La risurrezione cambia le nostre priorità

17 Aprile 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: «Non temere, io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti». (Apocalisse 1:17-18)

Quando parliamo di Pasqua, parliamo di risurrezione. La risurrezione è il necessario completamento dell’opera compiuta da Gesù Cristo sulla croce, perché senza la risurrezione la croce non ha senso. Se ci fosse solo la croce, il peccato vincerebbe. La risurrezione è la prova della vittoria di Cristo sul peccato e che noi possiamo avere una vera speranza di salvezza.

Ma è anche molto più di questo. La risurrezione è un invito a sperimentare il Cristo vivente nella nostra vita. La risurrezione non è solo un evento accaduto nel primo secolo. Continua ad avere un impatto sulla nostra vita fino ad oggi. Perché in realtà, non solo Cristo è risorto, in Cristo anche noi siamo risorti a nuova vita. Questo è il dono di Dio a tutti coloro che ripongono la loro fede in Suo Figlio.

Come può questa potenza della risurrezione diventare reale nella nostra quotidianità? Analizziamo insieme il significato delle parole che Gesù rivolse a Giovanni nell’Apocalisse.

La potenza della resurrezione

Non temere, io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. (Apocalisse 1:17b-18a)

Quando Giovanni vide il Cristo risorto, cadde a terra come morto. Ma subito Gesù lo tranquillizzò dicendogli, in sostanza, che non doveva temere perché Lui è Dio! Gesù ricordò a Giovanni che Lui esisteva sin da prima della creazione del mondo e che esisterà per tutta l’eternità. Inoltre è un Dio vivente, che prende parte attivamente a ciò che succede nel mondo.

La risurrezione è ciò che differenzia Gesù da qualsiasi altro leader di una religione mondiale. Ogni leader religioso che abbia mai camminato su questa terra è morto ed è ancora morto fino ad oggi. Solo Gesù è stato risuscitato dai morti. Se Gesù non fosse risorto, non sarebbe diverso da qualsiasi altro buon insegnante religioso venuto prima o dopo di Lui.

Già solo questo fatto ci fa capire che la risurrezione non è solo un’importante dottrina sulla quale riflettere, bensì un invito a sperimentare il Cristo vivente nella nostra vita. Se non ci appropriamo di tutto ciò che Dio ci ha messo a disposizione attraverso la risurrezione di suo Figlio, allora ciò che Cristo ha fatto non ha alcun valore per la nostra vita. Dio desidera che tu possa sperimentare la risurrezione nel tuo cammino quotidiano con il Cristo risorto.

Gesù disse ai suoi discepoli: “Poiché io vivo, anche voi vivrete” (Giovanni 14:19). Il potere della che ha risuscitato Cristo dai morti, che poi lo ha innalzato alla destra del Padre e lo ha messo sopra tutti i principati e le potenze di questo mondo, è lo stesso potere che ora opera in noi!

Già solo questo fatto, dovrebbe fare la differenza nella nostra vita! Perché dovremmo avere paura della battaglia spirituale se Cristo è con noi? C’è qualcosa che non possiamo affrontare e superare se camminiamo con Cristo? Con la sua risurrezione Gesù ha sconfitto il peccato. In quali ambiti della tua vita vorresti sperimentare maggiormente questa vittoria?

Ascolta attentamente: la guerra è vinta! Non credere alla bugia di Satana che dobbiamo noi combattere contro di lui. Digli semplicemente: “Sei già stato sconfitto! E lo stesso potere che ti ha sconfitto è quello che ora opera nella mia vita”. Non farti ingannare dal pensiero che ti tiene così occupato a combattere Satana, da non avere tempo per seguire Cristo. La guerra è finita! La potenza della risurrezione è a tua disposizione!

Se viviamo con Cristo, ci troviamo in una nuova dimensione spirituale rispetto al mondo che non lo conosce. Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è stato dato” (Matteo 13:11). E qui una domanda sorge spontanea: se ti è stata data la capacità di comprendere i misteri di Dio, stai usando la tua sensibilità spirituale che ti è data dallo Spirito Santo che opera in te, per rilevare l’attività di Dio? O ti comporti come il mondo, ignorando Dio finché non hai bisogno di Lui per tirarti fuori da una crisi?

Se vuoi sperimentare la potenza della risurrezione nella tua vita, devi essere spiritualmente attento per poter osservare ciò che Dio già sta facendo in te e attorno a te, per poi operare le necessarie correzioni nella tua vita in modo da poter partecipare alla sua attività redentrice. Come cristiano sei un testimone per Cristo, una dimostrazione visibile di ogni verità di Dio!

Dio ci offre l’opportunità di vivere una vita ben più entusiasmante di quella che spesso viviamo. Cosa potrebbe fare Dio nella tua vita se sapesse che ti sei completamente arreso a Lui? Cosa potrebbe fare in te e attraverso di te se tu credessi veramente che ti ha già benedetto di ogni benedizione spirituale (Efesini 1:3), che ti ha già liberato dal potere delle tenebre (Colossesi 1:13) e che ha reso te che eri morto nel peccato pienamente vivente e guarito in Cristo (1 Pietro 2:24)? Sei disposto a lasciarti usare da Lui? O ti accontenti dell’ordinario, soddisfatto di essere insignificante per il Regno di Dio?

Resurrezione a vita eterna

Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli… (Apocalisse 1:18b)

Gesù ha una prospettiva totalmente diversa dalla nostra sulla vita e sulla morte. Non so se ci hai già fatto caso, ma ogni volta che Gesù ha parlato della vita e della morte, si percepisce che intendeva qualcosa di diverso da quello che noi solitamente pensiamo. Noi definiamo una persona morta, quando il suo corpo smette di funzionare. Eppure, quando Gesù parlava di quel tipo di morte lo chiamava “dormire”.

Lo fece ad esempio quando risuscitò la figlia di Iairo, uno dei capi della sinagoga, della quale però Gesù disse: “La bambina non è morta, ma dorme” (Luca 5:39). Oppure quando risuscitò il suo amico Lazzaro di Betania, che era già morto e sepolto da quattro giorni, ma del quale Gesù disse: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo” (Giovanni 11:11). “Risvegliare” Lazzaro significava riportarlo alla vita fisica e restituirlo alla sua famiglia, proprio come fece con la figlia di Iairo.

Riportare in vita coloro che erano fisicamente morti non era una grande sfida per Gesù. Gesù si riferiva al loro stato di morte fisica come a un “dormire”, perché Lui aveva il potere di svegliarli, ridando loro la vita dicendo solo una parola. Quelle persone sarebbero però, prima o poi, nuovamente morte nel nostro senso del termine.

Ciò che invece Gesù può fare ora, dopo aver sconfitto la morte con la sua risurrezione, è di ben altra portata. La Bibbia ci dice a riguardo:

Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna. (Ebrei 5:8-9)

La sua risurrezione ha dimostrato che la morte non poteva trattenerlo nella tomba, né aveva potere su di Lui. E poiché Egli è eterno, la nuova vita che Lui ci dona è di natura eterna. Quindi, Gesù non è semplicemente venuto a salvarci dal “dormire”, ovvero dalla morte fisica, bensì dalla morte eterna per portarci a una vita eterna.

Gesù ha detto in molte occasioni che coloro che credono in Lui non moriranno mai. Eppure i credenti “muoiono” in continuazione; cioè, i loro corpi fisici muoiono e vengono restituiti alla terra. Se la priorità di Gesù fosse stata la vita sulla terra, avrebbe abolito la nostra morte fisica. Ma non è quello che Gesù ha fatto, perché quella non era la sua priorità. La sua priorità era l’eternità, che inizia però già ora trasformando la nostra vita.

Studiare la risurrezione non è un esercizio accademico. Il nostro scopo non deve essere una semplice raccolta di informazioni, bensì l’applicazione nella nostra vita quotidiana. Una conoscenza secca, scolastica e impersonale di Dio non porta vita. La vera conoscenza di Dio è sempre personale, potente e cambia la vita.

Chiaramente, il primo passo in questo viaggio è la conoscenza. Devi conoscere la verità e capire ciò che Dio ha fatto nella risurrezione. In secondo luogo, devi credere che la risurrezione a vita eterna è vera. Lo Spirito Santo è stato incaricato di aiutarti ad accettare la verità come reale, testimoniando al tuo spirito che ciò che stai vedendo è vero.

In terzo luogo, devi ricevere la verità nella tua vita. Non è sufficiente conoscere la verità o persino credere alla verità. Devi accoglierla come tua. Infine, devi vivere la verità. Questo significa prendere ciò che hai imparato e agire sulla base di esso rendendolo parte della tua vita quotidiana. Riesci a capire e a credere come la risurrezione di Cristo completa la croce?

La realtà dell’eternità

… e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti. (Apocalisse 1:18c)

La morte è il potere ostile alla vita e a Dio a cui Cristo ha tolto il dominio. Il regno dei morti descrive invece il potere e la dimensione a cui sono consegnati i defunti dopo la loro morte. Entrambi questi poteri sono stati sconfitti da Gesù con la sua risurrezione. La risurrezione è la chiave che ci dà accesso a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce.

Siccome Gesù è “la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6), lui tiene in mano la chiave per accedere al regno dei morti e per decidere chi può uscirne per risorgere a vita eterna. Non c’è cosa più bella che sapere che in Cristo non dobbiamo più temere la morte. Nient’altro nella vita conta veramente se non assicurarci il nostro destino eterno. O come disse Gesù:

Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? (Matteo 16:25)

Potrebbe sembrare ovvio, ma l’eternità è per sempre! La vita sulla terra è temporanea, ma l’eternità ci aspetta tutti. Tragicamente, poche persone riflettono veramente sull’eternità durante la loro vita e tanto meno si preparano ad essa. Se quindi noi sappiamo che cosa ci aspetta dopo la morte, non dovrebbe essere nostra priorità prepararci adeguatamente per essa?

Quando Gesù mandò settanta dei suoi discepoli “a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare”, si assicurò che tenessero sempre ben presente la realtà dell’eternità. Li mandò a proclamare: “Il regno di Dio si è avvicinato a voi” (Luca 10:1-20).

Quando tornarono dalla loro missione pieni di gioia, raccontarono dell’incredibile successo che avevano avuto e dei miracoli che Dio aveva compiuto attraverso di loro. Essendo usciti nel potere del nome di Gesù, furono testimoni dell’impossibile. Persino i demoni furono sottomessi alla loro autorità (Luca 10:17). Tutto ciò che raccontarono era molto incoraggiante, ma Gesù li costrinse a vedere ogni cosa dalla giusta prospettiva dicendo loro:

Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. (Luca 10: 18–20)

Queste parole molto forti di Gesù ci ricordano una cosa molto importante: non farti distrarre dal successo, non ricercare la tua gioia nei risultati, non trovare la tua identità nelle cose che fai o nel lavoro che hai. Invece, rallegrati di questo e solo di questo: il tuo nome è scritto nei cieli! Rallegrati del fatto che Dio ti ha scelto, che Dio ti ha benedetto, che Dio sta lavorando in te e attraverso di te.

Ricorda che ora, attraverso la tua vita, Lui sta operando per portare altri alla vita eterna attraverso il vangelo di Gesù Cristo che Lui ti ha affidato per esserne messaggero. Essere un cristiano significa avere una relazione con il Signore risorto e vivere la nuova vita nella risurrezione. Questa realtà ha un impatto su ogni area della nostra vita. Stabilisce nuove priorità e ci permette di vedere ciò che ci accade qui nel tempo e nello spazio da una prospettiva eterna.

La risurrezione cambia tutto. Cambia il modo in cui educhiamo i nostri figli, perché ora ci rendiamo conto che le loro anime sono eterne. Cambia il modo in cui investiamo il nostro denaro, perché tutte le cose materiali saranno bruciate e solo ciò che è eterno durerà. Cambia il modo in cui usiamo il nostro tempo, perché il tempo sulla terra è breve, mentre l’eternità è per sempre. Cambia il modo in cui vediamo le persone, perché non importa quanto male possano apparire ai nostri occhi, non vogliamo vedere nessuno condannato al giudizio eterno.

La priorità di Gesù era di portare al sicuro le nostre anime in vista della vita eterna per la gloria di Dio. Qual è la priorità della tua vita?

Amen

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