La caduta dell’invincibile | Naum 2

Michel Di Feliciantonio
Pastore
Immaginate per un attimo una giornata al mare d’estate. Lo so che negli ultimi mesi ha fatto freddo ed è stato piovoso e che siamo in Svizzera e quindi non c’è il mare qui. Ma se vi sforzate riuscirete comunque ad immaginare una giornata estiva al mare.
Pensate alla sabbia calda sotto i vostri piedi, la pelle esposta al sole che si riscalda, la bibita ghiacciata che vi rinfresca la mano, il fruscio delle onde, lo schiamazzo dei bambini che giocano con una palla. E’ incredibile quello che i nostri cervelli riescono a fare. Riusciamo ad immaginare cose che sono lontane da noi. Immaginare una giornata estiva al mare quindi è difficile ma non impossibile.
Immaginate ora di vivere a Gerusalemme più o meno 650 anni prima della nascita di Cristo.
In questo periodo la superpotenza mondiale è l’impero assiro che ha come capitale Ninive. Si tratta di un impero potentissimo, vasto e quindi avete sperimentato sulla vostra pelle la potenza, lo splendore, la forza, l’organizzazione di questo impero.
Avete sentito parlare della temibile cavalleria assira, avete visto le immagini che rappresentano la brutalità della tortura assira, avete subito la feroce propaganda dell’impero. Tutti voi conoscete qualcuno che è stato ucciso, o imprigionato o esiliato dall’impero assiro.
Vivendo quotidianamente la realtà del regno assiro vi siete convinti che questo regno sia invincibile, imbattibile, eterno. Nessun regno prima di questo Assiro, infatti, è stato così influente, così grande, organizzato fino ad ora.
Siete quindi a Gerusalemme durante il regno assiro.
Un giorno, mentre state lavorando, si presenta un uomo che si chiama Naum. Si dice che sia un profeta, ovvero un uomo che parla per conto di Dio, il Signore e che ha un messaggio importante che Dio vuole condividere con il suo popolo.
Naum inizia il discorso e riporta le parole del Signore. La prima cosa che fa il Signore è autodescriversi per ricordare al suo popolo chi lui è, cosa significa essere per il Signore o contro il Signore. E poi Naum vi dice una cosa impensabile, una cosa che non avreste mai pensato di ascoltare: Ninive e il Regno assiro saranno distrutti.
Questo è quello che avete sentito le scorse due domeniche con i messaggi di Giovanni e Lorenz.
A questo punto siete un pò confusi, un po ‘ sconcertati. Ma in che senso Ninive e gli Assiri saranno distrutti?
Naum continua a parlare, continua a riportare le parole del Signore. E sentite cosa dice, a partire dal 1 versetto del secondo capitolo.
Dio annuncia la fine di Ninive
2:1 Un distruttore marcia contro di te; custodisci bene la fortezza, sorveglia le strade, rafforza le tue reni, raccogli tutte le tue forze!
2 Poiché il Signore ristabilisce la gloria di Giacobbe e la gloria d’Israele; perché i saccheggiatori li hanno saccheggiati e hanno distrutto i loro tralci.
Sta per arrivare un distruttore, che marcia contro Ninive. Il Signore sfida Ninive a prepararsi, a raccogliere le forze in vista di questa battaglia. Ma tutto sarà inutile, perché il Signore sta per ristabilire la gloria d’Israele.
Il Signore sta per abbattere i suoi nemici e al tempo stesso innalzerà il suo popolo. Il Signore si è unito al suo popolo e il suo popolo gode della vittoria del suo Signore.
E per visualizzare questa vittoria futura, questa liberazione inaspettata Naum porta i suoi lettori a vedere delle anteprime di una battaglia che avverrà anni dopo. Un pò come vedere un trailer di un film utopico. Scorci, scene, immagini di qualcosa che sembra impossibile.
Dio mostra la fine di Ninive
3 Lo scudo dei suoi prodi è tinto di rosso, i suoi guerrieri vestono di porpora; nel giorno in cui egli si prepara, l’acciaio dei carri scintilla e si brandiscono le lance di cipresso.
4 I carri si lanciano furiosamente per le strade, si precipitano per le piazze; il loro aspetto è come di fiaccole, guizzano come fulmini.
“Ecco, guardate l’esercito che marcia verso Ninive…” “Un esercito che marcia contro Ninive?” “Ma che dici Naum, hai bevuto?” “No, no, guardate bene…”
In lontananza, dice Naum, si vede un esercito. I libri di storia ci dicono che l’esercito in questione è l’esercito composto dai medi e dai babilonesi, che nel 612 a.C assediò Ninive. Mancano ancora degli anni.
E quindi rispondete così a Naum: “Va bene Naum, forse un giorno ci sarà un esercito che marcerà contro Ninive, ma Ninive ha un esercito superiore, degli ufficiali imbattibili…” Naum continua:
5 Il re di Ninive si ricorda dei suoi prodi ufficiali; essi inciampano nella loro marcia, si precipitano verso le mura e la difesa è preparata.
6 Le porte dei fiumi si aprono e il palazzo crolla.
7 È fatto! Ninive è spogliata e portata via; le sue ancelle gemono come colombe e si battono il petto.
8 Ninive era come un serbatoio pieno d’acqua, e ora l’acqua fugge! Fermatevi! fermatevi! Ma nessuno si volta.
Naum descrive la sconfitta del regno assiro. Una cosa incredibile, impensabile per voi che state ascoltando. Nella profezia che Naum riporta i prodi ufficiali inciampano, si preparano per difendersi ma accade l’inimmaginabile: i fiumi inondano la città e il palazzo crolla. Ninive la grande città è sconfitta!
I fiumi al versetto 6 potrebbero essere un’immagine dei soldati che invadono la città, ma secondo alcuni resoconti antichi il fiume Tigre inondò effettivamente la città di Ninive causando il crollo di alcune parti di mura e favorendo la vittoria dell’esercito medo-babilonese.
L’immagine dell’acqua viene usata anche al versetto 8, ma per indicare l’irrefrenabile e incontrollabile fuga dei niniviti. Ninive sembrava una fortezza inespugnabile, come una cisterna o un serbatoio pieno d’acqua. Sembrava impossibile che l’acqua potesse uscire. Invece ora l’acqua scappa via, l’esercito assiro è disperso.
Voi che state ascoltando Naum ora iniziate ad immaginare la scena. Nella vostra mente vedete i soldati nemici scappare pieni di paura, vedete il palazzo di Ninive che viene abbattuto. Ora iniziate a sperare, a credere in qualcosa di impossibile. E quindi mentre ascoltate vi avvicinate un po verso il profeta e dite:
“E poi Naum, cosa succede? Cosa succederà al regno assiro, che ha depredato, saccheggiato, distrutto, che ha portato paura e sofferenza ovunque?” Naum risponde “tutto quello che gli assiri hanno fatto, stanno per subirlo. Tutto il male che hanno inflitto si riverserà su di loro. ” Infatti Naum continua dicende:
9 Saccheggiate l’argento, saccheggiate l’oro! Ci sono tesori senza fine, montagne d’oggetti preziosi di ogni specie.
10 Essa è vuotata, spogliata, devastata; i cuori vengono meno, le ginocchia tremano, tutti i fianchi sono dolenti, tutti i volti impallidiscono.
11 Dov’è questo covo di leoni, questo luogo dove facevano il pasto i leoncelli, dove il leone, la leonessa e i leoncelli passeggiavano, senza che nessuno li spaventasse?
12 Là il leone sbranava per i suoi piccoli, strangolava per le sue leonesse e riempiva i suoi covi di preda, le sue tane di rapina.
Oggi sappiamo che nel 612 a.C., dopo tre mesi di assedio, le difese di Ninive cedono, la città viene conquistata e distrutta e il re assiro muore.
I saccheggiatori diventano i saccheggiati, coloro che depredavano subiscono la depredazione, coloro che incutevano timore impallidiscono, coloro che predavano diventano preda. I tesori che erano stati accumulati vengono dispersi. La tana del leone è vuota, i leoni non ci sono più.
Dio realizza la fine di Ninive
Quello che ha fatto l’esercito babilonese è stato incredibile. Nessuno poteva immaginare che il regno assiro potesse essere sconfitto. Ma non sono i babilonesi i veri protagonisti di questa storia. Infatti il capitolo 2 di Naum conclude con questo versetto:
13 «Eccomi a te», dice il Signore degli eserciti; «io brucerò i tuoi carri che andranno in fumo, la spada divorerà i tuoi leoncelli; io strapperò dal paese la tua preda e non si udrà più la voce dei tuoi messaggeri».
Il vero protagonista è Dio. Lui è il Signore degli eserciti. L’esercito babilonese non è altro che un esercito guidato dal Signore per eseguire il suo piano e distruggere Ninive. La fine di Ninive, che per gli ebrei al momento è ancora lontana e difficile da immaginare, sarà opera del Signore. Le armi da guerra verranno distrutte, i soldati annientati, la forza di Ninive schiacciata.
A partire dalla sconfitta di Ninive il regno assiro inizia a perdere importanza e potere, fino ad essere completamente distrutto e dimenticato. Oggi della grandiosa città di Ninive non resta che un cumulo di rovine.
Interessante storicamente, ma comunque un mucchio di sassi. Ninive non spaventa e non opprime più nessuno.
Che incredibile incoraggiamento per il popolo di Dio oppresso. Poter immaginare la fine del regno assiro, poter credere per fede che un giorno le cose sarebbero cambiate.
Cosa avresti fatto dopo aver ascoltato le parole di Naum, mentre sei a Gerusalemme, preoccupato a causa del regno assiro? Ti trovi di fronte ad un bivio: credere alle parole di Naum oppure no. Credere che il regno assiro un giorno sarebbe stato sconfitto e vivere con questa speranza, oppure continuare a vivere la vita come prima.
Dio ha realizzato la fine del regno di satana
Qualcuno forse sta pensando, “bella storia”, ma queste cose sono successe migliaia di anni fa. Cosa c’entrano con noi oggi? In Ticino nel 2026?
Come si colloca questa storia di Naum 2 con la tua storia, con le tue sfide quotidiane a scuola, a lavoro, con gli amici?
Beh, intanto Dio è lo stesso, non è cambiato, la sua potenza non è diminuita, la sua sovranità su ogni centimetro dell’universo non è alterata con il passare dei millenni.
E’ Dio che definisce e determina il futuro. E’ Dio che interviene in prima persona per far finire il regno assiro. E credo che quello che ha detto Naum non si limiti solo alla fine del regno assiro ma anche della fine di ogni regno malvagio e anche alla fine del regno più malvagio di tutti.
Si, perchè ancora oggi c’è un regno che semina terrore, paura, morte, distruzione: il regno di satana.
Naum parla direttamente di Ninive e dell’Assiria. Tuttavia la Bibbia ci mostra che dietro ogni regno che si oppone a Dio esiste una ribellione più profonda, quella del peccato e di Satana. La caduta di Ninive diventa quindi un’anticipazione di una vittoria ancora più grande.
La nostra situazione oggi in un certo senso non è molto diversa da quella di Gerusalemme 600 anni prima di Cristo.
Basta guardare alle nostre vite. Soffriamo, cadiamo, sbagliamo. Ci confrontiamo con la malattia, con la depressione, con il fallimento, con la morte. Alcuni di noi vivono situazioni di dolore e di sofferenza estrema. Alcuni di noi vivono fasi prolungate di valle dell’ombra della morte. Alcuni di noi si svegliano spesso angosciati, impauriti, stanchi. Alcuni di noi vanno a dormire con l’ansia e il panico a fargli compagnia.
Anche noi oggi subiamo la violenza, l’ingiustizia di un regno che è contrario al Signore. Viviamo in un mondo segnato dal peccato e dalla ribellione a Dio, un mondo in cui il regno delle tenebre continua ancora ad operare e opprimere. Un regno malvagio, anch’esso rappresentato nella Bibbia da un leone. Un leone ruggente, ci ricorda Pietro, che “va attorno …cercando chi possa divorare.”
Mi piacerebbe pensare di essere un leone, di essere l’animale in cima alla catena alimentare. Ma la verità è che io non sono un leone, sono una preda, una preda che il nemico vorrebbe divorare. La situazione non è affatto facile. L’agonia è reale. La lotta è reale. La sofferenza è reale.
Alla luce di tutte queste cose è facile iniziare a pensare che sia tutto qui, che questa è l’unica realtà, che quello che vediamo rimarrà così per sempre.
Ma in realtà i giorni del regno di satana sono segnati. Tanti anni dopo Naum, Dio ha mandato il suo unico Figlio, Cristo Gesù, per annunciare la fine del regno di satana. Così come Naum annuncia la fine di Ninive, la venuta di Gesù ci annuncia la fine di satana. Ed in particolare è la morte di Gesù sulla croce che proclama la sconfitta di satana e del suo regno.
Durante la sua vita Gesù ha detto:
Giovanni 12:31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; 32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me».
Gesù annuncia la fine del principe di questo mondo attraverso la sua morte sulla croce. E dopo la sua morte e la sua resurrezione, i primi discepoli confermano quanto Gesù aveva predetto.
L’apostolo Paolo infatti scrive:
Colossesi 2:13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i peccati, 14 avendo cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; 15 e avendo spogliato i principati e le potestà, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.
E l’autore della lettera agli ebrei aggiunge che Cristo, con la sua morte, ha distrutto “…colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo,” e ha liberato “tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita.” (Ebrei 2:14-15).
Gesù sulla croce ha sconfitto il regno di satana e ha liberato coloro che credono in lui. Gesù ha già vinto. E Gesù un giorno tornerà e finirà ciò che ha iniziato. Il regno del terrore, del peccato di satana sta per essere distrutto completamente.
E la sua distruzione, il suo annientamento coincide con l’innalzamento del popolo di Dio. La gloria di Dio diventerà la nostra gloria. Coloro che hanno creduto in Cristo e sono stati feriti, attaccati, saccheggiati spiritualmente, perseguitati a motivo di giustizia, torturati a causa del nome di Gesù saranno innalzati e tutti vedranno il popolo di Dio splendere.
A volte si dice che nella vita bisogna visualizzare l’obiettivo per riuscire ad ottenerlo. A volte si dice “se riesci ad immaginarlo allora allora puoi farlo”. Bellissima frase motivazionale, ma a volte nella vita reale questo non accade. Tante volte ho visualizzato ed immaginato delle cose che poi non si sono realizzate. In me non c’è la capacità di plasmare il futuro. Certo, posso impegnarmi, posso dare tutto me stesso, posso vivere in maniera attiva e non passiva, in maniera intenzionale e non rassegnata. Ma non posso andare oltre. Non posso determinare quello che succederà.
Anche spiritualmente, non posso dichiarare delle cose, anche nel nome di Gesù, e pretendere o pensare che si avvereranno. Io non sono in grado di determinare il futuro. Mi posso impegnare, mi posso sforzare, ma non posso fare altro.
La buona notizia è che Dio fa quello che io non sono in grado di fare, anzi che Dio lo ha già fatto. E Dio promette che chiunque crede in Cristo Gesù viene liberato dal regno di morte di satana e viene incluso nel suo regno e che un giorno tutti coloro che hanno creduto in Cristo Gesù vivranno per l’eternità nel suo regno, un regno dove non ci sarà più morte, distruzione, sofferenza, malattia, depressione, senso di colpa, angoscia, pensieri negativi.
Gli abitanti di Gerusalemme, dopo aver ascoltato l’incredibile profezia su Ninive, dovevano decidere se credere a una vittoria che ancora non vedevano. Anche noi siamo chiamati a decidere se credere alla vittoria di Cristo che è già stata ottenuta ma non ancora pienamente manifestata. Dove riponi oggi la tua speranza? Nelle circostanze che vedi o nelle promesse di Dio?
Oggi potrebbe essere il giorno in cui capisci, realizzi e credi che Dio ha vinto il regno male per te. Il giorno in cui la tua vita cambia, non nelle circostanze, ma nella speranza che è in te: Cristo Gesù.
