nel frattempo faccio come meglio credo”. Oppure: “Posso continuare a fare quello che sto facendo e ravvedermi più tardi”. Non è così che funziona. Noi dobbiamo fare la nostra parte e ravvederci quando ci rendiamo conto di sbagliare.

Dio era all’opera nella vita di Giona e lo è anche nella nostra. Per questo vorrei terminare con alcune domande sulle quale potrai riflettere la prossima settimana. In che modo pensi che Dio voglia che tu segua l’esempio di Giona? In che modo ti sta chiamando al ravvedimento? Ci sono peccati nella tua vita che non vuoi lasciare andare? Cose che stai cercando di evitare di condividere con i tuoi fratelli e le tue sorelle? Cose che ti fanno indietreggiare e ti tengono lontano dal meglio che Dio ha in serbo per te? Parlane con il Signore!

Siamo come Giona. La nostra natura ci porta a fuggire dalla presenza di Dio, ma Dio non ci lascia andare. Dio è all’opera in ogni credente. Il nostro è un Dio delle seconde e terze opportunità, ma a noi spetta il dovere di ascoltare la sua chiamata e di seguirlo ovunque lui ci chiede di andare. Non dimenticare che Dio è altrettanto interessato alla nostra crescita e al nostro bene quanto lo è alla buona riuscita della sua missione.

Amen

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