L’intervento del Signore coinvolge tutti | Abdia

1 Luglio 2026

Michel Di Feliciantonio

Michel Di Feliciantonio

Pastore

Quale opera di Shakespeare inizia con le seguenti parole:

Nella bella Verona, dove poniamo la scena, per antica ruggine scoppia fra due famiglie di pari nobiltà una nuova rissa, nella quale il sangue civile macchia le mani dei cittadini. Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, le cui sventurate e pietose vicende seppelliscono con la loro morte l’odio dei genitori?

Ovviamente Romeo e Giulietta, una storia che parla di una lunga rivalità tra due famiglie, i  Montecchi e i Capuleti. 

Ci sono delle rivalità che vanno avanti per anni, addirittura per secoli. Vivo in una città che ne è la dimostrazione vivente: Pisa ha una rivalità con Firenze che dura da quasi 1000 anni. 

Oggi guarderemo al libro del profeta Abdia, che tra i profeti è il più “minore” di tutti, ovvero il più corto di tutti in quanto lungo solo 21 versetti. Questo libro parla di una lunga rivalità che ha segnato secoli e secoli della storia di Israele.  

Tantissimi anni prima di Abdia, infatti, Isacco, figlio di Abramo, ha avuto due figli. Il primogenito si chiamava Esaù mentre il secondogenito si chiamava Giacobbe. 

Il rapporto tra questi due fratelli, Esaù e Giacobbe, è molto conflittuale (Genesi 25-27). I discendenti di Giacobbe saranno chiamati israeliti, mentre i discendenti di Esaù? Edomiti. Il rapporto tra questi due popoli che condividono degli antenati comuni sarà conflittuale tanto quanto, se non di più, il rapporto tra Esaù e Giacobbe. 

Con il passare del tempo, i figli di Edom erano diventati un popolo, e avevano preso possesso di una zona del medio oriente che era diventata il Regno di Edom. 

Il Regno di Edom era posizionato a Sud Est rispetto a Israele. Il territorio era montuoso e relativamente in alto, che è un dato importante per capire il testo di oggi. Grazie alla configurazione del proprio territorio, il regno di Edom era difficile da attaccare. 

Edom inoltre godeva di una notevole ricchezza. Possedeva un’importante industria estrattiva e di fusione del rame. Esigeva pedaggi dalle carovane che percorrevano la leggendaria Via Regia, che iniziava dal Mar Rosso e correva fino a Damasco. Ed infine, Edom era conosciuta anche per la sua saggezza. 

In Numeri 20 viene riportato che Israele mentra sta marciando dall’Egitto verso la terra promessa, deve attraversare il Regno di Edom:

17 Ti prego, lasciaci passare per il tuo paese, noi non passeremo né per campi né per vigneti e non berremo l’acqua dei pozzi; seguiremo la strada principale senza deviare né a destra né a sinistra finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini”». 18 Ma Edom gli rispose: «Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti, marcerò contro di te con la spada».

 Secoli di rivalità tra Edom e Giuda hanno il loro culmine quando Gerusalemme viene sconfitta e invasa dall’esercito Babilonese. Gli Edomiti approfittano di questa situazione e invece di aiutare i loro “cugini”, saccheggiano le città giudaiche, catturano e uccidono gli ebrei in fuga. 

Il salmista in esilio, ripensando a questa storia, scrive:

Salmo 137:7 Ricòrdati, Signore, dei figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: «Spianatela, spianatela, fin dalle fondamenta!»

Quando è stato scritto Abdia? Non abbiamo una datazione chiara per il libro di Abdia, ma tra le varie ipotesi credo che sia molto probabile che esso sia stato scritto durante l’esilio di Giuda in Babilonia, quindi dopo la caduta di Gerusalemme nel 586 a.C. 

Se questa datazione è corretta allora ci dobbiamo immaginare il popolo di Dio in esilio, depresso, scoraggiato, ferito dal comportamento di Edom. Possiamo immaginare che il popolo di Dio si stesse facendo delle domande: Cosà farà Dio nei confronti di questo popolo? Resterà a guardare? La rivalità tra i due popoli sarebbe durata per sempre? C’è ancora speranza per Israele?

Ed è in questo momento che il Signore parla per mezzo di Abdia, rispondendo alla supplica del salmista e di tanti altri esuli come lui. 

L’intervento del Signore

1 Visione di Abdia (ovvero servo del Signore). Così parla il Signore, Dio, riguardo a Edom: «Abbiamo ricevuto un messaggio dal Signore e un ambasciatore è stato mandato alle nazioni: “Alzatevi! Alziamoci contro di lui, alla guerra!”

2 Ecco, io ti rendo piccolo fra le nazioni, tu sei profondamente disprezzato.

Cosa farà Dio nei confronti di Edom? La risposta la troviamo già nei primi versetti. Ecco, dice il Signore degli Eserciti, io ho mosso guerra contro Edom. Il Giorno del Signore sta per arrivare, il Signore sta per intervenire contro Edom. Dio non ignora, non dimentica, ma interviene. Credi anche tu oggi che il Signore interviene, agisce in nostro favore?

Continuiamo con la lettura e poniamo attenzione al fatto che i tempi verbali della profezia sembrano essere un pò sballati. Il Signore parla a volte al presente, indicando il futuro, e a volte al passato. Ovviamente non c’è confusione nel Signore, ma l’uso del passato per parlare qualcosa di futuro sottolinea come ciò che è decretato dal Signore sicuramente accadrà.

L’intervento contro l’orgoglio

3 L’orgoglio del tuo cuore ti ha ingannato, o tu che abiti nei crepacci delle rocce e stabilisci la tua abitazione in alto; tu che dici in cuor tuo: “Chi potrà farmi precipitare a terra?” 4 Anche se tu facessi il tuo nido in alto come l’aquila, anche se tu lo mettessi fra le stelle, io ti farò precipitare di lassù», dice il Signore.  

Cosa c’era alla base di tutte le scelte sbagliate di Edom?

Edom aveva dato ascolto e aveva seguito l’orgoglio del proprio cuore.

Edom aveva guardato alle cose che aveva e aveva pensato di poterle usare per proteggersi.

Per prima cosa aveva guardato fuori dalla finestra e aveva visto delle maestose montagna. E quindi aveva pensato di potersi proteggere grazie alle montagne del suo territorio. Ma cosa sono delle montagne per il Dio che ha creato le montagne e che è presente ovunque, sulla terra così come tra le stelle dell’universo? La mano di Dio arriva là dove l’uomo pensa di essere inarrivabile. 

5 «Se ladri o briganti venissero a te di notte, come saresti rovinato! Non ruberebbero forse a loro piacimento? Se dei vendemmiatori venissero da te, non lascerebbero niente da racimolare.

6 Oh, come è stato frugato Esaù! Come sono stati cercati i suoi nascondigli!

Edom aveva poi guardato dentro le proprie dimore e aveva visto tutto l’oro che aveva ammassato. E aveva pensato di essere al sicuro perché possedeva tante ricchezze, ma le ricchezze di questo mondo sono effimere e invece di proteggere possono esporre al pericolo e alla violenza. Abdia dice ad Edom: guarda che le tue ricchezze di saranno tolte, i nascondigli che contengono le ricchezze saranno svaligiati. 

7 Tutti i tuoi alleati ti hanno respinto sino alla frontiera; quelli che erano in pace con te ti hanno ingannato, hanno avuto il sopravvento su di te; quelli che mangiano il tuo pane tendono un’insidia sotto i tuoi piedi, e tu non hai discernimento! 

Infine Edom aveva guardato dentro di sè e aveva pensato di non correre pericoli aveva scelto secondo la propria inteliggenza con chi allearsi. Edom non aveva pensato di stringere un patto o un all’alleanza con il popolo di Israele, perché il suo cuore gli aveva suggerito che umanamente parlando fosse più vantaggioso allearsi con i potenti popoli stranieri che con il piccolo popolo di suo fratello Giuda. 

Tutto questo gli costerà caro: 

8 Quel giorno», dice il Signore, «io farò sparire i saggi da Edom e il discernimento dal monte di Esaù. 9 I tuoi prodi, o Teman, saranno terrorizzati, e così tutti quelli del monte di Esaù periranno nel massacro. 

In questi primi versetti l’intervento di Dio contro Edom viene presentato e capiamo che alla base di tutto c’è l’orgoglio del cuore di Edom. La Bibbia ci mostra costantemente che il nostro cuore umano è insanabilmente malvagio, così corrotto da non dover essere seguito (dove per cuore si intende non le emozioni, ma la nostra cabina di regia).

Un cuore contraddistinto dall’orgoglio, che è la radice di ogni scelta che va contro Dio.

Agostino ha scritto:

«L’orgoglio è l’inizio del peccato. E cos’è l’orgoglio se non il desiderio di un’esaltazione ingiusta? E questa è un’esaltazione ingiusta: quando l’anima abbandona Colui al quale dovrebbe aderire come fine, e diventa una specie di fine a se stessa.»

Edom assecondando il proprio cuore aveva riposto la propria fiducia nelle cose sbagliate. Ed è una cosa che anche noi oggi facciamo. 

Dove cerchi protezione il tuo cuore? Cosa ti suggerisce di usare come rete di sicurezza per la tua vita? In che modo l’orgoglio sta guidando la tua vita invece che il timore del Signore?

Edom aveva posto la propria fiducia nelle montagne, nella ricchezza, nelle alleanza. Mi ha fatto pensare un pò a questo bellissimo paese nel quale viviamo, la Svizzera. Chissà quante persone, in questo bellissimo paese, ripongono la propria speranza nelle cose sbagliate?

L’intervento motivato

Dopo aver presentato l’intervento contro Edom, il Signore lo motiva anche. 

Nonostante il Signore sia libero di fare quello che vuole, il suo giudizio non è frutto di un capriccio. Dio, che non deve rendere conto a nessuno, decide comunque, nei versetti che seguono, di spiegare il motivo del suo giudizio. E vediamo che il verdetto di giudizio di Dio è adeguato, è proporzionato al crimine di Edom. 

10 A causa della violenza fatta a tuo fratello Giacobbe, tu sarai coperto di vergogna e sarai sterminato per sempre. 11 Quel giorno tu eri presente, il giorno in cui gli stranieri portavano via il suo esercito, e i forestieri entravano per le sue porte e tiravano a sorte su Gerusalemme; anche tu eri come uno di loro. 

12 Ah! Non gioire per il giorno della sventura di tuo fratello. Non ti rallegrare per i figli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non parlare con tanta arroganza nel giorno dell’angoscia. 

13 Non passare per la porta del mio popolo il giorno della sua sventura; non gioire, anche tu, della sua afflizione il giorno della sua sventura; non mettere le mani sul suo esercito il giorno della sua sventura. 14 Non appostarti ai bivi per sterminare i suoi fuggiaschi e non consegnare al nemico i suoi superstiti, nel giorno della sventura!

Edom aveva scelto di unirsi ai popoli che avevano invaso e deturpato la terra promessa. Invece di difendere il suo fratello aveva contribuito, con gioia, a sterminarlo.  

Come un fratello pieno di rabbia aveva goduto di quello che era successo al popolo di Dio. La rabbia del suo cuore, dopo secoli di rivalità, si è rivelata completamente contro Giuda e contro il Dio di Giuda. Edom aveva lasciato che fosse l’orgoglio a guidare la sua via e il risultato era stato indifferenza davanti alla disgrazia, compiacimento davanti alla sofferenza, opportunismo davanti alla tragedia e tradimento del fratello. 

Ecco cosa porta di buono quando il nostro orgoglio controlla il nostro cuore. 

E per questo motivo il Signore interviene promettendo giudizio e distruzione nei confronti di Edom. 

Ed è quello che è successo. Circa 30 anni dopo la caduta di Gerusalemme Babilonia attacca anche Edom e la include nel suo regno, segnando la fine dell’indipendenza di Edom. 

In un certo senso, il testo si sarebbe potuto fermare qui. Il giudizio di Dio stava per abbattersi su Edom. Agli esuli ebrei non restava che aspettare.

Ma sorprendentemente il testo non si ferma qui. 

L’intervento del Signore esteso nel tempo e nello spazio

15 Infatti il giorno del Signore è vicino per tutte le nazioni; come hai fatto, così sarà fatto a te: le tue azioni ti ricadranno sul capo.16 Come voi avete bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le nazioni; berranno e si ingozzeranno, e saranno come se non fossero mai state.

In questi versetti scopriamo che l’intervento di Dio non riguarda solo Edom, ma si estende nel tempo e nello spazio. Questo intervento ha un nome preciso: il giorno del Signore, e questo giorno del Signore coinvolge non solo Edom, ma tutte le nazioni della terra. Il Giorno del Signore, nei profeti minori, è “semplicemente un momento di intervento e di coinvolgimento divino nelle vicende umane; è un momento in cui Dio agisce in risposta agli atti di Israele e delle nazioni.”

C’è un fatto interessante che voglio condividere con voi. 

In ebraico le lettere che compongono il nome Edom sono le stesse identiche lettere che compongono il nome Adamo, il rappresentante di tutta l’umanità. Edom quindi diventa una perfetta rappresentazione di tutti coloro che sono in Adamo, schiavi del peccato di Adamo.

Edom verrà punito a causa delle sue azioni, ma lo stesso succederà per tutte le nazioni che berranno il calice pieno di ira e di giudizio di Dio. 

C’è una rivalità molto più profonda e molto più lunga di quella di Romeo e Giulietta o Pisa e Firenze. è la rivalità conflittuale presente dalla Genesi all’Apocalisse tra il seme di Dio e il seme di satana, tra il popolo di Dio e il popolo del diavolo. 

Il giudizio contro l’orgoglio e il peccato di Edom è un anticipo del giudizio di Dio contro tutta l’umanità e tutta la terra. 

Il giorno del Signore si manifesta con la sconfitta di Edom contro Babilonia, ma si manifesterà in maniera completa nel giorno finale del Signore. Tutti coloro che sono in Adamo, che fanno affidamento sul proprio orgoglio, sulle proprie ricchezze, sulle proprie capacità, che covano rabbia e che sono ribelli al Signore stanno andando contro questo temibile giudizio. 

Ma il giorno del Signore non è contraddistinto solo dal giudizio e dallo sterminio, ma anche dalla salvezza. 

L’intervento salvifico

17 «Ma sul monte Sion ci saranno degli scampati ed esso sarà santo; e la casa di Giacobbe possederà ciò che le appartiene. 18 La casa di Giacobbe sarà un fuoco, e la casa di Giuseppe una fiamma; e la casa di Esaù come paglia che essi incendieranno e consumeranno; non rimarrà più nulla della casa di Esaù», perché il Signore ha parlato.

19 Quelli della regione meridionale possederanno il monte di Esaù; quelli della pianura possederanno il paese dei Filistei, il territorio di Efraim e quello di Samaria; e Beniamino possederà Galaad.20 I deportati di questo esercito, i figli d’Israele, possederanno il paese dei Cananei fino a Sarepta, e i deportati di Gerusalemme che sono a Sefarad possederanno le città della regione meridionale. 

21 I salvati saliranno sul monte Sion per giudicare la montagna di Esaù. Allora il regno sarà del Signore.

Il giudizio di Dio è come una medaglia con due facce. Da un lato abbiamo la morte, dall’altra la vita e la salvezza. E l’immagine usata da Abdia per spiegare questa cosa è quella di duo monti. Da una parte il monte di Edom, di Esaù, che promette protezione, ricchezza, alleanze ma porta al giudizio. 

Dall’altra parte invece il monte Sion, il monte di Gerusalemme, il monte sul quale l’unigenito Figlio di Dio è stato crocifisso in modo che chiunque creda in lui non perisca ma abbia vita eterna (Sion-Golgota). 

E’ il monte sul quale è stato inchiodato il nostro orgoglio, il nostro cuore insanabilmente malvagio. E’ su questo monte che che i figli di Adamo e di Edom possono diventare figli del nuovo Adamo, Cristo Gesù, Re dei Re, Signore dei Signore, il Redentore, il Salvatore. 

E’ su questo monte che gli uomini possono trovare vera protezione, vera ricchezza, e una vera alleanza. 

Una protezione spirituale che ci ricorda che nessuno potrà rapirci dalle mani del nostro Signore. 

Una ricchezza che va oltre i soldi guadagnati, perché in  Cristo siamo eredi di Dio, tutto è nostro. 

Un’alleanza che si basa non sulla mia bravura o intelligenza, ma un’intima, profonda alleanza basata sull’impegno che Dio ha preso nei miei confronti, per amore di me, sacrificando il suo unico Figlio. 

L’intervento del Signore coinvolge tutti, il giorno del Signore coinvolge tutti. In che modo ti coinvolge questa mattina?

Probabilmente per alcuni di noi l’intervento del Signore è un giudizio di condanna. Probabilmente alcuni di noi vivono la propria vita come Edom, vicini alla salvezza ma guidati ancora dall’orgoglio del proprio cuore. 

Nella sua giustizia, Dio condannerà per sempre tutti coloro che avranno confidato nelle cose sbagliate, coloro che hanno fatto all-in su cose sbagliate. Stai fondando la tua vita sulle tue ricchezze? Stai fondando la tua vita sulle relazioni che stai costruendo? Stai fondando la tua vita sulla tua saggezze e intelligenza? Stai fondando la tua vita sul tuo orgoglio? Allora stai rischiando tutto. 

Non è sufficiente frequentare una chiesa, simpatizzare con il pensiero cristiano. Nel giorno del Signore la vera essenza delle cose verrà rivelata: il fuoco del popolo di Dio brillerà, la paglia degli edomiti sarà bruciata e consumata per sempre. 

L’unico modo per scampare dal giusto giudizio di Dio è di andare sul monte del Signore, arrivare ai piedi della croce di Cristo e dire: Mio Signore, mio Salvatore, accetto il tuo sacrificio. 

Per altri invece il giudizio del Signore non è più una condanna ma è un giudizio di grazia. Abdia ci promette che il monte di Sion per noi non è più un posto dove ricevere il calice di giudizio di Dio, ma il luogo dove Gesù, il Messia, ha preso al posto nostro il calice dell’ira di Dio. In Romeo e Giulietta è la morte della coppia a rendere possibile la pace tra le famiglie rivali, nella vita reale è il sangue di Cristo che ci permette di essere in pace con Dio, parte del suo popolo. 

Così come i giudei esiliati, anche noi come cristiani in esilio, pellegrini su questa terra dovremmo essere incoraggiati dalla profezia di Abdia. Noi cristiani siamo come gli ebrei in un modo di edomiti e possiamo essere incoraggiati come loro.

La pressione di un mondo che non si sottomette a Dio si fa sentire su noi credenti. Spesso la Chiesa sembra un piccolo ingranaggio senza risorse all’interno di un mondo enorme e i credenti sembrano sballottati a destra e sinistra dalle potenze di questo mondo.

 è facile perdere la speranza. è facile concentrarci sulle sfide dell’esilio. In mezzo a tutto questo, Abdia ci ricorda: non è tutto qui. Abdia ci ricorda: il Signore non si è dimenticato del suo popolo, ma interviene per proteggerlo, per arricchirlo, per legarsi a lui, nel suo Regno eterno. 

Caro fratello, cara sorella, stai soffrendo? Non mollare. Guarda indietro a quello che è stato promesso da Abdia e guarda che fine ha fatto Edom. Guarda indietro alla croce e ricordati che è lì e solo lì che trovi protezione eterna, ricchezze incalcolabili, comunione profonda. 

E Abdia ci ricorda che un giorno il Regno del Signore, inaugurato da Cristo con la sua morte sulla croce, si estenderà ben oltre i confini a cui Giudà era abituata. Un giorno questo nuovo regno si manifesterà completamente, con il ritorno di Cristo, e sarà chiaro che esso appartiene al solo vero Dio. E in quel giorno nessuno potrà più minacciare il popolo di Dio, perché ogni nemico sarà stato giudicato e condannato per sempre. 

Popolo di Dio, il Signore non ci lascerà per sempre nella rivalità. Il Signore interverrà per liberare e salvare chi ha fede in lui e per abbattere chi invece si e fidato del proprio cuore orgoglioso.

 

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