Lo Spirito Santo ci rivela cose imperscrutabili

5 Giugno 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Dio ha scelto di donare il Suo Spirito a ogni credente per permetterci di sperimentarlo nella nostra vita quotidiana. Ma perché è così importante per noi vivere con lo Spirito Santo? È abbastanza semplice: la persona che non conosce lo Spirito Santo di Dio non conosce Dio.

È vero che Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio per portare la vita eterna a chiunque crede in Lui e che, grazie alla sua morte e risurrezione, abbiamo la vittoria sul peccato e una nuova vita in Cristo. Ma senza l’agire dello Spirito Santo in noi, tutta l’opera di salvezza di Dio non ha alcuna rilevanza per noi.

Senza l’opera attiva dello Spirito Santo nella nostra vita, non conosceremmo Dio né avremmo la capacità di rispondergli. Per questo motivo, nessun’altra realtà della vita del cristiano è importante quanto l’essere ripieni di Spirito Santo.

Guardiamo cosa ci dice la Parola di Dio a riguardo.

Lo Spirito scruta ogni cosa

Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano». A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. (1 Corinzi 2:9-11)

Qui l’Apostolo Paolo sta citando liberamente da Isaia 64:4, per spiegare alla chiesa di Corinto che è possibile riconoscere le verità di Dio solo per rivelazione diretta da parte dello Spirito Santo. Dio aveva previsto che tutti “coloro che lo amano”, ovvero tutti coloro che credono in Gesù Cristo, avrebbero un giorno compreso il suo piano, che consisteva nel sacrificare suo Figlio Gesù Cristo per la nostra salvezza. Lo Spirito Santo glielo avrebbe rivelato.

Paolo ci spiega che nessuno meglio dello Spirito Santo, che “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio”, conosce i pensieri più profondi di Dio. Se Dio non avesse mandato lo Spirito Santo ad aprire i nostri occhi, non lo potremmo mai vedere. Se lo Spirito Santo non avesse aperto le nostre orecchie, non lo potremmo mai sentire. Se lo Spirito Santo non avesse toccato il nostro cuore, non avremmo nemmeno il minimo desiderio di conoscerlo. Se dunque oggi sei qui e desideri sperimentare Dio è perché lo Spirito Santo sta già operando in te.

A tutti noi è stato insegnato che abbiamo cinque sensi: vista, olfatto, gusto, udito e tatto. Usandoli, possiamo comprendere la maggior parte della realtà che ci circonda. Ma quando si tratta di comprendere Dio, facciamo fatica. Non lo vediamo, non lo annusiamo, non lo gustiamo, non lo sentiamo e non lo tocchiamo. Ma dentro di noi c’è un altro senso che ci permette di conoscere Dio con la stessa certezza con cui percepiamo le cose materiali con i nostri cinque sensi naturali: il nostro spirito.

Poiché siamo creature spirituali create a immagine di Dio, abbiamo facoltà spirituali che ci permettono di conoscerlo veramente. Possiamo comprenderlo, sperimentarlo e amarlo. Nei non credenti, questa facoltà è dormiente a causa del peccato. Ma questa facoltà viene vivificata dall’opera dello Spirito Santo quando nasciamo di nuovo, quando accettiamo che Gesù Cristo è morto per noi e desideriamo dare la nostra vita nelle sue mani.

Pensa a tutto ciò che già sai su Dio e a ciò che già hai sperimentato con Lui. Certo, c’è ancora molto da imparare, ma prenditi un momento per ringraziare Dio per essersi rivelato a te. E se lo desideri, chiedi allo Spirito Santo di aiutarti a vedere Dio ancora più chiaramente. Chiedigli di rivelare al tuo spirito le profondità di Dio. Impegnati poi a rispondere a tutto ciò che ti dirà. Un cuore pronto all’obbedienza sarà il segnale per lo Spirito Santo per continuare ad agire nella tua vita, perché sa che risponderai quando sceglierà di rivelarsi a te.

Sei già andato oltre l’accettazione di Cristo come Figlio di Dio e come Signore della tua vita? Se credi che Dio esiste, che ha mandato Suo Figlio a morire per te, che Dio ha risuscitato Gesù dai morti dopo tre giorni e che Cristo un giorno tornerà per i suoi discepoli, è fantastico. Ma anche Satana crede a tutto questo! Cosa rende la tua vita diversa da quella di Satana?

Per essere diversi dobbiamo desiderare che il nostro rapporto con Cristo cresca, dobbiamo ogni giorno decidere di nuovo di mettergli a disposizione la nostra vita, perché Lui è una persona da amare, non un’idea da accettare. Tutto questo è possibile solo grazie al dono dello Spirito Santo che faceva parte fin dall’inizio del piano di Dio che si è realizzato il giorno di Pentecoste.

Lo Spirito Santo: vento per le tue vele

Ma questo è quanto fu annunziato per mezzo del profeta Gioele: “Avverrà negli ultimi giorni”, dice Dio, “che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona;” (Atti 2:16-17a)

Qui siamo a Gerusalemme il giorno di Pentecoste, Pietro e un gruppo di circa 120 discepoli avevano appena ricevuto il dono dello Spirito Santo che permise loro di parlare in diverse lingue a loro sconosciute e agli ebrei provenienti da tutto l’Impero Romano di capire ciò che stavano dicendo. Pietro, nel suo primo lungo sermone, mostrò come questo evento fosse legato a una profezia dell’Antico Testamento che troviamo in Gioele 2:28-32.

Già molto prima della venuta di Gesù, Dio aveva annunciato quel giorno. Dio aveva già programmato la discesa dello Spirito Santo sui credenti come il prossimo evento significativo dopo la morte e la risurrezione di Gesù, come l’evento per eccellenza per rendere accessibile l’opera portata a termine da Gesù alla croce a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui!

Quel giorno di Pentecoste, Dio ha iniziato a spandere il suo Spirito sopra ogni persona che invoca il nome del Signore, proprio come aveva annunciato. L’apostolo Pietro, citando Gioele, ci dice che ciò che stava iniziando ad accadere lì di fronte ai loro occhi è qualcosa che avrebbe caratterizzato gli “ultimi giorni”, ovvero il periodo tra la prima venuta di Gesù e il suo futuro ritorno sulla terra, proprio il tempo nel quale ci troviamo ora!

Perché allora molti cristiani non riescono a sperimentare la profondità di ciò che Dio ha previsto per la loro vita? La ragione è il loro insufficiente rapporto personale con Dio. Quando la nostra fede si basa principalmente sulla sapienza umana e non sulla potenza di Dio, rischiamo di annullare la maggior parte di ciò che Dio vuole per la nostra vita. Quando la nostra fede è costruita solo su un insieme di dottrine e sul nostro tentativo umano di applicarle, fatichiamo a vedere la Persona, Gesù Cristo, che vuole essere il centro della nostra vita.

Non possiamo chiederci come mai non sperimentiamo Dio, se non siamo disposti a dargli tutto il nostro cuore. Per vivere la vita cristiana in pienezza, è necessario avere fede, perché “senza fede è impossibile piacere [a Dio]” (Ebrei 11:6). Dobbiamo imparare a prendere Dio in parola! Ogni risposta positiva che daremo al Signore aprirà nuove opportunità per conoscerlo sempre di più. Più lo ricerchiamo, più Lui si rivelerà a noi.

Per avere un’idea di come agisce lo Spirito Santo, provate ad immaginare un’uscita con una barca a vela. Prima di partire lo skipper dovrà assicurarsi che tutto sia pronto, l’ancora deve essere levata, le corde inserite e le vele issate. Ma tutto questo non basta. Perché? Perché le vele hanno bisogno di vento per far avanzare la barca.

Similmente anche noi possiamo preparare ogni cosa nella nostra vita per poter camminare con Dio, ma senza il vento dello Spirito non ci muoveremo. Su una barca a vela si è in balìa della natura e si dipende dal vento per muoversi. Allo stesso modo nella vita cristiana siamo nelle mani di Dio, perché senza di Lui non possiamo fare nulla, e dipendiamo dallo Spirito Santo che è la potenza di Dio senza la quale ci mancano le forze per servirlo.

È interessante notare che le parole greche ed ebraiche per Spirito (pneuma e ruah) possono essere entrambe tradotte con “soffio”, “aria”, “vento” o “respiro”. Se non soffia il vento dello Spirito nella nostra vita, andremo alla deriva senza una meta concreta, in balìa delle correnti della vita. Quindi, anche se hai fatto tutto ciò che sta nelle tue mani per essere pronto a servire Dio, è tutto inutile senza un’azione diretta da parte del suo Spirito.

Se consideri la tua vita, pensi che potresti aver bisogno di un po’ di vento nelle tue vele? Allora invita lo Spirito Santo a soffiare in una maniera rinnovata nella tua vita. Desideri avere un rapporto più profondo e significativo con il Dio onnipotente? Allora devi comprendere quanto è essenziale il ruolo dello Spirito Santo nella tua vita.

Lo Spirito Santo parla nella nostra vita

I vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno. (Atti 2:17b-18)

Con queste parole continua la citazione del profeta Gioele da parte di Pietro. Il linguaggio è poetico, tipico di un libro profetico. Non è dunque da prendere alla lettera, nel senso che solo i figli e le figlie di Israele profetizzeranno, o che solo i giovani avranno delle visioni da svegli, mentre i vecchi avranno i sogni dormendo…

Il senso è che alle persone sulle quali Dio avrà sparso il suo Spirito, Dio si rivelerà in svariati modi. Ai tempi biblici, sogni e visioni erano il modo più comune in cui Dio parlava al suo popolo. La novità è però che ora, con la venuta dello Spirito Santo, questo contatto diretto di Dio con il suo popolo non è più limitato a una cerchia ristretta di persone. Ogni persona che crede in Gesù Cristo e ha ricevuto lo Spirito Santo ha la capacità di ascoltare la voce di Dio per sé stessa e per gli altri.

Le impressioni che Dio ci dà tramite lo Spirito Santo possono essere ad esempio degli impulsi a pregare per qualcuno, un versetto o un’immagine di incoraggiamento per noi stessi o un’altra persona, una parola particolare che il Signore ci mette sul cuore di condividere o anche un impulso che ci spinge a esortare qualcuno a seguire il Signore il nella sua vita. Quando poi queste impressioni da parte di Dio vengono comunicate agli altri, allora si parla di profezia.

Il termine profezia come inteso nel Nuovo Testamento non dobbiamo intenderlo come un comunicare dei messaggi autoritativi da parte di Dio come facevano i profeti dell’Antico Testamento. Non è nemmeno una “capacità di predire il futuro”. È piuttosto da intendersi come una condivisione di pensieri che Dio ha spontaneamente messo sul nostro cuore o portato alla nostra mente tramite lo Spirito Santo.

Il dono della profezia non è mai stato pensato per comunicarci messaggi che vanno a sostituire ciò che Dio ci ha già detto tramite la sua Parola. Non è questo il suo ruolo. È importante capire che il dono della profezia non offre qualcosa in più rispetto alla Scrittura, come se fosse una sorta di perfezionamento della Parola di Dio. La profezia aiuta invece sia chi la riceve che chi la trasmette ad avere un’esperienza reale della presenza di Dio in mezzo a noi.

So che il dono della profezia, come ogni dono che Dio dà, è stato (ed è) abusato. C’è chi dà troppa importanza alle profezie soggettive, mettendole a volte anche al di sopra della Bibbia. Ma questo non dovrebbe portarci a respingere a priori questo dono che Dio ha dato. Non è che l’esperienza della profezia sia più vera o più meravigliosa che quella che possiamo fare con la Parola ispirata di Dio. Ma è uno dei doni che la vera, meravigliosa e ispirata Parola di Dio ci dice essere a nostra disposizione.

Nella mia esperienza personale ho quasi sempre sperimentato come i messaggi di incoraggiamento profetici che ho ricevuto o condiviso con altri, hanno fatto crescere in me e negli altri l’amore e la fiducia nell’autorità e nella sufficienza della Parola di Dio. Questo perché, quando è Dio stesso a parlare alle persone, quello che Lui dice va direttamente al loro cuore, andando a rafforzare le verità che già conoscono dalla Parola di Dio. Come disse Gesù:

Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. (Giovanni 14:26)

Ho scoperto come questo dono permette di avere un accesso più profondo alla grazia di Dio per me e per molti altri. La Parola di Dio ci dice che per quanto siamo fragili e spezzati a causa del peccato, e inclini all’incredulità, confusi e disorientati per colpa del diavolo, Dio ama dare ai suoi figli messaggi di edificazione, incoraggiamento e consolazione molto personali tramite la profezia (1 Corinzi 14:3).

Quindi, il mio invito è di prendere sul serio ciò che ci dice la Parola di Dio e di desiderare ardentemente il dono di profezia (1 Corinzi 14:1). Come lo possiamo fare? Innanzitutto, ricordate che la profezia è un dono dello Spirito Santo. Quindi ciò che dobbiamo fare è chiedergli di darci questo dono. Chiedigli di insegnarti come usare il dono di profezia e di guidarti mentre lo eserciti.

Quando iniziamo a chiedere a Dio di parlarci, è probabile che lo Spirito Santo inizi a darci dei suggerimenti, degli impulsi. Allena il tuo spirito a percepire questi impulsi soprannaturali, proprio come alleneresti i tuoi altri sensi a percepire il mondo visibile attorno a te. E se ti sembra di non ricevere mai nessun impulso, non preoccuparti. Se è la volontà di Dio e se tu sei aperto all’agire dello Spirito Santo nella tua vita, allora sarà Lui a decidere come e quando rivelarsi.

Un’occasione molto buona e concreta per esercitare questo dono potrebbe essere all’interno della vostra cellula. Un piccolo gruppo di persone che desiderano ardentemente questo dono è il luogo ideale per coltivarlo. Potete ad esempio pregare gli uni per gli altri e prendervi del tempo per stare in silenzio alla presenza di Dio chiedendogli se ha qualcosa da condividere con voi. Può essere un’immagine, un versetto biblico, una canzone, …

Condividete poi ciò che avete ricevuto e esaminate se qualcosa di tutto ciò che avete raccolto potrebbe avere un senso per qualcuno di voi o per voi come gruppo. Non abbiate paura di fare errori o di sbagliare. L’importante è non affermare che quello che avete ricevuto è l’assoluta verità di Dio, perché restiamo umani e imperfetti, anche nel nostro ascoltare Dio. Comunicate semplicemente le vostre impressioni e poi “esaminate ogni cosa e ritenete il bene” (1 Tessalonicesi 5:21). Il vantaggio della cellula è che potete correggervi e incoraggiarvi a vicenda.

Non permettete però alla paura di frenarvi in questo processo di crescita spirituale. La profezia edifica, incoraggia e consola in modo unico ed è per questo che Paolo ci ha raccomandato di desiderare ardentemente questo dono. Dio ha dato alla Chiesa il dono della profezia perché ci ama!

Amen

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