Le sfide che Dio ci prepara per riportarci a sé

8 Agosto 2021

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

L’indomani, allo spuntar dell’alba, Dio mandò un verme a rosicchiare il ricino e questo seccò. Dopo che il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale e il sole picchiò sul capo di Giona così forte da farlo venir meno. (Giona 4:7-8a)

Domenica scorsa abbiamo visto Giona per la prima volta felice dall’inizio della sua avventura. Dio aveva fatto crescere un ricino per fare ombra sulla sua testa e per calmarlo della sua irritazione. In risposta a questo miracolo di Dio “Giona provò una grandissima gioia” (Giona 4:6), una gioia che fu però di breve durata.

Leggendo i versetti di oggi ho dapprima sofferto con Giona, ma il mio cuore si è poi riempito di gratitudine quando ho capito cosa Dio stava cercando di fare nella sua vita. I versetti di oggi ci insegnano che non possiamo concentrarci sulle piante di ricino – sulle benedizioni momentanee e temporali che Dio ci concede – per garantire la nostra felicità.

È cresciuto in me un rinnovato senso di gratitudine per ogni modo che Dio ha per operare nella mia vita e riportarmi a sé. Ed è anche ciò che mi auguro possa crescere in te mentre segui questo messaggio.

Permetti al verme divino di rosicchiare e seccare il tuo orgoglio

L’indomani, allo spuntar dell’alba, Dio mandò un verme a rosicchiare il ricino e questo seccò. (Giona 4:7)

Mi immagino come Giona abbia dormito bene e si sia risvegliato finalmente riposato, solo per poi rendersi conto che il nuovo giorno sarebbe stato ancora più pesante di quello prima. Accadde infatti ciò che meno si sarebbe aspettato: la pianta per la quale era stato così grato il giorno prima stava cominciando a seccare davanti ai suoi occhi.

Lo stesso Dio che aveva fatto crescere miracolosamente il ricino, lo aveva fatto seccare altrettanto miracolosamente. È incredibile come a volte sono le piccole cose a far uscire il peggio da noi. Né la tempesta, né l’enorme pesce che inghiottì Giona bastarono a risolvere completamente il vero e profondo problema nel cuore di Giona, ovvero la sua difficoltà ad accettare la misericordia di Dio verso un popolo che non fosse Israele.

Il verme che Dio mandò andò a toccare Giona nel profondo del suo orgoglio, della sua rabbia e della sua ipocrisia. Giona si era attaccato a qualcosa di molto insignificante come una pianta di ricino per poter essere nuovamente felice ma, come abbiamo visto domenica scorsa, Giona non si è dimostrato altrettanto grato a Dio. Pensava semplicemente di meritarsi quella particolare benedizione. Togliendogli la pianta Dio lo ha profondamente umiliato.

Prima di continuare l’applicazione di questo passaggio alla nostra vita vorrei mostrarvi un dettaglio interessante che si può dedurre dal testo. La parola ebraica per “verme” indica un particolare insetto conosciuto come “vermiglio della quercia” (Kermes vermilio) che veniva raccolto, essiccato e polverizzato per estrarre una preziosa tintura color porpora.

Lo stesso verme riappare nel Salmo 22 nel quale il salmista Davide descrive profeticamente le sofferenze e la gloria del Signore Gesù Cristo. Gesù stesso ha citato questo salmo prima di morire. Al versetto 8 il Messia è proprio descritto come un verme:

Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo. (Salmo 22:8)

Già i primi Padri della chiesa videro nel verme che rosicchiò il ricino di Giona un’immagine per Cristo che, col suo sangue versato in croce, distrusse qualsiasi autorità della legge mosaica su di noi. L’opera di Gesù Cristo rappresenta la fine di ogni sforzo umano per essere salvati o ogni tentativo di apparire giusti davanti a Dio attraverso le opere della legge.

Dio voleva dunque insegnare a Giona – e a noi – che nessuno sforzo da parte nostra può farci meritare la misericordia di Dio. Perché Cristo diventa la pietra d’inciampo per molti? Perché distrugge il nostro orgoglio e ogni nostro tentativo di apparire giusti davanti a Dio. Gesù è colui che ci dice “prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Matteo 11:29).

Anche nella nostra vita possono esserci momenti nei quali ci sentiamo così a nostro agio con le benedizioni di Dio, che dimentichiamo che è solo grazie al sangue di Cristo che vi abbiamo accesso. Quando è stata l’ultima volta che ti sei confrontato in tutta sincerità con ciò che Cristo ha fatto per te? Abbiamo bisogno di farlo per poter per mettere da parte il nostro orgoglio. E non solo all’inizio della nostra vita con Dio, bensì ogni singolo giorno.

Ricordiamo che Gesù dovette riprendere anche il grande Apostolo Paolo dicendogli:

La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. (2 Corinzi 12:9)

Gesù, il “verme divino”, è venuto per rosicchiare e far seccare ogni pianta di orgoglio, tutto ciò che è in noi di terreno o carnale, che ci lega al mondo e ci trattiene dal ricercare con tutto il cuore il Regno di Dio e la sua giustizia. Proprio ciò che Giona avrebbe dovuto fare a Ninive.

La promessa di Gesù è che se cerchiamo prima il regno e la giustizia di Dio, sarà il Signore stesso a provvedere ad ogni nostro bisogno (Matteo 6:26-34). Se guardi a Cristo, riconosci come la sua semplicità e la sua totale devozione al Padre mette in mostra il tuo orgoglio? Sei disposto a non essere in ansia per il domani e a permettere che sia Dio a provvedere per te, servendo solo Lui anche quando non comprendi appieno le sue vie?

Non opporre resistenza al vento di Dio

Dopo che il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale… (Giona 4:8a)

All’alba, il Signore mandò il verme, ma poi, quando il sole si fu alzato, il Signore mandò ancora qualcosa altro, un “un soffocante vento orientale”. Questa è la quinta volta che vediamo il Signore mandare qualcosa a Giona.

Ci furono momenti in cui il Signore mandò cose per ostacolare Giona e ci furono momenti in cui il Signore mandò cose per Giona per la sua protezione. La tempesta era destinata a fermare Giona, il grande pesce a proteggerlo, la pianta a confortarlo, il verme a togliere questo stesso conforto, e infine, il soffocante vento orientale a metterlo ulteriormente alla prova.

Già fa caldo in quelle regioni, ma questo vento causò probabilmente anche pesanti tempeste di sabbia che avranno prosciugato il suo palato, la sua pelle e lo avranno fatto sentire miserabile. Tutto questo è stato fatto dallo stesso Dio alla stessa persona, Giona, ma per ragioni diverse e in momenti diversi. Allo stesso modo Dio agisce in modi diversi in momenti diversi anche nella nostra vita.

Il Signore ha il diritto di fare ciò che vuole, per chi vuole e per qualsiasi motivo Egli voglia. Più volte leggiamo nell’Antico Testamento che Dio ha castigato i suoi figli quando se lo meritavano e che lo ha fatto con amore, affinché smettessero di ribellarsi a Lui e tornassero a Lui. L’avventura di Giona è proprio uno di questi casi di ribellione. Nel Salmo 135 leggiamo:

Il SIGNORE fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli oceani. Egli fa salire le nuvole dalle estremità della terra, provoca i lampi per la pioggia, sprigiona il vento dai suoi depositi. (Salmo 135:6-7)

Il Signore non ha forse operato in modi simili anche nella nostra vita? Quando ha voluto attirare la nostra attenzione ci sono state volte in cui ha permesso o addirittura ha portato certe situazioni difficili nella nostra vita, e quando ha voluto incoraggiarci nel nostro cammino, il Signore ha provveduto e ci ha protetto miracolosamente.

Credete che Giona abbia capito che la crescita miracolosa del ricino, la sua distruzione e l’improvvisa apparizione di quel vento fossero eventi miracolosi? È probabile che se Giona non fosse stato tanto irritato con Dio avrebbe subito accolto quegli eventi come un segno divino, ma credo che fosse troppo preso dalla sua rabbia interiore che lo accecava.

Il giorno prima aveva dormito bene solo perché Dio gli aveva dato ombra, ma non era riuscito a depositare anche la sua ira nelle mani di Dio. Certamente non aveva messo in pratica ciò che l’Apostolo Paolo ci consiglia:

Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo. (Efesini 4:26-27)

Riflettendo sul significato del soffocante vento orientale, mi è venuta in mente un’immagine che troviamo spesso nella Bibbia per descrivere l’agire di Dio. Se pensate al significato che il vento può avere nella Bibbia, cos’altro vi viene in mente? Il termine ebraico per vento è “ruach”, che nell’Antico Testamento è anche il termine usato per descrivere lo Spirito di Dio, così come il termine greco “pneuma”, che ha lo stesso significato.

Leggendo del “soffocante vento orientale” che Dio fece soffiare improvvisamente, ho pensato allo Spirito Santo che “soffia dove vuole” (Giovanni 3:8) e che discese come un “vento impetuoso” (Atti 2:2) sui discepoli riuniti a Gerusalemme a Pentecoste.

Il Nuovo Testamento parla di come lo Spirito Santo investe e riempie il credente che si lascia guidare da Dio, ma in questo caso Giona ha opposto resistenza al vento di Dio. In quel momento lo Spirito di Dio stava cercando di agire in Giona come Gesù stesso ha annunciato che avrebbe fatto quando sarebbe venuto il Consolatore, ovvero che avrebbe convinto il mondo “quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” (Giovanni 16:8).

La domanda è se riusciamo ad accogliere il leggero soffio dello Spirito Santo che cerca di convincerci ad abbandonare “ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria (Efesini 4:30-31).

Sia il termine “ruach” che “pneuma” possono significare “soffio”, “brezza” o “vento”. Lo Spirito Santo può agire in noi come una leggera brezza rinfrescante che ci consola, ci dà ristoro e ci dona le forze per affrontare le nostre sfide e per fare la volontà di Dio. Ma può anche operare come un vento caldo, violento, impetuoso e devastante se non lo ascoltiamo.

L’Apostolo Paolo afferma:

Se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete. (Romani 8:13)

Non possiamo pensare che Dio continuerà semplicemente a farci piovere addosso le sue benedizioni se scegliamo di ribellarci continuamente a Lui. Lui è paziente, gentile e indulgente, ma è anche giusto e amorevole e farà ciò che serve per rimetterci in carreggiata. Possiamo imparare le cose con le buone o con le cattive, dipende da noi, e saremo solo noi a guadagnarci o a perderci in questo processo.

Eri consapevole che lo Spirito Santo può agire in questi modi nella tua vita? Ricorda che sia che si mostra come leggera brezza che come vento soffocante, l’unico scopo dello Spirito Santo è di aiutarti a restare in stretta comunione con Dio Padre.

Torna al Signore prima che sia troppo tardi

e il sole picchiò sul capo di Giona così forte da farlo venir meno. (Giona 4:8b)

La conseguenza naturale della ribellione di Giona all’agire dello Spirito Santo fu che il sole cominciò a picchiare direttamente sulla sua testa al punto da farlo svenire. Dio aveva protetto Giona dal sole cocente del deserto, ma senza la protezione – evidentemente la capanna che si era costruito non era sufficiente – Giona si trovava completamente esposto.

Anche noi possiamo fare solo due cose in risposta agli interventi correttivi di Dio nella nostra vita: possiamo brontolare contro Dio e non cambiare nulla nel modo in cui affrontiamo la nostra vita, oppure possiamo fermarci, riflettere sul cammino che abbiamo intrapreso e tornare al Signore con tutto il cuore, prima che ci succeda qualcosa di peggio.

Proprio come Giona sentì gli effetti del calore cocente del sole sulla sua testa, che lo fece svenire, anche noi possiamo arrivare a sentirci esausti, senza forza e motivazione, proprio anche a causa della nostra ribellione.

A volte la nostra ribellione è molto sottile e fatichiamo a riconoscerla come tale. Magari inizia quando vediamo calare la nostra motivazione a pregare, leggere la Bibbia, frequentare la chiesa o se evitiamo i fratelli che potrebbero porci domande scomode. Se noti questi sintomi nella tua vita non aspettare troppo tempo per reagire.

So che è duro ammettere di esserci allontanati da Dio, ma più tempo si aspetta più energia costa fare di nuovo un passo verso Dio. Sperimentare questo conflitto interiore può essere deprimente e sconcertante, ma non dobbiamo dimenticare che la carne è una forza che è stata sconfitta alla croce. Lo Spirito Santo lotta contro la nostra carne e desidera rinnovare a poco a poco la nostra mente, in modo da renderci capaci di riconoscere i falsi desideri della carne e le sue menzogne.

Quando siamo in una posizione ribelle a Dio, come Giona, è probabile che invece di percepire il gentile soffio dello Spirito Santo, lo vivremo piuttosto come un vento soffocante che ci fa soffrire ancora di più. Siamo però di fronte a una scelta: possiamo rattristare o spegnere lo Spirito Santo oppure possiamo lasciarci riempire da questo vento che Dio ci manda.

Vorrei incoraggiarti a fare sempre di nuovo un passo verso Dio, pur piccolo che sia, anche se non riesci a fare lunghe preghiere o se ti vergogni a fare grandi confessioni. Anche se apri solo un piccolo spiraglio a Dio, lo Spirito Santo potrà riprendere il suo lavoro in te e a poco a poco la gioia prenderà il sopravvento e allontanerà l’irritazione.

È però ancora meglio è evitare di arrivare al punto che Dio debba mandare il suo vento soffocante e farci soffrire sotto il sole cocente del suo giudizio. Per riuscirci è utile iniziare ogni giornata nella consapevolezza che senza la forza dello Spirito Santo non siamo in grado di fare le cose buone che vorremmo. Chiediamogli di guidarci, di poter sperimentare la sua potenza, di darci pazienza e autocontrollo, pace, gioia e amore.

A volte la vita cristiana può sembrarci davvero difficile, ma non dobbiamo scoraggiarci. In Cristo abbiamo già la vittoria e, passo dopo passo, lo Spirito Santo vuole aiutarci a sperimentarla anche nella nostra vita quotidiana!

Dio non ci ha dato lo Spirito Santo principalmente per riprenderci o correggerci, bensì per riempirci della pace e dell’amore di Dio. Cogli dunque ogni fresca brezza della misericordia di Dio quando si rivela nella tua vita. Ricorda che nella sua grazia il suo unico scopo è di mostrarsi potente nella tua debolezza!

Amen

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