Liberati dalla seduzione del male | Naum 3

Michel Di Feliciantonio
Pastore
Oggi arriviamo all’ultimo capitolo di Naum e quindi è utile domandarsi: di cosa parla il libro di Naum? Circa 100 anni dopo il profeta Giona, il libro di Naum annuncia al popolo di Dio che il regno assiro stava per essere distrutto e sconfitto. Questo tema è presente in tutti e 3 i capitoli.
E all’inizio di questo terzo capitolo troviamo, in un certo senso, il cuore pulsante dell’oracolo contro Ninive. Spero abbiate con voi delle Bibbie cartacee, perché vi vorrei far notare una cosa.
Dalla fine del primo capitolo alla fine del terzo e ultimo capitolo troviamo un chiasmo. Cos’è un chiasmo? “Il chiasmo è una figura retorica che consiste nell’accostare due gruppi di parole, legate tra loro da motivi concettuali, in modo che l’ordine dei termini è invertito nel secondo rispetto al primo gruppo.”
E’ più facile mostrarvelo che spiegarvelo, però è utile sapere che questa figura retorica da un equilibrio al testo e mette in risalto l’elemento che è al centro del chiasmo, che è l’unico che non si ripete due volte. Guardiamo insieme.
A Un invito a celebrare (1:15)
B La visione del profeta (2:1–10)
C La provocazione del profeta (2:11–12)
D La dichiarazione di Yahweh (2:13)
E Oracolo del “Guai” (3:1–4)
D’ La dichiarazione di Yahweh (3:5–7)
C’ La provocazione del profeta (3:8–13)
B’ La visione del profeta (3:14–17)
A’ Un invito a celebrare (3:18–19)
Dio denuncia la seduzione di Ninive
Grazie a questo chiasmo, capiamo che i versetti 1-4 del capitolo 3 sono al centro della visione.
Naum 3:1 Guai alla città sanguinaria, piena di menzogna e di violenza, che non cessa di depredare! 2 Si ode rumore di fruste, frastuono di ruote, galoppo di cavalli, sobbalzare di carri.
3 I cavalieri danno la carica, fiammeggiano le spade, sfolgorano le lance, abbondano i feriti, si ammucchiano i cadaveri, sono infiniti i morti, si inciampa nei cadaveri. 4 Questo a causa delle tante fornicazioni dell’avvenente prostituta, dell’abile incantatrice, che vendeva le nazioni con le sue fornicazioni e i popoli con i suoi incantesimi.
Guai a Ninive. Questo è il messaggio del Signore. E’ il messaggio che abbiamo esplorato in queste settimane e che esploreremo anche oggi. Guai al regno che devasta, guai al regno che si comporta come se non dovesse rendere conto a nessuno. Guai agli imperatori che si arricchiscono sulle spalle delle persone che dovrebbero guidare con giustizia ed equità. Guai ai sistemi che usano la menzogna e non la verità, guai ai regni che usano la propaganda per portare avanti i loro loschi affari e per giustificare la loro malvagità.
Guai soprattutto ai regni che perseguitano il popolo di Dio, guai a quei governi che non permettono al popolo di Dio di adorarlo liberamente.
Guai a voi, dice il Signore degli eserciti, la distruzione si sta per abbattersi su di voi. Le ferite che avete inferto, i morti che avete seminato stanno per diventare i vostri feriti e i vostri morti.
Per quale motivo il Signore sta per giudicare Ninive? V.1 Perchè è una città sanguinaria, violenta. Quindi a causa della sua brutalità, della sua forza ingiusta, del suo essere come un leone che sbrana. I primi due capitoli hanno trattato questo aspetto di Ninive.
Ma qui nei primi versetti del cap.3 viene elencata anche un’altra ragione come causa del giudizio di Dio contro Ninive. Guardate il versetto 4: Questo a causa delle tante fornicazioni dell’avvenente prostituta, dell’abile incantatrice, che vendeva le nazioni con le sue fornicazioni e i popoli con i suoi incantesimi.
Il Signore denuncia su Ninive non solo per la sua violenza, ma anche a causa della sua fornicazione, della sua seduzione.
Un lato del potere di un regno è la sua potenza fisica, militare. L’altro lato è la sua seduzione, i piaceri che offre, i profitti, le ricchezze, la gloria, la dissolutezza, la spiritualità malvagia, l’adorazione di cose create e non del Creatore.
I grandi imperi della storia non hanno dominato solo con la forza, ma anche con il fascino e la seduzione.
Un esempio dal passato: L’impero romano è stato in grado di distruggere i nemici con il proprio esercito, o di attirarli con la promessa della pax romana e dei profitti di un mercato imperiale.
Un esempio di oggi: Al giorno d’oggi gli imperi usano i loro eserciti e le loro armi, ma riescono a sedurre e controllare speranze, i soldi, i pensieri e le azioni di miliardi di persone attraverso il cellulare e internet. I regni del mondo non conquistano e governano solo con la spada e con la forza… ma anche con la seduzione.
Naum 3 denuncia esattamente questo e ci mostra che Dio è perfettamente consapevole di questa cosa e non rimarrà con le mani in mano. Il suo giudizio è imminente, il Signore non si è dimenticato in passato e non si dimentica oggi. Se ti sembra che il mondo oggi stia andando male, che le cose stanno peggiorando: Dio non si dimentica.
La volta scorsa abbiamo detto che questa profezia di Naum si avvererà quando l’esercito dei medi e dei babilonesi conquisterà Ninive nel 612 a.C. E abbiamo detto che la profezia non si limita a Ninive, ma è valida ancora oggi, per i regni di oggi e in ultima analisi per il regno malvagio di satana.
Guai, quindi, alla città sanguinaria ma anche alla città fornicatrice.
In questi giorni in cui vediamo i grandi del mondo, le potenze del mondo, Israele, USA, Iran, Cina, Russia giocare a fare la guerra, ricercare i propri interessi spargendo il sangue degli innocenti è incoraggiante sapere che questi regni non la passeranno liscia e che non sono loro a determinare e controllare il corso della storia ma il nostro Dio, il nostro Signore, il Signore degli eserciti.
Ma guai anche i sistemi umani malsani che promettono gloria, fama, lusso, protezione allontanando le persone da Dio continueranno sempre a disilludere le nostre speranze e cadranno sempre.
Questo è il cuore pulsante dell’oracolo contro Ninive. Guai alla città sanguinaria e fornicatrice, che distrugge e ammalia.
Dio smaschera la seduzione di Ninive
Dopo aver rivelato il cuore pulsante dell’oracolo, Naum continua e riporta delle parole dirette di Dio, vv. 5-7.
5 «Eccomi a te», dice il Signore degli eserciti; «io alzerò i lembi della tua veste fin sulla tua faccia e mostrerò alle nazioni la tua nudità, ai regni la tua vergogna.
6 Ti getterò addosso delle immondizie, ti umilierò e ti esporrò allo scherno.
7 Tutti quelli che ti vedranno fuggiranno lontano da te e diranno: “Ninive è distrutta! Chi la compiangerà?” Dove ti cercherò dei consolatori?»
L’opera di Dio consiste non solo nel distruggere militarmente il regno ma anche nel rivelare le vergogne di Ninive. Ninive, come anche poi Babilonia, è descritta come una prostituta, una persona che seduce e inganna non per amore ma per tornaconto personale.
Da una parte quindi abbiamo il popolo di Dio che viene descritto come la moglie fedele, o che almeno prova ad esserlo, e dall’altro la seduttrice malvagia. L’opera di Dio consiste nel rivelare le nudità di Ninive.
E’ un’immagine forte, molto collegata alla fornicazione di Ninive. A causa del peccato siamo portati a voler nascondere la nostra nudità. Ci sentiremmo vulnerabili, a disagio, e anche poco attraenti e sporchi se ci trovassimi nudi di fronte ad una folla di persone che ci osserva e ci giudica. Non è come essere nudi con la persona che amiamo, in un ambiente sicuro. Di fronte allo svergognamento di Ninive, tutti scapperanno via, perché Ninive, così come il male, non ha nulla di intimamente bello da offrire.
Pensate per un attimo ad una relazione dove ognuno cerca il proprio interesse, come quello tra un uomo e una prostituta,dove nessuno è disposto ad aiutare il prossimo. In una relazione del genere, non essendoci l’amore ad unire, l’obiettivo delle persone coinvolte sarà solo quello di proteggere i propri interessi.
Spiritualmente avviene la stessa cosa. Ricordiamocelo quando il peccato ci seduce, ricordiamocelo quando ci relazioniamo con il peccato. Il peccato non vuole il nostro bene, ma solo proteggere i propri interessi. Il peccato non si sacrificherà mai per noi e non ci donerà mai qualcosa di buono. Solo Cristo si sacrifica.
La prostituta che viene svergognata dal Signore è un’immagine forte che dovrebbe incoraggiarci ed esortarci.
Ci sentiamo spesso piccoli e impotenti di fronte alle seduzioni di questo mondo: non solo gli stati con i loro eserciti, ma anche internet e le sue tentazioni, i social media e le sue pressioni, il cibo e la sua promessa di felicità, il sesso extraconiugale e le sue false promesse di godimento e di intimità, il consumismo e la sua spinta verso un materialismo smodato, il cellulare è la televisione e la loro promessa di evasione dai problemi della vita, la falsa protezione di un conto in banca o l’illusione di essere completi se solo compreremo qualcosa di nuovo. Tutte tentazioni seducenti che satana usa contro di noi.
La prossima volta che ti sentirai impotente, pensa a questa immagine: la prostituta che viene svergognata. Il Signore un giorno svergognerà e umilierà queste seduzioni così come ha fatto con le seduzioni di Ninive. Sii incoraggiato, resisti, non cedere.
Guai a Ninive, la città che sta per essere svergognata e distrutta.
Ninive poteva pensarsi invincibile, poteva illudersi che le sue fornicazioni, la sua seduzione sarebbero continuate per sempre, ma si stava illudendo. E Naum attinge ad un episodio della storia per dimostrarlo.
8 Sei forse migliore di No-Amon, che stava seduta tra i fiumi, circondata dalle acque, che aveva il mare per baluardo, il mare per mura?
9 L’Etiopia e l’Egitto erano la sua forza che non aveva limiti; Put e i Libici erano i suoi alleati.
10 Eppure, anch’essa è stata deportata, è andata in esilio; anche i suoi bambini sono stati sfracellati a ogni angolo di strada. I suoi nobili sono stati estratti a sorte e tutti i suoi grandi sono stati messi in catene.
11 Tu pure sarai ubriacata e andrai a nasconderti; tu pure cercherai un rifugio davanti al nemico.
12 Tutte le tue fortezze saranno come alberi di fico dai frutti primaticci, che, quando sono scossi, cadono in bocca a chi li vuol mangiare.
13 Ecco il tuo popolo: in mezzo a te sono solo donne; le porte del tuo paese sono spalancate davanti ai tuoi nemici, il fuoco ha divorato le tue sbarre.
In questi versetti Naum prende come esempio la città di No-Amon o Tebe, in Egitto. Tebe era un’importante capitale egiziano e sembrava invincibile, ma fu distrutta dagli Assiri. Tebe era situata lungo il Nilo, che forniva una barriera naturale di difesa. Ma nonostante la sua posizione apparentemente sicura, unita al sostegno illimitato di tutto l’Egitto e dei suoi alleati (Put e i Libici), Tebe cadde e subì crudeli brutalità ed esilio per mano degli Assiri.
Tebe, Ninive, Babilonia, Roma tutta la storia ci ricorda che solo il Regno di Dio è invincibile ed eterno.
Guai a Ninive, un’altra, l’ennesima città distrutta a causa della sua malvagità. Il Signore sta per intervenire in modo risolutivo.
Naum sfida l’arroganza di Ninive
A questo punto Naum si lascia andare e sfida e prende in giro Ninive. Naum è così convinto e sicuro della profezia che non solo crede ad essa ma, addirittura, sfida e provoca Ninive. Guardate insieme a me il versetto 14 e quelli che seguono:
14 Attingi pure acqua per l’assedio! Rinforza le tue difese! Pesta la malta, impasta l’argilla! Ripara la fornace!
15 Là il fuoco ti divorerà, la spada ti distruggerà; ti divorerà come la cavalletta, fossi tu pur numerosa come le cavallette, fossi tu pur numerosa come le locuste.
16 Tu hai moltiplicato i tuoi mercanti più delle stelle del cielo; sono come le cavallette che spogliano ogni cosa e volano via.
17 I tuoi prìncipi sono come le locuste, i tuoi ufficiali come sciami di giovani locuste, che si accampano lungo le siepi nei giorni freddi e, quando spunta il sole, volano via e non si riconosce più il posto dov’erano.
Quante volte ho provocato e sfidato i miei fratelli quando eravamo più piccoli. Una sfida e una provocazione che poteva finire bene o finire male. A volte provocavo e vincevo, altre volte provocavo e perdevo. Naum invece non è preoccupato: provoca Ninive, la grande, la forte, l’invincibile sapendo che tanto sarà tutto inutile.
Gli ufficiali, i principi, i mercanti che hanno sfruttato e depredato ogni risorsa, che hanno distrutto e impoverito per il proprio interesse stanno per subire la stessa sorte.
Riflettevo sulle implicazioni di questo testo per me, oggi, nella mia vita. Vorrei fare mio questo atteggiamento di Naum. Quando mi sento oppresso, quando realizzo che sono sedotto da qualcosa che non onora il Signore, voglio impegnarmi a resistere con coraggio satana e il suo regno. Voglio provare a vivere l’oppressione e le sfide non con vittimismo e nemmeno con un trionfalismo superficiale, ma con la profonda certezza che la vittoria è in Cristo Gesù, nella sua morte e resurrezione.
Non sto dicendo che dovremmo trattare con superficialità il diavolo o provacarlo con leggerezza. Ma voglio ricordarmi che in questa battaglia io ho la vittoria certa in Cristo Gesù. Grazie alla sua vittoria posso guardare con coraggio satana, posso “sfidarlo” sapendo di essere più che vincitore in Gesù.
E’ un pò quello che fa Paolo in 1 Corinzi 15, citando anche lui una profezia dell’AT:
54… La morte è stata sommersa nella vittoria» 55 «O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.
Possiamo sfidare la nostra Ninive sulla base della vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Cosa può farci il nemico? Farci ammalare? Ucciderci?
Martin Lutero ha scritto un inno che dice:
L’antico, crudele nemico
è deciso a colpire:
sfoggia grande forza e astuzia,
su questa terra non c’è nessuno
che possa stargli alla pari.
Se ci affidassimo solo alle nostre forze
saremmo subito perduti.
Ma per noi combatte l’Uomo giusto,
quello che Dio stesso ha scelto.
Mi chiedi chi sia?
Il suo nome è Gesù Cristo,
il Signore degli Eserciti;
non esiste altro Dio all’infuori di Lui:
la vittoria spetta a Lui soltanto.
La provocazione di Naum era basata sulla potenza del Signore, non su se stesso. Similmente anche noi possiamo resistere con coraggio a satana, solo se e solo quando la nostra fede è in Cristo Gesù.
Dio libera le nazioni da Ninive e le nazioni celebrano
E arriviamo così alla fine del libro di Naum, vv. 18-19:
18 O re d’Assiria, i tuoi pastori si sono addormentati, i tuoi valorosi ufficiali riposano; il tuo popolo è disperso su per i monti e non c’è nessuno che lo riunisca.
19 Non c’è rimedio per la tua ferita, la tua piaga è grave; tutti quelli che udranno parlare di te batteranno le mani per la tua sorte. Su chi infatti non è passata la tua malvagità senza fine?
Come finisce questo libro? Naum annuncia per un’ultima volta che la fine di Ninive è stata decretata dal Signore e che questa fine è certa. E come reagiranno le nazioni quando Ninive sarà sconfitta? Con un lungo, universale applauso.
La fine di questo libro porta coloro che stanno soffrendo a causa della seduzione del peccato, a causa della malvagità del peccato a celebrare, a lodare, a ringraziare il Signore per aver posto fine alla violenza e alla seduzione del male.
Viviamo in un paese nel quale non subiamo la violenza di un esercito nemico, siamo liberi di vivere, lavorare, frequentare la chiesa. Ma quante volte siamo sedotti dal male. Quante volte siamo spinti ad adorare qualcosa che non è Dio. Quante volte siamo inclini a non impegnarci per il Regno di Dio. Ma grazie a Gesù possiamo resistere contro la seduzione del male, smascherarla e sfidarla, vincerla.
Che sia la pornografia, una dipendenza, l’avidità, la pigrizia spirituale: Cristo ti può liberare.
Che bello quello che Gesù ha fatto.
Prendendo spunto dalla fine di Naum, vorrei che concludessimo questo messaggio e questo libro prendendo un attimo per celebrare, rallegrarci ed esultare per quello che il Signore ha fatto.
La fine di Naum ricorda la fine della Bibbia, nella quale il popolo innumerevole di Dio si rallegra per la fine di Babilonia. In apocalisse 19 infatti troviamo queste parole:
Apocalisse 19:1-2, 6-7
[1] Dopo queste cose, udii nel cielo una gran voce come di una folla immensa, che diceva: «Alleluia! La salvezza, la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio, [2] perché veritieri e giusti sono i suoi giudizi. Egli ha giudicato la grande prostituta che corrompeva la terra con la sua prostituzione e ha vendicato il sangue dei suoi servi, chiedendone conto alla mano di lei»…
[6] Poi udii come la voce di una gran folla e come il fragore di grandi acque e come il rombo di forti tuoni, che diceva: «Alleluia! Perché il Signore, Dio, l’Onnipotente, ha stabilito il suo regno. [7] Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria.
Sulle sedie dovreste aver trovato un bigliettino. Vorrei incoraggiarvi a prendere un minuto e riflettere su un motivo per cui celebrare il Signore, la sua vittoria.
Pensa a qualcosa che il Signore ha fatto per te. Rifletti sulle conseguenze del peccato nella tua vita e come grazie a Dio sei stato liberato, sei stato guarito e scrivi qualcosa sul bigliettino. Signore ti lodo perché…
Oppure pensa a qualcosa che ti ha sedotto e ha preso il posto di Dio nella tua vita: i soldi, il benessere, una relazione, il cellulare, il lavoro. Qualcosa che oggi vuoi sottomettere di nuovo a Dio. Signore ti lodo perché tu sei il mio Dio e non….
Oppure fino ad oggi hai vissuto la tua vita solo per soddisfare te stesso. Hai vissuto la tua vita lontano dal Signore. Ma hai capito che Cristo è morto per te, per darti una nuova vita e vuoi accettare questo dono. Signore ti lodo perché sei morto al posto mio, per salvare me.
Prendiamo qualche istante per riflettere su quello che il Signore ci sta dicendo. Tra pochi minuti pregherò e poi canteremo insieme, celebrando il Signore.


